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lunedì 12 novembre 2012

Terremoto Emilia: l’Unione Europea nega i finanziamenti


da: Il Fatto Quotidiano 

Finanziamenti Ue per il terremoto, ancora caos. Monti: “Inaccettabile”
Il presidente del consiglio ha avuto incontro con Barroso nel weekend: quella che sembrava una pratica risolta è ancora tutta da definire. E non è escluso che i 670 milioni promessi non arrivino mai

Weekend di lavoro per il presidente del Consiglio Mario Monti, che ha avuto colloqui con il presidente della Commissione Barroso e con il numero uno del Parlamento europeo Schulz sul possibile blocco dei finanziamenti (670 milioni) per la ricostruzione post-terremoto dell’Emilia. Il premier ha definito “inaccettabile” l’eventuale veto. A entrambi, Monti ha sottolineato come tale blocco, che potrebbe conseguire alla posizione assunta da alcuni Stati Membri, sarebbe del tutto inaccettabile per l’Italia, oltre che gravemente lesivo dei principi di solidarietà alla base della stessaUnione Europea.
Il Presidente Barroso ha assicurato a Monti che la Commissione, nel suo ruolo di mediatore nel Comitato di conciliazione ove martedì 13 riprenderà il negoziato, si impegnerà risolutamente nel senso richiesto dall’Italia. Il Presidente Schulz, per parte sua, ha garantito che la delegazione del Parlamento nel Comitato di conciliazione porrà come condizione pregiudiziale l’approvazione dell’emendamento di bilancio che consenta lo sblocco dei 670 milioni per il terremoto. Proseguono, intanto, i contatti di Monti e  Moavero Milanesi con i governi degli Stati Membri.
La questione evidentemente non è ancora risolta. Il finanziamento era stato bloccato, nella giornata di venerdì, da cinque paesi membri: Germania, Olanda, Finlandia, Svezia e Gran Bretagna. In serata, il finanziamento era stato sbloccato. Sbloccato, ma evidentemente senza nessuna certezza: Monti non avrebbe altrimenti usato toni così duri. 

martedì 25 settembre 2012

Concerto ‘Italia Loves Emilia’ a Campovolo: 150mila spettatori


da: Il Sole 24 ore

A Campo Volo concerto da brividi tra Zucchero e Jeff Beck, il Liga che duetta con i Liftiba e tutti i big uniti per una sera per l'Emilia
di Marta Cagnola

L'ordine alfabetico inizia con la A, la scaletta di quello che Claudio Baglioni ha definito "il Parlamento della musica" è partita dalla zeta. La zeta di Zucchero, primo dei tredici senatori sul palco di Italia Loves Emilia. Davanti, 150mila spettatori arrivati da ogni angolo d'Italia, spesso partiti molte ore prima, tanti di fronte ai cancelli dalla notte precedente. Tutti sicuri che sarebbe stato un evento storico - e così è, inevitabilmente, stato.
Dai brividi per le sirene che hanno aperto il concerto, per non dimenticare quei momenti tragici di pochi mesi fa, alle note di Sugar, che si è anche portato l'amico Jeff Beck, tra i re mondiali della chitarra, per un Madre dolcissima insieme a Fiorella Mannoia ed Elisa, pezzo che è stato il primo dei corali che hanno fatto da raccordo ai tanti set. Senza interruzioni, senza troppe parole.

Sono stati proprio i duetti a scaldare di più lo sterminato Campovolo, una voce sola su Io vagabondo con Claudio Baglioni insieme ai Nomadi. Che hanno presentato definitivamente al pubblico il loro nuovo cantante, Cristiano Turato, anima e penna rock. E aria concentrata di chi sta per affrontare l'esame più difficile, quello per cui

venerdì 21 settembre 2012

'Italia Loves Emilia': 22 settembre a Campovolo



Sabato 22 settembre Biagio Antonacci, Claudio Baglioni, Elisa, Tiziano Ferro, Giorgia, Lorenzo Jovanotti, Ligabue, Litfiba, Fiorella Mannoia, Negramaro, Nomadi, Renato Zero e Zucchero saliranno sul palco del Campovolo di Reggio Emilia per Italia Loves Emilia, il concerto a sostegno della popolazione emiliana colpita dal terremoto.

150.000 biglietti venduti in prevendita, Italia Loves Emilia è sold out. Il concerto avrà inizio alle 20 (apertura porte alle 9).

Radio 105, Radio 101, Radio Bruno, Radio Capital, Radio Deejay, Radio Italia, Radio Kiss Kiss, Radio Monte Carlo, RDS, RTL 102.5 e Virgin Radio danno il proprio supporto a Italia Loves Emilia unendosi in “Radio Loves Emilia”. A reti unificate trasmetteranno la radiocronaca del concerto.
Anche Sky trasmetterà la telecronaca del concerto: in diretta su Sky Primafila (canale 351), in modalità pay per view.

