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domenica 11 dicembre 2022

Avvento, Don Gioba: Il dubbio alimenta la fede

 

  

da: https://www.gioba.it/ - di Don Giovanni Berti

Abbiamo tanti perchè e tanti dubbi nella nostra fede. Ma non sono questi a mettere in pericolo la fede anzi la alimentano. Giovanni Battista aveva i suoi dubbi e ha cercato risposte in Gesù, così come i grandi santi. Non si devono spegnere le domande che abbiamo dentro, perchè proprio li il Signore risponde, a suo modo…

In quel tempo, Giovanni, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, per mezzo dei suoi discepoli mandò a dirgli: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Gesù rispose loro: «Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».

Mentre quelli se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che vestono abiti di lusso stanno nei palazzi dei re! Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto: “Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via”.

domenica 5 giugno 2022

Don Gioba, domenica di Pentecoste: Chiesa spiritosa

 


da: https://www.gioba.it/ - di Don Giovanni Berti

La Chiesa nasce dallo Spirito Santo che spinge gli apostoli fuori dal Cenacolo, fuori dal recinto sacro nel quale sono rifugiati. La Chiesa siamo noi quando entriamo in dialogo con tutti e in ogni angolo della terra e dell’esperienza umana troviamo qualcosa di Dio. Per fare questo serve lo Spirito e anche un po’ di simpatia, quella che aveva Gesù.

(DOMENICA 5 giugno 2022 PENTECOSTE)

“Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi.

Abitavano allora a Gerusalemme Giudei osservanti, di ogni nazione che è sotto il cielo. A quel rumore, la folla si radunò e rimase turbata, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua. Erano stupiti e, fuori di sé per la meraviglia, dicevano: «Tutti costoro che parlano non sono forse Galilei? E come mai ciascuno di noi sente parlare nella propria lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamìti; abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadòcia, del Ponto e dell’Asia, della Frigia e della Panfìlia, dell’Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirene, Romani qui residenti, Giudei e proséliti, Cretesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio».

    (dagli atti degli Apostoli 2,1-11)”

Del racconto del giorno della Pentecoste che troviamo nel capitolo secondo degli Atti degli

domenica 29 maggio 2022

Don Gioba: Ascensione, in cielo con i piedi per terra

 


da: https://www.gioba.it – Don Giovanni Berti

Gesù va “in alto” per rimanere per sempre “in basso”, cioè con gli uomini. Per “alzare” la nostra vita non serve che ci distacchiamo dal prossimo ma lo amiamo ancora di più come e con Gesù. Con l’ascensione Gesù non si allontana ma per sempre rimane dentro la vita di Dio nei cieli e dentro quella dell’umanità sulla terra.

(DOMENICA 29 maggio 2022 ASCENSIONE del Signore)

"In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto». Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo. Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio." - (dal Vangelo di Luca 24,46-53)

 

Quando si visitano i resti archeologici delle città antiche, si nota che dei templi costruiti per le divinità, quello che rimane è spesso solamente l’alto basamento sul quale erano costruiti. Del tempio di questa o quella divinità talvolta rimangono pochi resti del colonnato o della cella sacra, ma quasi mai la statua che la raffigurava. Per i luoghi di venerazione del dio l’alto basamento era fondamentale per ricordare il distacco tra il mondo della divinità e il mondo degli uomini, la separazione incolmabile tra cielo e terra. Noi stessi quando pensiamo a Dio

domenica 17 aprile 2022

Don Gioba: Pasqua senza rabbia

 


da: https://www.gioba.it/

un messaggio nuovo che rovescia non solo la pietra pesante del sepolcro di Gesù, ma anche le pietre che pesano sul nostro cuore, sulla mostra mente e anche sulla nostra fede. “E’ risorto!” è una frase semplice come il nucleo dell’atomo che porta dentro l’energia del cosmo e che abbiamo il compito di far esplodere nel mondo, facendo scoppiare la pace.

(DOMENICA 17 aprile 2022 Pasqua di Resurrezione)

"Il primo giorno della settimana, al mattino presto [le donne] si recarono al sepolcro, portando con sé gli aromi che avevano preparato. Trovarono che la pietra era stata rimossa dal sepolcro e, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù.

