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venerdì 11 dicembre 2020

Se l’Italia non si indigna per le agghiaccianti torture degli 007 egiziani su Giulio Regeni

 


da: https://www.tpi.it/ - di Giulio Cavalli

Nel 2016 le commesse tra Italia e Egitto si aggiravano sui 10 milioni di euro l’anno. Nel 2019 gli scambi con l‘Egitto per l’Italia hanno superato gli 800 milioni, comprese due fregate della Marina Militare italiana che sono state vendute al Paese guidato da Al-Sisi. Ecco qui tutto il punto che dovrebbe farci indignare, gridare e continuare pervicacemente a scrivere sulla morte di Giulio Regeni, il ricercatore ucciso in Egitto dopo 9 giorni di sequestro.

E, se serve qualcosa per rendersi conto della feroce brutalità di cui si sta parlando, allora basta leggere le conclusioni dei pm di Roma che hanno chiuso l’inchiesta sull’uccisione del ricercatore friulano e che parlano di torture, di sevizie con oggetti roventi, di lame e di bastoni che causarono “acute sofferenze fisiche” uccidendo lentamente Giulio.

Ora ci sono, nero su bianco, anche i reati: sequestro di persona pluriaggravato, concorso in omicidio aggravato e concorso in lesioni personali aggravate. Nelle carte si legge di violenze perpetrate per “motivi abietti e futili e con crudeltà”, che hanno provocato “la perdita permanente di più organi”: Giulio è stato torturato “con acute sofferenze fisiche, in più occasioni e a distanza di più giorni attraverso strumenti affilati e taglienti e di azioni con meccanismo urente”.

venerdì 13 dicembre 2013

Nuti (M5S), su Facebook l’indirizzo di casa di Faraone (Pd): la moglie del deputato, “ho paura per mia figlia”

da: L’Huffington Post

M5S pubblica l'indirizzo di casa Faraone su Facebook. La moglie del deputato: "Ora ho paura per mia figlia"

Adesso ho paura per me e la mia bambina di undici anni... Riccardo Nuti chieda scusa". Rosi Pennino, moglie del deputato Pd Davide Faraone, dopo la pubblicazione dell'indirizzo di casa del responsabile Scuola del Pd sul profilo Facebook di Riccardo Nuti (M5S) ha deciso di reagire chiedendo al deputato girllino scuse pubbliche. Un nuovo capitolo nella polemica innescata l'altro giorno tra i grillini e il deputato Pd accusato da M5s di aver avuto rapporti con esponenti mafiosi palermitani. Accuse respinte con forza da Faraone. Pennino in attesa delle scuse ha annunciato ad Huffpost di voler denunciare Nuti. Scelta che Faraone aveva già fatto: "Continuo a sfidarlo - ha detto - ma Nuti è un codardo, ieri in aula è scappato e non mi ha detto che rinuncerà all'immunità in modo che possa portarlo in tribunale. Continuo a invitarlo a ripetere le stesse parole di ieri ma fuori da Montecitorio così lo querelo".
"Gentile signor Nuti - scrive - è tra le righe che trovo il coraggio di rompere il rumore del silenzio, che circonda frastornante queste ultime ore, catapultata, mio malgrado in una violenza pubblica che fa rimbombare il mio nome, la mia data di nascita, la mia targa ed il mio indirizzo della casa in cui vivo con la mia bambina".

mercoledì 20 novembre 2013

Le lobby del Vaticano che frenano la rivoluzione di Papa Francesco

da: Affari e Finanza

Oltre il giardino
di Alberto Statera

Neocatecumenali, Legionari di Cristo, Focolari, Comunione e Liberazione, Opus Dei, Rinnovamento nello Spirito Santo e Comunità di Sant'Egidio. Sono sette le grandi 'sette' che assediano Papa Francesco nella sua operazione 'perestrojka', dopo gli scandali che hanno investito la Chiesa e condotto alle dimissioni il suo predecessore Benedetto XVI. Lo Ior, la finanza illegale, le cricche degli appalti, la pedofilia, la lobby gay in Vaticano. Non c'è ormai giorno che il Papa ex gesuita non lanci un anatema di condanna della corruzione dentro e fuori dalla Chiesa, la cui missione non può essere la lotta per il potere tra cardinali, alti prelati e movimenti laicali. I quali, valorizzati oltremisura da Giovanni Paolo II, hanno partecipato attivamente negli ultimi anni alla guerra per bande in Vaticano, in un intreccio tra religione, politica e affari. Una topografia delle sette 'sette', che spesso in nome della religione hanno perseguito interessi e potere, è stata disegnata da Carlotta Zavattiero, che manda in libreria (Chiarelettere) 'Le Lobby del Vaticano-I gruppi integralisti che frenano la rivoluzione di Papa Francesco'. L'autrice al termine 'setta' preferisce il termine lobby,