Il ricavato dei “biglietti televisivi” del concerto sarà interamente devoluto a sostegno dei terremotati.


foto da: http://www.italialovesemilia.it/area-stampa

giovedì 20 settembre 2012

Terremoto Emilia, operaio morto: per l’Inail, Bruno Cavicchi vale 1900 euro


da: Il Fatto Quotidiano 

Operaio morto nel terremoto, per l'Inail vale 1900 euro. Il padre: "Vergogna"
Per Bruno Cavicchi, deceduto sotto le macerie delle Ceramiche Sant'Agostino, sono state pagate solo le spese del funerale. "Dicono che non ci spetta nulla perchè mio figlio non contibuiva al sostegno della famiglia, ma non è assolutamente vero", ha spiegato il papà del ragazzo, ieri al Senato per lanciare un appello 
di Annalisa Dall'Oca

Nicola Cavicchi è morto il 20 maggio, la notte del terremoto, travolto dal crollo della fabbrica in cui lavorava. Le Ceramiche Sant’Agostino. La sua vita, secondo la legge italiana, vale 1900 euro. La cifra, cioè, che la famiglia di Nicola, operaio di 35 anni, ha ricevuto dall’Inail per coprire le spese relative al funerale. Un assegno che il padre Bruno e la madre, Romana, pensano di restituire come gesto simbolico, perché “è una vergogna”.
Bruno Cavicchi ieri è andato a Bondeno, in municipio, per incontrare la Commissione d’inchiesta sugli infortuni sul lavoro del Senato e raccontare ai parlamentari Oreste Tofani, Paolo Nerozzi e Angela Maraventano che “la vita di un figlio non ha prezzo”, eppure quella del suo, di figlio, è stata valutata così poco da non consentire nemmeno l’acquisto dei ‘santini’ per il funerale. E ora, ha detto al presidente della Commissione d’inchiesta sugli infortuni sul lavoro del Senato, Oreste Tofani, impegnato ieri nei luoghi del sisma, “mi rimangono solo le lacrime per piangere mio figlio che non c’è più”.
“Tutte le famiglie hanno storie e situazioni diverse: nostro figlio aveva un ruolo nell’economia della casa. Siamo pensionati e ora ci troviamo ad affrontare tante spese – ha spiegato Bruno alla stampa locale – il mutuo per la

martedì 3 luglio 2012

Emilia, terremoto: sindaci senza un euro, devono rivolgersi alle banche


da: Il Fatto Quotidiano

Terremoto, i sindaci senza un euro: “Costretti a chiedere soldi alle banche”
Fino a oggi, 44 giorni dopo la prima scossa, sono arrivate soltanto carte da firmare. "I lavoratori vanno pagati, le fatture anche e non ci resta che chiedere anticipazioni di cassa". Milioni di euro tra solidarietà e fondo della Protezione civile bloccati dalla burocrazia
di Annalisa Dall’Oca e Giulia Zaccariello

Finora ci sono solo fatture su fatture da saldare. E richieste di prestiti con i relativi interessi. Di soldi liquidi, a 44 giorni dalla prima scossa, i sindaci dei tanti paesi emiliani messi in ginocchio dal terremoto, ne hanno visti ben pochi. Per toccare con mano le donazioni private infatti bisognerà aspettare mesi. Almeno due solo per quanto riguarda gli oltre 15 milioni di euro raccolti attraverso i messaggi sms solidali. Così come sarà necessario attendere ancora delle settimane per poter attingere ai 50 milioni del Fondo nazionale della protezione civile. Intanto però i fornitori battono cassa e così come i dipendenti comunali, che da più di un mese lavorano senza sosta, sabato e domenica compresi. Così ai comuni non resta altra soluzione che rivolgersi alle banche.
“I lavoratori vanno pagati – mette in chiaro il sindaco di Novi di Modena, Luisa Turci -. E senza entrate sono obbligata a chiedere anticipazioni di cassa. Certo, non sono a costo zero. Ma è l’unico modo per ottenere liquidità immediata”. Per ora, infatti, i paesi colpiti dal sisma hanno potuto usufruire solo delle donazioni spontanee versate sui singoli conti correnti, aperti ad hoc dalle amministrazioni comunali all’indomani del terremoto del 20 maggio. Come spiega Rudi Accorsi, amministratore del piccolo comune modenese di San Possidonio:

mercoledì 6 giugno 2012

Terremoto in Emilia, concerto di beneficenza: il “no” di Vasco Rossi


In merito al concerto pro-terremotati che si terrà il 25 giugno allo stadio Dall’Ara, così Vasco Rossi da casa sua, cioè Facebook: “non parteciperò a nessun concerto di beneficenza. Non amo quel modo di farla, poco costoso e poco faticoso. Certo rispetto chi la fa così, ci crede ed è sincero. Ma io penso che la beneficenza si debba fare tirando fuori i soldi dal proprio portafoglio, senza troppo spettacolo e pubblicità”.

