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giovedì 16 dicembre 2021

Covid: in Lombardia più posti letto? Ma per ricoverare chi?

 


Da lunedì Veneto, Liguria e Trentino saranno in zona gialla.

Secondo quanto scrive Il Sole 24 Ore anche la Lombardia è a rischio. Ma schiva la zona gialla aumentando i posti letto nei reparti ordinari.

Ma per ricoverare chi? I no-vax che non vogliono vaccinarsi, che rifiutano le cure in ospedale?

A prenderlo nel culo – non mi sovviene altra espressione – sono coloro che hanno necessità di essere ospedalizzati per tipologie diverse dal Covid. Il modello sanitario della Regione Lombardia funziona così: se chiami un'ambulanza e non hai i sintomi del Covid arriva anche dopo più di un'ora. Se vieni ricoverato per patologie diverse dal Covid ti sbattono fuori quando ancora dovrebbero tenerti in ospedale per ulteriori cure e accertamenti. Ovviamente, nessun tg, nessun quotidiano dà queste

mercoledì 15 settembre 2021

"Nuovo nucleare": una centrale per Salvini e Fontana..

 


E poi dicono che i politici non sono preparati. Attilio Fontana e Matteo Salvini sono profondi conoscitori del nucleare al punto da chiedere l'apertura di centrali nucleari perché sostengono che sono sicure. Sono green: "non è più il nucleare di Chernobyl". Lo garantisce Fontana. Il che  - da residente a Milano – mi preoccupa più del Covid e di un'esplosione di una centrale nucleare. L'assenza di neuroni in Fontana è conclamata.

Altro "esperto" del "nuovo nucleare" è il cialtrone Matteo Salvini. Quello che accetta le "mediazioni" di Draghi salvo poi dichiarare di essere contrario a questo o a quello per raccattare i voti di quattro sgangherati mentali che non si accorgono che li sta prendendo per il sedere.

Chissà se nella "nuova era del nucleare" dove – ovviamente – non vi sono interessi economici di lobby (dopo il covid siamo diventati tutti migliori, pure la lobby industriale-mediatica) sia possibile creare delle piccole centrali nucleari. A misura di appartamento. Così che Attilio Fontana e quel cialtrone del suo capo possano avere una loro centrale nucleare. Dimensionata per loro. Da costruire esattamente sotto il loro culo - pardon – sotto casa loro. I vicini di casa possono rimanere – se hanno fiducia nei due cialtroni e nel "nuovo nucleare" – oppure trasferirsi dietro opportuno indennizzo.

Salvini e Fontana - fratelli di neurone separati dalla nascita - potrebbero fare da cavia

venerdì 9 luglio 2021

Vaccini: seconda dose in anticipo? Non in Lombardia

 


Con il governo Draghi non è cambiato nulla. Ogni regione fa quell'organo sessuale maschile che gli pare. E la Lombardia non brilla certo. Se paragonata, ad esempio, al Lazio.

Nonostante l'Ema abbia invitato ad anticipare la seconda dose di Astrazeneca (post 4 settimane dalla prima) per assicurare maggiore copertura alla variante Delta che sta crescendo di giorno in giorno, lo spostamente della data è previsto solo per posticipare. E non si capisce per quale motivo la seconda dose di Astrazeneca a Milano viene data dopo minimo 63 giorni quando per mesi ci hanno martellato i timpani dicendo che la seconda dose doveva essere inoculata tra le 10 e le 12 settimane. E allora, per quale motivo non anticipare a meno di 63 giorni?

 

da: https://www.corriere.it/ - di Paolo Mereghetti

Infruttuoso un tentativo all’hub di viale Scarampo. È possibile solo posticiparla. Illuminante la risposta se si chiede il motivo del «No»: «Perché no»

Singolarità della Sanità lombarda. Mentre tutti (dal premier Draghi al Ministro della Sanità al Commissario Figliuolo) invitano gli italiani ad accelerare con la seconda dose di vaccino per prevenire nuovi contagi e varianti estere, a Milano si tira dritto, sordi agli inviti più autorevoli.

domenica 20 giugno 2021

Ema: anticipare seconda dose Astrazeneca

 

 

martedì 13 aprile 2021

Massimo Fini: Gli "esperti" incapaci e noi sudditi

 

 

da: Il Fatto Quotidiano

In India i morti per Covid sono 167.000 su una popolazione di 1 miliardo e 300 milioni di abitanti, cioè lo 0,013%, mentre sotto il livello minimo di povertà sta il 33% degli indiani, un terzo.

