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martedì 14 febbraio 2023

Covid, Nyt fa causa a Commissione Ue: non rese pubblici messaggi von der Leyen-Pfizer

 


da: https://www.adnkronos.com/

La richiesta riguarda il negoziato che ha portato all'acquisto delle dosi di vaccino

Il New York Times vuole portare la Commissione europea in tribunale per non aver diffuso i messaggi che si sono scambiati la presidente Ursula von der Leyen e il Ceo di Pfizer, Albert Bourla. Secondo il quotidiano, la Commissione ha l'obbligo legale di rendere pubblici i messaggi, che potrebbero contenere informazioni sugli accordi per l'acquisto di dosi di vaccino Covid-19 per miliardi di euro. Il caso verrà discusso davanti alla Corte di giustizia europea, svela la testata giornalistica americana Politico, sulla base delle conferme di 2 persone informate dei fatti.

Il New York Times ha preferito non commentare il caso, spiegando la sua posizione in un comunicato: "Avanziamo molte richieste di accesso a documenti di interesse pubblico. Non

venerdì 30 dicembre 2022

Covid, cinesi positivi: fatemi capire….



Ma se anche i cinesi o persone di altra nazionalità arrivati in Italia – o già presenti – ci contagiassero, che problema c’è?

Il Covid non è “poco più di un’influenza”? Così la pensano Meloni e compagni di merende e per parte degli italiani. Quindi….lasciamo pure che ci contagino.

Le mascherine non andavano abolite…Mantenerle è una misura logica, utile. Sui mezzi pubblici, nei locali chiusi, dove c’è affollamento, vanno usate. Questione di buon senso. Quello che manca a Meloni e a tutto il centro destra. 

Pensa un po’ se arrivasse una nuova ondata di “poco più di un’influenza”. Che fa la Meloni. Liberi tutti, vero?

giovedì 22 settembre 2022

Bergamo, pochi medici e servizi a singhiozzo: l’onda lunga della pandemia ha travolto la sanità territoriale. “In campagna elettorale non ne parlano”

 


da: https://www.ilfattoquotidiano.it/ - di Simone Bauducco

“Stiamo vivendo l’onda lunga dello ‘tsunami’ Covid: ci mancano i medici e gli infermieri, le liste d’attesa sono lunghissime e si fa fatica a trovare posti per gli esami. Ma di tutto questo in campagna elettorale non si parla”. Roberto Longaretti è un medico di base di Borgo di Terzo, in provincia di Bergamo.

Le sue giornate iniziano alle sette del mattino e possono finire anche a mezzanotte per rispondere ai suoi duemila pazienti. Cinquecento in più rispetto al massimale. Perché accade questo? Un anno fa un’altra dottoressa della zona è andata in pensione ma non è stata ancora sostituita. E così il dottor Longaretti insieme ad un altro collega ha preso in carico la gestione extra di alcuni pazienti per provare a limitare i disagi.

Una situazione che è sempre più comune in Lombardia. “Questi due anni di Covid hanno messo a dura prova tutti, la stanchezza fisica e mentale ha portato a tanti pensionamenti – spiega la dottoressa Paola Pedrini, segretaria Fimmg Lombardia – la gran parte di questi erano prevedibili da almeno dieci anni. Ma non è stato programmato un corretto ricambio e dunque ci troviamo in una situazione di nuovo drammatica con tantissimi pazienti senza medico di famiglia”.

giovedì 18 agosto 2022

Sanità in Calabria: Dirotta su Cuba

 


da: https://www.tag43.it/  - di Debora Faravelli  

A L’Avana, nonostante regime comunista ed embargo, stanno messi meglio della nostra sanità: quasi 500 medici e infermieri cubani sono stati spediti in Calabria per sopperire alla mancanza di personale sanitario e alle difficoltà di reclutarlo. Ma dietro l’operazione ci sono anche altre finalità.

Per sopperire alla mancanza di personale negli ospedali della Calabria, nei prossimi mesi arriveranno circa 500 medici cubani. È quanto ha annunciato il governatore Roberto Occhiuto dopo che i bandi pubblicati dalla Regione per assumere operatori a tempo indeterminato non hanno sortito gli effetti sperati e «sono andati deserti».

