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giovedì 29 agosto 2024

Il campetto Schlein-Renzi e…l’ultimo dei pirla

 


Pare che Calenda nel commentare l"avvicinamento" tra Schlein e il fanfarone Renzi abbia affermato: "pensavo di essere l"ultimo pirla che si era fidato di Renzi, non ero l'ultimo e questo mi rassicura dal punto di vista psicologico. L'unica cosa che mi sento di dire è in bocca al lupo a Schlein"

Orbene (si fa per dire).

Trovo veramente offensivo l'uso della parola "pirla". Parola universale, unica. Pure nella foresta Amazzonica conoscono il significato del termine "pirla", per quanto dubito che vi siano aborigeni di tale specie.

Che Calenda si definisca come tale è offensivo. Nei confronti del significato etimologico della parola. Calenda è sempre magnanimo e generoso nel definirsi.

Nel merito di questa affermazione, dissento su un'eventuale pirlaggine della Schlein attirata dall'obiettivo di creare il campetto stretto.

Calenda dimostra di non essere un pirla ma ben altro. Non capisce un caxxo di politica, nonostante la pratichi da anni.

La Schlein, attuale segretaria del partito dei morti viventi: il Pd, avrà pure una maggiore

mercoledì 1 settembre 2021

Giuseppe Conte, il giudizio definitivo di Stefano Feltri...

 

 

Il giudizio di Stefano Feltri su Giuseppe Conte (post sotto) è secco, tranchant, definitivo. Non lascia spazio a possibili ripensamenti futuri.

Oddio...vale per i giornalisti, Stefano Feltri incluso, ciò che vale per i politici: mai dire mai.

Attualmente, su Giuseppe Conte non ho opinioni così definitive come le ha Feltri; penso che sia troppo presto per giudizi così netti e senza appello anche se, alcune sue uscite (non quella sui talebani che mi pare sia stata strumentalizzata) mi fanno pensare che Grillo non l'abbia fatta interamente fuori dal vaso.

Giuseppe Conte è considerato scarso (eufemismo) anche dalla stampa di centro-destra che non passa giorno senza riservargli righe su righe per affermare che è sostanzialmente un imbecille. Un eccesso di "attenzione" verso quello che si ritiene un incapace suona come dimostrazione di un timore. Il timore che possa comunque togliere voti al centro, prendere voti dall'astensionismo. Non sia mai che qualche lettore della propaganda di centro-destra (Il Giornale, Libero e Il Tempo) possa lasciarci catturare da Giuseppe Conte.

Tornando al giudizio di Stefano Feltri, ciò che Giuseppe Conte è chiamato a fare in questo momento è dare un peso al M5S nel governo Draghi. Già mi pare un'impresa non da poco. Certo. Per dare un peso devi avere idee, convinzione, capacità di mediazione,

venerdì 3 marzo 2017

A Otto e mezzo c'è il solito Renzi: una garanzia...



Matteo Renzi era a Otto e Mezzo: nervi scoperti per le domande sul padre, solito effluvio di parole per interrompere, cosa che si potrebbe risparmiare perché la Gruber non fa domande scomode. Manco Cerno. Che ha l’attenuante che Renzi lo interrompe.

Matteo Renzi è una garanzia: è il fanfarone di sempre. Questa volta non più solo come “un uomo solo al comando” perchè si ripresenterà con “la squadra”, cioè la sua slide parlante Maria Elena Boschi il suo amico Lotti e qualche altro del suo cerchio magico. Garanzia su garanzia!

Però è simpatico!...soprattutto quando dice che è stato nella Locride e in altre zone d’Italia a sue spese per conoscere la realtà del paese. Insomma: sta facendo quello che si è guardato bene dal fare quando era presidente del consiglio perché non gli piaceva essere fischiato. 