Non credo che la popolazione di quel Paese si preoccupi troppo del Covid19.

Nell’opulenta Europa la situazione complessiva è meno grave, ma più seria. C’è una grande confusione sotto i cieli del Vecchio Continente. Al terrorismo epidemico si è aggiunto quello vaccinale. Chi rifiuta di farsi vaccinare è un egoista, un irresponsabile, un traditore della Patria, soprattutto in Italia per una volta “unita a coorte” anche se non proprio “pronta alla morte” e per di più guidata da un Generale onusto di lustrini e di gloria conquistata sui campi d’Afghanistan. Eppure il Cittadino Suddito, questo infame, qualche dubbio ce l’ha. L’Ema ha prima dichiarato categoricamente che “non c’è alcun legame fra la vaccinazione con AstraZeneca e una successiva trombosi letale”, poi ha affermato che è solo un’ipotesi, alla fine ha ammesso che un legame c’è e ha aggiunto, pudicamente, che si tratta di “casi molto rari”.

Il Cittadino Suddito si chiede: se questi hanno sbagliato due valutazioni su tre, chi ci dice che anche la terza non sia errata? E poi cosa vuol dire “molto rari”? Qui gli Esperti,

venerdì 9 aprile 2021

Conti in Svizzera, ecco perché Fontana non collabora coi pm

 


da: Il Fatto Quotidiano - di Davide Milosa

È passata una settimana dalla richiesta di rogatoria inviata in Svizzera dalla Procura di Milano e dalla notizia che il governatore Attilio Fontana è indagato per autoriciclaggio e false dichiarazioni in voluntary rispetto alla vicenda dei suoi conti esteri. Eppure il presidente della Regione Lombardia ancora non ha portato ai magistrati i documenti che, a suo dire, dovrebbero chiarire tutto.

Nel comunicato del 31 marzo firmato dal procuratore Francesco Greco si leggeva: “La difesa del Fontana si è oggi dichiarata disponibile a fornire ogni chiarimento sia in sede rogatoriale che, se del caso, mediante produzione documentale ovvero presentazione spontanea dell’assistito”. Tutto tace. C’è però un dato chiarissimo che emerge dagli atti dell’inchiesta. Ed è un filo mai interrotto tra i tre conti (alcuni dotati di schermature off-shore) negli anni riferibili a Fontana e a sua madre. Tutti, infatti, sono stati aperti e chiusi presso lo stesso istituto di credito, e cioè la Ubs di Lugano. Il che, è il ragionamento fatto dalla Procura, mette sul tavolo un dato tanto banale quanto dirimente: Fontana presso Ubs è un cliente storico e soprattutto noto, non vi sarebbe quindi alcun problema, in qualità di cliente, a richiedere alla banca tutti i movimenti e gli estratti conto delle sue posizioni, passate e presenti. Anche perché l’ultimo conto con codice finale 417, aperto il 18 settembre 2015 e sul quale sono stati riversati 5,3 milioni di euro dal conto 2005 con codice finale 102, risulta, stando alla ricostruzione dei pm, ancora attivo.

giovedì 8 aprile 2021

“V- day” di Moratti: over 80 in coda in carrozzina al gelo

 


da: Il Fatto Quotidiano - di Andrea Sparaciari e Simone Bauducco

Anziani in coda agli hub e centri vaccinali vuoti per mancanza di vaccinandi. Due facce dell’ennesimo – convulso – V-day della Lombardia. Il primo a cui potevano presentarsi contemporaneamente gli over 80 con un appuntamento, quelli senza sms ma registrati sul portale Aria e quelli mai iscritti. Chi temeva il caos ha avuto ragione. E non sbagliava chi ritiene irrealizzabile l’obiettivo di vaccinare tutti gli over 80 entro l’11 aprile: mancano ancora 177.869 anziani registrati, più 57.890 non registrati. Una marea di gente che in questi giorni sta tentando di raggiungere la sua dose.