Medici cubani in Calabria

L’accordo siglato con il governo di Cuba prevede l’invio di 497 medici con diverse specializzazioni, di cui una prima decina, che già conosce e parla la nostra lingua, in arrivo a settembre. Gli altri, prima di prendere servizio, faranno corsi intensivi per apprendere l’italiano. La trattativa che ha portato alla stipulazione dell’accordo è stata avviata mesi fa, ma l’amministrazione calabrese ha deciso di mantenerla riservata perché «altre istituzioni pubbliche e private stavano esplorando con insistenza la stessa strada». Il risultato raggiunto, ha assicurato Occhiuto, consentirà di affrontare con maggior serenità i prossimi step per risanare e migliorare la sanità regionale.

lunedì 14 febbraio 2022

Paolo Giordano: Noi, nel tempo della crisi

 


da: Corriere della Sera 

Le fratture della modernità si sviluppano velocemente e si muovono su piani diversi: sociale, economico, sanitario. Non possiamo prevedere i grandi eventi imprevisti che ci aspettano domani. Ma possiamo mettere in campo le contromosse oggi

Vorrei tentare un discorso difficile. Un discorso per il quale non ho le competenze sufficienti, e che tuttavia mi sembra necessario osare. Vorrei provare a ragionare sulle crisi della modernità, e sull’adeguatezza o meno della nostra preparazione per affrontarle.

La pandemia, con la sua carica di tragedia tutt’altro che archiviata, ci offre quanto meno la possibilità di osservare una di queste crisi dall’interno, nel suo sviluppo capillare.

La mia ipotesi di lavoro è che le crisi della nostra epoca, proprio come la pandemia, saranno sempre più caratterizzate da determinati tratti. Il primo è, appunto, la capillarità . Il secondo è la totalità : le nuove crisi tendono a occupare tutto lo spazio a loro disposizione, tutto lo spazio politico, tutto lo spazio sociale ed economico, tutto lo spazio mediatico, come gas espansi. Si manifestano per questo su scale sempre più imponenti.

A ciò si legano altre proprietà. La simmetria , ad esempio. La pandemia sta riguardando tutto il mondo in modo simile, nonostante l’ostinata incredulità dell’inizio da parte di molti. Pur con differenze di grado e piccoli scartamenti temporali, impatta con lo stesso segno su tutte le nazioni e tutte le comunità, senza risparmiare nessuno. E c’è la velocità . Il nuovo coronavirus è emerso in qualche angolo della Cina a fine 2019, ma nel giro di pochi mesi si è diffuso nel mondo intero, tanto da perdere qualsiasi connotazione regionale o di appartenenza. È arrivato nelle stazioni di ricerca in Antartide così come nelle comunità native dell’Amazzonia, dove ha compiuto un massacro.

E infine, le crisi del presente sono multidisciplinari. Un altro modo per dire che sono

giovedì 30 dicembre 2021

Draghi e il "Natale normale per i vaccinati": di decreto in decreto bruciato il "vantaggio" su Omicron

 


da: https://www.ilfattoquotidiano.it/ - di Andrea Tundo

Covid, quattro decreti in poco più di un mese: così il governo Draghi ha bruciato il “vantaggio” su Omicron e ora insegue l’ondata della variante

Mentre le diagnosi sono a un passo dal superare le 100mila al giorno, l'esecutivo licenzia il quarto provvedimento dal 24 novembre. Uno non è neanche finito in Gazzetta Ufficiale ed è stato riassorbito da quello del 23 dicembre. A metà mese Draghi assicurava: "Ci avviciniamo al Natale più preparati e sicuri". Da allora sono stati varati due nuovi decreti per gestire l'impennata di casi e ce n'è un quinto all'orizzonte

