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da: Il Fatto Quotidiano - di Antonella Mascali
Nessuno
grida allo scandalo dell’”ergastolo processuale” in Francia, Germania, Spagna.
Come l’Italia, solo la Grecia.
“Ergastolo
processuale”.“ Fine processo mai”. “Il blocco della prescrizione è una
barbarie” vanno ripetendo coloro che vogliono cancellare senza se e senza
ma la legge Bonafede trincerandosi dietro la bandiera nobile del garantismo.
Ma se così fosse, l’Europa sarebbe piena di Stati barbari, a cominciare da Francia e
Germania dove è vero che esiste una prescrizione dei reati e una delle
pene, ma è anche vero che i loro sistemi
sono concepiti in modo che, di
fatto, la prescrizione non scatti mai.
In Italia,
invece, finora ci sono percentuali sconcertanti di processi finiti per reato estinto per prescrizione. Cioè, in molti
casi, ci sono colpevoli riconosciuti tali
da giudici che non possono però condannarli proprio a causa della prescrizione.
Eternit docet.
Nel 2018
– secondo i dati ufficiali del ministero della Giustizia – sono stati 117.367 i processi finiti con la
prescrizione (e non può consolare il fatto che dieci anni fa fossero 150
mila circa).
Inoltre, vi sono i dati delle Corti d’appello sempre sui processi
prescritti: un trend in continuo aumento, se si guarda da dieci anni a questa parte.
Se, stando sempre al 2018, i processi prescritti in appello sono stati 29.216;
l’anno prima, ad andare al macero per prescrizione dei reati erano stati 28.185
processi. Nel 2014, 24.304. Dieci anni fa, a fine 2009, addirittura 14.063.
Quindi, con la Bonafede – che dal 1° gennaio blocca la prescrizione dopo il
primo grado e, se dovesse restare in vigore, andrebbe a regime fra 3-4 anni circa – per i cittadini ci sarebbe la
certezza che venga pronunciata una sentenza nel merito definitiva.
Ma nella maggioranza, Pd e Italia Viva spingono per modificare la legge. Al momento si è
fermi all’ipotesi del lodo Conte: doppio
binario condannati-assolti. Cioè blocco