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lunedì 11 novembre 2019

Travaglio, intervista a Giuseppe Conte: Iraq, ex Ilva, manovra finanziaria


da: Il Fatto Quotidiano - 11 novembre 2019

 
Presidente Conte, partiamo dalla strettissima attualità: l’attentato ai nostri militari in Iraq. Non pensa che, dopo 16 anni di missione militare, sia arrivato il momento di ritirare le truppe italiane?
Anzitutto mi faccia esprimere la vicinanza ai cinque militari feriti e alle loro famiglie, oltre agli auguri di pronta guarigione. Quanto alla missione, rientra nei nostri impegni nel quadro della coalizione anti-Daesh, a fine di contrastare il terrorismo. I nostri uomini sono impegnati in azioni di addestramento delle forze di sicurezza irachene. Ultimamente ne sono rientrati 100 in seguito al ritiro della Task force Praesidium impegnata ad assicurare i lavori presso la diga di Mosul e sul campo ne rimangono circa 500.

La sua visita a Taranto, iniziata con una contestazione, è finita con un lungo ascolto. Operai e cittadini le hanno accordato una fiducia a tempo: si rende conto che quel tempo è poco, poi anche lei passerà per uno che promette e non mantiene?
Sì, infatti non ho promesso nulla. Ho soprattutto ascoltato. Quella visita mi ha toccato nel profondo. Ed è servita specialmente a me per conoscere la realtà e i problemi di Taranto, il ciclo produttivo dell’ex Ilva, ascoltando tutte le componenti di quella comunità: quelli che esprimevano rabbia e disperazione, quelli che manifestavano preoccupazione e malcontento. Questo non allevia, ma aggrava la responsabilità mia e di tutto il governo per le scelte che dovremo compiere nei prossimi giorni e nelle prossime settimane.

É vero che proporrà a Mittal un piano fatto di scudo penale, sconto sul prezzo d’acquisto e cassa integrazione per migliaia di “esuberi”?
Niente affatto. Stiamo acquisendo col ministro Patuanelli tutti gli elementi in vista di eventuali soggetti alternativi, nel caso in cui Arcelor Mittal confermasse la dismissione dell’ex Ilva. Prepariamo la battaglia legale, convinti di avere ottime probabilità di successo al Tribunale di Milano. E intanto lavoriamo per una soluzione globale, che chiameremo “Cantiere Taranto”, per affrontare i vari problemi di quella comunità ferita da decenni di ambiente avvelenato e vite perdute, che non sono soltanto l’ex Ilva. Sto invitando tutti i ministri secondo le loro competenze, le autorità e i comitati locali e tutte le forze produttive del Paese a proporre progetti da inserire in un piano articolato per il rilancio economico, sociale, ambientale e culturale di Taranto. Per essere molto chiaro: i tarantini non saranno mai più soli, né affidati a un solo ministro.

Ma lo sa quante volte, da quanti governi, se lo sono sentito dire senza vedere poi nulla di concreto?

giovedì 17 gennaio 2019

Francesco Cancellato: reddito di cittadinanza e quota 100, storia di due truffe…


Riporto questo articolo di Cancellato che – come il 99% della stampa  - usa un termine errato: disquisendo di quota 100 afferma che ci saranno “penalizzazioni”. Falso. Non ci sono penalizzazioni.
Da che mondo e mondo, da sempre: più tardi lasci il lavoro, maggiore sono i contributi versati, maggiore sarà la pensione. La penalizzazione si ha quando, andando in pensione prima di quanto prevede la norma generale, si applicasse una riduzione percentuale o in valore assoluto. Qui non si tratta di penalizzare nessuno. Chi sceglie di andarsene in pensione con 38 anni di contributi percepirà un assegno mensile inferiore a chi ha versato 39 o 40 o 41, ecc.. di contributi. Ovvio, logico. 
Questo gli italiani lo sanno da sempre. Non è cambiato nulla. Solo che, l'"informazione" usa il termine penalizzazione in modo improprio, agitando gli aspiranti pensionati.
Del resto: nella vita ci sono – per necessità o volontà – altre cose che non siano il lavoro fino al momento del catetere, della dentiera, ecc..ecc..
Mi stupisce che un giornalista acuto come Cancellato commetta una simile imprecisione (voglio sperare non si tratti di disonestà mentale) tipica della stampa che pregiudizialmente è contro il governo Salvini e “cuginetto” Di Maio.