Quattro interventi, di cui uno ‘fantasma’, in poco più di un mese e un “vantaggio” rispetto al resto d’Europa tanto sbandierato quanto dilapidato con la politica dei piccoli passi, come se quasi due anni di pandemia non abbiano insegnato che anticipare le mosse sia l’unica soluzione per raffreddare le curve. Certo, nel mezzo è arrivata la variante Omicron, ma anche di fronte a quella – cullandosi su una flash survey tardiva – il governo ha balbettato. E nella mossa di fine anno, con il sistema di test&tracing prossimo al collasso, ha bilanciato i cordoni larghi sulle quarantene di chi ha aderito alla campagna vaccinale con una nuova decisa stretta solo per i non vaccinati. La mossa (non finale, visto che Palazzo Chigi parla di un nuovo pacchetto di norme nei prossimi giorni) è stata decisa di fronte a diagnosi quotidiane che corrono verso quota 100mila rischiando di mandare il Paese in un lockdown di fatto, lo spettro che il presidente del Consiglio Mario Draghi ha sempre voluto evitare puntando sul Green Pass e su una politica di interventi “proporzionali” al rischio.

mercoledì 29 dicembre 2021

Draghi, FFP2 qui "sì", "no" là: norme ridicole del "governo dei migliori"

 


Norma ridicola, cazzata "draghiana": mascherina FFP2 obbligatoria sui mezzi di trasporto, bar, cinema, ecc. Al supermercato, per strada, in chiesa, vanno bene anche le mascherine chirurgiche.

Che si fa?. Mi metto la mascherina chirurgica quando esco, se vado al supermercato, in chiesa. Se entro in un bar, se salgo su un mezzo pubblico che faccio, tolgo la mascherina e metto la FFP2. Ridicolo. Cazzata del "governo dei migliori".

Tanto valeva obbligare all'obbligo di indossare la FFP2. Ovviamente – dicasi: ovviamente – dopo aver stabilito nel decreto un prezzo calmierato. Le FFP2 sono introvabili. Le tengono nei magazzini e le distribuiranno nei prossimi giorni a prezzi aumentati. Quando uno ha il dna del tecnocrate non può che favorire la speculazione. Del resto, il dna non si cambia. Vero Draghi?

Riforma Irpef, i grandi giornali “scoprono” che i maggiori vantaggi vanno ai redditi medio-alti. Tutti zitti quando Draghi al Fatto rispose: “Non è vero”

 

 

da: https://www.ilfattoquotidiano.it/ - di Chiara Brusini

Sei giorni dopo la conferenza stampa di fine anno Repubblica, Corriere e Stampa danno grande risalto a numeri che dimostrano come l'intervento su aliquote e detrazioni garantisca il risparmio maggiore a chi ha un imponibile di circa 40mila euro di reddito. Come è noto da tempo: bastava leggere le tabelle del Tesoro, pubblicate invece con titoli che avvaloravano le tesi del governo. Nessuno (con l'eccezione del Tg La7) rileva il contrasto tra le "nuove" simulazioni e la risposta data dal premier, che aveva scatenato ironie e trollate sui social

“Il taglio dell’Irpef premia i redditi medio alti” (La Stampa). “Irpef, chi perde e chi guadagna: ai dirigenti il beneficio maggiore” (Repubblica). “L’Upb: favoriti i redditi medio alti” (Corriere). Dodici giorni dopo lo sciopero generale e sei giorni dopo la conferenza stampa di fine anno, durante la quale Mario Draghi rispondendo a una specifica domanda del fattoquotidiano.it ha detto che “i principali beneficiari della riforma fiscale sono lavoratori e pensionati a reddito medio basso”, i grandi giornali mettono nero su bianco che le cose non stanno così. Citando una nota dell’Ufficio parlamentare di bilancio oggi spiegano che la fascia per la quale arriveranno i maggiori vantaggi è quella poco sopra i 40mila euro di reddito, a fronte di un imponibile medio che per i lavoratori dipendenti si ferma a 21mila. Cifre che non sono certo una sorpresa: lo studio risale al 20 dicembre e tutte le precedenti simulazioni, comprese quelle del Tesoro, dicevano lo stesso, come scritto più volte dal fattoquotidiano.it. L’unica cosa che è cambiata, nel frattempo, è che Draghi ha lasciato intendere che non disdegnerebbe la salita al Colle,

giovedì 16 dicembre 2021

Covid: in Lombardia più posti letto? Ma per ricoverare chi?

 


Da lunedì Veneto, Liguria e Trentino saranno in zona gialla.

