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mercoledì 30 ottobre 2013

Legge Stabilità, nuove tasse: chi ci rimetterà con la Tasi

da: la Repubblica

Ecco chi ci rimetterà con la nuova Tasi: nelle città medio-piccole anche il doppio dell'Imu
La nuova imposta penalizza chi possiede case con rendite catastali basse. E senza modifiche pagheranno anche i proprietari che riuscivano ad azzerare la vecchia tassa con le detrazioni.
di Valentina Conte

Chi ci perde con la Tasi? Di sicuro, tutti gli italiani che non pagavano l'Imu sulla prima casa per via delle detrazioni. Se dunque tutto rimane com'è, anche i due milioni di proprietari, abituati ad azzerare l'Imu con la franchigia, dal 16 gennaio prossimo verseranno la Trise, la nuova tassa che fonde Tasi (servizi) e Tari (rifiuti). E non saranno i soli a lamentarsi. La schiera di penalizzati ricomprende anche chi possiede abitazioni con rendite catastali basse, per lo più diffuse nei Comuni medio-piccoli. Sempre che i sindaci non portino al massimo l'aliquota. Perché in quel caso, i conti sono destinati a non tornare in molte altre famiglie.

La Tasi non prevede (per ora) detrazioni. Perché non è una imposta sugli immobili, come l'Imu, ma una tassa sui servizi offerti dai Comuni. Così dice la legge di Stabilità. Nella percezione popolare, nei conti dei sindaci e in quelli

giovedì 26 settembre 2013

Telecom agli spagnoli, a loro insaputa: Bernabè, Consob, Letta

Prima ancora di Scajola, ex ministro dello Sviluppo Economico dell’ultimo governo Berlusconi, beneficiato “a sua
insaputa” di un appartamento al Colosseo, c’è un organismo in Italia che ha fondato la sua mission sul “non sapere”: la Consob. Tra l’altro, uno dei pochi organismi, se non l’unico, che riesce a mantenere la sua mission nel tempo. E poi dicono che gli italiani non sanno porsi e raggiungere degli obiettivi. La Consob li centra da sempre.

Consob, Bernabè – presidente Telecom - e Letta presidente del Consiglio, nulla sapevano del cambiamento societario che consegna il controllo agli spagnoli.
A che servisse l’”ignaro” Bernabè non è chiaro. Mentre è chiarissimo che tale “manager” è strapagato. Nonostante si sia ridotto lo stipendio: nel 2012 ha percepito complessivamente 2,96 milioni, il 19% in meno rispetto ai 3,68 milioni del 2011. La sua remunerazione – composta per 1,9 milioni dal compenso fisso cui si aggiungono 35mila euro per la partecipazione a comitati, 525mila euro di bonus (ridotti del 66%) e 490mila euro di benefici non monetari - è tornata praticamente ai livelli del 2010.
Se vi pare comunque poco per non sapere un organo sessuale maschile….

E poi c’è il governo Napolitano, pardon: Letta.

lunedì 16 settembre 2013

Leader (?!) Pd verso Berlusconi e Pdl: li smacchieremo, li asfalteremo…indovina come finisce

Febbraio 2013

Smacchieremo il giaguaro: Bersani verso Berlusconi

Settembre 2013

Li asfalteremo: Renzi verso il Pdl se le elezioni fossero a breve termine


Data da destinarsi 

...Li smacchieremo, li asfalteremo….


ci inculeranno

venerdì 31 maggio 2013

Esodati: ancora 200mila lavoratori da salvaguardare

da: Il Sole 24 Ore

Esodati, ci sono ancora 200mila lavoratori da salvaguardare
di Matteo Prioschi

Con la pubblicazione in «Gazzetta Ufficiale» avvenuta il 28 maggio 2013 del decreto interministeriale datato 22 aprile, si completa il quadro normativo relativo agli interventi di salvaguardia dalla riforma previdenziale messi a punto finora.
Al contempo, però, in Parlamento si sta lavorando per ampliare ulteriormente la platea, tenendo conto della scarsità di fondi disponibili.

