Visualizzazione post con etichetta Politica Europee 2014. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Politica Europee 2014. Mostra tutti i post

martedì 3 giugno 2014

Le domande di Andrea Scanzi: “tradito” dal M5S…



Ma com’è che Andrea Scanzi si fa queste domande (posto sotto o clicca qui) ?

Posto che vi siano alcune cose da riconoscere oggettivamente al M5S. Ne cito due: 
1. le strumentalizzazioni e le falsità di certa stampa esistono perché vogliono evitare che il M5S cresca in termini di consenso;
2. la presenza nello scenario politico del M5S – di là delle cazzate dell’’uno vale uno’ – è un fatto positivo perché induce la classe politica cosiddetta di sistema a una “maggiore attenzione” nei confronti del cittadino italiano ignorato nei suoi bisogni e verso il quale si esercitano da anni – con impegno – nella presa per il sedere.
Scanzi è  come quei fans che si ritrovano nei social network per condividere il loro “amore” per un personaggio o un programma tv, e quando il gestore del social network “aggregante” e altri fans scrivono o fanno qualcosa che non condividono o addirittura li deludono – cosa che si verifica puntualmente dopo poco tempo la nascita del “fan club” - iniziano a commentare rammiricati e a porsi delle domande inutili.
Lo stesso tipo di domande che si pongono coloro che si scoprono…cornuti.

Certo. Il/la tradito/a vorrebbe capire. Ma il più delle volte (i chiarimenti

Andrea Scanzi: “M5S, diteci che non Farange è solo strategia, non diteci che è un santo"



da: Il Fatto Quotidiano

“Ma guardate scacchi, bridge e poker, le donne non vincono mai come gli uomini” (Wheeler, Ukip). “Sono delle troie” (Bloom, Ukip, espulso). “Tra omosessualità e pedofilia ci sono legami che non basta una enciclopedia”, “Certi omosessuali preferiscono fare sesso con gli animali” (Gasper, Ukip. Dimessa). “Da quando è stato riconosciuto il matrimonio gay, la Gran Bretagna è stata colpita dalle alluvioni” (Silvester, Ukip). “Gli omosessuali sono sodomiti e comunisti, la piantino di dirsi normali” (Kenny, Ukip), “Mi rifiuto di definire gay quei pervertiti come Elton John, invece di permettergli di sposarsi dovrebbero tornare a chiudersi negli armadi” (Small, Ukip. Espulso), “Quello che mi disgusta degli omosessuali è la loro pretesa di essere considerati normali” (Denny, Ukip). “I musulmani fanno sesso anche con i cammelli (Chapman, Ukip). “Certe persone hanno una tendenza naturale a essere soggiogate fin dalla nascita” (Griffith, Ukip. Alludeva ai neri). “Lo studente Nigel Farage professa idee razziste e neo-fasciste ed è stato visto cantare canzoni che inneggiano a Hitler” (rapporto 1981 della scuola frequentata da Nigel Farage). “Ammiro Putin come leader politico” (Farage). “Non vorrei avere dei rumeni come vicini di casa” (Farage). Eccetera.

Care amiche e amici M5S, anche se queste dichiarazioni non sono recenti e

giovedì 29 maggio 2014

Carlo Tecce: “Che quorum gli inquisiti”



da: Il Fatto Quotidiano

In 21 fra indagati e condannati totalizzano 1,242 milioni di preferenze: più di Tsipras e Ncd

Nonostante il mancato (e sempre abbondante) apporto di Silvio Berlusconi, un titolare irrinunciabile, il partito indagati&condannati ha raggiunto il quorum: i 21 candidati – fra eletti e trombati – hanno registrato 1,242 milioni di voti, un 4 per cento quasi in scioltezza, un passo (lungo) avanti al gruppo l’Altra Europa con Tsipras, sorpassata anche la coppia Ncd-barra-Udc.