lunedì 28 ottobre 2013

Addio a Lou Reed


Addio Lou Reed
di Ernesto  Assante


L’avevo incontrato molte volte nel corso degli anni. L’ultima a Cannes, pochi mesi fa, all’inizio dell’estate. Questo il pezzo che era uscito su Repubblica.

Sale sul palco tra gli applausi, si muove lentamente, ha l’aria stanca e la voce leggermente tremante. “Ma sono qui”, dice Lou Reed, 71 anni, “sono caduto, mi sono rialzato, sono caduto ancora…”, parlando del trapianto di fegato che lo ha “salvato dalla morte”, come ha detto la moglie Laurie Anderson. A vederlo poi da vicino, quando viene a incontrare i giornalisti, alla fine della sua prima apparizione pubblica, sul palco del Palais Des Festival a Cannes, per il Festival della Creatività, l’uomo che ha camminato a lungo sul “wild side” del mondo non sembra stia poi così male. E’ ancora ironico, feroce, difficile come sempre, chiede che non si facciano domande sulla sua salute. Si limita a dire, “faccio una vita diversa, prendo molte medicine, molte vitamine, faccio continuamente

giovedì 24 ottobre 2013

U.E: reddito minimo

da: La Stampa

In Italia prove tecniche di reddito minimo, in Germania è guerra per lo stipendio orario
Le disparità nelle retribuzioni orarie aumentano i working poor (essere poveri pur avendo un lavoro). Inoltre in tutti i paesi aumentano le misure per la lotta alla povertà

Stipendio orario minimo e reddito minimo garantito si aggirano per l'Europa. Lo stipendio minimo orario è il valore di un'ora di lavoro per qualsiasi tipo di attività. Il reddito minimo garantisce a chi ha perso il lavoro o non ha mezzi adeguati per vivere un aiuto minimo dignitoso. Le due formule sono quindi molto diverse tra loro. In Germania è scoppiata la guerra dello stipendio orario. Socialdemocratici e verdi hanno appena lanciato la proposta di un salario minimo di 8,5 euro l’ora, con grandi proteste degli imprenditori. E’ probabile che il compromesso con Angela Merkel e le imprese si assesti sui 7-7,5 euro l’ora.Anche in Germania crescono i working poor (che sono i poveri che pure hanno un lavoro), che però sono coperti dal reddito minimo garantito previsto per legge. In Spagna il salario minimo è di 19 euro al giorno. In Francia lo Smic è di 8,86 euro l'ora. Negli Stati Uniti Barack Obama ha proposto di alzare il salario minimo, oggi a 7,25 dollari l’ora, almeno a 9 dollari l'ora. 

martedì 17 settembre 2013

Leonardo Boff (Teologia della Liberazione): dialogo con Papa Francesco

da: La Stampa

Boff: “Con Francesco dialogo continuo anche se a distanza”
Il teologo della liberazione loda Ratzinger. “Andandosene ha pensato al bene della Chiesa”
di Marco Bardazzi



«Bisogna lodare Ratzinger». Scusi? Ma lei è l’ex francescano Leonardo Boff, avversario storico del cardinale Joseph Ratzinger per decenni. Lei non è quello che, quando fu eletto Papa, disse che con Benedetto XVI arrivava «l’inverno della Chiesa»? Il sorriso si apre in mezzo alla folta barba candida di Boff e ci vuol poco a capire che nella Chiesa di Francesco stanno evaporando anche i conflitti teologici che hanno impegnato il Vaticano fin dagli anni Settanta.