Del resto con i tre provvedimenti definiti finora si tutelano 130.130 lavoratori su un totale complessivo, stimato e mai confermato, di circa 330mila persone.
In base a tali numeri, le maggiori criticità dovrebbero riguardare due tipologie di lavoratori. Infatti tra gli autorizzati al versamento volontario dei contributi

venerdì 21 dicembre 2012

Monte dei Paschi di Siena, salvataggio di “Stato”: Draghi stronca Monti e Grilli


da: Il Fatto Quotidiano

Salvataggio “di Stato” a Mps: Draghi stronca le scorciatoie di Monti e Grilli
In un parere datato 17 dicembre, giorno in cui la Ue ha dato il via libera condizionato all'erogazione di 3,9 miliardi di euro di aiuti di Stato alla banca senese, la Banca centrale europea esprimeva il suo dissenso alla formula allunga-debito proposta dalla politica e avallata dal governo
di Gaia Scacciavillani

Niente sconti. Mario Draghi stronca le scorciatoie del tandem Monti-Grilli sul salvataggio del Monte dei Paschi di Siena. E li bacchetta per non aver consultato la Bce prima di trasformarle in legge. In un parere datato 17 dicembre, giorno in cui la Ue ha dato il via libera condizionato all’erogazione di 3,9 miliardi di euro di aiuti di Stato alla banca senese, infatti, la Banca centrale europea esprimeva il suo dissenso alla formula allunga-debito proposta dalla politica e avallata dal governo. Quella, cioè, che prevedeva per Siena, in caso di più che probabile di mancanza di liquidità, la possibilità di pagare gli interessi sul prestito obbligazionario con nuovi titoli di debito, in alternativa all’assegnazione al Tesoro di azioni Mps. Sempre a carico dello Stato e con l’unico paletto che l’opzione sarebbe stata utilizzabile solo per gli interessi maturati nel 2012 e nel 2013, che secondo le stime ammontano a circa 550 milioni di euro.
Una somma non da poco, che porterebbe il totale del conto pubblico della gestione Mps diGiuseppe Mussari vicino a quota 4,45 miliardi di euro. Con un duplice effetto. Per il Tesoro la soluzione riduce al minimo i rischi di restare col cerino in mano

giovedì 20 dicembre 2012

Marco Travaglio: "La Costituzione, che ridere"


sottoscrivo quanto scritto da Marco Travaglio e anche questa "prassi" Napolitano-Monti rientrerà tra i miei ricordi al momento di decidere se votare e per chi. 


da: Il Fatto Quotidiano 

La Costituzione, che ridere
di Marco Travaglio

Bei tempi quando i governi cadevano in Parlamento, con un voto di sfiducia chiaro e limpido, così ciascun parlamentare ci metteva la faccia e i cittadini sapevano chi aveva votato come. Bei tempi quando chi voleva fare il presidente del Consiglio lo diceva apertamente, metteva insieme una coalizione di partiti che lo volevano al governo, e andava a cercarsi i voti (in Italia, non a Bruxelles) per verificare se i cittadini preferivano lui o magari un altro. Bei tempi insomma quando c’era ancora la Costituzione e l’Italia era una Repubblica parlamentare. Oggi, come scrive Marcello Pera su Libero (a questo siamo: a dar ragione a Pera), “la Costituzione è diventata un canovaccio per spettacoli comici”. Spettacoli eccellenti, come quello di Benigni.
Dove però la battuta più riuscita non era una delle solite su Berlusconi, ma un’altra: “Quando la Costituzione entrerà in vigore, sarà bellissimo”. Sarebbe bastato insistere sul punto e ci sarebbe stato da scompisciarsi. Se uno legge ciò che scrivono i costituenti sui poteri del capo dello Stato, del presidente del Consiglio e del Parlamento, e lo confronta con quel che fanno Napolitano e Monti, deve concludere che delle due l’una: o sbagliano Napolitano e Monti, o sbaglia la Costituzione. 

Disservizi subiti dai pendolari: interrogazione di Ennio Lannutti al Ministro delle infrastrutture e trasporti


da: Cadoinpiedi

Pendolari, la colpevole inerzia delle istituzioni
di Elio Lannutti
Sporcizia, ritardi cronici, sovraffollamento. Questi i disagi quotidianamente subiti dai pendolari e denunciati dall'Associazione Regionale Trasporti Milano-Coordinamento nazionale pendolari. Il Ministro ne è a conoscenza? Intende porvi rimedio?

 

Riporto anche qui il testo dell'interrogazione che ho rivolto al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti circa le numerose problematiche segnalate dall'Associazione Regionale Trasporti Milano-Coordinamento nazionale pendolari, nella quale chiedo quali iniziative il Ministro intenda assumere per tutelare i cittadini utenti ed evitare loro ulteriori disagi. 