Il capofila e capolista, senza piombare in astrusi calcoli algebrici, è il pugliese Raffaele Fitto: 284.547 preferenze, 4 anni in primo grado, 3 imputazioni (corruzione, abuso d’ufficio e finanziamento illecito). E l’ex ministro, non un novizio, legittimamente rivendica il testimone da Berlusconi.
L’eterno giovane Fitto ha staccato di molto Aldo Patriciello (111.554), che non ha sfigurato. Riabilitato dal Tribunale di Campobasso il 14 maggio di un anno fa, Patriciello fu condannato a 4 mesi per finanziamento illecito, sentenza definitiva per una mazzetta da 16 milioni di lire (anni ’90) per la campagna elettorale di Michele Iorio. Arruolato di recente, e per questo governatore dimissionario in

mercoledì 28 maggio 2014

Post elezioni europee 2014: M5S, quelli che...non finiscono mai di...



Due sono i personaggi “inquietanti” del Movimento 5 Stelle: Otelma Casaleggio e Claudio Messora.

Mentre Otelma Casaleggio, tenendolo accuratamente legato a un filo, spiega a Grillo che deve sorridere anche… quando sta cagando uno stronzo duro (provateci voi, non è facile).
Mentre di Di Maio e Di Battista continuano a non vedere il filo (non saprei dire se eventualmente vedano altro..) con cui Otelma Casaleggio “muove” Giuseppe Piero Grillo.

Insomma, mentre accadono questi significativi e..duri eventi, Claudio Messora viene nominato – ma non dovrebbe esprimersi la Rete?! – capo dello staff comunicazione al Parlamento europeo del Movimento 5 Stelle.

Come si suol dire: quando non si finisce mai di sbagliare.

Elezioni europee 2014: le ragioni della vittoria di Marine Le Pen (Front National)



da: Il Sole 24 Ore

Debolezze degli avversari, programma senza ambiguità
Ecco le cinque ragioni della vittoria di Marine
di Marco Moussanet

Dopo settimane di sondaggi che assegnavano una vittoria al Front National - o quantomeno un testa a testa con l'Ump, il partito conservatore - nessuno si è stupito che il movimento nazional-populista sia diventato il primo partito francese. Ha stupito invece, e scioccato, la dimensione di un successo dovuto in parte all'eccellente lavoro fatto in questi anni da Marine Le Pen e in parte a fattori esterni, a partire dall'inconsistenza dei suoi avversari.

1. L'impatto della crisi economica
La Francia è arrivata quasi disarmata alla crisi del 2008. Basti ricordare che all'inizio degli anni duemila, mentre la Germania avviava delle difficili riforme strutturali, Parigi riduceva l'orario di lavoro settimanale a 35 ore (a parità di retribuzione). La sua industria si è quindi trovata a sopportare un costo del lavoro molto alto, a fronte di una produzione di qualità media e medio-bassa. Con grandi rigidità sul mercato del lavoro dovute a uno strapotere sindacale. La

martedì 27 maggio 2014

Marco Travaglio: “Democrazia renziana”



Anche Travaglio si è lasciato “trasportare” dalla percentuale: 40. Ma si tratta, in numero di elettori, di 2.500.000 di voti. Non che siano da sottovalutare, considerando che Renzi governa da tre mesi, per quanto sia conosciuto al gentile pubblico da un anno e mezzo. Ma ha preso meno di voti di quanti ne stia perdendo di elezioni in elezione, Silvio Berlusconi. E quei voti lì, non sono andati a Renzi se non in misura risibile.
Il che, vorrà pur dire qualcosa….. 


da: Il Fatto Quotidiano

Mentre prosegue festosa la corsa sul carro del vincitore, anzi è appena cominciata, trovo sul web (copyright Adriano Colafrancesco) una definizione che mi pare azzeccata: “Democrazia Renziana”. Matteo Renzi non è il nuovo Berlusconi: non aveva stallieri mafiosi, non stava nella P2, non ha alle spalle poteri criminali, non è miliardario, non è uomo di azienda, non possiede tv né giornali (che semmai gli si offrono spontaneamente, cioè italianamente). Ma la pancia di una certa Italia lo vede e lo sente come il nuovo Berlusconi, cioè come il nuovo messia, il salvatore della patria, il populista ridens con il sole in tasca e 80 euro in mano, l’uomo solo al comando nelle cui braccia gettarsi e del cui verbo ubriacarsi, un po’ per speranza un po’ per disperazione. Un

