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giovedì 25 aprile 2024

Banca Intesa fa il regalone ai deputati: adesso paga interessi del 5,6 per cento

 


da: https://www.ilfattoquotidiano.it/ - di Giuseppe Papotto

La dura vita del parlamentare - Privilegi. Avere liquidità sul conto della filiale di Montecitorio diventa molto più redditizio di qualsiasi investimento

Ci sono regali che non si possono descrivere. Quello fatto da Banca Intesa ai deputati della Repubblica non lo si riceve nemmeno a Natale. Un tasso di interesse del 5,6250% sulla liquidità detenuta sul conto corrente aperto presso la filiale della banca interna alla Camera dei deputati. Non sappiamo se tale vantaggio esista anche al Senato, ma immaginiamo che i senatori, in caso contrario, reclameranno i propri diritti.

Un tasso di interesse così remunerativo spazza via qualsiasi investimento alternativo in titoli di Stato, obbligazioni, certificati di credito e, visto che il mercato sta iniziando a girare al contrario, anche in azioni. Secondo un recente rapporto della Fabi, la Federazione autonoma dei bancari italiani, la media dei tassi attivi per un conto corrente in Italia è dello 0,20%. Quello che offre la filiale di Banca Intesa della Camera dei deputati è 28 volte superiore.

Il privilegio, tipico da vecchia “casta” è il frutto di “Condizioni economiche agevolate” prevista nella “Convenzione Camera dei deputati”. La convenzione prevede che ai correntisti venga corrisposto un “tasso creditore annuo nominale” pari al tasso Euribor a un mese, fissato come valore di riferimento al 3,8550, maggiorato dell’1,77%. Questo determina la cifra astronomica del 5,60% (lordo).

giovedì 15 ottobre 2015

Over 63, dove Renzi si dovrebbe ficcare il suo part time….



“ritengo che i lavoratori pirla debbano tenersi il tempo pieno, lo stipendio pieno, e aumentare i giorni di malattia. Ci inducono a questo, perché non accontentarli”


Secondo quanto letto stamane, il governo starebbe predisponendo una norma di questo tipo: chi ha compiuto 63 anni e 7 mesi potrà optare per il part time per i successivi tre anni che mancano all’età pensionabile. Il datore di lavoro continuerà a versare l’intero ammontare dei contribuiti, pertanto, non vi saranno effetti riduttivi sull’assegno pensionistico.

Vi piace? A me per un organo sessuale maschile…
Quindi…

Se fossi tra coloro che hanno i requisiti anagrafici per questo part time alla Renzi, mi verrebbe spontaneo e immediato dirgli quanto segue: ‘sta norma te la puoi arrotolare e ficcare nel…….no, non lì. Nell’orifizio più piccolo che hai: la narice. Destra o sinistra scegli tu (forse destra…mi pare più appropriato al personaggio). L’importante che sia l’orifizio più piccolo. Più piccolo è, più fa male.

Posto che – e ci mancherebbe altro – i contributi saranno versati al 100%, il part time significa una riduzione dello stipendio in un periodo non propriamente dei migliori, e, per alcuni lavoratori e per certi tipi di attività, una riduzione fittizia delle ore di lavoro. Vale a dire: ti rubano soldi. Ti rubano vita.
Mi spiego.

giovedì 14 febbraio 2013

Monte dei Paschi di Siena, Adusbef: a Bankitalia non manca il potere ma la volontà


da: Il Fatto Quotidiano

Mps, Adusbef attacca Draghi: “A Bankitalia non manca potere ma volontà”
L'ex governatore di via Nazionale non era intervenuto per "non disturbare l’ex presidente Giuseppe Mussari, l’Abi, i partiti di riferimento e uno status quo, che avrebbe frustrato, rallentato e forse ostacolato, le sue avide ambizioni alla guida della Banca centrale europea"