Se non è simpatico sto fanfarone…sempre più grasso....sempre più somigliante a Pinocchio...

lunedì 20 febbraio 2017

PD, scissi o non scissi…il vero problema è la scissione dall’Italia



da: http://www.glistatigenerali.com/

Il problema non è la scissione tra voi, il problema è la scissione dall’Italia
di Jacopo Tondelli

Va bene, la telenovela è arrivata al punto finale, quello che più o meno tutti ci aspettavamo. Chi doveva andarsene – Michele Emiliano, Roberto Speranza, Enrico Rossi, Massimo D’Alema, Pierluigi Bersani, e  altri – se ne va; chi doveva “tirare dritto” tira dritto. Questo ad adesso, salvo colpi di scena che a questo punto rasenterebbero il paranormale o, più normalmente, la farsa.

Il Pd si troverà in fretta riconsegnato dall’iter congressuale e dalle primarie nelle mani di Matteo Renzi e dei suoi scalmanati supporter. Renzi, a sua volta, sarà apparentemente “padrone” del suo partito, ma certo quando ci sarà da stilare le liste elettorali non potrà dire troppi no a chi è “rimasto con lui”, a cominciare da Dario Franceschini. Chi è uscito adesso dovrà navigare nel mare aperto, ma invero già abbastanza solcato, di partiti, movimenti, cartelli che da tempo si muovono alla sinistra del pd. Per fare cosa, con quali prospettive, con quali compagni di viaggio? La compagnia si restringerà o si allargherà? E ancora, più in generale, quando toccherà a Paolo Gentiloni di dover “stare sereno”?

lunedì 14 dicembre 2015

Flavio Pasotti: Lettera a Matteo che ha perso la testa



da: http://www.glistatigenerali.com/

 
Caro Presidente del Consiglio, la Leopolda di Governo rispetto a quella di Lotta è un problema solo se nel governo non hai fatto ciò che dovevi. Apprezzai la speranza delle prime leopolde, pur nelle ingenuità giovanilistica delle formule, dei mezzi tecnologici e dei contenuti, sicuro che col passare degli anni la sopraggiunta maturità avrebbe compensato le debolezze della formazione politica di chi è arrivato a politica ormai morta. Che ci fosse stoffa lo si capì con #enricostaisereno, che ci fosse coraggio con le primarie. E che lei sia un abile manovriero, il migliore sulla piazza, lo hanno dimostrato i mesi di governo. Da liberal quale qualcuno dice io sia (tengo così tanto alla mia indipendenza da negare anche l’innegabile) la votai alle Europee perché non avevo alternative ma, posto che non ne ho nemmeno ora a distanza di quasi due anni, comincio a sentire bisogno di aria nuova. Buona e di qualità e Lei, che ha scelto un governo di fedeli per fare la rivoluzione quando le sarebbe servito un governo di capaci anche a rischio la oscurassero un po’, al momento mi fa mancare il respiro.

Le furbate degli 80 euro in anno elettorale posso capirle, non mi scandalizzo perché ho visto ben di peggio, come pure un po’ di trucchetti di bilancio e

giovedì 10 dicembre 2015

Salva banche, Bruxelles scarica Renzi, Bankitalia e Consob: “Venduti prodotti inadatti ai clienti”



da: Il Fatto Quotidiano

Il commissario Ue ai servizi finanziari offre un inaspettato assist ai risparmiatori che da settimane lamentano di aver subito una truffa e accusa il governo: "Questo apre una questione più ampia di tutela dei consumatori. La responsabilità del salvataggio è dell'esecutivo italiano"

Le quattro banche salvate dall’Italia, CariChieti, CariFerrara, Cassa Marche e Banca Etruria, “vendevano alla gente prodotti inadatti ai clienti che probabilmente non sapevano cosa stessero comprando” e questo ha avuto “conseguenze personali per alcune persone in Italia”. Il commissario Ue ai servizi finanziari Jonathan Hill ha così messo la parola fine al gioco delle parti che si sta consumando da 20 giorni sull’ultimo episodio di risparmio tradito e avallato per decreto.  “Questo – ha aggiunto – apre una questione più ampia di tutela dei consumatori“.