Ieri mattina l’ospedale San Gerardo Vecchio di Monza è stato preso d’assalto dagli over 80 senza convocazione, come aveva suggerito la vice presidente, Letizia Moratti: “Siamo arrivati qui e c’è il mondo –spiega una signora mentre la madre aspetta su una sedia – il distanziamento è impossibile e fa freddissimo”. L’attesa si prolunga anche per chi aveva l’appuntamento. “Abbiamo appuntamento alle 10, ma fanno passare prima quelli che non avevano la prenotazione”, si è lamentata un’altra paziente. Una confusione che a tratti ha scaldato gli animi con le persone che gridavano “vergogna”. Confusione che ha raggiunto l’apice quando alcuni  sono stati invitati a spostarsi al punto vaccinale dell’autodromo: “Ma cosa dovrei fare: rimettermi in auto e spostare di nuovo mia madre senza sapere come sarà di là la situazione – si chiedeva una signora –non mi sembra il caso". Lunghe file anche nell’Hub di Schiranna (Va).

Lombardia, flop vaccinazioni: Poste aveva offerto a gennaio ben tre piattaforme gratuite

 

 

da: Il Fatto Quotidiano – di Andrea Sparaciari

Una piattaforma pronta e funzionante scartata; un mese perso senza pianificare una decente campagna vaccinale; una scelta “autarchica” dal costo di 22 milioni di euro, che si rivelerà il peggiore autogol. Il tutto condito con una lunga serie di bugie. È la storia contenuta nella relazione che l’amministratore unico della spa regionale Aria, Lorenzo Gubian, ieri ha svelato. È il documento – rimasto a lungo riservato – col quale il 21 marzo scorso, Aria spiegava ai vertici della Regione Lombardia il perché degli innumerevoli “incidenti” nella vaccinazione degli over 80.

Ma prima di entrare nella relazione, è necessaria una premessa. Il 9 gennaio 2021, l’ad di Poste, Matteo del Fante, scrive ad Attilio Fontana proponendo gratuitamente le tre piattaforme che Poste spa ha realizzato per la campagna vaccinale: una logistica; una che sovraintende “l’accettazione e la somministrazione” delle dosi; la terza che gestisce le prenotazioni.

"Le tre piattaforme", scrive Del Fante, “garantiscono un controllo quasi in tempo reale di tutto il processo dall’approvvigionamento e distribuzione alla prenotazione e somministrazione”. Un pacchetto pronto (già accettato in altre 5 regioni) che per la Lombardia, ancora al palo con la sua campagna vaccinale, dovrebbe suonare come un regalo calato dal cielo. Ma Fontana per 25 giorni tace. Tutto resta sospeso fino al 4 febbraio – e qui siamo nella relazione Gubian –, quando “viene convocata Aria, cui viene richiesto di seguire

venerdì 2 aprile 2021

Lombardia, Attilio Fontana: "Camici e altri disastri, il leghista in Porsche 'inventato' da Maroni"

 


da: Il Fatto Quotidiano – di Gianni Barbacetto

E' arrivato a Palazzo Lombardia quasi per caso, Attilio Fontana. Faceva l’avvocato, incassava ottime parcelle, più che al Carroccio pensava alla sua Porsche Carrera con cui girava per Varese; e al verde delle cravatte leghiste preferiva il green dei campi da golf. Leghista, certo, sempre fedele al leader, prima Umberto Bossi, poi Roberto Maroni, infine Matteo Salvini. Ma di quei leghisti che vogliono saper parlare anche a chi non si mette le corna da vichingo in testa.

Fama di buon amministratore. Comincia a fare il sindaco a Induno Olona, poi è primo cittadino a Varese. Nel tempo diventa una vecchia volpe della politica, con sei anni passati al Pirellone come presidente del Consiglio regionale. Così, quando Maroni —inaspettatamente —decide di non ricandidarsi alla guida della Regione più ricca (e più leghista) d’Italia, tocca a lui. Lo sfida Giorgio Gori, per il Pd, sperando di poter vincere. “Ma Fontana non ha mai perso un’elezione”, sorridevano i leghisti. Infatti diventa presidente della Lombardia.