Elezioni europee 2014, flusso voti: il Pd ha prosciugato Scelta civica



da: Il Fatto Quotidiano

Elezioni europee 2014, i flussi dei voti: “Pd ha prosciugato Scelta civica”
Il Pd di Matteo Renzi ha prosciugato Scelta civica, ma non ha preso un numero consistente di voti da M5s e Pdl. I voti che Berlusconi e Grillo hanno perso per strada sono finiti nell’astensione. E’ questa, in estrema sintesi, l’analisi dei flussi elettorali svolta dall’Istituto Cattaneo sul travaso dei voti fra le europee di domenica e le politiche dello scorso anno.

I ricercatori dell’istituto bolognese hanno analizzato, seggio per seggio, i risultati elettorali di undici città di varie aree del paese per ottenere una distribuzione geografica equilibrata. Il confronto con le politiche del 20 13 tiene naturalmente conto del con sistente aumento dell’astensionismo a queste europee. Il punto, però, è che “non tutti i partiti ne hanno sofferto in egual misura, e alcuni sembran o non averne sofferto affatto”.
La “stanchezza elettorale” del Movimento Cnque Stelle – così la definiscono i ricercatori – è in parte spiegata dalla “ripresa della Lega nord”, ma ha pesato anche l’effetto “mancate pronesse che l’assenza dal governo inevitabilmente

lunedì 26 maggio 2014

Elezioni Europee 25 maggio 2014, il risultato di Renzi: tanta euforia per…..2,5 mln in più di voti rispetto al 2013



I primi commenti della stampa sono entusiastici nei confronti del risultato percentuale del Pd, il cui merito è attribuito a Renzi.
Lungi da me sminuire la portata del raggiungimento del 40%, misura inusuale che non ricordo da quante elezioni non veniva raggiunta da un partito, ma vorrei sottoporre all’attenzione di chi non è impegnato a stare attaccato al carro di Renzi, a ungerlo e leccarlo in ogni dove perdendo la salivazione, che sarebbe opportuno dare o ridare un’occhiatina ai dati. E, soprattutto, avere buoni rapporti con la matematica. Che non è faziosa. E con la quale si può scoprire – come succede per i dati auditel della tv – che le percentuali si alzano e si abbassano in ragione dei numeri assoluti.

I dati dell’affluenza dicono che gli italiani con diritto di voto sono 49.256.169. Ieri alle urne si sono presentati quasi 29 mln di italiani: il 58,68%. Arrotondiamo a 59%. Alle precedenti elezioni europee del 2009, avevano votato più di 32,5 mln di italiani che rappresentavano il 66,46%. Il totale degli aventi diritto al voto è cambiato solo di poche centinaia di migliaia. Quindi, 3 milioni e mezzo di italiani sono rimasti a casa o sono andati al mare.

Le elezioni europee non hanno mai raggiunto le percentuali di voto delle elezioni politiche.
Nel 2008, quando stravinse Berlusconi, se non ricordo male la percentuale era

Elezioni Europee 25 maggio 2014: vince Renzi e perde Grillo, il braccio esecutivo di (Otelma) Casaleggio.


Ha vinto Renzi. Non il Pd. Anche perché non esiste. Come non è mai esistito il Pdl.
Ciò significa che ci aspettano vent’anni di renzismo. Anzi. Neppure Berlusconi era riuscito in una competizione elettorale – seppure europea, non politica o amministrativa – a raggiungere una simile percentuale. Ergo: potremmo superare il ventennio. L’erede di Silvio ha superato il “maestro”.
Devo cominciare a trovare casa all’estero….