Certo, lo scrittore brasiliano rende omaggio al Papa emerito soprattutto perché si è fatto da parte, ma per Ratzinger ha solo parole di stima. E non è la sola sorpresa che l’esponente di spicco della teologia della liberazione svela, sprofondato in una poltrona d’albergo, dopo aver aperto in anteprima la rassegna «Torino Spiritualità». Difficile fino a poco tempo fa immaginare che un

mercoledì 27 febbraio 2013

Elezioni 2013, Udc di Casini: non si dica che gli italiani non sanno votare...

Il 24 e 25 febbraio 2013 gli italiani hanno dimostrato di essere comprensivi e generosi. E se siamo in una situazione intricata, non si dica che gli italiani non sanno votare.

Non ne siete convinti? Pensate all’Udc: Unione di Centro. 


Casini aveva detto e ripetuto più volte a Bersani: non siamo la stampella del Pd.
E gli elettori italiani che hanno fatto…

Per evitare di mettere in difficoltà Pierferdinando, sempre “indeciso” se darlo a destra o a sinistra (che avete capito…il sostegno del suo partito) gli italiani, comprensivi, responsabili e generosi lo hanno tolto d’impiccio.
Su 35.271.541 di italiani alle urne, ben 608.199 hanno messo una crocetta sul simbolo Udc.

Casini non corre il rischio di fare la stampella a nessuno. Ma di esercitare il ruolo che gli compete…


martedì 18 dicembre 2012

Imu Chiesa: “condono” su quanto non versato in passato



Imu chiesa: l'Ue perdona il Vaticano. Dovrà pagare la tassa solo per il futuro, per il passato avrà una sanatoria

La Chiesa pagherà l'Imu. Ma lo Stato italiano non dovrà recuperare quanto non versato in passato sugli immobili di proprietà del Vaticano. Sarebbe questa, secondo le indiscrezioni raccolte dall'Ansa, la salomonica decisione che la Commissione Europea potrebbe assumere mercoledì per chiudere il lungo contenzioso con Roma sull'esenzione prima dall'Ici e poi dall'Imu dei beni ecclesiastici.
La decisione dovrebbe essere adottata, salvo sorprese, senza particolari problemi. E godrebbe del pieno sostegno del presidente della Commissione, Josè Manuel Barroso. In sostanza Bruxelles si avvia a riconoscere che le modifiche introdotte recentemente al regime di applicazione dell'Imu - l'imposta sugli immobili che ha sostituito l'Ici - sui beni ecclesiastici hanno reso il sistema impositivo compatibile con le norme europee che vietano gli aiuti di Stato. Ma allo stesso tempo sancisce l'esistenza di una violazione della normativa Ue per quanto riguarda il passato, in particolare a partire dal 2006, quando fu introdotto un'esenzione generalizzata dal pagamento dell'Ici in favore dei beni della Chiesa, anche quelli manifestamente utilizzati a fini commerciali.
Un'esenzione fiscale classificata ora come un aiuto di Stato illecito. Normalmente, secondo le procedure comunitarie, lo Stato dovrebbe procedere al recupero di questo genere di aiuti. Ma dopo un'attenta valutazione da parte dei servizi della Commissione che fanno capo allo stesso Almunia, si è giunti alla conclusione che l'operazione non sarebbe realisticamente praticabile e che comunque i costi

lunedì 26 novembre 2012

Imu sugli immobili della Chiesa: il governo Monti “arzigogola” per concedere sconti ed esenzioni