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-08847
Atto n. 4-08847
Pubblicato il 11 dicembre 2012, nella seduta n. 852
LANNUTTI - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. 
Premesso che:

è giunta all'interrogante una segnalazione dei componenti dell'Associazione Regionale Trasporti Milano-Coordinamento nazionale pendolari (trasmessa in allegato alla presente interrogazione e che resta acquisita agli atti del Senato), nella quale si denuncia quanto segue: «Da diverso tempo noi viaggiatori

Il Buongiorno di Massimo Gramellini


da: La Stampa

Il Silvio show che sequestra la politica

I Maya avranno anche previsto la fine del mondo, ma nemmeno il messicano più visionario si sarebbe spinto a immaginare un 21.12.12 così svuotato di politica e così straripante di berluscaggini e giochetti di potere. Mentre gli italiani risparmiano sui regali e dirottano la tredicesima per pagare debiti e tasse, lo schermo irradia le immagini del Cavalier Ganassa concionante da tutti gli strapuntini di sua e nostra proprietà, intervallate da quelle di politici di destra e sinistra che escono a testa bassa da riunioni frenetiche, in cui l’unico argomento all’ordine del giorno è la loro sopravvivenza.  
I partiti si scompongono e si ricompongono, frantumandosi in decine di sottomarche dai nomi fantasiosi per garantire a decine di sottopancia un posto da condottiero. Il solo assillo è il posto in lista. La sola vergognosa certezza è che, nonostante le promesse di cambiamento e un anno di governo tecnico per mantenerle, si voterà ancora con il Porcellum per eleggere lo sproposito di mille parlamentari che continueranno a godere di privilegi incompatibili con le condizioni di vita delle persone comuni. 

Pur con tutti i loro limiti, l’azione di Monti e le primarie del Pd avevano avuto il merito di rimettere al centro del dibattito politico la realtà: il lavoro, la riforma dello Stato Sociale e il ricambio generazionale. Persino i litigi da talk show vertevano su temi terribilmente concreti, ancorché immateriali come lo spread. Ma è bastato che tornasse in scena Tu Sai Chi perché la situazione precipitasse di nuovo nel buco nero in cui da noi periodicamente scompaiono le cose serie. Berlusconi è un

Berlusconi: balle spaziali


da: Lettera 43

Tutte le sparate di Berlusconi
Dal no all'Imu alla riduzione della pressione fiscale. Il Cav in tivù rispolvera i cavalli di battaglia. Ma i dati lo smentiscono.


Sotto il generoso cerone e i capelli d’asfalto si intravede la solita anima del combattente che dà il meglio di sé in campagna elettorale. Ma il Berlusconi che si avvia a rincorrere per la sesta volta la poltrona da premier mostra di avere un po’ perso il contatto con la realtà.
Molti dei proclami snocciolati nelle sue ultime scorribande televisive, che potevano andare bene nel 1994, nel 2001 e magari ancora nel 2006, appaiono poco credibili nell’Italia del 2012 ferita dalla crisi. E sono facilmente confutabili richiamando i dati di fatto.
L’ospitata in casa D’Urso, domenica 16 dicembre, si è trasformata in un balcone di Piazza Venezia per l’ex capo del governo. Anche a Pomeriggio Cinque, però, il Cavaliere maramaldeggia senza ostacoli.
IL NIDO DI PORTA A PORTA. E la stessa Porta a Porta è una specie di piccola heimat per il patron Fininvest, un caldo nido domestico in cui risiedono le fondamenta mediatiche del suo potere affabulatorio.
Sotto l’albero di Natale di Vespa l’uomo di Arcore può sempre parlare a lungo, con poche interruzioni e senza colpi bassi da parte di alcuno. Peccato che un po’ in tutte le performance tivù si sprechino affermazioni campate in aria.

mercoledì 19 dicembre 2012

Berlusconi, Bersani, Monti: preoccupati e no…..


Il vecchio nano puttaniere sta subendo gli effetti di una nuova “cura farmacologica” che acuisce ulteriormente il suo stato confusionale, che gli provoca sogni deliranti di raggiungere il 40% di voti alle prossime elezioni che, tra l’altro, vuole far slittare. Non pare però – come succede da anni – che la famiglia di Silvio si preoccupi delle sue condizioni mentali. L’ultima che aveva espresso preoccupazioni, era stata sua moglie Veronica Lario con quella lettera al quotidiano del gruppo editoriale avverso al marito: la Repubblica.