Bene. Vasco Rossi sicuramente caccerà fuori i soldi dal portafoglio e farà concretamente un gesto di solidarietà. Bene. Ciò che afferma contiene indubbie verità e ognuno ha un suo modo di reagire e agire nei confronti di chi ha bisogno.
Però. Poiché c’era. Su Facebook. Dove praticamente vive…
Poteva risparmiarsi la frasetta di circostanza: “rispetto chi la fa così, ci crede ed è sincero”.

Posto che, ci sarà chi fa poco sforzo, caccia poco denaro e si fa pubblicità, un concerto non è solo un modo di farsi pubblicità a spese di altri è anche una manifestazione che dà presenza.
Gli emiliani terremotati hanno voglia di rimettersi in piedi, di ritornare ad avere una casa, di tornare a lavorare. Hanno bisogno di autorità locali e a livello centrale che si attivino con capacità e impegno affinché possano essere riprendersi la vita.
Ma hanno anche bisogno di sentire una presenza. Un concerto è anche questo: un modo di essere presente. Certo. Sarebbe meglio fare un concerto in mezzo a loro, ma credo sia logisticamente improponibile in questo momento. Si dovrà trovare tempo e modo per farlo.
Bisognerebbe capire che in certi momenti un concerto assume un significato che va oltre la beneficenza che, sì, ognuno può fare in modo diverso e senza pubblicità. Non resta che farla due volte. Privatamente: cioè senza annunciarla direttamente o indirettamente su Facebook e tramite la partecipazione a un concerto.
Ma c’è chi, a quanto pare non capisce. E si chiama Vasco Rossi. 

martedì 5 giugno 2012

Terremoto Emilia, tornare a lavorare: alcune imprese chiedono la liberatoria ai dipendenti


da: la Repubblica

"Volete tornare a lavorare?
Assumetevene le responsabilità"
La denuncia della Cgil: ai lavoratori di alcune fabbriche colpite dal terremoto è stata chiesta la liberatoria, sollevando le aziende da ogni onere civile e penale in caso di incidenti
di Marco Bettazzi

Andare a lavorare, ma assumendosi ogni responsabilità in caso di nuove scosse. Con tanto di liberatoria fatta firmare ai dipendenti delle aziende nelle zone terremotate. È il fenomeno denunciato dalla Cgil regionale emiliana, che sta ricevendo segnalazioni da alcuni lavoratori di Reggio Emilia e Modena. Come la lettera presentata ai dipendenti (guarda il documento .pdf) dalla Forme Physique di Carpi, nel modenese.

«Ciascun dipendente che ritiene opportuno continuare a svolgere la propria attività libera la proprietà da qualsiasi responsabilità penale e civile», si legge nel documento reso pubblico dal sindacato. Con tanto di elenco dei dipendenti che hanno già firmato.

«Non ci sono aggettivi per definire questo comportamento, questa e altre richieste del genere finiranno direttamente al procuratore di Modena Vito Zincani che conduce le indagini sui morti sul terremoto», attacca Antonio Mattioli della Cgil.

È la stessa Forme Physique a spiegare perché è arrivata a questo: la circolare

giovedì 31 maggio 2012

Terremoto in Emilia: “le imprese non devono crollare”, prima ancora le persone


Riporto l’articolo dei Mario Deaglio. Una breve considerazione.
Gli emiliani sono sicuramente più simili ai friulani che ad altri italiani, con ciò..
La ripresa produttiva è assolutamente necessaria. Due le condizioni. La prima ha a che fare con qualcosa che ai mercati frega un cazzo ma a noi frega moltissimo (scrivo “noi” perché sono convinta che chi abitualmente legge questo blog, anche se non commenta, ha una visione in comune con la sottoscritta pur nelle inevitabili diversità di opinione): la sicurezza dei lavoratori. La priorità è la persona.
La seconda condizione è quella che descrive Deaglio: una sinergia tra imprese e lavoratori, banche e amministrazione pubbliche. Uno Stato che si attivi per la ricostruzione,  per semplificare tutto ciò che attiene alla ripresa sociale. Sarebbe quanto mai opportuno che si attuasse un modello efficiente in grado di unire le forze delle singole componenti con un coordinamento e controllo puntuale.


da: La Stampa

Le imprese non devono crollare
di Mario Deaglio

Se un nemico avesse dovuto scegliere una zona produttiva da bombardare per provocare, in un territorio limitato, il massimo danno possibile all’Italia, ben difficilmente avrebbe potuto trovare un obiettivo migliore dell’area colpita da due terremoti in rapidissima successione. Sono radicate in queste zone imprese piccole o medie, poco burocratiche e molto vitali, aperte senza traumi alla globalizzazione. Nei recenti anni bui dell’economia italiana, hanno rappresentato il progetto di un futuro possibile per la crescita del Paese, spesso l’unico delineato nei fatti in una