L’affermazione è cruciale e offre un inaspettato assist agli obbligazionisti subordinati dei quattro istituti che, in seguito al decreto del governo del 22 novembre scorso, hanno visto i loro risparmi azzerarsi da un giorno con l’altro. Alla luce della valutazione del commissario Hill, infatti, la loro posizione

sabato 28 novembre 2015

Sono un manager ma non frequento Renzi: posso lavorare anch’io?



da: http://www.glistatigenerali.com/ - di Michele Fusco


Mi presento. Sono un manager, tra i quaranta e i cinquanta, una certa esperienza sia nel privato sia nel pubblico, buoni studi italiani e poi, come dev’essere, i classici master all’estero. Da oggi, nel curriculum inserirò una voce fondamentale: «Devo ancora conoscere Matteo Renzi». Non vi appaia una sottolineatura stravagante, né tantomeno una pretesa illiberale, è semplicemente un’indicazione di massima per il mio (futuro) datore di lavoro. Il quale avrà tutto il diritto di sapere che il professionista che gli è stato segnalato e su cui ha messo gli occhi non ha mai incrociato nella sua vita il presidente del Consiglio (ma niente può escludere che questo evento fortunato prima o poi possa accadere). Mi costringo a questa serie di precisazioni non solo perché mantengo ancora una certa dignità, ma anche e soprattutto perché da un certo tempo in qua mi appare chiaro che la conoscenza più o meno diretta del premier, aver lavorato con lui a Firenze, insomma essergli stato vicino professionalmente, produce nell’interessato il classico meccanismo difensivo per cui, nel momento alto e nobile delle scelte dei manager di stato, Matteo Renzi chiama alla patria soltanto le sue nuove/vecchie conoscenze.

lunedì 9 novembre 2015

Marco Travaglio: Il Pontassieve


da: Il Fatto Quotidiano

Non è vero che, come qualcuno ha ricominciato a dire dopo la riabilitazione del Ponte sullo Stretto, Renzi sia uguale a B. Parla come lui e fa più o meno le stesse cose che faceva o voleva fare lui, ma non è uguale a lui: per certi versi è meglio, per altri è addirittura peggio. È meglio perché gli mancano la P2, la mafia, le mazzette e le mignotte. È peggio perché B. almeno andava al governo dopo aver vinto le elezioni: Renzi mai. B. non destituì mai un sindaco perché non gli andava a genio: Renzi l’ha fatto a Roma, cacciando il sindaco eletto dal popolo per sostituirlo con un Dream Team non eletto da nessuno, ma nominato da lui che non ha eletto nessuno. Ma soprattutto: B. aveva sempre un piede in galera, dunque le porcate le faceva per costrizione e per disperazione: Renzi invece le fa per convinzione. Per B. le leggi vergogna erano un dovere: per Renzi sono un piacere. La devastazione autoritaria della Costituzione, il supercondono che manda al macero 10 mila processi per evasione fiscale, la soglia del contante a 3 mila euro, l’occupazione militare della Rai, la responsabilità civile dei giudici, il disprezzo per i sindacati, l’attacco ai talk che osano criticarlo, la cancellazione dell’articolo 18, la legge elettorale per nominare i parlamentari anziché eleggerli, la tassa sulla casa tolta anche ai ricchi, il doppio gioco su diritti e unioni civili, l’amore per Alfano e Verdini, ora pure il Ponte (che, come ha scritto qualcuno, serve a collegare Alfano al Pd).

martedì 27 ottobre 2015

‘Fa tutto il power point’, Renzi: Legge Stabilità, vai con le mancette….



da: http://www.huffingtonpost.it/

Legge Stabilità, le "misure-spot" di Renzi si riducono a una mancia: dai 6 euro agli statali ai 50 euro per le famiglie povere
di Viola Contursi

Su twitter il cinguettio parlava di "prima misura organica contro la povertà", sulla carta una prima stima parla di cifre che vanno dai 34 ai 50 euro lorde al mese per le famiglie più povere. Per la Pubblica Amministrazione il tweet parlava di "premiare l'efficienza", la legge di Stabilità, dopo anni di blocco degli stipendi, porta in tasca agli statali 8 euro in più al mese. Lorde. Che nette fanno circa 6 euro a testa.