da: la Repubblica

Il governo aiuta la Chiesa. “Mini Imu” per scuole e cliniche
di Valentina Conte

Come se i rilievi dei giudici amministrativi non ci fossero mai stati. Ma nella convinzione però di averli assolti. Il testo del decreto dell’Economia, a firma del ministro Grilli, di fatto ricalca quello respinto. E rischia di gettare nel caos chi dovrebbe pagare l’imposta nel 2013 e forse continuerà a non farlo, chi la paga e non capisce il motivo degli sconti per gli altri, i Comuni bisognosi di chiarezza sui gettiti. Con l’eventualità concreta di ricorsi a non finire. La scelta di campo del governo è dunque chiara. E ruota attorno alla definizione di “non commerciale” e quindi di presenza o meno di profitto. Se l’ente non fa utili, o non li distribuisce o li destina alla solidarietà o anche li reinveste nelle sue attività educative, sanitarie, alberghiere, culturali, sportive, non pagherà l’Imu. A patto, dice il governo, che i servizi siano erogati gratis o con un prezzo “simbolico” e in ogni caso “non superiore alla metà della media” di mercato. Oppure tali da coprire “solamente una frazione del costo effettivo del servizio”. Criteri giudicati dal Consiglio di Stato, in entrambi i pareri negativi, “eterogenei” e con “profili di criticità”. Ma soprattutto non attinenti alla nozione di impresa come “entità che esercita un’attività economica” (non “commerciale”) adottata da tempo dall’Unione europea. Attività che consiste “nell’offrire beni e servizi in un mercato”. A prescindere se faccia o meno utili. Anche perché se il bilancio d’impresa fosse in rosso, non per questo quell’impresa sarebbe esentata dall’imposta. Grazie al regolamento confezionato dal governo, al contrario, alla fine anche attività che hanno costi e ricavi, dunque

mercoledì 14 novembre 2012

Ordini religiosi, Salesiani: il cardinale Bertone denuncia una truffa



da: Corriere della Sera

L'ammissione di Bertone: io truffato sui Salesiani
L'Ordine religioso che si ispira a don Giovanni Bosco rischia il fallimento per il sequestro di beni per 130 milioni

I Salesiani rischiano il fallimento. Il blocco dei beni potrebbe scattare questa mattina, al termine dell'udienza fissata davanti al tribunale di Roma. E proprio per scongiurare le conseguenze di un sequestro da 130 milioni di euro che annienterebbe l'Ordine religioso che si ispira a don Giovanni Bosco interviene in giudizio il segretario di Stato del Vaticano Tarcisio Bertone. Lo fa con un'iniziativa clamorosa: una lettera già depositata agli atti nella quale il cardinale ammette di essere stato truffato e chiede al giudice Adele Rando di tenere aperta l'indagine contro le persone che «hanno provocato un danno ad una delle più grandi istituzioni educative della Chiesa cattolica e si sono comportati nei miei confronti in un modo riprovevole». La Santa Sede torna dunque al centro di una vicenda giudiziaria dai retroscena controversi e a tratti incredibili. La questione va avanti da ben 22 anni e negli ultimi cinque è stata segnata da un negoziato segreto che ha avuto tra i protagonisti principali proprio Bertone. Quanto basta per riaccendere quello scontro interno al Vaticano già emerso in maniera eclatante con l'inchiesta sui «corvi» e il processo contro il maggiordomo del Papa, Paolo Gabriele.

L'eredità contesa
Si deve tornare al 5 giugno 1990 quando a Roma muore Alessandro Gerini, conosciuto come il «marchese di Dio». Il suo immenso patrimonio fatto di immobili, terreni, denaro contante, preziose opere d'arte viene lasciato in eredità alla

Imu alla Chiesa: nuova bocciatura del Consiglio di Stato al regolamento del governo



da: la Repubblica

La Chiesa deve pagare l'Imu
"Rispettare i principi dell'Unione europea"
Per i giudici amministrativi, anche "soggetti in apparenza non commerciali possono, in taluni casi, trovarsi a svolgere attività economiche in concorrenza con analoghi servizi offerti da altri operatori economici"
di Valentina Conte

La Chiesa e gli altri enti no profit dovranno pagare Imu nel 2013. E dovranno farlo senza le scorciatoie che il governo sembra aver inserito nel regolamento in cui spiega come calcolare le porzioni di immobili destinate a uso commerciale e dunque soggette all'imposta. Il Consiglio di Stato ha scovato quelle scorciatoie e le ha bocciate in modo severo per la seconda volta, dopo il primo parere negativo dello scorso 4 ottobre. Nello stesso tempo, però, i giudici amministrativi di Palazzo Spada promuovono le parti "tecniche" del regolamento, quelle matematiche e dunque più "innocue", dedicate al calcolo proporzionale da fare per gli immobili "misti", destinati a culto, volontario o attività politica e sindacale (qui l'imposta non è né sarà dovuta), e in parte anche ad attività redditizie.