Terremoto in Emilia: 3.500 aziende inagibili


da: Il Fatto Quotidiano

"3.500 aziende inagibili". E il terremoto pesa su recessione e fiducia dei mercati
Cgil Emilia Romagna diffonde i primi dati sulle conseguenze del sisma e parla di almeno 20mila lavoratori fermi. Il governo concede la deroga al patto di stabilità. Ma l’impatto del disastro naturale sulla recessione del sistema produttivo nazionale non è ancora chiaro e l’incertezza pesa sui mercati nel breve termine, anche perché sono molti i comparti produttivi bloccati nella quarta regione più ricca d'Italia
di Matteo Cavallitto

Ventimila lavoratori fermi e 14mila posti a rischio, 3.500 aziende crollate o inagibili. Intere filiere al tracollo. I numeri diffusi da Cgil Emilia Romagna tracciano un primo drammatico bilancio dei danni dei due terremoti sul sistema produttivo della regione. Secondo il sindacato, tra i settori maggiormente colpiti dal sisma ci sono la meccanica, l’alimentare, il biomedicale e la ceramica. Coldiretti chiede aiuto all’Europa: “Il danno complessivo supera i 3 miliardi di euro. Ci sono le condizioni per una partecipazione concreta della Ue a sostegno dei territori italiani colpiti dal sisma”, ha detto il presidente dell’organizzazione Sergio Marini. Poche ore prima il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso aveva assicurato il sostegno concreto da parte dell’Europa di fronte alle conseguenze di queste calamità naturali”.
Proprio le aziende agricole delle zone terremotate, nel mese di giugno, avrebbero avuto 150 milioni di euro di tasse in scadenza. Il governo ha scelto di rinviare a settembre. Ed è appunto la proroga dei termini di pagamento a rappresentare uno degli elementi centrali del provvedimento di emergenza approvato dal Consiglio dei ministri, che oggi ha dato l’ok all’attesa deroga del Patto di stabilità per i comuni più colpiti, iniziativa che dovrebbe consentire di giustificare le spese di ricostruzione.

mercoledì 30 maggio 2012

Tempo di crisi (per i soliti) e…di sfilate costose: 2 giugno e il Papa a Milano


da: Lettera 43

2 giugno, sobrietà da 3 mln
La sfilata e il papa a Milano costano 13 milioni di euro.

Meglio passare il 2 giugno tra i terremotati che tra i carrarmati. Lo slogan è ormai un mantra che dilaga sul web, spazio privilegiato di dibattito e protesta dopo la seconda forte scossa che si è registrata in Emilia Romagna il 29 maggio.
Già da qualche anno, con l’approssimarsi della parata ai Fori imperiali per la Festa della Repubblica, le prime a sfilare sono le polemiche per il significato (troppo militarista? Ormai anacronistico?) e soprattutto per i costi della kermesse.
QUASI 3 MILIONI DI EURO. Quest’anno, poi, la recessione morde come non mai. E in più ora ci si è messo il sisma in Emilia a dare fuoco alle polveri. Per il 2012 è stata prevista una sfilata di circa 3.200 militari e civili per un costo complessivo che si aggira, secondo le stime della Difesa, i tra i 2 milioni e 600 mila e i 2 milioni e 900 mila euro.
In molti, anche tra i partiti, hanno chiesto con forza che i soldi venissero dirottati sulla prima fase di emergenza post-terremoto. Ma il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha replicato che il 2 giugno è sacro concedendo soltanto che l’evento si svolga «con sobrietà».
Resta da capire che cosa significhi in concreto e, comunque, un piccolo risparmio rispetto all’anno scorso (nel 2011 il costo totale è stato di 4 milioni e 398 mila euro) non rappresenta una risposta adeguata alle urgenze del Paese.
In Rete è addirittura partita una raccolta firme per convincere il capo dello Stato

Terremoto in Emilia, Governo: deroga al Patto per i comuni, benzina più cara

da: http://www.rainews24.rai.it/it/

Deroga al Patto per i Comuni colpiti dal sisma. E benzina più cara

In seguito al terremoto in Emilia, il Consiglio dei ministri di oggi ha approvato l'applicazione di un decreto legge che prevede:
- la concessione di contributi a fondo perduto per la ricostruzione e riparazione delle abitazioni danneggiate dal sisma, per la ricostruzione e la messa in funzione dei servizi pubblici (in particolare le scuole), per gli indennizzi alle imprese e per gli interventi su beni artistici e culturali;
- l'individuazione di misure per la ripresa dell'attività economica.