Sotto il vestito, niente: reddito di cittadinanza e Quota 100, storia di due truffe (quasi) perfette
Sono i cavalli di battaglia di Lega e Cinque Stelle e tra oggi e domani saranno approvate in Consiglio dei Ministri. Peccato che a parte il nome sono provvedimenti completamente diversi rispetto a quelli promessi in campagna elettorale. Se ne accorgeranno, gli italiani?

Toh, chi si rivede, la manovra del cambiamento. Sono passati quasi quattro mesi dal giorno in cui Di Maio e i ministri Cinque Stelle si affacciarono dal balcone di Palazzo Chigi per festeggiare il 2,4% di deficit, i 9 miliardi per il reddito di cittadinanza, i 7 miliardi per Quota 100, una crescita stimata all’1,5% e il consenso siderale di un Paese che sembrava aver di fronte gente che manteneva le promesse, pure quelle che sembravano quasi irrealizzabili.

martedì 15 gennaio 2019

Paolo Madron: I corpi dei vivi e quelli dei morti, Battisti e Megalizzi




L'aeroporto, Ciampino, è lo stesso. Ma le scene sono diverse. Da una parte la propaganda, con due ministri tronfi a marcarsi a vicenda. Dall'altra la tragedia di cui un uomo solo, Sergio Mattarella, ha portato il peso. 
L’aeroporto è lo stesso, Ciampino. La scena ben diversa: ad accogliere la bara di Antonio Megalizzi, il giovane giornalista italiano ucciso nell’attentato ai mercatini di Natale di Strasburgo, un uomo solo: Sergio Mattarella. Con, molto defilato, il ministro per i Rapporti col parlamento Riccardo Fraccaro. C’è una foto simbolo del presidente della Repubblica in piedi vicino al feretro, intorno a lui il vuoto, che dice tutto. L’opposto di quel che si è visto quasi un mese dopo: stessa location, per dirla col linguaggio cinematografico (in fondo parliamo di reality fiction), ma due ministri visibilmente tronfi e una selva di microfoni pronti ad accogliere le loro dichiarazioni. Da una parte la tragedia di cui un uomo, anche se quell’uomo rappresenta il Paese, porta il peso. Dall’altra la propaganda.

Ovvio che mettere la faccia quando si tratta di un lutto è molto più impegnativo. Nella fattispecie, Megalizzi è un martire della causa europea, era un giovane giornalista entusiasta dell’idea di un’Europa unita, cosa che sappiamo non essere condivisa dai nostri attuali governanti. Molto meglio, quando si può, fare passerella in circostanze in cui lo Stato può esibire la sua forza. Come dimostra l'arrivo in Italia di Battisti, il criminale più ricercato degli

Luca Mercalli: TAV, l’inquinamento e la cura che fa morire il paziente



In mancanza di altri argomenti siamo alla variante ecologista: la Nuova linea ferroviaria Torino-Lione è imposta da ragioni ambientali. Spostare il traffico dalla gomma alla rotaia – si dice – riduce le emissioni. Ma si tratta di una mezza verità che veicola un inganno.

È vero: il traffico su rotaia è preferibile per quanto riguarda le conseguenze sull’ambiente. Ma attenzione: ciò vale se ci si riferisce alle ferrovie già esistenti, come l’attuale linea Torino-Modane. Mentre non è così, almeno nel contesto attuale, se si devono costruire delle nuove linee e, ancor più, se queste prevedono lunghi tratti in galleria. È quel che sostengono, per esempio, i ricercatori Jonas Westin e Per Kågeson del Royal Institute of Technology di Stoccolma nell’analisi Can high speed rail offset its embedded emissions?: affinché il bilancio di carbonio sia favorevole al clima le linee ferroviarie ad Alta velocità «non possono contemplare l’estensivo uso di tunnel».