Sono diverse le misure-spot - a leggere il testo della Stabilità 2016 approdato ieri sera al Senato - da "vendere" a livello mediatico ma che stanziano risorse inferiori al necessario. E non proprio da #italiacolsegnopiù.


Povertà. Renzi l'ha presentata come una misura epocale, un intervento "per i

martedì 20 ottobre 2015

Non solo più contanti, Renzi fa lo sconto a chi non fa lo scontrino



da: http://www.glistatigenerali.com/ - di Stefano Iannaccone

Sono in arrivo tempi meno duri per chi non emette lo scontrino. Per cavarsela basta ricorrere alla “definizione agevolata”, la corsia preferenziale, resa più vantaggiosa dalla manovra economica, per limitare i danni con il fisco. Il governo Renzi sta pensando di ‘potenziare’ questo strumento, offrendo così uno sconto all’evasore.

La bozza della Legge di Stabilità 2016 introduce infatti un cambiamento alle norme in vigore, consentendo il pagamento di “un importo pari ad un sesto del minimo previsto dalla legge” per chi viene scoperto ad aggirare il fisco in caso di assenza di dolo o in presenza di colpa non grave. Basta una dimenticanza e il problema è risolto. In questo modo, quindi, viene aumentata la soglia dell’attuale norma che prevede la riduzione ‘solo’ di un quarto della sanzione.

Certo, il testo è ancora provvisorio ed è probabile che ci siano successive modifiche, visto che deve essere setacciato anche da Bruxelles. Ma intanto nell’Articolo 67 c’è una novità che fa il paio, in termini di non lotta all’evasione, con l’innalzamento della soglia a 3mila euro dei pagamenti in contanti. Il cavillo è inserito nelle “disposizioni per la definizione agevolata delle sanzioni per le

giovedì 15 ottobre 2015

Over 63, dove Renzi si dovrebbe ficcare il suo part time….



“ritengo che i lavoratori pirla debbano tenersi il tempo pieno, lo stipendio pieno, e aumentare i giorni di malattia. Ci inducono a questo, perché non accontentarli”


Secondo quanto letto stamane, il governo starebbe predisponendo una norma di questo tipo: chi ha compiuto 63 anni e 7 mesi potrà optare per il part time per i successivi tre anni che mancano all’età pensionabile. Il datore di lavoro continuerà a versare l’intero ammontare dei contribuiti, pertanto, non vi saranno effetti riduttivi sull’assegno pensionistico.

Vi piace? A me per un organo sessuale maschile…
Quindi…

Se fossi tra coloro che hanno i requisiti anagrafici per questo part time alla Renzi, mi verrebbe spontaneo e immediato dirgli quanto segue: ‘sta norma te la puoi arrotolare e ficcare nel…….no, non lì. Nell’orifizio più piccolo che hai: la narice. Destra o sinistra scegli tu (forse destra…mi pare più appropriato al personaggio). L’importante che sia l’orifizio più piccolo. Più piccolo è, più fa male.

Posto che – e ci mancherebbe altro – i contributi saranno versati al 100%, il part time significa una riduzione dello stipendio in un periodo non propriamente dei migliori, e, per alcuni lavoratori e per certi tipi di attività, una riduzione fittizia delle ore di lavoro. Vale a dire: ti rubano soldi. Ti rubano vita.
Mi spiego.

