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sabato 10 ottobre 2015

Squadra Antimafia 7, quinta puntata: l’”approssimazione” non manca mai (manco la noia…)


Quante sono le persone che hanno una penna stilografica con il cappuccio di platino? Non certo una massa. Ma Goffredo Collina, il suocero della poliziotta esperta di informatica Anna Cantalupo, ce l’ha.

Ciò premesso…
Scoprite che uno ha una penna stilografica con il cappuccio di platino. Che nel luogo dove è avvenuto un incendio per non lasciar traccia di documenti che potrebbero ricondurre al Broker, è stato ritrovato un reperto che pare essere il cappuccio di platino di una stilografica. Non avete fino a quel momento mai dubitato del proprietario della penna, non avete fino a quel momento trovato alcun elemento che potesse farvi sospettare di un legame tra il proprietario della stilo di platino e il Broker.
Dato tutto ciò, voi avreste la folgorante certezza che Goffredo Collina, proprietario di una penna con cappuccio di platino sia il Broker? No? E’ perché non siete il vice-questore Tempofosco. Praticamente un mago. In macchina, al posto del navigatore satellitare, ha una palla di vetro che mentre Sciuto lo informa telefonicamente del ritrovamento del suddetto reperto, si illumina improvvisamente e Tempofosco “vede” il broker: Goffredo Collina.

Siamo nella ormai “classica”, consolidata, ripetuta “approssimazione" degli sceneggiatori di Squadra Antimafia. Che staranno ripetendo nell’ottava stagione, ormai scritta e in fase di ciak. La folgorazione di Tempofosco non ci sta. Fa ridere. E vorrei ricordare che fiction non è sinonimo di sciatteria, di cazzate. Vedi Il giovane Montalbano 2. Pure questa è fiction. Ma di prima qualità. In tutti i sensi: pure nella gestione delle relazioni private.

giovedì 4 dicembre 2014

Serie tv, Squadra Antimafia: intervista a Sandrone Dazieri, uno degli sceneggiatori



da: Il Giornale Digitale

Lo scrittore e sceneggiatore della famosa fiction ci parla dei suoi successi e progetti
di Paolo Fornasari

Scrittore e sceneggiatore di fiction, tra cui spicca Squadra Antiamfia, Sandrone Dazieri è l’uomo dell’anno nel suo campo d’azione. Cremonese di nascita (4 novembre 1964), Dazieri abbandona Cremona dopo le medie per andare nel bergamasco, dove frequenta la scuola alberghiera di San Pellegrino Terme. Esercita la professione di cuoco per qualche anno ma ben presto capisce che non fa per lui.
Dazieri si iscrive, quindi, a Milano a scienze politiche. È in questo periodo che entra in contatto con il cosiddetto “movimento dei centri sociali” e soprattutto con il Centro Sociale Leoncavallo di cui diventa un attivista, impegnandosi in lotte ambientaliste e per il diritto alla casa. Le ruspe che distruggeranno il Leoncavallo nel 1994 segnano il suo addio alla politica attiva (“non ho rimpianti“, afferma “ma è un percorso che si è esaurito“). Nello stesso anno abbandona l’università, il lavoro di facchino che ha sostituito quello di cuoco e si avvicina all’editoria come correttore di bozze nel service editoriale Telepress e

mercoledì 12 novembre 2014

Squadra Antimafia 6, ultima puntata: con il trio Michelini-Bocci-Pierobon e qualche colpo di...prevedibilità


Se anziché vedere le serie arretrate prima dell’inizio della sesta stagione, avessi iniziato a seguire Squadra Antimafia da quest’ultima appena terminata su Canale 5, non so se sarei arrivata fino alla decima puntata. Magari sbagliando…perché proprio verso il finale di stagione - con  l’ottava e la decima puntata (tranne gli ultimi minuti) - si è visto il meglio. Si è rivista quella che è la cifra stilistica di Squadra Antimafia. Ma due puntate e qualche altro momento nelle precedenti non fanno una stagione che, nel complesso, è stata inferiore alla quinta serie. Non sono però convinta che questo possa aver influenzato negativamente gli ascolti: buoni ma inferiori alle attese.