Perché Renzi ha vinto nettamente?
Perché gran parte dell’opinione pubblica, quella composta di persone che non seguono costantemente e attentamente le cronache politiche, con il rischio, sì, della disinformazione più che dell’informazione, ma con maggiore possibilità di notare alcune caratteristiche, contraddizioni e fanfaronate, avevano nella testa pochi ma chiari concetti:

1. Renzi ha iniziato subito ad annunciare cosa avrebbe fatto il suo governo. E, ai primi ostacoli (interni più che esterni), non ha fatto retromarcia. Velocità di annuncio e percorso dritto.
Oggettivamente, la partenza bruciante ha sorpreso tutti. Ovviamente, rispetto

Elezioni Europee 25 maggio 2014: dati definitivi e raffronto con precedenti elezioni



Affluenza alle urne:
Per le europee del 25 maggio 2014 (unico giorno per votare con estensione dell’orario di apertura seggi fino alle 23), hanno votato 28.908.004 su 49.256.169 di aventi diritto al voto, cioè il 58,68%.
Alle precedenti elezioni europee del 2009, avevano votato 32.659.162 su 49.135.080, cioè il 66,46%. Rispetto alle precedenti europee, la percentuale dei partecipanti al voto è calata di otto punti percentuali.
Se si raffronta l’affluenza rispetto alle ultime elezioni politiche del 24 e 25 febbraio 2014, per la Camera votarono 35.270.926 cioè il 75,20% degli elettori (46.905.154). Per il Senato votarono 31.751.350, il 75,11% degli aventi diritto al voto (42.270.284). Come si può notare la differenza di partecipazione al voto è consistente: quasi il 59% ieri, il 75% alle politiche di appena un anno fa.
Non è un dato da ignorare per quanto il raffronto vada sempre fatto, innanzitutto, tra elezioni di pari genere.

Di seguito, i risultati definitivi in numeri e percentuale, i dati alle elezioni europee precedenti e i dati delle ultime elezioni politiche per quanto riguarda Pd, Pdl (ora diviso in Forza Italia e Nuovo Centro Destra) e M5S.
Per chi volesse rivedere tutti i dati relativi alle ultime elezioni politiche del febbraio 2013 clicchi qui per accedere direttamente al posti pubblicato allora.

Europee 25 maggio 2014

Elettori: 49.256.169 - Votanti: 28.908.004 (58,68 %)

domenica 25 maggio 2014

Elezioni europee: Francia con Le Pen, Germania con Merkel. Italia, affluenza del 40% alle 19



da: Rainews

Europee: Scossone in Francia, trionfa Marine Le Pen. Angela Merkel tiene in Germania -
Bene l'affluenza ai seggi in Italia e in Europa rispetto a 5 anni fa. In Germania in vantaggio la Cdu mentre in Grecia vola la lista di sinistra Syriza

Scossone in Francia. Marine Le Pen e il suo Front National sarebbero in testa - secondo gli exit poll - con il 25%. Una "valanga euroscettica" che avrebbe travolto l'Ump - partito di centrodestra - fermo al 20,5% e il Partito Socialista del presidente François Hollande, in caduta al 14,7%.

Italia, affluenza alle 19 al 40%

Affluenza oltre il 40%, leggermente in crescita se paragonata al dato di 5 anni fa ma, nel 2009, si votava in due giorni. E’ questo il primo dato concreto che arriva dai seggi italiani. Seggi che resteranno aperti sino alle 23. Ed anche nel resto d’Europa affluenza alle urne in aumento rispetto alle ultime consultazioni e spettro astensione quindi, almeno per ora, scongiurato.

venerdì 23 maggio 2014

Elezioni europee 25 maggio 2014: dubbio amletico, votare o non votare…



Si tratta di eleggere il Parlamento Europeo. Razionalmente, vorrei votare.
Per quanto l’Unione Europea non sia un insieme politico. Per quanto a dettare le condizioni sia un unico paese, che, va ammesso, è economicamente forte perché ha una classe politica capace di gestire una nazione e dei cittadini con un senso dello stato che noi non abbiamo nel nostro dna, e che non riusciamo a sviluppare con questa classe politica, specializzata nel ladrocinio e incapace di gestire la cosa pubblica.
Fossero elezioni politiche, non avrei dubbi: vado al mare.
Ma, per quanto a Bruxelles contiamo come il due di picche a briscola, ritengo che si dovrebbe votare.
Ma ho un problema….