Se il bilancio monetario costi-benefici della Torino-Lione già vacilla, del bilancio di carbonio non si parla mai. Il tunnel bisogna costruirlo: per oltre dieci anni le talpe succhieranno megawatt, il cemento assorbirà energia e produrrà emissioni, l’armamento e i dispositivi di sicurezza richiederanno tonnellate di acciaio e di cavi di rame, i camion e le

Banche: in arrivo per l’Italia la vera tempesta perfetta


da: https://www.ilfattoquotidiano.it - di Giorgio Meletti

Per le banche italiane si prepara una tempesta perfetta. Chi si sente già bastonato dalla crisi economica dovrebbe valutare l’ipotesi che il peggio debba ancora venire. Qui non si tratta di fare catastrofismo a buon mercato, ma di indicare al governo e alle istituzioni, compresi il Quirinale e la stessa Banca d’Italia, l’urgenza di affrontare la situazione con serietà anziché con infantili polemiche via Twitter a base di “chi lo dice lo è” e “ci hai creduto faccia di velluto”.

Due giorni fa il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco ha detto una cosa che merita di essere letta nella sua allarmante testualità: “Oggi, con il beneficio della retrospettiva storica, i costi economici e sociali di fenomeni di instabilità finanziaria sistemica sono divenuti a tutti evidenti e portano a considerare sotto una luce diversa l’opportunità di interventi pubblici non solo per le banche illiquide ma solvibili, ma anche nei casi potenzialmente in grado di pregiudicare il funzionamento del sistema finanziario nel suo complesso”. Ci ha detto che l’intervento statale per salvare la Carige è solo il primo.

A proposito di prospettiva storica: dal 2015 al 2017 si sono avuti una serie di “casi isolati” come amano definirli le autorità di vigilanza distratte, che hanno visto cadere come birilli

venerdì 11 gennaio 2019

Salvini cita “Il Pescatore” di De Andrè, sui social: sicuro di averla capita?



Salvini ricorda De André citando "Il pescatore". Ma gli utenti gli spiegano il significato della canzone
Il vicepremier ricorda il cantautore nel 20esimo anniversario dalla morte. Ma viene travolto dai versi dedicati agli ultimi: "Sicuro di aver capito la canzone?"

Matteo Salvini è un fan di Fabrizio De André, è risaputo. Per questo motivo il vicepremier lo ha ricordato sui social anche oggi, 11 gennaio, giorno in cui il cantautore genovese morì 20 anni fa. Salvini ha citato un verso de Il pescatore, brano appartenente al Volume III, album del 1968. "All'ombra dell'ultimo sole/S'era assopito un pescatore. Ciao Fabrizio, grazie poeta!", ha scritto il ministro su Twitter. Un ricordo che, tuttavia, si è trasformato in un boomerang visto che molti utenti hanno replicato citando i versi successivi de Il pescatore e quelli di altre canzoni di De André.

"Gli occhi dischiuse il vecchio al giorno,non si guardò neppure intorno,ma versò il vino spezzò il pane, per chi diceva ho sete ho fame"
Sicuro di averla capita?
🤔
— Agnese Castelli (@AgneseCastelli) 11 gennaio 2019

"Non avrai altro Dio all'infuori di me, spesso mi ha fatto pensare:
genti diverse venute dall'est
dicevan che in fondo era uguale
Credevano a un altro diverso da te
e non mi hanno fatto del male.
Credevano a un altro diverso da te
e non mi hanno fatto del male.#ciaofaber
— debora daga (@daga_debora) 11 gennaio 2019

"Gli occhi dischiuse il vecchio al giorno
Non si guardò neppure intorno
Ma versò il vino spezzò il pane
Per chi diceva ho sete ho fame"
A occhio nun c'hai capito un cazzo. #Faber#FabrizioDeAndré
— Abolizione del suffragio universale (@AUniversale) 11 gennaio 2019

giovedì 10 gennaio 2019

Matteo Salvini cede con l'aiutino della Chiesa Valdese: 10-15 migranti in Italia



Vertice notturno ad alta tensione: passa la soluzione Conte, ma il vice premier chiarisce: "senza oneri per lo Stato" e l'Ue deve ricollocare 200 migranti sbarcati in Sicilia.