Non ho comunque abbandonato la visione delle puntate per la presenza, seppure centellinata, di Giulia Michelini, per l’ironia del personaggio negativo interpretato dall’ottimo Paolo Pierobon (trannne una pecca iniziale subito sistemata) e per capire se la serie stesse esaurendo le batterie. Diciamo che sta in riserva, ma con una buona “ricarica” ce la potrebbe fare. Purchè gli autori abbandonino certe “comicità”…

Dopo aver visto le sei stagioni, non posso che concordare con chi sostiene che Squadra Antimafia siano Claudia Mares e Rosy Abate, cioè le bravissime Simona Cavallari e Giulia Michelini. 



E’ indubbio, a mio parere, che la capacità degli sceneggiatori e della regia si sia manifestata nelle prime serie in cui il racconto predominante era il rapporto tra Claudia e Rosy.
Sparita Claudia, l’asse portante è diventata la coppia Rosy-Domenico. Come spesso succede quando qualcosa di un racconto assume una dimensione che va oltre le previsioni degli autori e del produttore, è inevitabile rimanerne condizionati. Nel bene e nel male.
Soprattutto in una fiction italiana. Perché nelle serie televisive americane quando un elemento “devia” assumendo un ruolo e un’importanza che sposta altri elementi, rischia di essere eliminato o…la serie perde appeal e ascolti e viene chiusa.
Probabilmente volente, ma con effetti che non credo fossero pienamente prevedibili al tavolo della scrittura, il racconto Rosy Abate-Domenico Calcaterra con il “terzo incomodo” De Silva ha dato la fisionomia alla quarta e quinta serie. 


 

Parte del pubblico ha rimpianto l’uscita della Cavallari, ma un’altra parte, o la

domenica 9 novembre 2014

Squadra Antimafia 6, ultima puntata lunedì 10 novembre: alcune domande troveranno risposta?



 
  

Perché mai trattare alcuni aspetti centrali per i personaggi ma poi non svilupparli o abbandonarli, lasciando lo spettatore con alcune domande alle quali gli autori non danno risposte.
Ad esempio…

Perché Claudia Mares, in un video per Domenico Calcaterra, gli disse che non era il padre del figlio che aspettava?
Possibile che Domenico Calcaterra, pur indaffarato nella ricerca degli assassini della Mares, pur “attirato” da una diversa Rosy Abate (quarta e quinta serie), pur impegnato a sgominare l’organizzazione Stato-mafia Crisalide (sesta serie) non si sia mai posto questa domanda?
Se anche la Mares avesse tradito Calcaterra, come poteva essere certa che lui non fosse il padre. Significava che aveva mentito sull’inizio della gravidanza. E’ vero che le fiction italiane non primeggiano per credibilità di racconto, ma, mi sembrerebbe un’ipotesi pacchiana per una serie prodotta da Taodue che è – mediamente – il meglio che si possa trovare nella tv generalista.
E…allora. Se la Mares mentì sapendo di mentire, avrà avuto un motivo per allontanare e allontanarsi da Calcaterra. Sarà mai rivelato? Oppure gli sceneggiatori non hanno nessuna intenzione di svelare un aspetto non proprio

martedì 21 ottobre 2014

Squadra Antimafia 6, settima puntata: sesta stagione, di livello inferiore alle precedenti



Come si suol dire: il buongiorno si vede dal mattino. Applicando il detto a Squadra Antimafia 6 si potrebbe dire: si era capito dalla prima puntata che questa sesta stagione sarebbe stata lontana dal livello, dall’efficacia, della quarta e quinta serie.