Si mette di buzzo buono a fare il “governatore”. Avvia la riforma delle società regionali. Studia la messa a punto della sanità lombarda. Di fronte a una macchina così complessa e a spinte ed equilibri così delicati, la sua fama di buon amministratore comincia a scricchiolare. Poi arriva la pandemia, e gli scricchiolii diventano gemiti, urla. La sua immagine-simbolo

Fontana, altro conto a Lugano. Si indaga su 2 milioni sospetti

 


da: Il Fatto Quotidiano – di Davide Milosa

Una società aperta nel paradiso fiscale delle Bahamas controllata da una fondazione in Liechtenstein e nata con un capitale iniziale di due milioni di euro. La stessa società aprirà poi un conto in Svizzera presso la Ubs di Lugano affidando la gestione a due trust di Nassau.

È il 2005. Poco dopo su questo nuovo conto atterrano altri tre milioni da un vecchio conto del 1997 aperto sempre presso la Ubs di Lugano. Totale: 5 milioni, circa. E’ denaro di una eredità materna, dichiarerà nel 2016 il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, facendolo emergere attraverso lo scudo fiscale. Tutto ok. Fontana aveva titolo per operare su entrambi i conti. Ma c’è un particolare rilevante: la madre del presidente nel 2005 era in pensione da almeno sette anni. E dunque, da dove arrivano i primi due milioni? Parte da qua l’inchiesta sui conti svizzeri del governatore lombardo indagato dalla procura di Milano per autoriciclaggio e false dichiarazioni in voluntary rispetto proprio alla vicenda dei 5,3 milioni scudati nel 2016. Reati che secondo i pm si sono consumati nel momento in cui Fontana, all’epoca ancora sindaco di Varese, ha compilato la voluntary disclosure per far emergere il denaro. L’iscrizione risale ormai a qualche settimana fa. Ora però i magistrati hanno inviato ai colleghi svizzeri una richiesta di rogatoria di 14 pagine. Il documento, girato per competenza anche al ministero di Grazia e Giustizia, è molto articolato e contiene diverse richieste.

I camici del cognato. Da dove parte l'inchiesta

L’indagine sui soldi svizzeri nasce dal caso della fornitura di 75mila camici ad Aria, la centrale acquisti della Regione Lombardia, da parte di Dama spa, società che

giovedì 1 aprile 2021

Moratti: “Più vaccini qui che in Olanda”. Però è un’altra balla

 


da: Il Fatto Quotidiano - di Andrea Sparaciari

Dall’arrivo di Poste agli sms per gli over 80; dalle vaccinazioni di fragili e caregiver fino ad Aria. Nell’ultimo mese non si contano annunci, promesse e date ultimative annunciate dal trio Attilio Fontana, Letizia Maria Brichetto Arnaboldi in Moratti e Guido Bertolaso, e poi regolarmente smentite.

L’ultima della serie è arrivata ieri, alla conferenza stampa per la visita del generale-commissario Francesco Paolo Figliuolo, quando sono state comunicate tre date diverse per il debutto del portale di Poste. Per il Generale, parte oggi; per Fontana il 2 aprile, per l’entourage del presidente, “ancora non c’è una data certa, diciamo dai primi di aprile...”. Ma non è un’informazione da poco, visto che come detto da Fontana: “La vaccinazione massiva inizierà quando avremo il portale di Poste, centri vaccinali e vaccini a disposizione”. La fase massiva “partirà dopo il 13-14 di aprile”, dice il presidente, ma si ignora per quale categoria: se per i soli 79enni, o per la fascia 75-79 anni. Così fanno sorridere le parole di Bertolaso del 22 marzo: “Dai primi di aprile, prima di Pasqua, deve andare tutto alla perfezione”.

Del resto, sull’arrivo di Poste molte se ne sono dette: “Il sistema entrerà in vigore fra 10 giorni”, profetizzava Moratti il 7 marzo a Mezz’ora in più. La stessa ieri si è vantata del fatto che la Lombardia sia la regione col maggior numero di dosi fatte, 1,57 milioni: “Abbiamo vaccinato più della Svezia, del Belgio e dell’Olanda”, ha detto. Una balla, visto che

lunedì 29 marzo 2021

Roberto Galante: "Caro Bertolaso ti scrivo (e ti parlo di mio papà 83enne in attesa da 40 giorni)"

 