Chi invece si sta preoccupando è Bersani.
Non per la ridiscesa in campo della mummia Berlusconi, ma perché, secondo alcuni sondaggi, la sempre più probabile candidatura di Monti – dopo l’investitura ufficiale della settimana scorsa da parte di quel Ppe con benedizione della Merkel, sottrarrebbe voti a sinistra.
Bersani è talmente (e logicamente) preoccupato che…sostiene il contrario.
Chi risponde a domande in merito agli effetti che avrebbe la discesa in campo di Monti anziché aggirare l’argomento, liquidare con una battuta o sminuire l’argomento, significa che ha un tarlo in testa. Significa che ha un punto debole. In questo caso, politico.

Bersani ha motivo di essere preoccupato. Ma non della discesa in campo di Monti, bensì della memoria degli italiani. Che si ricordano che il Pd non è nato ieri e che la maggior parte della sua classe dirigente gira tra ministeri e Parlamento da più tempo di Monti.

Mario Monti ha un’unica preoccupazione. Come candidarsi a premier alle prossime elezioni senza portarsi dietro Pdl, Casini e Fini. Sì, perché un conto è arrivare in un posto e guadagnare consensi nonostante scelte discutibili e prevalentemente a danno dei soliti noti, un conto è chiedere il voto agli italiani con quella parte di classe politica che fa compagnia a Bersani da altrettanti (se non più) anni dei suoi, e/o sta sul “libro paga” di Berlusconi per consentirgli di stare al potere per fare i suoi interessi.

martedì 18 dicembre 2012

Ilvo Diamanti: “Il dilemma del professore”


da: la Repubblica

Il dilemma del Professore
di Ilvo Diamanti

La Seconda Repubblica è finita, ma non del tutto. Il leader che l'ha inventata e guidata, per quasi vent'anni, è ancora lì. Silvio Berlusconi. Non si decide a uscire di scena. Per il bene del Paese. E, in primo luogo, "per i miei interessi", come ha esplicitamente affermato negli scorsi giorni. Da ciò la difficoltà di costruire una democrazia "normale", fondata sull'alternanza possibile. 

Da ciò la difficoltà di Mario Monti, nella ricerca di un ruolo, dopo le prossime elezioni. Monti: vorrebbe continuare l'opera avviata un anno fa. Ma sulla base di un'investitura democratica e non aristocratica. Per volontà popolare e non del Presidente. Dopo una consultazione elettorale in Italia e non per scelta degli "altri". Su Monti, come si è visto anche nell'ultima settimana, "investono" i Popolari europei. La Merkel in testa. Ma anche il presidente francese, Hollande, socialista, ha espresso la sua stima verso il Professore.

I leader politici (oltre ai mercati) internazionali si chiedono perché mai gli italiani debbano esporsi al rischio di eleggere  -  democraticamente  -  un governo "populista". Oppure una maggioranza fragile, condizionata da forze politiche anti-europee. Com'è già avvenuto in passato. I leader e i mercati stranieri: si chiedono (talora apertamente) perché gli italiani debbano andare al voto, quando dispongono già di un premier "affidabile" (dal loro punto di vista). 

Imu Chiesa: “condono” su quanto non versato in passato



Imu chiesa: l'Ue perdona il Vaticano. Dovrà pagare la tassa solo per il futuro, per il passato avrà una sanatoria