Alla Banca d’Italia “non mancano i poteri conferiti nell’esercizio della propria attività, ma la volontà dei vertici di porre fine a una gestione fraudolenta del credito e del risparmio”. E l’ex governatoreMario Draghi non era intervenuto su Monte dei Paschi nonostante “le ispezioni rilevassero gravissime anomalie di gestione” per “non disturbare l’ex presidente Giuseppe Mussari, l’Abi, i partiti di riferimento e uno status quo, che avrebbe frustrato, rallentato e forse ostacolato, le sue avide ambizioni alla guida della Banca centrale europea”. A puntare il dito contro via Nazionale e il numero uno dell’Eurotower è il senatore Elio Lannutti, presidente dell’Adusbef, ovvero l’Associazione difesa utenti servizi bancari e finanziari.
Lannutti, che al termine del comunicato chiede “le dimissioni del governatore Ignazio Visco e dell’intero direttorio”, smonta così le dichiarazioni rilasciate alcuni giorni fa da Draghi, che lamentava poteri insufficienti per Bankitalia, e dello stesso Visco, che chiedeva più poteri a via Nazionale per rimuovere i vertici delle banche. Lo scandalo Mps, secondo Lannutti, “è avvenuto per l’assoluta mancanza di controlli della Consob, per quanto attiene ai bilanci, ma soprattutto per la mancata vigilanza di Bankitalia, che nonostante le ispezioni rilevassero gravissime anomalie di gestione, non ha voluto procedere all’azzeramento del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale, come aveva fatto in altri casi”.

venerdì 8 febbraio 2013

Monte dei Paschi di Siena, Draghi: Banca d’Italia non ha abbastanza poteri



Ovviamente, durante il periodo in cui era governatore della Banca d’Italia, Draghi ha scritto relazioni, ha fatto audizioni, per dichiarare la scarsità di poteri di Banca d’Italia. Io me li sono sicuramente persi questi interventi, ergo: c’è qualche giornalista in giro che li tira fuori così che possa colmare le mie lacune.
Perché Draghi e magari qualche suo predecessore – considerando che Mps non è la prima banca coinvolta da uno scandalo – hanno sicuramente fatto presente l’assenza di poteri adeguati. O no? 
Oh...visto che ci siamo. Anche quella roba costosa e inefficace che è Consob ha fatto presente una mancanza di poteri? 


da: Il Fatto Quotidiano

Monte dei Paschi, Draghi: “Bankitalia non aveva abbastanza poteri”
Secondo il numero uno della Bce, "è importante che le banche centrali abbiano maggiori poteri di intervento, tra cui quello di rimuovere i top manager degli istituti di credito qualora necessario"

“Se l’istituzione di vigilanza avesse avuto più poteri, questo avrebbe aiutato”, questa la linea difensiva dell’ex governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, sul caso Monte dei Paschi di Siena. Secondo Draghi che ammette di aver “firmato io entrambe le ispezioni sul Montepaschi” effettuate da via Nazionale, “è importante

martedì 5 febbraio 2013

Il sistema bancario e finanziario italiano: dopo Monte dei Paschi mai più derivati senza regole


da: la Repubblica

Dopo Mps mai più derivati senza regole
di Rainer Masera

Il “caso Mps ” è molto complesso, per l’intreccio di problemi che hanno concorso alla crisi della più antica banca del mondo. Semplificando al massimo, emergono quattro principali profili. 
In primo luogo, quello di corporate governance della Banca e della Fondazione azionista di riferimento. In secondo luogo, si intersecano le azioni e le scelte di due autorità di vigilanza: quella della Banca d’Italia responsabile della supervisione bancaria, e quella del Ministero dell’Economia, cui compete la sorveglianza sulle fondazioni bancarie. Ad esse si è affiancato ora il vaglio dell’autorità giudiziaria, che ha ipotizzato la costituzione di un’associazione a delinquere e ha iscritto la stessa Banca nel registro degli indagati. Non è vero dunque che le responsabilità da accertare siano meramente individuali. Ove provata, la presenza di attività di carattere criminale sottolineerebbe la specificità del caso in questione. In terzo luogo, si pone la questione delle forme di intervento pubblico a sostegno della Banca, la scelta tra ricapitalizzazione e acquisto di obbligazioni speciali (Monti-bonds). Questi interventi prefigurano implicazioni indesiderabili di “azzardo morale”, nella misura in cui, offrendo garanzia di salvataggio, esimono il management della Banca dall’assumersi le responsabilità di una cattiva e imprudente gestione. 
Al riguardo, l’Unione Europea sta valutando la creazione di autorità di risanamento e risoluzione delle banche, dopo l’introduzione di una rigorosa normativa negli Usa (Dodd-Frank Act), per prevenire l’utilizzo di denaro pubblico