martedì 29 settembre 2015

Marcello Esposito: Sanità e sprechi, Renzi sta sbagliando tutto



da: http://www.linkiesta.it/

Le proposte che il governo inserirà nella legge di stabilità non sono né di destra, né di sinistra: sono inefficienti, illiberali, ingiuste
Il modo con cui il governo Renzi ha deciso di combattere gli “sprechi” nella sanità non è di destra o di sinistra: è sbagliato, da qualunque parte lo si guardi. È controproducente perché mina il rapporto di fiducia tra i medici e i pazienti. È illiberale, perché prevede l’inversione dell’onere della prova a danno della parte debole, il paziente. È anti-democratico, perché non è basato su dati o evidenze empiriche che siano state messi a disposizione dell’opinione pubblica e che siano stati oggetto di un dibattito aperto e trasparente. È economicamente inefficiente, perché rischia di infliggere un colpo mortale ad una delle poche eccellenze del settore pubblico e dell’economia italiana. È ingiusto, infine, perchè aumentando le diseguaglianze, depotenzia l’effetto di inclusione sociale che il sistema sanitario universale ha consentito di realizzare in Italia.

La lotta alle prescrizioni inutili non si fa con un meccanismo sanzionatorio per i medici
Andiamo con ordine. È corretto combattere l’uso eccessivo e inutile di farmaci e diagnostica. È corretto rendere i medici e i pazienti più consapevoli dei vantaggi

giovedì 8 gennaio 2015

Norma salva-evasori: la pacchiana disonestà di Renzi


Renzi è un disonesto che prende per il culo gli italiani.
Una disonestà pacchiana che però sfugge a parte degli italiani che non conoscono o non ricordano la situazione politica di Berlusconi e gli interi effetti della condanna per frode fiscale sui diritti Mediaset.

La dimostrazione della disonestà di Renzi, che nel suo delirio di onnipotenza pensa che tutti gli italiani siano dei coglioni, sta in questa frase: “Noi cambiamo il fisco per gli italiani, non per Berlusconi. Senza fare sconti a nessuno, nemmeno a Berlusconi, che sconterà la sua pena fino all’ultimo giorno”.
Come scrive anche Stefano Feltri, “il decreto non incideva sulla “pena” di Berlusconi (i servizi sociali che scadono il 15 febbraio), bensì sulle conseguenze non penali previste dalla legge Severino (l’incandidabilità)”. Vale a dire: a febbraio, quando Berlusconi avrà scontato la “pena” (le virgolette sono d’obbligo, data la misura e le modalità di applicazione di questa) rimarrà il vero effetto deflagrante della condanna: l’incandidabilità. A questo serviva la norma salva-evasori di Renzi che elimina il reato penale quando l’importo evaso è inferiore al 3% dell’imponibile: a togliere l’effetto penale che,  applicando il principio di retroattività della norma “favor rei”, cancella la condanna definitiva di Berlusconi che così torna ad essere candidabile, cioè riacquista l’agibilità politica.

Renzi mostra un’abilità, nella disonestà, superiore a quella di Berlusconi che in raffronto a lui pare un principiante. Berlusconi si è sempre fatto costruire leggi

mercoledì 7 gennaio 2015

Renzi "fa tutto il power point" e la norma del 3% che "riabilita" Berlusconi: tutta colpa dell’excel….



Ma andiamo….
Tutto questo attaccare Renzi. L’uomo che cambierà l’Italia. L’uomo del “fa tutto il power point” ha semplicemente, banalmente, problemi con Microsoft Office. Gli funziona il power point, ma ha problemi con l’excel. Che se lo facesse reinstallare. Dopo di che….

Apre il file exel, clicca in una cella e digita =1.000*3% o 10.000*3%, poi va nella cella accanto e digita =397.000.000*3%. Dovrebbe già notare i differenti risultati prodotti dalla semplicissima e velocissima formula digitata.
Dopo di che….si fa dare gli importi di imponibile e di frodato secondo quanto accertato nel processo Mediaset che ha condannato Berlusconi per frode fiscale provocandone la sua interdizione e – magari facendosi aiutare dalla moglie insegnante – determini se l’importo di frodato è maggiore o minore del 3%.