Per il resto il Consiglio di Stato, il cui parere è obbligatorio ma non vincolante, invita di fatto il governo Monti a riscrivere il regolamento. Suggerisce persino i punti dove sostituire frasi ed espressioni. E ricorda all'esecutivo che su tre ambiti specifici - scuola, sanità e alberghi - la retta "simbolica" in realtà maschera entrate

lunedì 22 ottobre 2012

Quelli che...arrivano tardi: Curia di Milano e situazione politica


Lo affermo da cattolica. Credente.
E’ una “consuetudine” per la gerarchia ecclesiastica – con rarissime eccezioni quali il dono di Dio Carlo Maria Martini – arrivare in ritardo. Ma, soprattutto: predicare bene (manco sempre) e razzolare male (spesso e volentieri).
La gerarchia cattolica milanese – tanto più Angelo Scola, proveniente da quella setta cattolica trasformatasi, come logica di setta vuole, in lobby economico politica – dovrebbe chiedersi quali responsabilità ha avuto nel degrado totale e costante della politica lombarda. Perché nel caso Scola non se ne fosse accorto, il regime politico del ciellino Formigoni è andato di pari passo con quello di Berlusconi, il portatore e applicatore di un modello culturale-politico che si “discosta” dal pensiero e dalla vita di Cristo.

Ma quel che è peggio, è che dopo Formigoni rimarranno Cl e Compagnia delle Opere. Settarie. Che fanno gruppo a sé. Che usano le persone per i loro fini. Che sostengono e “raccomandano”, privilegiano, solo coloro che di quel gruppo fanno parte. Che “interpretano” il Vangelo, il catechismo, a modo loro convinti di essere portatori di verità perché il loro Dio è Don Giussani.

Ci saranno altri Formigoni. E’ inevitabile. E’ nella logica della natura settaria integralista. Nonché la conseguenza dell’ipocrisia, del ritardo cronico, della mancata assunzione di responsabilità da parte della gerarchia cattolica, salvo poi, dopo numerosi secoli fare ammenda pubblica.

Ovviamente, la Curia milanese si esprime in senso nazionale e non regionale ma, altrettanto ovviamente, le critiche ricomprendono l'operato della classe politica lombarda. Non foss'altro perchè la regione Lombardia ha superato i 13 indagati di qualche giorno fa. Siamo al record nazionale? 



La Curia di Milano sulla politica: «Grave crisi di sistema»
Una nota del vicario per la cultura e l’azione sociale suona come una nuova presa di distanze da Formigoni
di Andrea Tornielli

Il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni non è ovviamente mai citato, come non sono direttamente citate le inchieste che hanno travolto gli inquilini del Pirellone, ma il senso del messaggio è chiaro: si è passato ormai ogni limite. Corruzione, malaffare e infiltrazioni della criminalità rischiano di minare la credibilità stessa dei cristiani che si impegnano in politica.

È stata anticipata oggi una nota che sarà pubblicata domani su «Milano 7», l’inserto ambrosiano del quotidiano «Avvenire», a firma di monsignor Luca Bressan, vicario

Governo, ddl anticorruzione: Zagrebelsky, “i passi mancanti”


da: La Stampa

Corruzione i passi mancanti
di Vladimiro Zagrebelsky

Il testo di norme anticorruzione, per far approvare il quale il governo ha dovuto porre la questione di fiducia in Senato e così superare incredibili resistenze, ha subito incontrato forti critiche. Insufficiente ed anche controproducente, si è detto, con qualche buona ragione. E’ il versante penale di quel testo che giustifica le critiche.  

Il fatto del pubblico ufficiale che abusa dei propri poteri o qualità per indurre altri a dare o promettere denaro o altra utilità, non sarà più punito come concussione con la pena massima di dodici anni, ma con quella minore di otto anni di reclusione.  