In particolare sono previsti un credito agevolato su fondo di rotazione CDP e sul fondo di garanzia MedioCredito Centrale;  la delocalizzazione facilitata delle imprese produttive nei territori colpiti dal terremoto; la proroga del pagamento delle rate del mutuo e la sospensione degli adempimenti processuali e dei termini per i versamenti tributari e previdenziali, degli sfratti ;la deroga del Patto di stabilita', entro un limite definito per i Comuni, delle spese per la ricostruzione.

A copertura di questi interventi è stato deciso l'aumento di 2 centesimi dell'accisa sui carburanti per autotrasporto così come l'utilizzo di fondi resi disponibili dalla spending review.

Il decreto legge del Governo segue ai primi interventi di soccorso predisposti ieri dal Comitato operativo della Protezione Civile, che aveva gia' operato per gli

Michele Serra: ‘I contadini e gli operai della mia terra ferita’

da: la Repubblica

I contadini e gli operai della mia terra ferita
Dalle fabbriche alle piazze sono stati colpiti in modo scellerato i luoghi della socialità. Rivedo quel casolare illuminato in una notte piena di lucciole e la badante di mia nonna che era una pastora
di Michele Serra

La sola cosa buona dei terremoti è che ci costringono, sia pure brutalmente, a rivivere il vincolo profondo che abbiamo con il nostro paese, i suoi posti, la sua geografia, la sua storia, le sue persone. Appena avvertita la scossa, se non si è tra gli sventurati che se la sono vista sbocciare proprio sotto i piedi, e capiamo di essere solo ai bordi di uno squasso tremendo e lontano, subito si cerca di sapere dov'è quel lontano.

E quanto è lontano, e chi sono, di quel lontano, gli abitanti sbalzati dalle loro vite. Si misurano mentalmente le pianure o le montagne che ci separano dal sisma. Prima ancora che computer e tivù comincino a sciorinare, in pochi minuti, le prime immagini, le macerie, i dettagli, i volti spaventati, la nostra memoria comincia a tracciare una mappa sfocata, eppure palpitante, di persone, di piazze, di strade, di case. Una mappa che è al tempo stesso personale (ognuno ha la sua) e oggettiva, perché è dall'intreccio fitto delle relazioni, dei viaggi, delle piccole socialità che nasce l'immagine di un posto, di un popolo, di una società.

Leggo sul video Cavezzo e subito rivedo un casolare illuminato in mezzo ai campi in una notte piena di lucciole, ci abitava e forse ci abita ancora un mio amico autotrasportatore, Maurizio, non lo sento da una vita, cerco il suo numero sul web, lo trovo, lo faccio ma un disco risponde che il numero è sconnesso.

Terremoto in Emilia: sciaccallaggio digitale

da: http://www.ilfattoquotidiano.it/

Sciacallaggio digitale sul terremoto, con scuse
di Giampaolo Colletti

In queste ore di profondo dolore e cordoglio per la tragedia del terremoto in Emilia non sono mancati episodi censurabili, manifestati soprattutto in rete. I comportamenti peggiori hanno purtroppo coinvolto aziende che operano costantemente con le nuove tecnologie e che – per inesperienza? – hanno sfruttato scioccamente il trend tweet dettato dal terremoto, di fatto speculando sulla tragedia.
Diverse sono state le prove di “sciacallaggio digitale”, come definirei questa pratica di utilizzo di Twitter per personali interessi di business. Tra gli episodi più raccapriccianti nella foto sopra riportata e ripresa da svariati post su Facebook si può leggere il tweet di tre aziende (Prenotable, Brux Sport e Groupalia) che hanno ripreso il tema del terremoto per poter proporre i loro prodotti o servizi. E il tutto sin dalle prime ore dell’emergenza, in un momento di profondo sconcerto e dolore per ciò che stava accadendo. Ovviamente sono piovute migliaia di critiche e le aziende sotto accusa – soprattutto Groupalia – sono state prese d’assalto a suon di post e tweet da navigatori inferociti. Così di lì a poco sono scattate le scuse via Twitter.
Nel caso di Groupalia alle scuse tramite social network è seguito anche un comunicato ufficiale, una presa di distanza del country manager di Groupalia per l’Italia Andrea Gualtieri. Così ha dichiarato Gualtieri: “Sono davvero costernato per quanto accaduto e chiedo scusa alla popolazione colpita dal sisma per averla offesa. Si è trattato di un gesto irresponsabile dettato principalmente da superficialità e inesperienza. Mi scuso ancora e, per esprimere vicinanza e solidarietà alle popolazioni colpite dal terremoto, l’azienda ha deciso di effettuare una donazione alla Croce Rossa Italiana, da destinare alle persone coinvolte nel sisma. Inoltre, pubblicheremo nei prossimi giorni un deal solidale, per chiunque voglia essere di aiuto e fare una propria donazione”.
In questo blog ci occupiamo di wwworkers e nuove tecnologie, e di come la rete possa supportare il mondo del lavoro. Ecco la rete per noi e per migliaia di wwworkers è un acceleratore di business, un luogo di confronto, una vera agorà digitale. Però la rete può anche mostrarsi nella sua forma più becera, e bene hanno fatto gli utenti a sanzionare il comportamento di tali aziende.
Ma mi chiedo: di fronte ad una azione del genere dettata da superficialità e inesperienza possono davvero bastare le scuse? In altri Paesi nelle aziende ci si dimette giustamente per un titolo di laurea falso: così è avvenuto per l’ad di Yahoo! Scott Thompson soltanto pochi giorni fa (anche se da più parti si spiegano le dimissioni con un possibile problema di salute). Per quello che è avvenuto stamane le dimissioni di chi avrebbe dovuto vigilare su quel “gesto irresponsabile” sarebbero non solo gradite, ma forse anche dovute. 