Con questa operazione che non dovrebbe portargli via molto del suo preziosissimo tempo dedicato a cambiare l’Italia, scoprirà gli effetti della norma

Le Renziate: “Dal salva-banche a B, modifiche ad personam”



da: Il Fatto Quotidiano

Nel decreto incriminato, tante le aggiunte in extremis che sembrano scritte su misura per gli istituti di credito e i grandi gruppi finanziari
di Carlo Di Foggia

C’è la “manina” che l'ha inserita e c'è la penna che l'ha scritta. La norma salva Berlusconi non è più orfana, ma ha molti padri. “L'ho voluta io, ma mi avevano dato rassicurazioni avvocati e magistrati”, ha spiegato il premier al Fatto. Vera la prima. Alcuni dei consulenti – lato magistratura – negano infatti di averla mai vista. Chi ha seguito da molto vicino l'iter del provvedimento, però, parla di “molte modifiche”, “calibrate”.

Un testo, quello cambiato all'ultimo da Palazzo Chigi – non quello elaborato al Tesoro – arricchito di aggiunte tecniche che vanificano l'impianto originale, e sembrano scritte da fiscalisti esperti, su misura per i grandi gruppi bancari e finanziari. Norme con un nome specifico. È il caso, per dire, del comma 4 inserito nell'articolo 4 del decreto, quello che punisce soprattutto chi elude il Fisco con operazioni di finanza strutturata, come i derivati. Un articolo meritorio, vanificato però dal comma aggiunto alla fine: vengono esclusi “flussi finanziari

Frode fiscale, norma salva Berlusconi: la mente è Renzi e il braccio è la Manzione?




Renzi-Berlusconi: quei 4 giorni d'intesa in cui si cucinò il salva Silvio
di Alessandro De Angelis

Per capire quale sia la “manina” o la “manona” che ha avuto mandato di scrivere la norma “salva-Berlusconi” occorre riavvolgere la pellicola del nastro al 20 dicembre, quando a palazzo Madama, nella notte, Forza Italia vota una sorta di salva-Renzi, consentendo cioè al governo di non andare sotto sulla legge di stabilità e poi di incardinare la legge elettorale secondo i desideri di palazzo Chigi. E poi occorre seguire il film fino al 24, quando – guarda caso dopo il consiglio dei ministri della salva-Berlusconi – i due contraenti del “patto del Nazareno” si sentono per telefono per gli auguri. Già, per gli auguri.

In mezzo, tra il 20 e il 24, c’è l’intervista di Berlusconi a Repubblica
, in cui per la prima volta l’ex premier apre a uno di sinistra al Colle: “Il problema – dice – non sono le radici politiche. Ma che sia un presidente della Repubblica equilibrato, un garante”. Parole su cui arriva, pronto, il segnale di Renzi. Il quale la sera stessa, ospite da Fabio Fazio, chiede al Pd di non “ostacolare”. E poi al Messaggero rivendica l’inscalfibilità del Nazareno: “Berlusconi – dice Renzi –

Jobs Act: tutele e reintegri, 10 cose da sapere



da: La Stampa

Tutele e reintegri, 10 cose da sapere sul Jobs Act
Dai nuovi contratti agli indennizzi economici: le novità introdotte dalla riforma

1 - Che cosa significa a “tutele crescenti”?  
Significa che le tutele per chi firma un contratto aumenteranno con il passare del tempo. Il nuovo assunto deve però sapere che, se verrà licenziato, il suo indennizzo sarà solo di natura economica, e crescerà in base all’anzianità di servizio. In pratica, si esclude la possibilità del reintegro del lavoratore.  

2 - A chi offre le opportunità maggiori il nuovo contratto?  
Chi, nel corso del 2015, avrà davvero una opportunità, sarà chi oggi ha un contratto di collaborazione o a tempo determinato, perché il contratto a tutele crescenti taglia del 30% il costo del lavoro.  