La pena massima non ha in generale grande importanza nelle sentenze di condanna, essendo estremamente raro che i giudici fissino la pena sul massimo. Ma conta invece per stabilire i termini di prescrizione, che, per effetto della diminuzione della pena, si riducono da quindici a dieci anni. Nel sistema italiano, che già ha lunghi tempi processuali, la prescrizione del reato comincia a correre dal momento in cui questo è commesso (e non da quando se ne ha notizia e iniziano le indagini) e questo tipo di reati resta solitamente a lungo sommerso e viene a galla occasionalmente, nel corso di altre indagini, a distanza di tempo. Si comprende quindi la gravità dell’abbreviazione dei termini di prescrizione, che favorisce il loro

lunedì 8 ottobre 2012

Vaticano: maggiordomo del Papa condannato a 18 mesi


da: Il Fatto Quotidiano 

Vatileaks, sentenza tra macerie e misteri
di Marco Politi 

Un processo-teatro. In cui ognuno ha giocato la sua parte. La Difesa non ha disturbato la Corte, evocando maltrattamenti e irregolarità solamente in zona Cesarini, giusto per ottenere le attenuanti. L’Accusa ha proclamato che dall’“indagine istruttoria manca la prova di qualsiasi correità o complicità con Paolo Gabriele”. La Corte queste prove non si è mai affannata a cercarle, lasciando accuratamente fuori campo connessioni, complicità, retroscena che avrebbero potuto spiegare i motivi di un’azione di sabotaggio prolungata e pianificata. Anche l’Imputato ha dato il suo contributo alla rappresentazione. Ha recitato la parte del colpevole, addossandosi ogni responsabilità e informando il mondo intero del suo amore sviscerato per la Chiesa ed il Papa. Come da copione.

Il processo si chiude così, con la Difesa che osanna la sentenza come “buona ed equilibrata”. Un’operazione lampo, realizzata in due udienze soltanto. Tolta la prima, dedicata a questioni procedurali, e l’ultima riservata a veloci arringhe, una telegrafica comunicazione di Paolo Gabriele e la sentenza. Il Vaticano voleva chiudere rapidamente il procedimento anche per cancellare l’immagine di una Curia nido di vespe, il giudice Giuseppa Dalla Torre ha centrato l’obiettivo. Ha agito in piena indipendenza, assicura il portavoce papale Lombardi. Excusatio non petita. Ma non c’è da dubitarne. Quando si agisce ispirati dalla “Santissima Trinità” e in

Italia-Vaticano: IMU, il Consiglio di Stato boccia il decreto del governo


da: Lettera 43

Imu-Chiesa, stop al decreto
Il Consiglio di Stato dice no al governo

Imu-Chiesa, bocciato il decreto del governo.
Il Consiglio di Stato ha detto no al provvedimento che prevedeva l'imposta sui beni commerciali della Chiesa.
Il suo parere sul regolamento messo a punto dal ministero dell'Economia era il tassello mancante per rendere effettiva l'estensione della tassa.
MINISTERO OLTRE I PROPRI POTERI. Una bocciatura in piena regola, dato che si afferma come il ministero guidato da Vittorio Grilli sia andato ben oltre il potere che la legge sull'Imu alla Chiesa gli aveva concesso.
Non limitandosi a indicare in che modo calcolare le porzioni degli immobili usati a fini commerciali, ma dilungandosi a elencare tutte le situazioni nelle quali un ente non è commerciale e dunque, di fatto, esente dall'Imu.
CORRETTIVO IN ARRIVO. Nel frattempo, il sottosegretario all'Economia, Vieri Ceriani, ha annunciato l'imminente arrivo del correttivo sull'Imu.
La quota statale dovrebbe entrare nel fondo di riequilibrio: la scelta potrebbe concretizzarsi attraverso una norma varata entro fine anno, mentre nella delega fiscale dovrebbe essere previsto un peso graduale sulle famiglie e l'invarianza di gettito dell'imposta.

giovedì 5 luglio 2012

Antiriclaggio, Vaticano: il governo italiano imbavaglia gli ispettori UIF


da: Il Fatto Quotidiano

Ior, il governo vieta agli ispettori antiriciclaggio di testimoniare in Europa
Per ordine del ministero dell'Economia l'Unità di informazione finanziaria (Uif) di Bankitalia non interviene a Strasburgo di fronte all'organismo Moneyval. Per protesta il direttore dell'Uif ritira la delegazione. E il Vaticano va verso un'insperata promozione dalla lista nera a quella grigia
di Marco Lillo