La Chiesa pagherà l'Imu. Ma lo Stato italiano non dovrà recuperare quanto non versato in passato sugli immobili di proprietà del Vaticano. Sarebbe questa, secondo le indiscrezioni raccolte dall'Ansa, la salomonica decisione che la Commissione Europea potrebbe assumere mercoledì per chiudere il lungo contenzioso con Roma sull'esenzione prima dall'Ici e poi dall'Imu dei beni ecclesiastici.
La decisione dovrebbe essere adottata, salvo sorprese, senza particolari problemi. E godrebbe del pieno sostegno del presidente della Commissione, Josè Manuel Barroso. In sostanza Bruxelles si avvia a riconoscere che le modifiche introdotte recentemente al regime di applicazione dell'Imu - l'imposta sugli immobili che ha sostituito l'Ici - sui beni ecclesiastici hanno reso il sistema impositivo compatibile con le norme europee che vietano gli aiuti di Stato. Ma allo stesso tempo sancisce l'esistenza di una violazione della normativa Ue per quanto riguarda il passato, in particolare a partire dal 2006, quando fu introdotto un'esenzione generalizzata dal pagamento dell'Ici in favore dei beni della Chiesa, anche quelli manifestamente utilizzati a fini commerciali.
Un'esenzione fiscale classificata ora come un aiuto di Stato illecito. Normalmente, secondo le procedure comunitarie, lo Stato dovrebbe procedere al recupero di questo genere di aiuti. Ma dopo un'attenta valutazione da parte dei servizi della Commissione che fanno capo allo stesso Almunia, si è giunti alla conclusione che l'operazione non sarebbe realisticamente praticabile e che comunque i costi

Il Buongiorno di Massimo Gramellini


da: La Stampa

Il sorpasso

La lezione di educazione civica impartita in tv con la consueta leggerezza da Roberto Benigni ha emozionato e istruito un Paese di maleducati civici che confondono la politica con i maneggi dei politici e non hanno il senso dello Stato perché è lo Stato che fa loro senso. Invece le battute, attese e inevitabili, sul ritorno in campo di Berlusconi avevano un limite: facevano ridere meno di Berlusconi. Non che fossero brutte. Alcune erano davvero gustose: «Ha diviso l’Italia in due: metà contrari e metà disperati». Ma ormai nemmeno un premio Oscar può rivaleggiare con l’originale mentre, sprofondato nel salotto di una sua dépendance televisiva, giustifica le notti allegre di Arcore sciorinando una litania di disgrazie: mia mamma era morta, mia moglie mi aveva lasciato e io ero stanco, solo e abbandonato da tutti… Sembrava John Belushi in «Blues Brothers», quando per giustificarsi con la fidanzata mollata davanti all’altare tira in ballo qualsiasi cosa, persino l’invasione delle cavallette.  

Per la prima volta nella storia dai tempi di Nerone il politico ha sorpassato l’artista. Una parte di me, non ho ancora capito quale, prova una sorta di reverenza estatica nei confronti del talento impudente di quell’uomo. Ci prende in giro da vent’anni, però con un’inventiva e una compenetrazione nella parte che avevano soltanto le conferenze stampa giovanili di Maradona e i personaggi tragicomici di Vittorio Gassman. Solo che, a differenza degli attori, anche dei più grandi, Berlusconi non fa Berlusconi. Lo è. Peggio: crede fermamente di esserlo.   

Mario Monti (bis?): il premier rimanda la Tares, la nuova stangata sulla casa



La Tares, l'altra Imu, si pagherà ad aprile dopo le elezioni. Mario Monti rimanda la nuova stangata sulla casa

Un tempo le chiamavano manovre elettorali. Il governo arrivato all'ultima finanziaria della legislatura, distribuiva un po' di mance al suo elettorato. Insomma, l'ultima diligenza era pure quella più assaltata di tutte. Risorse distribuite per aumentare il consenso in vista delle elezioni. Ma al governo c'erano i politici. E ora che ci sono i tecnici? La manovra non sarà proprio di quelle elettorali, ma certo a vedere quello che sta succedendo in queste caotiche ultime ore della finanziaria in Commissione bilancio al Senato, l'idea è che nemmeno si voglia dare un dispiacere agli elettori proprio alla vigilia delle urne.
Cosa è successo? Solo un paio di giorni fa (L'Huffingtonpost ne ha dato per primo conto), il governo ha presentato un emendamento per rendere operativa la Tares, la nuova tassa su rifiuti e altri servizi comunali (illuminazione pubblica, vigili, giardinaggio, ecc.). Un balzello che assomiglia, nel calcolo, molto all'Imu. Si paga in base ai metri quadri e con una maggiorazione tra i 30 e i 40 centesimi (sempre per metro) proprio per coprire i maggiori costi di questi servizi. Secondo la relazione tecnica del Salva-Italia dell'anno scorso che ha introdotto il tributo, i contribuenti pagheranno complessivamente almeno un miliardo di euro in più di quanto hanno pagato fino ad oggi. La Confcommercio ha lanciato un allarme, dicendo che le imprese pagheranno mediamente il 290 per cento in più.
Il governo, nel suo emendamento, aveva stabilito che per il 2013 la tassa fosse pagata in quattro rate, la prima a gennaio. Praticamente nel pieno della campagna elettorale.