Alla fine, dopo un vertice notturno molto teso a Palazzo Chigi, passa la soluzione prospettata da Giuseppe Conte: arriveranno in Italia i bambini, con la mamma e il papà, "poco più di dieci" migranti sbarcati a Malta dopo aver trascorso 19 giorni in mare. A Matteo Salvini restano i "però": però questa volta saranno affidati alla Chiesa Valdese, "senza oneri per lo Stato", e dalle prossime volte l'accoglienza dovrà essere a costo zero per gli italiani. Però il premier chiederà un incontro urgente con il commissario Ue Dimitris Avramopoulos per far eseguire la ricollocazione degli oltre 200 migranti che da agosto l'Italia aspetta di far accogliere dalla Germania, Olanda e altri 7 paesi europei che non hanno dato seguito agli impegni.

"Io non cambio idea, anzi faccio due passi in avanti. Non ci sarà NESSUN arrivo in Italia finché l'Europa non rispetterà gli impegni presi (a parole) con l'Italia, accogliendo i 200 immigrati sbarcati in estate tra Pozzallo e Catania che dovevano già essere ricollocati" spiega stamane Matteo Salvini su Facebook.

Una notte per trovare le condizioni di una resa digeribile. Giuseppe Conte ottiene da Matteo Salvini il via libera all'intesa da lui siglata con l'Unione europea. Ma il colloquio, lungo un'ora e mezza, non scioglie i tanti nodi sul tavolo del governo: oltre ai migranti si apre il nodo della Tav - su cui si prende ancora tempo malgrado la bocciatura che emergerebbe dall'analisi

lunedì 24 dicembre 2018

Manovra 2019, Parlamento esautorato: accuse a Lega e M5S, ma sono stati PD e Forza Italia a uccidere il Parlamento




Oggi piangono, ma sono Pd e Forza Italia che hanno ucciso il Parlamento, non Lega e Cinque Stelle
Negli ultimi vent’anni il voto di fiducia è servito ad approvare manovre, a salvare governi, a cambiare la legge elettorale: ma tutti piangono per il maxi emendamento del governo Conte. Che avrà tante colpe, ma non è certo il killer di Camera e Senato
di Alberto Quaranta


Nell’ultimo ventennio di Repubblica italiana il Parlamento è stato ucciso in serie dai molteplici governi del Cavalier Berlusconi, dalle maggioranze di centrosinistra targate Ulivo, Unione e Pd, e dalle varie sperimentazioni di stampo centrista e di rito nazarenico. La famosa centralità del Parlamento è servita solo a far sciacquare la bocca alla classe dirigente che ha dominato la scena. Non a caso quando ieri palazzo Madama ribolliva di urla, invettive, spintoni e le opposizioni condannavano l’atteggiamento dell’esecutivo gialloverde (“Vergogna, dove è finita l’onestà. Vogliamo vedere il testo…”), c’era chi come un vecchio arnese del Carroccio si lasciava andare in questi termini: «Vien da ridere che oggi democratici e azzurri scoprano la democrazia parlamentare. Ma non si rendono conto di essere in malafede?».

Certo, siamo tutti d’accordo nel dire che in passato il maxiemandamento alla legge di bilancio avrebbe almeno recepito le richieste della commissione mentre quest’anno i membri della Bilancio non hanno nemmeno avuto il tempo di leggere il testo scritto a più mani da Juncker, Moscovici, Tria, Mattarella più una serie di tecnici di Bruxelles e via XX Settembre. Tutto verissimo. Eppure la protesta di Pd e Forza Italia lascia di stucco, appare più un capriccio per ricordare ai cittadini: “Siamo ancora vivi”.

Tutte le misure della manovra 2019



Tagli alle pensioni e agli investimenti, saldo e stralcio per chi non ha pagato le tasse, meno fondi per quota 100 e reddito di dignità: il testo del maxiemendamento.

E’ lungo 195 pagine il testo del maxi-emendamento che stravolge la manovra approvata dal Senato nella notte del 22 dicembre per poter poi approdare alla Camera in fretta e furia nei giorni seguenti per essere approvato prima della fine dell'anno, tra le proteste dell'opposizione per il totale esautoramento del ruolo del Parlamento che, di fatto, si deve esprimere su un testo "pre-confezionato" che non ha avuto modo di leggere né tantomeno discutere. Dopo settimane di indiscrezioni e dichiarazioni roboanti, in molti casi totalmente disattese dai fatti, ecco i contenuti della manovra.