Il governo italiano ha imbavagliato la delegazione della propria Autorità antiriciclaggio in Europa per aiutare il Vaticano. E il capo dell’UIF l’Unità di Informazione Finanziaria della Banca d’Italia), per protesta contro il Governo, ha ordinato il ritiro dei suoi uomini da Strasburgo. Ieri la Santa Sede è stata sottoposta all’esame finale dagli ispettori di Moneyval, l’organismo antiriciclaggio del Consiglio d’Europa riunito in seduta plenaria a Strasburgo. Ma il Governo italiano ha scelto di non parlare alla sessione plenaria in cui si discuteva il caso. Anche grazie a questo assordante silenzio italiano sulle tante inadempienze delle autorità della Santa Sede, il Vaticano è riuscito a ottenere una mezza promozione insperata alla vigilia. La partita vinta dalla Santa Sede con l’aiuto del governo italiano era fondamentale per lo Ior e le istituzioni finanziarie d’Oltretevere. Moneyval è il fratello minore della principale organizzazione internazionale antiriciclaggio, il GAFI, e si occupa di dare le pagelle agli Stati membri del Consiglio d’Europa o agli esterni (come è accaduto prima della Santa Sede con Israele) che chiedono di essere valutati. Lo scopo di chi si assoggetta alle forche caudine di Moneyval è quello di essere inseriti nella lista dei Paesi affidabili per accedere poi alle procedure semplificate delle operazioni bancarie.

venerdì 22 giugno 2012

Il cattolico “fai da te”


da: La Stampa

Così gli italiani sono diventati un popolo di fedeli “fai da te”
Gli atei sono fermi all’8 per cento, ma il 70 va in chiesa solo per matrimoni e funerali
Il 63,4% del campione si dichiara «spirituale ma non religioso». A messa dichiara di andarci il 30,1%, in realtà ci va soltanto il 18,5 %
di Andrea Tornielli

La ricerca E’ stata monitorata con analisi e sondaggi un’area della Sicilia considerata rappresentativa del Paese La novità I giovani sono «la prima generazione incredula»: considerano Dio irrilevante in un mondo dominato da lavoro, denaro, affetti.
Gli atei veri e propri, in Italia, non arrivano all’8 per cento. E più del 70 della popolazione frequenta la messa soltanto in occasione di matrimoni e funerali e può essere quindi qualificata come «lontana» dalla Chiesa.

È la via italiana alla secolarizzazione quella che emerge da una ricerca curata dal sociologo Massimo Introvigne, fondatore del Cesnur, insieme a Pierluigi Zoccatelli, intitolata «Gentili senza cortile. “Atei forti” e “atei deboli” nella Sicilia centrale».
Si tratta della quarta ricerca sull’indifferenza religiosa che il gruppo di lavoro ha prodotto monitorando con sondaggi e analisi un’area della Sicilia corrispondente alla diocesi di Piazza Armerina e comprendente città e paesi delle province di Enna e Caltanissetta. Un territorio variegato di duemila chilometri quadrati, dove si trovano centri industriali e aree rurali, e che i parametri confermano essere rappresentativo della realtà italiana.

martedì 19 giugno 2012

Vaticano, cardinale Bertone: la Costituzione italiana a “piacere”


da: Il Fatto Quotidiano

Bertone si appella alla legge italiana ma il Vaticano non la rispetta

Meschinità e menzogne”. Il cardinale Tarcisio Bertone tenta di liquidare così le inchieste giornalistiche che negli ultimi mesi hanno portato alla luce vicende che riguardano il Vaticano culminate con l’arresto del maggiordomo del Papa, Paolo Gabriele. Secondo Bertone i giornalisti dovrebbero soppesare “la reale consistenza dei fatti” e smetterla di “imitare Dan Brown” e in Italia “si continua a inventare favole e riproporre leggende”. Perché poi l’articolo 15 della Costituzione italiana non deve essere riconosciuto anche ai cristiani che scrivono al Papa? Sarebbe invece saggio riflettere sul rapporto tra libertà di espressione e “diritto alla privacy”.
In un’ampia intervista a Famiglia Cristiana, il cardinale Bertone condanna l’immagine di una Chiesa in cui regnano intrighi e scontri di potere, opposte cordate, cardinali in lotta tra loro e addirittura implicati nel complotto per “la conquista di un fantomatico potere”. Il Papa, ricorda, ha parlato di “calunnia”, e “forse occorrerebbe fare una catechesi su questo vizio, per recuperare il senso della ricerca della verità” e “della proporzione dei fatti”.
“Ci troviamo in un momento faticoso e nessuno di noi intende nascondere ombre e difetti della Chiesa”, ma la Chiesa “è unita attorno al Papa”, e “una roccia che resiste alle burrasche” e “punto di riferimento per milioni di persone e istituzioni nel mondo”, e “per questo si cerca di destabilizzarla”. “Io – spiega – sono al centro della mischia, e vivo queste vicende con dolore”, visto il “tentativo accanito e ripetuto di separare, di creare divisione tra il Santo Padre e i suoi collaboratori, e tra gli stessi collaboratori”: c’è “qualcosa di iniquo” nel voler “colpire coloro che si dedicano con maggior passione e anche maggior fatica personale al bene della Chiesa”.