 

da: https://www.glistatigenerali.com/

Caro Bertolaso ti scrivo, così spero di non arrabbiarmi più. Forse. Alle tante storie che riguardano la campagna vaccinale lombarda voglio aggiungere anche quella che riguarda la mia famiglia. Il 2 febbraio Letizia Moratti, la nuova assessore al Welfare di Regione Lombardia, annuncia che la campagna vaccinale per gli over 80 sarebbe partita il 24 febbraio, e non più a inizio marzo. Le liste di prenotazione, aggiunge, sarebbero state aperte da metà mese in modo da organizzare tutto per il meglio. A capo di tutto viene messo lei, Guido Bertolaso, il commissario speciale con le competenze degli assessorati al Welfare e alla Protezione civile per la logistica, l’infrastrutturazione, l’esecuzione e il coordinamento delle risorse umane.

Ma veniamo alla mia famiglia, alla mia storia. Mio padre, 83 anni quest’anno a luglio, effettua la sua prenotazione il 16 febbraio, presso una farmacia comunale. Oltre a essere ultra ottantenne mio padre ha anche dei problemi di respirazione, strascichi rimasti dopo l’ultima polmonite di alcuni anni fa. Basti sapere che ha una saturazione del sangue sempre molto bassa e, all’occorrenza, deve usare del Salbutamolo in sospensione pressurizzata, comunemente conosciuto come Ventolin. Penso si possa tranquillamente immaginare il rischio che corre nel caso dovesse essere contagiato dal Coronavirus. Riporto il foglio della prenotazione:

Insomma: prenotazione fatta il 16 febbraio, campagna in partenza il 24, non resta che aspettare. Vista la situazione chiunque spererebbe di essere chiamato subito, fra i primi,

giovedì 25 marzo 2021

Vaccinazione: "Le inefficienze della Lombardia non sono solo colpa di Aria"

 


da: Domani – di Vitalba Azzollini  giurista

Le scelte politiche della regione hanno portato a serie conseguenze sul piano vaccinale eppure a pagare sono solo i vertici della società. Anche per quello che non dipende da loro.

È ormai nota la vicenda della società Aria S.p.a. in Lombardia. Dagli sms inviati in ritardo o mai arrivati, agli anziani chiamati a vaccinarsi a centinaia di chilometri da casa, alle convocazioni plurime o in numero superiore a quello previsto per centro vaccinale. Questo è solo l’ultimo caso in cui è coinvolta la società, partecipata al 100 per cento dalla regione Lombardia. Basti ricordare i fallimentari bandi per il vaccino antinfluenzale. I vertici di Aria ora sono stati azzerati. Può essere utile valutare le diverse componenti del “pasticciaccio” lombardo.

La società era stata costituita nel 2019 – attraverso la fusione di tre società controllate dalla regione Lombardia, Lombardia Informatica (Lispa), Infrastrutture Lombarde (Ilspa) e Centrale Acquisti spa (Arca) – al fine di abbattere i costi di gestione, dando ulteriore testimonianza dell’eccellenza lombarda. Invece, Aria ha inferto alla regione l’ennesimo danno a un’immagine che si è andata via via offuscando, dall’inizio della pandemia. «La mission di Aria», si legge sul suo sito web, è di «governare la spesa pubblica e affiancare la regione Lombardia nella trasformazione digitale della pubblica amministrazione supportando

mercoledì 24 marzo 2021

Chi l'ha detto: "Proporremo a Draghi..."

 

 

8 febbraio 2021: "Proporremo a Draghi il modello Lombardia e Bertolaso, il più avanzato dal punto di vista delle vaccinazioni".

Chi l'ha detto?

Matteo Salvini docet!

Lui è una garanzia. Con lui sai che, mattino o pomeriggio o sera, non ti farà mancare la cialtronata quotidiana.