Il Buongiorno di Massimo Gramellini


da: La Stampa

La parata più bella


Che senso ha la parata del 2 giugno con l’Emilia a pezzi che piange i suoi morti? Il quesito, che sarebbe considerato blasfemo in Francia, qui può sembrare velleitario, dal momento che il Capo dello Stato ha deciso di confermare la cerimonia dei Fori Imperiali, sia pure improntandola alla sobrietà. Però vale egualmente la pena di porselo. Sgombriamo il campo dalle pregiudiziali ideologiche, che condannano la sfilata delle Forze Armate in quanto manifestazione muscolare. E sforziamoci di sgombrarlo anche dai condizionamenti emotivi che in queste ore ci inducono a considerare uno spreco di risorse qualsiasi iniziativa dello Stato che non consista nel portare sollievo alle popolazioni emiliane in apnea. I soldi per la parata sono già stati quasi tutti spesi. Con quel poco che resta si finanzierebbe al massimo la ricostruzione di un comignolo. Andrebbe ricordato a quella genia di politici in malafede che cercano di agganciare l’umore popolare con proposte furbastre, ma si guardano bene dal devolvere a chi soffre le cifre ben più consistenti che si ricaverebbero dalla drastica riduzione del numero dei parlamentari.

La domanda che la coincidenza fra celebrazione e tragedia riporta alla ribalta è un’altra: nel 2012 ha ancora senso festeggiare la Repubblica con un rito così poco sentito dalla maggioranza dei cittadini? Ogni comunità ha bisogno di riti e di simboli. Ma sono le religioni che li mantengono inalterati nei secoli. Non gli Stati. Non tutti, almeno. Penso sommessamente che quest’anno il 2 giugno si onori di più la Repubblica andando fra i terremotati che fra i carri armati.

Terremoto in Emilia, crollo dei capannoni: pilastri e cerniere non reggono

da: Corriere della Sera
I capannoni: pilastri e cerniere, non reggono
Costruiti per resistere a sollecitazioni verticali, non a quelle orizzontali di un sisma
di Lorenzo Salvia
  


Shoe box , li chiamano gli americani, scatole di scarpe. Oltre alla morte, alle macerie e alle famiglie scaraventate nelle tende, stavolta il terremoto ha portato la paura dei capannoni, venuti giù come nemmeno le casette medievali. Cemento grigio, 1.000 metri quadri di media, in Italia ne abbiamo più di 700 mila. E di questi, secondo l'ultimo rapporto dell'Agenzia del Territorio, oltre 80 mila sono proprio in Emilia Romagna. Da lì vengono fuori merci che conquistano i mercati stranieri, il 30% diventa export. Solo da Modena e Ferrara arriva l'1% del nostro Pil, il prodotto interno lordo. Sono il cuore dell'economia di quella terra e dell'Italia intera, i capannoni. Rappresentano uno dei simboli di un Paese che lavora.

Terremoto in Emilia: video, la notte degli sfollati

Terremoto in Emilia: 16 morti, operati schiacciati nel crollo dei capannoni



Notte di paura in Emilia: 41 nuove scosse, 16 morti nel modenese
Un disperso, oltre 300 feriti. Estratta viva donna. Operai schiacciati nel crollo di capannoni. In Cdm provvedimenti per il sisma

La terra trema ancora in Emilia Romagna. Nella notte sono state registrate 41 nuove scosse, la più forte di magnitudo 3.4 è stata alle 3:54 con epicentro Camposanto, Mirandola, San Felice sul Panaro e San Giovanni del Rosso in provincia di Mantova. Il bilancio nella provincia di Modena è drammatico: sono 16, al momento, i morti accertati. La protezione civile conta un disperso mentre i feriti sono oltre 300. Si continua a cercare sotto le macerie di capannoni, imprese, chiese e palazzi. Al momento nessuna stima degli sfollati, che sarà comunque immensa dal momento che sono praticamente rasi al suolo i centri dei paesi in cui si è registrato l'epicentro tra Mirandola, San Felice, Cavezzo, Rovereto, Medolla e Concordia. La magnitudo della scossa di ieri alle 9 è stata di 5.8, inferiore a quella del 20 maggio. A fare la differenza, secondo gli esperti, la conformazione della zona, allora l'epicentro fu Sant'Agostino ieri Finale Emilia. Dalle 9 a mezzanotte di ieri più di 140 scosse.