lunedì 17 dicembre 2012

Il regalo di capodanno del leader “moderato” Mario Monti: Tares (nuova tassa comunale)



da: Il Fatto Quotidiano

Imu, arriva la mazzata di Capodanno: ecco Tares, la nuova tassa comunale
Dopo l'Imposta immobiliare propria, a gennaio si pagherà ancora per l'abitazione. Un altro balzello, la "tariffa comunale sui rifiuti e i servizi", sarà calcolata in base alla grandezza dell'immobile. Sostituisce Tarsu e Tia. E sarà molto salata
di Marco Palombi

Avete appena pagato il saldo Imu o state per farlo? Nonostante l’incasso dovrebbe ammontare a quasi tre miliardi più del previsto, non vi potete rilassare: dal 1 gennaio e per tutto il mese dovete pagare “la piccola Imu”, una nuova imposta comunale che debutta nel 2013, detta Tares, calcolata in base alla grandezza della casa (è solo la prima rata, le altre ad aprile, luglio e ottobre).
E’ la classica bomba ad orologeria: il governo Monti l’ha istituita con la manovra del dicembre 2011, ma entra in vigore con l’anno prossimo. Non c’è speranza di rinvii: alcune norme necessarie per la sua applicazione sono state inserite nella legge di stabilità. Si può già dare per certo che sarà l’ennesimo aumento di tasse, ma la faccenda va spiegata. La Tares (tariffa comunale sui rifiuti e i servizi) è una creatura bifida: da un lato sostituisce Tarsu e Tia, vale a dire le imposte sui rifiuti, dall’altro introduce un ulteriore balzello per pagare i “servizi indivisibili comunali” (illuminazione, anagrafe, verde pubblico, etc).
Partiamo dall’immondizia: per quei comuni che hanno istituito la Tia (la tariffa ambientale) gli aumenti dovrebbero essere pesanti, ma non enormi. Peccato che siano solo il 17% del totale: il resto (6.700 su circa 9.000) ha la vecchia Tarsu e per i cittadini saranno mazzate. E’ previsto, infatti, che la nuova Tares debba coprire l’intero costo del servizio. Facciamo un esempio. A Milano raccolta e smaltimento costano 271,5 milioni l’anno: nel 2011 il comune ha raccolto con la Tarsu 209 milioni, saliti a 257 con gli aumenti di quest’anno. Risultato: nel 2013 Pisapia dovrà alzare l’imposta per trovare altri 14 milioni. Nota bene: il resto dei comuni con la Tarsu sono messi mediamente assai peggio di Milano.
Finita? Macchè. Resta la parte sui servizi. Per quella si pagherà di sicuro 30 centesimi per ogni metro quadro calpestabile sull’80% di case, negozi e capannoni, ma potranno essere 40 se il comune riterrà che gli servono altri soldi. Sconti non ce ne saranno: quei soldi – un miliardo di euro il gettito previsto – il governo li ha già messi a bilancio e verranno automaticamente decurtati dai trasferimenti ai comuni per il 2013. In sostanza i sindaci stanno facendo da gabelliere per conto dello Stato. Nelle città, quasi tutte nel centronord, che hanno già fatto i conti, dicono che l’aumento medio per i comuni con la Tia sarà del 20% circa (a Firenze si parla di oltre 30 euro in più ad utente), per gli altri parecchio di più. Confcommercio ha calcolato che l’aggravio medio per gli esercizi commerciali sarà invece pari al 293%. Nei comuni, peraltro, ora è caos organizzativo: tra Imu, tagli e Tares, troppe sono le novità e le variabili per chiudere i bilanci di previsione entro fine mese e così – grazie ad un altro emendamento arrivato ieri – ai sindaci è stata concessa una proroga fino a giugno. Una buona notizia? Per ora le rate saranno parametrate sulla vecchia tassa, la mazzata arriverà tra luglio e ottobre.