lunedì 18 giugno 2012

I "classici del giallo", corvi in Vaticano: l'ex maggiordomo fa i nomi....


da: La Stampa 

Corvi, la svolta "Il Papa conosce le loro identità"
L'ex maggiordomo indica laici e alti prelati
di Giacomo Galeazzi

«Vatileaks», il cerchio si stringe. Dagli interrogatori di Paolo Gabriele sono emersi mandanti e complici.

L’ampia collaborazione dell’ex maggiordomo papale, detenuto da quasi un mese in una cella di sicurezza del Palazzo del Gendarmeria, ha portato gli inquirenti a individuare le responsabilità di laici e prelati.

Sono così affiorati i nomi dei sospettati che la commissione cardinalizia ha riferito sabato al Pontefice e che già in settimana potrebbero essere resi pubblici. Alcuni capi dicastero e presuli emeriti (interrogati dai loro pari grado Herranz, Tomko e De Giorgi) non avrebbero fornito spiegazione ritenute sufficienti sulle fughe di notizie e il passaggio di documenti riservati.

Le rogatorie per i cittadini italiani, invece, saranno necessarie solo per coloro che non si presenteranno spontaneamente ai colloqui quali persone informate dei fatti. Intanto movente e finalità configurano una sorta di «congiura di corte» orchestrata per mutare gli assetti del potere curiale in previsione del conclave.

La magistratura ritiene che l’aiutante di camera del Pontefice abbia agito su ordine e indicazione di qualcuno, con l’aiuto di giornalisti amici e dipendenti della Santa Sede.

giovedì 7 giugno 2012

Attentato di Brindisi: fermato il presunto responsabile



Preso l'attentatore di Brindisi, ha confessato

"Ha confessato": è la svolta nelle indagini sull'esplosione davanti all'istituto Morvillo Falcone di Brindisi, quello scoppio assordante di tre bombole di gpl nascoste in un cassonetto, che con la sua violenza alle 7.45 del 19 maggio ha ucciso la 16enne Melissa Bassi e ferito altre 5 studentesse, mentre, come ogni mattina entravano nella loro scuola. Tra gli applausi della gente, che insieme a giornalisti e telecamere si era assiepata dal pomeriggio del giorno prima, davanti alla questura di Lecce, alle 1.15 di giovedì 7 giugno, il procuratore della Dda di Lecce Cataldo Motta è uscito in strada e ha confermato: "Abbiamo fermato una persona di 68 anni di Copertino che ha confessato durante l'interrogatorio".

 L'uomo fermato si chiama Giovanni Vantaggiato, sposato, due figlie, titolare di un deposito di carburante agricolo a Copertino, in provincia di Lecce. Lo scatto in avanti nelle indagini era arrivato in mattinata, gli inquirenti hanno già molti elementi e indizi, e una segnalazione sembra essere stata fondamentale. E così, il capo della polizia Antonio Manganelli, a Roma dagli allievi della scuola di polizia interforze sembra far capire che ci siamo: "Su Brindisi ho sentito tante sciocchezze, la mafia locale, terrorismo brigatista, Cosa Nostra. Ma non c'entrano né la mafia, né gli anarco-insurrezionalisti del Fai", dice Manganelli, avvertendo: "Ci sono indagini che devono dare una risposta e quando sapremo chi è stato sapremo anche la matrice. E ci arriveremo a chi è stato".

 Poi nel pomeriggio si diffondono le indiscrezioni, che si fanno sempre più consistenti, di un sospettato, di un uomo interrogato in questura a Lecce.