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di Manuela D’Alessandro
“Non
risulta che il Tribunale abbia mai assunto il ruolo di stazione appaltante”.
Roberto Bichi consegna a una nota la sintesi della riunione coi presidenti di
sezione (tutti presenti) del Tribunale di Milano per discutere sugli appalti
Expo alla giustizia dopo l’esposto – denuncia di Anac. E siccome la
stazione appaltante dei 16 milioni piovuti sul Palazzo di Giustizia in modo
poco trasparente e senza gare era il Comune di Milano (sindaco prima
Moratti, poi Pisapia) viene immediato pensare a chi venga
attribuita l’eventuale responsabilità di illeciti. E’ un presidente
che appare a chi c’era “molto teso” quello che si presenta al cospetto dei
suoi magistrati ai quali chiede un parere sulla nota stampa preparata per
difendere “il ruolo del Tribunale di Milano, impegnato nel garantire il massimo
di legalità”.
Bichi, che gode si solida stima tra i
colleghi, protegge l’istituzione da lui guidata su tutta la linea, senza distinguo
tra la sua era e quella di Livia Pomodoro, di cui è stato prima vicario e
poi successore. Fuori ci sono le telecamere e qualche giudice, prima di
entrare, si copre il volto per non essere ripreso in quello che
appare all’esterno come un robusto ‘serrate i ranghi’ di fronte all’attacco
sferrato da Raffaele Cantone che nella relazione adombra responsabilità di loro
colleghi.