3 - A quanto ammonterà l’indennizzo in caso di licenziamenti?  
Il datore di lavoro deve pagare un’indennità pari a 2 mensilità per ogni anno di servizio, in misura non inferiore a 4 e non superiore a 24 mensilità.  

domenica 21 dicembre 2014

Andrea Scanzi: “Cinegiornale Luce 2.0. Un premier da amare”


da: Il Fatto Quotidiano

L’unica nota lieta, dello straziante (sin dal titolo) Un mondo da amare, è stata la decisione di Matteo Renzi di andare sì da Antonella Clerici ma non a La prova del cuoco: sarebbe stato difficile, in quel caso, scorgere differenze percettibili tra lui e una melanzana. Vuoi per le sempre più generose forme, vuoi per i sempre meno generosi contenuti. 

Il Presidente del Consiglio, in costante decrescita (non solo) nei sondaggi, aveva bisogno di un altro bagno nel nazionalpopolare e ha trovato consono il vestitino cucitogli addosso su misura da RaiUno, con uno speciale in prima serata che è parso per metà uno spin-off di Ti lascio una canzone e per l’altra una variante 2.0 dell’Istituto Luce di fascistissima memoria. Lo spettacolo è stato vieppiù raggelante e l’unica voce vagamente contraria all’Expo, argomento teorico dell’adunanza, è stata quella di Ornella Vanoni. Per il resto canzoni deboli dei Modà (“Per avervi ho dovuto fare i patti col diavolo”, ha detto la Clerici: bei tempi quando ci si accordava col Demonio per avere l’anima di Robert Johnson). Lezioni noiosissime di Roberto Vecchioni. Frasi fatte, tacco 12 di Cristina Parodi (di gran lunga la cosa migliore del programma), nenie natalizie e uno share del 19.55%: 4 milioni e 72mila persone, tante ma comunque meno della seconda puntata di Senza identità su Canale 5. Nel mezzo, come un apostrofo rosa tra le parole “che” e “pena”, poco dopo le

mercoledì 17 dicembre 2014

Vincoli europei, investimenti fuori dal patto: Renzi insiste, ma Bruxelles continua a dire “no”



Posto che, il futuro di Renzi dipende dalle risposte di Bruxelles, come sostenevo qualche giorno fa, e che la richiesta di considerare diversamente gli investimenti rispetto al resto della nostra spesa pubblica è sensata e quanto mai opportuna, come può un paese dalla corruzione imperante e dilagante che ha messo radici in più istituzioni e si propaga di giorno in giorno, chiedere all’Europa di considerare in maniera diversa la spesa per investimenti. Chi e che cosa può garantire Bruxelles che quegli investimenti non si tramuteranno nell’ennesimo ladrocinio di Stato, che non diventeranno l’ennesima torta da dividere tra mafia, criminalità organizzata e politica? 


da: La Stampa

Il premier: investimenti fuori dal Patto. Per Bruxelles, impossibile.
L’Europa gela Renzi: “le regole non cambiano”
di Marco Zatterin

Matteo Renzi va avanti convinto, vuole che l’Europa «consenta lo scorporo dei grandi investimenti in opere pubbliche» dal Patto di Stabilità, magari «anche previa verifica Ue». Promette battaglia domani in sede di Consiglio Ue, come nei colloqui ad alto livello in seno al Partito socialista europeo che accusa di

lunedì 15 dicembre 2014

La domenica del PD e… il lunedì di tasse del paese reale



Domenica 14 dicembre 2014. Dal Vangelo secondo….
Pardon…
Dall’assemblea del PD a Roma…

Renzi: “Il Pd non è un partito che va avanti a colpi di maggioranza (!?!?!) ma sia chiaro che non starà fermo per i diktat della minoranza. Abbiamo il dovere di corrispondere all’impegno preso con gli italiani e non staremo fermi nella palude per guardare il nostro ombelico».
Fassina: "E' inaccettabile la delegittimazione morale e politica di chi ha posizioni diverse dalle tue. Non sto in Parlamento per frenare, boicottare, gufare o far fallire le riforme. Se vuoi andare ad elezioni dillo chiaramente, assumi le tue responsabilità e smettila di scaricarle sulle spalle di altri".

Amen….

Lunedì 16 dicembre.
E’ la giornata italiana del Fisco. Secondo quanto ha calcolato l’ufficio studi della