IL RAPPORTO DEFICIT-PIL AL 2%
Nonostante Luigi Di Maio e Matteo Salvini avessero più volte dichiarato che il rapporto deficit-Pil al 2,4% fosse non modificabile nonostante i rilievi della Commissione Ue perché altrimenti non si sarebbero potute fare le riforme di pensioni e reddito di cittadinanza, al termine del confronto con Bruxelles si è deciso di ripiegare su quota 2,04%. Non è l'unico numero che è stato ritoccato: la crescita programmata è adesso all'1% contro il precedente 1,5%, considerato irrealistico da tutti gli istituti internazionali.

QUOTA 100 E REDDITO DI CITTADINANZA RESTANO UN MISTERO
Le misure bandiera di Lega e M5S, ovvero la riforma della legge Fornero e il reddito garantito

mercoledì 19 dicembre 2018

Chi l’ha visto…il Parlamento


Il Parlamento italiano è scomparso? Chiamare la Sciarelli. 


Non si hanno notizie del Parlamento italiano. Che fanno deputati e senatori? Lavorano? Battono la fiacca?

Colpa di deputati e senatori o della disinformazione di TG e quotidiani che sostengono che il governo dei “cugini” Salvini e Di Maio stia attentando alla libertà di stampa, quindi, vogliono colpire l'informazione.
Sì, perché secondo i principali quotidiani, il web pullula di fake news mentre l’informazione è fatta da solo da loro….

Notizie comiche: Milano è prima per qualità della vita


Certo che se Milano è la città con la miglior qualità di vita mi chiedo come sia messo il resto del paese. O queste analisi che portano a certe classifiche è fatta da gente che vive vicinissima a campi di oppio?
Faccio mie queste osservazioni dell’autore dell’articolo: “Si, Milano è una città stupenda, a patto di avere intestato un immobile di pregio all’interno della cerchia dei Bastioni o almeno possedere un reddito all’altezza”. “E’ grazie a classifiche del genere che si tocca con mano come nella grande “narrazione” operata dai media lo spazio per il cosiddetto “paese reale” e i suoi problemi sia praticamente inesistente.
E..comunque….la droga non ci dev’essere solo a Rogoredo. Ne gira parecchia in posti insospettabili!


Milano è prima per qualità della vita? Solo se guadagni 6000 euro al mese
L’ennesima, contraddittoria, classifica della qualità della vita mette Milano al primo posto. Ovviamente non è davvero così, a meno che non si sia almeno benestanti. E la narrazione di una Milano splendida e splendente contrasta con sacche di degrado, miseria e illegalità
di Francesco Francio Mazza

Il 18 novembre scorso era uscita una classifica sulla qualità della vita a cura dell’Università La Sapienza e di Italia Oggi, secondo cui Bolzano era la città migliore d’Italia e Milano addirittura 55esima.
Ieri una nuova classifica, sempre sulla qualità della vita ma stavolta a cura del Sole 24Ore, ci fa sapere che Milano è prima.

Non sappiamo se l’intervento di Fabrizio Corona nel celebre bosco dello spaccio di Rogoredo, avvenuto a cavallo dell’uscita delle due classifiche, sia stato talmente incisivo da permettere a Milano la spettacolare rimonta. Quello che sappiamo è che mentre la notizia

martedì 18 dicembre 2018

Le braghe di Salvini: manovra economica 2019 dal 2,4% cala al 2,04%




Tutto comincia con una manovra che prevede per il 2019 un rapporto deficit-Pil al 2,4% che, ovviamente, trova contro Junker e Moscovici che si lasciano andare a commenti arroganti.
Ma i nostri prodi combattenti per il cambiamento: i due “cugini” Salvini e Di Maio, proclamano che la manovra “non si cambia”, “non torneremo indietro”, “questa è la riforma del popolo” (amen..)
Seguono esultanze su balconi, soliti tweet e pagine facebook.