Nel distretto del Biomedicale, dove si lavorava già per riprendersi dal terremoto di domenica 20 maggio, il verdetto più amaro: i capannoni nelle zone industriali si

martedì 29 maggio 2012

Terremoto Emilia: numeri di emergenza


fonte Rainews

NUMERI DI EMERGENZA:

Ferrara: 0532771546
Modena: 059200200
Mirandola: 0535611039
San Felice: 800210644
Cento: 3332602730


Il numero della Protezione civile di Modena è 059200200



Prima scossa alle ore 9 (magnitudo 5.8). Seconda scossa alle 12.56 (magnitudo 5.3). Terza alle 13 (magnitudo 5.1). Quarta scossa alle 13.01 (magnitudo intorno a 5). Oltre 40 scosse dalle ore nove. All'origine delle scosse potrebbe esserci la rottura di una nuova faglia. Appello a togliere le password dalle reti wi-fi private, per permettere l'accesso più ampio possibile per le comunicazioni. Usare i cellulari solo per emergenze per non intasare la rete. Crollano capannoni: operai sotto le macerie a Medolla, Mirandola, e Finale Emilia. 

Terremoto Emilia, comunicazione: come togliere la password al wi-fi di casa per comunicare


Per consentire a tutti coloro che non riescono a comunicare via cellulare di collegarsi ad internet, molti comuni invitano i cittadini dei paesi colpiti dal terremoto di oggi ad aprire la propria rete wi-fi domestica.

Ecco come fare: per eliminare la password del proprio router si accede digitando un indirizzo internet che di solito è http://192.168.0.1 oppure http://192.168.1.1 (se non funziona, l'indirizzo specifico può essere letto nel manuale delle istruzioni del router).

A quel punto bisognerà inserire username e password - la maggior parte dei router come utente ha "admin", mentre la password è variabile, e spesso è scritta da qualche parte sul dispositivo -, loggarsi, entrare nel router, andare nel menu "opzioni", e rimuovere le protezioni impostando la rete su "libera/non protetta".

Più semplice per chi possiede dei router Apple Airport express. Si deve lanciare il programma Airport Utility, che si trova nella cartella Utility del disco fisso. Si seleziona l'icona dell'Airport, si sceglie la scheda Wireless e alla voce "sicurezza wireless" si seleziona "nessuna".

In tutti e due i casi ci verrà chiesto di riavviare il router e nel giro di qualche minuto avrà di nuovo la connessione, stavolta da condividere senza barriera alcuna. Nel momento in cui sarà passata l'emergenza, si spera presto, la password si può ripristinare entrando come sopra nelle pagine di configurazione e riavviando il router.

fonte la Repubblica

Terremoto al Nord, Emilia: si è aperta una nuova faglia


Come volevasi dimostrate. Come per il caldo e il freddo, si tratta del solito evento eccezionale: “Emilia, mai così da cinque secoli”….


da: la Repubblica

Emilia, forse aperta una nuova faglia
Napolitano: "Verificare misure preventive"

Un nuovo sciame era ipotizzabile, secondo i tecnici. Amato, dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia: la nuova potente scossa era una "temuta" eventualità. Il Cnr: "Emilia, mai così da cinque secoli". E il capo dello Stato chiede chiarezza sulle attività di prevenzione

Si dovrebbe all'apertura di una nuova faglia la serie di nuove scosse - la più potente di magnitudo 5,8 Richter, questa mattina - che ha fatto tremare ancora il modenese ed è stata avvertita in gran parte del Nord Italia. Su questo concordano Gianvito Graziano, presidente del Consiglio nazionale dei Geologi (Cng), e Alessandro Amato, sismologo dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). Amato, però, rivela che per gli esperti il nuovo evento sismico non era una lontana eventualità ma un fenomeno temuto: "Con una struttura così complessa, poteva esserci spazio per altri terremoti di grande entità". E' l'interrogativo del giorno, se cioè si sia fatto tutto il possibile in fase di prevenzione, lo ha esplicitato il capo dello Stato Giorgio Napolitano: "Il Presidente del Consiglio e il presidente della Regione hanno fatto una dichiarazione che credo sia significativa dell'impegno di verificare come sono andate cose, se ci siano misure che potevano essere prese in senso preventivo". Secondo il Cnr, il sisma in quell'area non si era verificato "mai così da cinque secoli". Il professor Enzo Boschi, ordinario di Sismologia all'università di Bologna: "Il fenomeno può continuare senz'altro. Le scosse possono diventare piccolissime, ma l'attività sismica rimane".