Il 'modello vaccinale' lombardo: “Bertolaso scelse Aria senza consultarci, non siamo attrezzati”

 


da: Il Fatto Quotidiano - di Andrea Sparaciari

Cancellata Aria e con l’arrivo di Poste, la Lombardia è pronta a infrangere ogni record vaccinale. È il racconto che da ieri si ripete nella Regione sommersa dagli errori dei suoi vertici. Una favola alimentata da Guido Bertolaso che ieri è tornato col solito cliché di annunci e responsabilità scaricate su altri. Il fuoco di fila è partito con l’intervista al Corriere: “Mi ero accorto che qualcosa in Aria non funzionava il giorno che abbandonarono 300 anziani convocati per errore. Era un sistema che funzionava male e andava cambiato”. E ancora: “Qui non sono nessuno: non posso firmare un pezzo di carta, non posso stanziare un euro. Dovrei stare all’ultimo piano di Palazzo Lombardia a dire cosa mi sembra giusto o sbagliato. Invece sono qui a incastrare numeri”. Ed è continuato in tv (Mattino Cinque): “Quando questa parte informatica lavorerà perfettamente, qui vaccineremo più velocemente che nel resto d’Europa”.

Ieri si è rifatto vivo persino l’ex assessore Giulio Gallera: “Io non ho nulla da rimproverarmi. Alla fine l’unico problema oggettivo che ho avuto io è stato quello dei vaccini antinfluenzali, come sempre decisi dalla società Aria che aveva sbagliato completamente il percorso di acquisizione”. Niente errori, colpa di Aria e della Lega: “C’è questa società, Aria, fortemente voluta dall’assessore Caparini e dalla Lega che si è dimostrata una realtà non efficiente e al di sotto delle aspettative. Il management non è all’altezza. Io me ne sono accorto subito, Aria ha sbagliato tutto fin dal primo momento”, ha aggiunto compiaciuto. Quindi, eliminata Aria, eliminati i problemi. Ma c’è chi racconta un’altra verità.

Marco Travaglio: Vuoto d'Aria

 


da: Il Fatto Quotidiano

Per un attimo, quando ci venne sottratta anche l’ultima fonte di buonumore, cioè Gallera, tememmo il peggio. Uno così non lo troviamo più, pensavamo.

Non avevamo previsto il Governo dei Migliori, che ci ha regalato il generale Figliuolo, prova vivente che i generali vengono scelti tra i colonnelli: infatti pare la reincarnazione del colonnello Buttiglione poi promosso a generale Damigiani (Mario Marenco in Alto Gradimento). E avevamo sottovalutato la Lombardia, nota fucina di comici naturali. Ieri, per esempio, Mestizia Moratti ha scritto al Corriere che c’è “una svolta in Lombardia”. Quale? La “vaccinazione reattiva”. Non inerte, passiva, mogia come nelle Regioni che riescono persino a farla: reattiva. Purtroppo non se ne accorge nessuno. E neppure della “riduzione di 30 volte del tasso di incidenza dei casi a Viggiù”, per la gioia dei pompieri, nonché “a Mede, Castrezzato, Bollate” ecc. Insomma “ci stiamo adoperando”. E non è una promessa: è una minaccia.

Due mesi fa il suo problema era avere più vaccini, “in base al Pil”. Ora non si riesce proprio a prenotarli, grazie all’agenzia regionale Aria, orgoglio e vanto della Lega, figlia di tre società che sembrano la matrigna e le sorellastre di Biancaneve (Arca, Lispa e Ilspa). Dunque invisa a Disguido Bertolaso, altro fuoriclasse dell’avanspettacolo, che si sfoga col Corriere: “Sono esausto per questo sforzo”. Sì, ma quale sforzo? L’intervistatore lo sorprende “circondato da mappe: ogni centimetro di

martedì 23 marzo 2021

Fontana promuove il manager del software che ha creato il caos

 


da: Domani – di Andrea Tornago

Il presidente annuncia che affiderà la guida di Aria al dg Gubian. È stato lui a implementare e sponsorizzare il sistema che non ha funzionato

Non si erano mai visti un assessore regionale e un consigliere del presidente attaccare apertamente un’azienda di proprietà dalla regione a colpi di «inaccettabile» e «vergogna».  Eppure per Letizia Moratti e Guido Bertolaso il caos nelle prenotazioni dei vaccini per il Covid-19 in Lombardia ha un responsabile preciso: Aria spa, la società in house per l’innovazione e gli acquisti della regione Lombardia. Ma la soluzione pensata dal presidente Attilio Fontana, con il possibile azzeramento del cda e l’affidamento dell’azienda al direttore generale Lorenzo Gubian, appare a dir poco paradossale.