Bene..(si fa per dire)
Domenica sera si è consacrato l’ultimo vertice che porta a inviare alla Commissione Europea una manovra con un rapporto deficit-Pil al 2,04% che in quel di Bruxelles viene arrotondato per difetto, cioè: 2%.
Salvini – quello tra i “cugini” che comanda la brigata – dice che la discesa al 2,04% con conseguente riduzione dei miliardi da impiegare per la “riforma del popolo”, non è calarsi le braghe.

Dubbio: che Salvini sia già sprovvisto di mutande?

Perché Antonio Megalizzi ha conquistato i nostri cuori (senza retorica)


da: Corriere della Sera
Un giovane comune e speciale: combatteva una battaglia in cui tanti non riescono a credere: l’Europa sì, ma soprattutto il futuro
di Paolo Di Stefano

 
La morte di Antonio Megalizzi, il giornalista ventinovenne la cui vita è rimasta in bilico per un paio di giorni, ha risvegliato il lato buono degli italiani: non buonista, ma buono, quello della compassione e di una partecipazione inusuale nel clima di cattiveria crescente che secondo il Censis caratterizzerebbe l’Italia degli ultimi tempi.

Antonio non era un tipo comune, o meglio lo era ma per tanti versi non lo era, eppure è riuscito a sollecitare una commozione che continua a esprimersi, anche sui social, a distanza di due o tre giorni dalla tragedia, tanti quanti di solito ci basterebbero per passare ad altro (la prossima tragedia, la prossima commedia, la prossima farsa).

Era poco più che un ragazzo, Antonio, per come intendiamo oggi le età della vita: nato a Reggio Calabria e trasferito a Trento con la famiglia quando aveva cinque mesi. Era un giovane colto e impegnato come non riusciamo più a immaginare i giovani: essendo, noi adulti, più inclini a identificarli frettolosamente con l’immagine del disimpegno e della sfiducia, cioè con i tratti che ci somigliano.

venerdì 14 dicembre 2018

Il patriota Moscovici dice che la Francia può sforare il deficit


Come volevasi dimostrare. In merito allo sforamento dei parametri che derivano dalle promesse di Macron ai francesi che gli hanno rovinato le rues parigine, Moscovici ha così dichiarato:

“Superare il limite del deficit al 3% è possibile in modo limitato, temporaneo e in condizioni eccezionali, ma ogni parole conta nel senso che il superamento eventuale del 3% non deve prolungarsi per due anni consecutivi né eccedere il 3,5% per anno».

Colpa nostra, sia chiaro.
Noi siamo “rivoluzionari” da salotto, da social network. I francesi invece scendono in piazza con mazze e bastoni. E possono sforare i parametri U.E.


giovedì 13 dicembre 2018

Strage discoteca di Corinaldo: “I nostri figli come galline da spennare”


Condivido e sottoscrivo parola per parola.



da: http://www.famigliacristiana.it/

I nostri figli come galline da spennare
Il cantante Sfera Ebbasta avrebbe dovuto cantare in due posti diversi alla stessa ora. Era scontato che uno dei due pubblici avrebbe dovuto aspettare tre ore l'arrivo del rapper. E' ora che i genitori dicano basta a questo sfruttamento.
di Alberto Pellai

Vorrei fare una seconda riflessione, molto concreta, sempre finalizzata a mettere in crisi l’avidità con cui si fa “denaro” sul mondo di desideri dei nostri figli, incuranti dei loro bisogni e della loro buona fede.
L’artista che doveva esibirsi alla discoteca Lanterna Azzurra, nella stessa sera doveva esibirsi anche alla discoteca Altromondo Studios di Rimini.
Orario della performance di Rimini? Ore 22.00, così almeno viene dichiarato sul sito del locale.
Orario della performance dell’artista a Corinaldo? Ore 22.05, così almeno viene dichiarato sul sito che prevendeva i biglietti dell’evento e si trova stampato anche sui biglietti che davano accesso all’evento.
Ovvero: nella stessa sera, il giovane trapper ha due concerti in contemporanea. I genitori che a Corinaldo hanno accompagnato o dato il permesso affinchè i loro figli partecipassero a quell’evento, probabilmente hanno dato l’accordo per un evento di cui sapevano che l’inizio era intorno alle 22.00.