Mentre si domandavano che senso avesse tutto questo, ecco due uomini presentarsi a loro in abito sfolgorante. Le donne, impaurite, tenevano il volto chinato a terra, ma quelli dissero loro: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto. Ricordatevi come vi parlò quando era ancora in Galilea e diceva: “Bisogna che il Figlio dell’uomo sia consegnato in mano ai peccatori, sia crocifisso e risorga il terzo giorno”».

EEd esse si ricordarono delle sue parole e, tornate dal sepolcro, annunciarono tutto questo agli Undici e a tutti gli altri. Erano Maria Maddalena, Giovanna e Maria madre di Giacomo. Anche le altre, che erano con loro, raccontavano queste cose agli apostoli.

Quelle parole parvero a loro come un vaneggiamento e non credevano ad esse. Pietro tuttavia si alzò, corse al sepolcro e, chinatosi, vide soltanto i teli. E tornò indietro, pieno di stupore per l’accaduto."

 (dal Vangelo di Luca 24,1-12)

“La nonna mi ha detto che se apro prima l’uovo di Pasqua Gesù si arrabbia con me!”. Questo

domenica 10 aprile 2022

Don Gioba, domenica delle Palme: Andrà tutto bene

 


da: https://www.gioba.it/

Negli ultimi giorni di Gesù, tra la domenica trionfale e il venerdì sul Golgota c’è tutta la storia di Gesù, tutte le sue fatiche, i trionfi e le sconfitte, le amicizie e i tradimenti, la salita e la caduta… ma alla fine di tutto c’è la resurrezione. Anche se non tutto sembra andare bene nella storia di Gesù, come nella nostra storia, alla fine c’è sempre la vita, la resurrezione, il bene di Dio, il suo amore

"In quel tempo, Gesù camminava davanti a tutti salendo verso Gerusalemme. Quando fu vicino a Bètfage e a Betània, presso il monte detto degli Ulivi, inviò due discepoli dicendo: «Andate nel villaggio di fronte; entrando, troverete un puledro legato, sul quale non è mai salito nessuno. Slegatelo e conducetelo qui. E se qualcuno vi domanda: “Perché lo slegate?”, risponderete così: “Il Signore ne ha bisogno”».

Gli inviati andarono e trovarono come aveva loro detto. Mentre slegavano il puledro, i proprietari dissero loro: «Perché slegate il puledro?». Essi risposero: «Il Signore ne ha bisogno».

domenica 3 aprile 2022

Don Gioba: Non solo pietre



da: https://www.gioba.it/ - di Don Giovanni Berti

Una donna senza nome messa al centro come oggetto. La violenza dei nemici di Gesù inizia già qui, ancora prima delle pietre che le vogliono lanciare secondo la loro legge religiosa. Ma Gesù mostra un altro volto di Dio, quello che non condanna ma ama, quello che non vede le persone per il loro passato ma per il loro futuro. Gesù ha una sola pietra da lanciare, quella della misericordia.

(DOMENICA 3 aprile 2022 V di quaresima C)

"In quel tempo, Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro.

Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo.     Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani.

Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove

domenica 19 dicembre 2021

Don Gioba: Commento al Vangelo del 19 dicembre 2021

 


da: https://www.gioba.it/  - di Don Giovanni Berti

Questo piccolo grande amore

DOMENICA 19 dicembre 2021 - IV di Avvento

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.

Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».

(dal Vangelo di Luca 1,39-45)

Quasi cinquanta anni fa usciva una delle canzoni d’amore italiane più famose, “Questo piccolo grande amore” di Claudio Baglioni. E’ una canzone che narra di un amore piccolo e breve ma che cambia una vita, fatto di piccoli gesti e tanta voglia di sperimentare la cosa più bella della vita umana.