Regione Lombardia: indagati 40 consiglieri Pdl e Lega per peculato



da: Il Fatto Quotidiano

Regione Lombardia, indagati 40 consiglieri Pdl e Lega per peculato
Cene di lusso, munizioni e pure 'Mignottocrazia',comprato da Nicole Minetti coi soldi pubblici. Oltre a lei, convocata dai pm il prossimo 19 dicembre, e decine di colleghi, finiscono sotto inchiesta anche i capigruppo Pdl e Lega. Tra i rimborsi anche 15mila euro di brioche e caffè e 27mila di noleggio auto e taxi. La Finanza acquisisce anche i documenti di Pd, Idv e Sel

La realtà supera la fantasia. 40 consiglieri al Pirellone nel mirino della Procura con l’accusa di peculato per avere pagato dalle munizioni alle cene di lusso coi soldi pubblici, tutti giustificati come “impegno istituzionale”. Importo stimato: 2 milioni di euro dal 2008 al 2012. Non solo. Oltre ai capigruppo Paolo Valentini del Pdl (“Spese nel pieno rispetto delle normative e dei budget regionali”) e Stefano Galli della Lega Nord, spunta tra gli indagati anche Nicole Minetti, già imputata nel processo sul caso Ruby con scontrini ‘sospetti’ per 27mila euro. Fra le altre cose, l’ex igienista dentale chiede (e ottiene) il rimborso di  ’Mignottocrazia‘, il libro del collega di partito Paolo Guzzanti che include un capitolo dedicato a lei. Ma c’è dell’altro. Nella lista compare anche un iPad. Forse lo usava in Consiglio regionale? Niente affatto, perché il Pirellone aveva già regalato a ciascun consigliere il tablet da centinaia di euro. Poi ci sono ristoranti alla moda, 400 euro per una cena al ristorante da Giannino e consumazioni per 832 euro al Principe di Savoia, di cui la Minetti dovrà rispondere davanti ai pm il 19 dicembre. E tra gli indagati finisce anche Renzo Bossi, il figlio del Senatur che avrebbe comprato videogiochi, sigarette e Red Bull. Secondo il legale del Trota Alessandro Diddi: ” Tutte le spese di Renzo Bossi sono documentalmente riferibili all’attivitàpolitica e non ve ne è alcuna che possa essere ricondotta ad esigenze personali”.

Elezioni regione Lombardia, primarie Pd: vince Ambrosoli


da: la Repubblica

Ambrosoli: "Via tutti dal carro del vincitore.
Voglio mani libere su liste e assessori"
Parla il vincitore delle primarie del centrosinistra: due liste civiche da affiancare ai partiti. Non capisco perché non dovrei riuscire a resistere alle richieste che potrebbero arrivarmi da qui in avantidi
di Oriana Liso



"Siamo liberi e senza paura". Dopo una notte fatta di troppe poche ore di sonno, dopo aver riguardato quella tabella di risultati che racconta con chiarezza la sua vittoria netta, con quasi il 58 per cento dei consensi, come candidato presidente della Lombardia, Umberto Ambrosoli sintetizza così, sul suo sito, il discorso fatto sabato sera al Pirellone, a fianco degli altri due candidati, Alessandra Kustermann e Andrea Di Stefano. Una libertà a cui l'avvocato tiene molto, che evoca come condizione essenziale per la grande sfida che lo aspetta e che aspetta tutto il centrosinistra lombardo, da qui a febbraio. Non si scompone, e ha il tono pacato che è un tratto distintivo del suo carattere, neanche davanti all'immagine dell'assalto alla diligenza. Spiega: "Ho avuto la fortuna di poter decidere in grandissima autonomia sulla nascita del progetto del Patto civico come superamento della formula delle primarie di partito. Non vedo perché non dovrei riuscire a resistere alle richieste che potrebbero arrivarmi, da qui in avanti".

Potrebbero? Avvocato Ambrosoli, dovrebbe già dare per scontato che dai partiti alla società civile chiederanno tutti uno spazio nelle liste, nella giunta, nella sua squadra.
"Le cose si possono cambiare: non è solo uno slogan. Sono convinto che anche la

venerdì 14 dicembre 2012

Buone notizie: il ministro Fornero in “sciopero”



Ad ogni uscita pubblica il ministro Fornero è inseguita dai cronisti a caccia di dichiarazioni. Da un po’ ti tempo lei tace. Deve aver realizzato che le sue parole provocano effetti indesiderati.
Uniche parole uscite ieri dalla sua bocca: l’intenzione per il futuro di occuparsi delle donne.

Benissimo.
Purchè lo faccia in silenzio.