A parte certe “frettolosità” inspiegabili per chi lavora da anni su questo prodotto, c’è un senso di sfilacciamento nella trama e situazioni che di credibile hanno poco.
Senza Giulia Michelini, cioè Rosy Abate, manca il pathos. Meno male che c’è l’ironia di Pierobon-De Silva. Per quanto..anche questa, seppure sia divertente in mezzo a un contesto di personaggi che non hanno caratura né di scrittura né d’interpretazione (l’intera famiglia Ragno) finisce per essere poco credibile. Un cattivo così cattivo che ha spunti d’ironia lo trovi solo in una fiction.

L’impressione dello sfilacciamento sta in questa trattativa Stato-mafia il cui racconto non decolla. Una trama orizzontale previdibile, quindi, senza suspense. Adesso abbiamo il Calcaterra infiltrato che si ritrova nell’accampamento Isis in Sicilia, pardon: nel rifugio dei Ragno, per combattere da solo il nemico Crisalide.
Vabbè che vanno di moda gli “uomini soli al comando”, ma ce lo vedi uno che

mercoledì 8 ottobre 2014

Squadra Antimafia 6, quinta puntata: sigaretta, covo e …..meno male che c’è ancora Giulia Michelini



Domanda: da quando in un ufficio pubblico è consentito fumare?


Valsecchi, sceneggiatori e registi, nonché interpreti di questa serie tv di azione con qualche spunto comico, lo sanno che un magistrato non può fumare in ufficio?

Non è la prima e non sarà l’ultima disattenzione in Squadra Antimafia 6. C’è chi si “interroga” sulle camice di Calcaterra. Praticamente idrorepellenti e ignifughe.
L’impressione è che questa sesta serie sia stata scritta, in certe parti, un po’ “frettolosamente”. Il che, non dovrebbe succedere a sceneggiatori in “serie”, nel senso: abituati a continui esercizi di scrittura.


Tralasciando un attimo ciò che caratterizza Squadra Antimafia 6, cioè l'interpretazione da Emmy Award di Giulia Michelini, la cosa che ha destato la mia attenzione in questa sesta puntata è il rifugio di Ettore Ragno, della sorellina che tampina i cuginetti e dell’ex sindaca corrotta, omicida e complice di omicidi.

mercoledì 24 settembre 2014

Squadra Antimafia 6, terza puntata: tanto valeva farla di mezz’ora….



Valsecchi e gli sceneggiatori una cosa l’hanno imparata dalle serie americane: le puntate inutili o pressochè tali, per poi arrivare alle “puntatona” (che, talvolta, delude).
Si dorme o quasi per più di tre quarti della puntata e poi: si scopre chi è la talpa senza che vi siano stati indizi, segnali in precedenza (non è che in questa sesta stagione gli sceneggiatori siano sempre in forma). E in men che non si dica, si scopre di chi sia il cadavere carbonizzato: del medico che ha in cura Rosy Abate. No. Dico. Si poteva anche fare una puntata di mezz’ora, di cui dieci minuti di pause pubblicitarie (due da cinque) e venti minuti di Squadra Antimafia.
E meno male – per i fans che seguono questa serie da ben sei stagioni – che a salvare il tutto arriva il promo della quarta puntata. Ecco. I promo delle serie

martedì 16 settembre 2014

Squadra Antimafia 6, seconda puntata: video, Calcaterra e Rosy Abate

Squadra Antimafia 6, seconda puntata: meglio della prima, la sesta stagione è iniziata ieri



Premesso che, degli ascolti non mi frega una cippa, devo ancora capire chi sia in Mediaset (e in Publitalia) il “fratello di Einstein” che – con l’uso di power point, “attrezzo” di Microsoft Office tanto caro a Renzi – presenta delle slide tese a dimostrare che bisogna partire a settembre con certi prodotti. Quando a settembre in tre quarti d’Italia fa ancora caldo, e parte del target medio di Mediaset alla sera fa altro che guardare la tv, tanto…la puntata la può vedere poco dopo in streaming. Oddio…se poi ci aggiungiamo che chi gestisce il marketing di questa serie sta strombazzando da mesi che Giulia Michelini lascia, che sparirà il personaggio di Rosy Abate, “logica” inversamente proporzionale a quella delle serie americane, gli ascolti delle prime due puntate mi paiono più che buoni.