Come nasce un amore tra due persone? Quando incontro qualche coppia che vuole

domenica 5 dicembre 2021

Don Gioba: Commento al Vangelo domenica 5 dicembre

 


da: https://www.gioba.it/ 

Dio che buca le montagne

DOMENICA 5 dicembre - II di Avvento

Nell’anno quindicesimo dell’impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetràrca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetràrca dell’Iturèa e della Traconìtide, e Lisània tetràrca dell’Abilène, sotto i sommi sacerdoti Anna e Càifa, la parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccarìa, nel deserto.
Egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati, com’è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaìa: «Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri! Ogni burrone sarà riempito, ogni monte e ogni colle sarà abbassato; le vie tortuose diverranno diritte e quelle impervie, spianate. Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!». (dal Vangelo di Luca 3,1-6)

Quando leggo questa profezia di Isaia che l’evangelista Luca riporta per descrivere l’apparire in scena di Giovanni Battista, mi sorprendono sempre le immagini molto potenti di strade raddrizzate, monti spianati e valli riempite. Mi fanno venire in mente la sensazione di meraviglia che provai quando per la prima volta da piccolo ho attraversato il traforo del Monte Bianco in Valle d’Aosta per andare in Francia. Quella galleria, inaugurata nel 1965 dopo

domenica 3 ottobre 2021

Don Gioba: Sognare come bambini

 


"In quel tempo, alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, domandavano a Gesù se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie. Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla».

Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma dall’inizio della creazione [Dio] li fece maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto».

A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. E disse loro: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei; e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio».

Gli presentavano dei bambini perché li toccasse, ma i discepoli li rimproverarono. Gesù, al vedere questo, s’indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite: a chi è come loro infatti appartiene il regno di Dio. In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso». E, prendendoli tra le braccia, li benediceva, imponendo le mani su di loro."

(dal Vangelo di Marco 10,2-16)

Ho un carissimo amico che ha una passione incredibile per l’informatica e che per me è una vera e propria “ancora di salvezza” quando mi trovo in difficoltà con il mio computer. Alla passione e competenza unisce anche una grandissima generosità nel mettersi a disposizione

domenica 26 settembre 2021

Don Gioba: Chiesa Esclusiva o Inclusiva

 


da: http://www.gioba.it/

In quel tempo, Giovanni disse a Gesù: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva». Ma Gesù disse: «Non glielo impedite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: chi non è contro di noi è per noi.
Chiunque infatti vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa.

Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare. Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna, nel fuoco inestinguibile. E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo: è meglio per te entrare nella vita con un piede solo, anziché con i due piedi essere gettato nella Geènna. E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue».

(dal Vangelo di Marco 9,38-43.45.47-48)

Per andare a messa la domenica green pass “si” oppure green pass “no”? Può servire? Quali conseguenze porterebbe non solo dal punto di vista sanitario ma anche dal punto di vista comunitario?

All’interno di tutto il dibattito sociale riguardo l’obbligatorietà del certificato verde per gli eventi che aggregano persone (luoghi di ristoro, i trasporti, cinema e teatri, eventi civili e sportivi e anche luoghi di lavoro), si inserisce anche la questione se estendere o meno l’obbligo per gli eventi religiosi come nel caso di noi cristiani per la messa domenicale.

domenica 19 settembre 2021

Don Gioba: Vicini ma lontani

 


da: https://www.gioba.it/ 

 

In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. Insegnava infatti ai suoi discepoli e diceva loro: «Il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma, una volta ucciso, dopo tre giorni risorgerà». Essi però non capivano queste parole e avevano timore di interrogarlo.

Giunsero a Cafàrnao. Quando fu in casa, chiese loro: «Di che cosa stavate discutendo per la strada?». Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse più grande. Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti».

E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro: «Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato».

(dal Vangelo di Marco 9,30-37)

Una volta, durante un viaggio, entrando in una chiesa mi colpì l’avviso di una festa patronale sul quale, alla fine di tutti gli appuntamenti di preghiera, processioni e festa, era segnata anche la solenne messa finale con la presenza di un vescovo. Non ricordo il nome di quel vescovo anche perché attirarono di più la mia attenzione tutti i titoli onorifici che precedevano il cognome: “Sua Ecc. Rev.ssma Mons.” e alla fine il cognome seguito da

domenica 5 settembre 2021

Don Gioba: Il segreto del parlare

 

  

"In quel tempo, Gesù, uscito dalla regione di Tiro, passando per Sidòne, venne verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoli.

Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano. Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: «Effatà», cioè: «Apriti!». E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente.

E comandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli lo proibiva, più essi lo proclamavano e, pieni di stupore, dicevano: «Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!».

(dal Vangelo di Marco 7,31-37)

Quando ero in seminario la mia più grande preoccupazione in vista del diventare prete era il parlare in pubblico. Mi metteva una grandissima ansia il dover tutte le domeniche fare l’omelia davanti a tante persone molto diverse tra loro per età, cammino spirituale, idee e provenienze… Mi chiedevo come avrei fatto a superare questa paura che non era solo paura di parlare al microfono, ma anche di dire le cose in maniera corretta per coloro che avevo davanti, evitando stupidaggini e il venire frainteso. Era anche la paura che con le mie parole sbagliate non avrei avvicinato ma allontanato le persone dalla fede e da Dio.

L’evangelista Marco ci racconta in questo Vangelo di una guarigione che non è solo fisica ma soprattutto spirituale.

domenica 11 luglio 2021

Don Gioba: la Missione dell'Amore

 


da: http://www.gioba.it/

"In quel tempo, Gesù chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche. E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro».  Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano."

(dal Vangelo di Marco 6,7-13)

“Come è bello far l’amore da Trieste in giù…”.

È il ritornello della canzone “Tanti Auguri” di Raffaella Carrà che mi è risuonata in testa tutto il giorno quando mercoledì scorso sono stato con i bambini e ragazzi del grest al parco Minitalia. Mi ricordavo bene il video degli anni 70 (era la sigla di un programma televisivo) nel quale la Carrà cantava in mezzo ai monumenti in miniatura di tutta Italia. Non era stato girato nel parco di Bergamo dove ero in quel momento con il grest, ma nell’altro che c’è a Rimini, “L’Italia in miniatura”, ma l’effetto era lo stesso. La canzone aveva un testo che per l’epoca era davvero molto trasgressivo, anche se di fondo aveva un messaggio positivo, quando diceva “non c’è odio né violenza quando a letto l’amore c’è”, con una panoramica di tutte le bellezze artistiche e paesaggistiche della nostra nazione, unite da un solo canto che in fondo era gioioso e libero.

domenica 13 giugno 2021

Don Gioba: Dio piccolo come un seme

 


da: http://www.gioba.it/

"In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura».

Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra».

Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa."

(dal Vangelo di Marco 4,26-43)

Qualche giorno fa ero ospite in una famiglia per la preparazione del battesimo di uno dei figli, e non mi ricordo come mai ma siamo finiti a parlare di scienza. Uno dei genitori mi ha chiesto se era possibile per me come prete credere in quello che la scienza dice del mondo e nello stesso tempo credere e predicare gli insegnamenti della Bibbia. Devo dire che la domanda

domenica 6 giugno 2021

Don Gioba: Corpo e Sangue del Signore

 


da: http://www.gioba.it/ 

"Il primo giorno degli Àzzimi, quando si immolava la Pasqua, i discepoli dissero a Gesù: «Dove vuoi che andiamo a preparare, perché tu possa mangiare la Pasqua?».

Allora mandò due dei suoi discepoli, dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d’acqua; seguitelo. Là dove entrerà, dite al padrone di casa: “Il Maestro dice: Dov’è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?”. Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala, arredata e già pronta; lì preparate la cena per noi».

I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono la Pasqua.

Mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo». Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse loro: «Questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti. In verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo, nel regno di Dio».

Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi."

    (dal Vangelo di Marco 14,12-16.22-26)

“Quando inizia la Messa?” La domanda sembra avere facile risposta cercando sul bollettino parrocchiale o sul cartello davanti alla chiesa dove possiamo trovare gli orari. Uno degli indizi che la messa sta per iniziare è spesso la campana più piccola del campanile che indica che mancano 5 minuti…

E l’ultima cena di Gesù con i suoi discepoli, che sta alla base del rito della Messa, quando è iniziata?

domenica 30 maggio 2021

Don Gioba, Domenica della Santissima Trinità: Siamo fatti d'amore

 


da: http://www.gioba.it/ 

" In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato.

Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono.

Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo»"

(dal Vangelo di Matteo 28,16-20)

Siamo fatti ad immagine e somiglianza di Dio. Così ci insegna la Bibbia fin dall’inizio nel racconto della Creazione. Le religioni pagane, per quel che conosco, un po’ ribaltavano questa cosa, immaginando un mondo celeste di tante divinità che possedevano le caratteristiche più diverse dell’uomo e anche del mondo animale e naturale. La mitologia antica ci racconta le storie dei tanti dei legati alle diverse caratteristiche dell’uomo comprese le sue passioni, sentimenti, difetti e limiti. Era dio ad essere fatto ad immagine e somiglianza dell’uomo.

La rivelazione Biblica dell’Antico Testamento e molto più quella del Nuovo Testamento con Gesù, rovescia la prospettiva, e insegna che l’uomo, pur con tutti i suoi limiti ed errori, dentro di sé porta l’impronta di Dio che l’ha creato. È quindi importante conoscere chi è Dio per capire chi siamo noi e ogni altro essere umano, anche chi in Dio non ci crede ma è pur sempre come noi.

domenica 23 maggio 2021

Don Gioba: Pentecoste di guerra

 


da: http://www.gioba.it/     

"In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio.
Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà»."

(dal Vangelo di Giovanni 15,26-27.16,12-15)

Ma se lo Spirito di Dio è sceso sull’umanità, uno Spirito tra i cui frutti secondo San Paolo ci sono l’amore, la pace, la gioia… come mai il mondo sembra dominato da guerre, ingiustizie e tanta sofferenza? E se andiamo nel concreto, proprio nella terra di Gesù, la Palestina oggi, lo Spirito Santo di pace e gioia sembra definitivamente spento da anni di guerre e ingiustizie."

E se la comunità dei cristiani è stata la prima destinataria di questo dono dello Spirito Santo

domenica 16 maggio 2021

Don Gioba: Ascensione, Gesù non è in cielo

 


da: http://www.gioba.it/

"In quel tempo, [Gesù apparve agli Undici] e disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».

Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.
Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano."

(dal Vangelo di Marco 16,15-20)

Sono fregato! È la prima cosa che mi è venuta in mente leggendo le parole che Gesù dice ai suoi prima di salire in cielo. Il Maestro Risorto insiste sul credere come modo per salvare la propria vita. E come verifica per vedere se uno crede veramente o no, non ci sono domande di catechismo a cui rispondere con una crocetta o risposta breve da questionario, ma ci sono dei segni molto concreti e… impossibili: “… i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno.

domenica 9 maggio 2021

Don Gioba, VI di Pasqua: Una fede non da servi

 

da: http://www.gioba.it/

"In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.

Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi.

Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri»."

    (dal Vangelo di Giovanni 15,9-17)

 

Laura, l’ultima delle mie tre sorelle, mi ha ricordato qualche giorno fa che questo brano del Vangelo è proprio quello che lei e suo marito Stefano avevano scelto per il giorno del loro matrimonio.

Nella preparazione della celebrazione del matrimonio cristiano, la scelta delle letture bibliche è una delle cose più importanti, anzi la cosa più importante per fare di quella liturgia un vero punto di arrivo e di ripartenza della vita di fede personale degli sposi e come coppia.

domenica 2 maggio 2021

Don Gioba, V di Pasqua: "Io sono la vite vera, e il Padre mio l'agricoltore"

 


da: http://www.gioba.it/

 

"In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato.

Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da sé stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.

Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».

(dal Vangelo di Giovanni 15,1-8)"

“Sarà capitato anche a voi di avere una music in testa…” Iniziava così la canzone “Zum Zum Zum”, sigla di “Canzonissima” del 1968.

E devo dire che spesso capita anche a me fin dal mattino di avere per tutto il giorno martellante per la testa il ritornello di qualche canzone. Nasce spesso da qualcosa che ho visto e che mi ha fatto pensare, e che trova in una canzone una specie di “assonanza”.

Quando ho letto il passaggio del Vangelo di questa domenica nel quale Gesù dice “Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi…” mi sono chiesto: quanto le parole di Gesù