Secondo quanto scrive Il Sole 24 Ore anche la Lombardia è a rischio. Ma schiva la zona gialla aumentando i posti letto nei reparti ordinari.

Ma per ricoverare chi? I no-vax che non vogliono vaccinarsi, che rifiutano le cure in ospedale?

A prenderlo nel culo – non mi sovviene altra espressione – sono coloro che hanno necessità di essere ospedalizzati per tipologie diverse dal Covid. Il modello sanitario della Regione Lombardia funziona così: se chiami un'ambulanza e non hai i sintomi del Covid arriva anche dopo più di un'ora. Se vieni ricoverato per patologie diverse dal Covid ti sbattono fuori quando ancora dovrebbero tenerti in ospedale per ulteriori cure e accertamenti. Ovviamente, nessun tg, nessun quotidiano dà queste

Covid: Si sta come lo scorso aprile

 


da: https://www.tag43.it/ - di Giovanni Sofia

Mentre parte la campagna di vaccinazione per gli under 12, Gimbe fotografa un quadro preoccupante. Crescono ricoveri, terapie intensive e vittime, mai così alte da primavera. Si ipotizza l’obbligo del tampone per partecipare ai grandi eventi anche per gli immunizzati. Il punto.

È corsa contro Omicron e il tempo. L’obiettivo del governo è guadagnarne quanto più possibile prima che la nuova variante esploda anche in Italia. Scenario purtroppo inevitabile, almeno stando a sentire esperti e scienziati. «Sarà dominante entro metà gennaio», ha detto ieri la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Contestualmente, però, l’Ue aveva tirato le orecchie all’Italia, chiedendo spiegazioni sulla scelta di un tampone per i vaccinati provenienti dai Paesi membri, pur ribadendone la legittimità. «Sia di breve durata» hanno tuonato da Bruxelles, commentando l’ordinanza. Ma Mario Draghi davanti alla Camera ha tirato dritto: «Con questo ritmo, c’è poco da riflettere». Attestate le caratteristiche di Omicron, il timore di ritrovarsi con ospedali nuovamente al collasso e un numero di contagi elevatissimo è diffuso e non risparmia la politica. Con il Natale alle porte e l’inevitabile aumento delle occasioni di socialità, il virus potrebbe riprendere a galoppare a grande velocità. A confermarlo, qualora ce ne fosse bisogno, gli ultimi dati: ieri si sono registrati 129 morti, il numero più alto dal primo aprile.

I dati Covid della fondazione Gimbe: crescono tutti i parametri

giovedì 9 dicembre 2021

Acqua, Isde al governo: “Nessuna tolleranza per Pfas, bisfenolo A e uranio”

 


da: https://ilsalvagente.it/ - di Enrico Cinotti

L’associazione Medici per l’Ambiente-Isde Italia chiede al governo e al Parlamento che nel recepire la nuova Direttiva europea sull’acqua potabile (Direttiva (UE) 2020/2184, concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano) che il valore limite per sostanze cancerogene e interferenti endocrini come Pfas, Uranio, Bisfenolo A e Microcistina-LR sia fissato in zero.

La Direttiva per la prima volta inserisce “nuovi inquinanti” come sostanze da cercare durante i controlli, come appunto i Pfas (acquista qui il libro inchiesta del Salvagente Pfas Inquinanti per sempre) e il Bisfenolo A, ma fissa comunque un limite ammissibile per queste sostanze nell’acqua potabile. Nello specifico, come specifica l’allegato alla Direttiva i limiti ammessi sono: Somma di Pfas 0,10 μg/l (microgrammi/litro); Bisfenolo A 2,5 μg/, Uranio 30 μg/, Microcistina-LR 1,0 μg/l.

“Nulla vieta all’Italia di recepire in modo più restrittivo la Direttiva. Per questo abbiamo chiesto attraverso una lettera al governo e ai parlamentari limiti zero per Pfas, Bisfenolo A, Uranio e Microcistina-LR“, spiega al Salvagente la dottoressa Antonella Litta, responsabile Acqua di Isde-Italia. “Abbiamo già inquinanti pericolosi come piombo e arsenico e sarebbe dannoso aggiungerne dei nuovi. La Direttiva – prosegue – è positiva per alcuni aspetti perché