Graziano: "Continuamente impreparati". Il presidente del Cng parla a Sky Tg24. "Capire lo sciame sismico è molto difficile. Bisogna leggere le carte. La probabilità che accadesse in quell'area un sisma del genere era piuttosto bassa, visti i precedenti 400 anni di tranquillità. La magnitudo del sisma di oggi - prosegue il presidente di Gng - che ha avuto un valore di 6, è un dato congruente con le scosse precedenti. Tuttavia ci troviamo continuamente impreparati. Mai dimenticare l'esperienza di un terremoto. Quando le acque si calmano, nei momenti di pace, bisogna ragionare sul problema".

Amato: "Si temeva nuovo forte sisma". "Si temeva che, con una struttura così complessa, potesse esserci spazio per altri terremoti di grande entità". Così il sismologo Alessandro Amato. Il meccanismo di questo nuovo terremoto sarà chiarito nelle prossime ore, sulla base dei dati rilevati dai sismografi. Intanto, Amato offre una prima analisi. "La struttura responsabile del terremoto di oggi nel modenese - afferma il sismologo dell'Ingv - è la struttura complessa del tratto settentrionale dell'Appennino, nel quale la catena montuosa prosegue sotto la Pianura Padana. La struttura è la stessa legata al sisma del 20 maggio, ma probabilmente avvenuta su una faglia adiacente. Non si tratta quindi una replica in senso stretto".

Il terremoto di questa mattina è avvenuto sul margine occidentale dell'arco di circa 40 chilometri attivato nel sisma del 20 maggio scorso, prosegue Amato. Allora le scosse più forti erano avvenute nella zona orientale. Dopo il terremoto del 20 maggio scorso, le repliche più forti (ossia di magnitudo superiore a 5) erano concentrate nella zona di Ferrara. Il terremoto di questa mattina, aggiunge Amato, "indica che molto probabilmente sono attive più faglie". Situazioni come queste possono verificarsi quando vengono attivate strutture molto complesse. Per esempio, in passato è avvenuto con il terremoto di Colfiorito del 1997, quando alla prima scossa sono seguite a distanza di giorni nuove scosse importanti.

Cnr: "Emilia, mai così da cinque secoli". Il Cnr conferma le parole di Graziano sui "400 anni di tranquillità" dell'Emilia. Erano almeno cinque secoli che nella regione, tradizionalmente non sismica, non si registravano scosse così forti come quelle di questi giorni. "La penisola italiana si sta riorganizzando dal punto di vista geologico, succede con tempi secolari - spiega Giovanni Gregori, geofisico del Cnr, intervistato da SkyTg24 -. In quella zona, terremoti di tale intensità si sono registrati mezzo millennio fa. L'Italia è come una sbarra rettangolare compressa dall'Africa, nel giro di qualche decina di milioni di anni verrà schiacciata alla penisola balcanica. Ha dei punti di attrito che periodicamente si rilasciano. Le zone con maggiore sismicità sono quattro: Irpinia, l'Aquilano, l'Umbria e il Friuli. C'è da augurarsi ci siano tante scosse - conclude l'esperto - più è il numero, meno l'intensità e la quantità che si accumula".

Boschi: "Problema è anche gestione urbanistica". Per il professor Enzo Boschi, ordinario di Sismologia all'università di Bologna, è prevedibile che la terra in Emilia tremi ancora. "Il fenomeno può continuare senz'altro, perché l'attività di una zona sismica non si arresta mai. Le scosse possono diventare piccolissime, ma l'attività sismica rimane". Per Boschi, il problema non è legato solo alla natura geologica del Paese, ma anche alla gestione urbanistica: "L'Italia è una zona sismica, e in più c'è una gestione del territorio non adeguata. Non c'è prevenzione e manutenzione, gli edifici spesso non sono a norma. Specialmente nel dopoguerra si sono costruite numerose abitazioni senza che ci fosse una normativa antisismica specifica. Le prime norme risalgono agli anni '70 e una versione definitiva si e' avuta nel 2009". Il problema peggiore, secondo Boschi, è che "non c'è una vera cultura per affrontare questi problemi, né una politica per ridurre i rischi legati all'attività sismica attraverso la sostituzione, ristrutturazione e manutenzione degli edifici. Sono cose che abbiamo detto tante volte, ormai acquisite. Ma in ogni caso, dobbiamo aspettarci che le scosse continueranno anche i prossimi giorni".