Aria è nata nel 2019 dalla fusione delle partecipate Lombardia informatica, Infrastrutture lombarde e Arca Lombardia, la centrale acquisti regionale. Per Moratti e Bertolaso l’azienda è responsabile tanto delle convocazioni mai inviate quanto di quelle in eccesso a causa dell’«inefficienza» del software in house che ora verrà sostituito con quello delle Poste Italiane, al momento non ancora in servizio.

Il sistema

Il programma informatico di Aria al centro delle polemiche si chiama Siavr, “Sistema informativo di anagrafe vaccinale regionale”, ed è stato elaborato dai sistemi informativi

domenica 21 marzo 2021

Lombardia, vaccinazione: ancora in tilt il sistema informatico

 


da: https://www.tpi.it – di Lorenzo Zacchetti

Prenotazioni vaccini, il sistema va in tilt e Regione Lombardia se la prende con se stessa

Anche Letizia Moratti attacca Aria: se la situazione è così grave, meglio il commissariamento

La storia infinita della gestione del Covid-19 in Lombardia continua a riservare sorprese, purtroppo non positive. Il suo ultimo capitolo vede la Vicepresidente della Regione Letizia Moratti, subentrata a Giulio Gallera nel ruolo di assessore al Welfare, definire “inadeguata” Aria (l’azienda per gli acquisti della Regione Lombardia) ed attribuirle le colpe dei problemi con i vaccini!

Uno strappo istituzionale notevole, che oltretutto segue di pochi giorni l’analogo attacco di Guido Bertolaso: chiamato da Regione Lombardia proprio per gestire la campagna vaccinale, aveva dato ad Aria la colpa delle lunghe code davanti all’ospedale Niguarda di Milano.

Ovviamente non è da escludere che qualche problema effettivamente ci sia, visto che in passato abbiamo riportato dei numerosi inciampi nei bandi per acquistare i vaccini. Tuttavia, se due figure apicali di Regione Lombardia picchiano così duramente sull’immagine di

venerdì 12 marzo 2021

La Lombardia pensa a vaccinare i lavoratori in azienda, ma si 'dimentica' di over 80 e fragili

 


da: https://www.milanotoday.it/ - di A.V.

Il Pirellone sigla l'accordo con Confindustria, ma le opposizioni vanno all'attacco. Il caso

Annunci e piani da un lato. Ritardi e mancanze dall'altro. In Lombardia esplode, di nuovo, la polemica sui vaccini anti coronavirus, con la campagna vaccinale - coordinata dal consulente Guido Bertolaso - che sta procedendo, innegabilmente, a rilento.

L'ultimo caso è scoppiato mercoledì, quando dal Pirellone hanno annunciato un accordo - "unico nel suo genere" - che, hanno spiegato, "coinvolge regione Lombardia, Confindustria Lombardia, Confapi, associazione nazionale medici d'azienda e competenti" per le vaccinazioni all'interno delle aziende.

L'accordo tra giunta e Confindustria ha riacceso la rabbia delle opposizioni, che hanno voluto sottolineare - per l'ennesima volta - le "falle" della campagna lombarda. “Se, quando partirà la vaccinazione di massa, si vaccinerà anche nei siti produttivi, coinvolgendo i medici di medicina del lavoro, sarà sicuramente d’aiuto per la riuscita della campagna vaccinale che oggi, basata sulle sole capacità organizzative della Regione, si sta dimostrando fallimentare, nonostante il gradissimo impegno del personale sanitario coinvolto”, ha commentato il capo delegazione del Pd in commissione sanità del consiglio regionale, Samuele Astuti.

mercoledì 10 marzo 2021

Lombardia, vaccinazione anti-covid a Milano: dove ti mando l'anziano over 80...

 


Abiti a Milano? 

Hai più di 80 anni? 

Se ti va bene, ricevi un sms con un giorno di anticipo (seppure in tarda serata) che ti dice che devi presentarti per la vaccinazione anti-covid.

Dove? A Milano ci sono 6 centri vaccinali. 

Dove vuoi che te la/lo mando l'over 80enne. Ma all'ospedale più lontano. E poi ti trovi dottori e infermieri che chiedono: ma ci sono ancora tante persone in sala d'aspetto? Certo, visto che, ad esempio, vengono mandati al Sacco quelli che sarebbe più logico mandare al Niguarda e/o al Fatebenefratelli.