Ciò premesso, la seconda puntata di Squadra Antimafia 6 è stata decisamente diversa dalla prima. Anzi. La sesta stagione di Squadra Antimafia 6 è iniziata ieri. Bene il montaggio, il solito ritmo che contraddistingue questo prodotto da più stagioni, e spariti quasi del tutto certi lati caricaturali della prima puntata. Sarà un caso che questo ripristino di “sobrietà” (si fa per dire: sono sempre personaggi “oltre”) è coinciso con la minor presenza di sequenze della famiglia Ragno rispetto alla puntata precedente?

Uno dei Ragno l’abbiamo fatto crepare per creare la “contrapposizione” tra

martedì 9 settembre 2014

Squadra Antimafia 6, prima puntata: i lati caricaturali e l’assenza di Giulia Michelini



Premessa: rispetto a ciò che ho visto della terza stagione, le intere puntate della quarta e della quinta, trovo che Squadra Antimafia 4 sia la migliore. E la quinta serie tiene il livello della precedente per la presenza di una marziana: Giulia Michelini.


La prima puntata della sesta stagione di Squadra Antimafia mi è parsa di livello inferiore all’inizio delle due precedenti edizioni. Meno convincente per alcuni momenti interpretativi che ho trovato caricaturali. Un po’ da macchietta.
Mi auguro che si sia trattato solo di qualche momento di deconcentrazione dei registi, capaci nelle scene d’azione, avvezzi agli zoom e alle dissolvenze ma magari non sempre attenti a che certi sguardi siano credibili rispetto al testo. Poi ci sta anche qualche debolezza della sceneggiatura. La scena in carcere dell’incontro tra De Silva e Veronica Colombo mi è parsa più da fiction della Ares Film che da serie televisiva Taodue.

Paolo Pierobon è un signore attore. Il personaggio che interpreta è “carico” di suo. Avrei evitato espressioni di “ghiaccio”, marmoree, le parole perentorie di

domenica 7 settembre 2014

Serie tv, Squadra Antimafia: se fosse una serie americana Giulia Michelini vincerebbe un Emmy Award



Solo nei mesi scorsi ho visto la fiction ‘Squadra Antimafia”. Mi chiedevo se valesse l’interesse che suscita nel web e in alcuni miei amici, giovani e meno giovani.
Ho pensato di guardare qualche spezzone qua e là. Beh….mi sono ritrovata a guardare la quarta e la quinta serie e poi, a ritroso, ho visto alcuni momenti della terza serie. E mi rimprometto di guardare le prime due.

‘Squadra Antimafia” è l’unica fiction di qualità di Mediaset. Superiore anche R.I.S e a ‘Distretto di polizia’ Tranne qualche rarissimo momento che mi è apparso non del tutto credibile, la sceneggiatura è ben scritta, regia e cast di livello. Ovviamente, in fiction del genere si mette sempre qualche scena di sesso più o meno “forte” per “condire” il tutto e garantirsi la visione delle ormonate, ma nel complesso l’ho trovata ben dosata, emozionante, convincente.
Il cast è inversamente proporzionale a quelli delle altre fiction Mediaset e di alcune fiction Rai. Una menzione particolare a Giulia Michelini. Se questa serie fosse americana, lei avrebbe vinto un Emmy.
Squadra Antimafia, forse suo malgrado, è soprattutto lei. La sua interpretazione, le sfumature, l’intensità in ogni momento la rendono una marziana. Ha comunque ragione a voler chiudere con la serie per fare altro e,