Sono un cane sciolto. Mai attratta da ideologismi di destra o sinistra, ma ho sempre scartato alcuni partiti o movimenti perché al di fuori della mia concezione mentale e sociale.
Escludendo alcuni ne rimangono altri.
Oddio.
Qui sta il problema: gli altri…


Al momento, continuo a considerare (Marc’Antonio) Matteo Renzi l’erede di Berlusconi. Con una differenza: ha messo in tasca a dieci milioni d’italiani 80 euro prendendoli dalle solite tasche. Tra cui, le mie. Inoltre, mi sta confermando ciò che pensavo e scrivevo tempo fa (clicca qui). A oggi non mi sento smentita.

giovedì 22 maggio 2014

Elezioni europee, Francia: dove la destra ha già vinto



da: la Repubblica

Nel “Far West” della Francia dove la destra ha già vinto
Hénin-Beaumont una volta era una roccaforte “gauche”: ora è la culla del terremoto populista d’Europa.
È la città-simbolo del travaso dei voti della sinistra inghiottiti dalla Le Pen.
di Bernardo Valli

Questo è il piccolo teatro di una grande svolta politica. Qui il proletariato, come si diceva un tempo, si è espresso votando per l’estrema destra. Hénin-Beaumont è una cittadina del bacino minerario in disuso del Nord della Francia. Hai l’impressione di visitare la trincea di lontane guerre: oltre alle guerre di soldati, quelle mondiali del ‘900 che qui hanno infierito, ci sono state le non meno cruente guerre di minatori di cui i pozzi di carbone chiusi sono i sepolcri.

Hénin-Beaumot.
Le vestigia di una civiltà operaia scomparsa. Le immagini dei grandi romanzi popolari dell’Ottocento riemergono nella memoria più vive della smorta realtà lì sotto gli occhi. Un terremoto ha sconvolto il panorama sociale e politico del

mercoledì 21 maggio 2014

Europee 2014: le decisioni che dovrà prendere il nuovo parlamento di Strasburgo



da: Lettera 43

Europee 2014, i dossier urgenti di Strasburgo
Dal Ttip alla dipendenza energetica. Dalla privacy agli Ogm. Fino all'immigrazione. Quali sono le decisioni che dovrà prendere il nuovo parlamento di Strasburgo.
di Antonietta Demurtas

A pochi giorni dalle elezioni europee al parlamento di Bruxelles si mettono a punto gli ultimi dettagli per la notte elettorale del 25 maggio: dalle ore 23.00, sul tabellone allestito nell'aula plenaria, inizieranno a comparire i risultati da tutti e 28 i Paesi sino a quando il puzzle parlamentare sarà completo e si sapranno quali sono i 751 nuovi eurodeputati scelti dai cittadini.
A loro il compito di realizzare le promesse fatte durante la campagna elettorale, ma soprattutto di occuparsi di una serie di tematiche che sono state affrontate dai loro predecessori e che richiedono ulteriori passaggi istituzionali per essere portate a termine.

I DOSSIER SUL TAVOLO. A Bruxelles, sul tavolo delle varie commissioni parlamentari sono già pronti una serie di dossier fondamentali per la legislatura

martedì 20 maggio 2014

Elezioni, effetto Mediaset sul voto degli italiani?: sì, esiste




L'effetto Mediaset sul voto degli italiani. Sì, esiste
Nei territori dove i canali di Berlusconi sono arrivati prima i voti per Forza Italia sono maggiori
di Riccardo Puglisi

Gli effetti di Mediaset sul voto degli italiani
La prossima volta che Berlusconi decide di fondare un canale televisivo dovrebbe farlo partire in contemporanea in tutte le parti d’Italia (isole comprese), invece di ripetere quel che – suo malgrado - successe nei primi anni ’80. Altrimenti capita che alcuni pericolosi economisti possano verificare empiricamente l’effetto delle televisioni sul voto per Forza Italia.

Andiamo per gradi: in quei formidabili anni Canale 5, al fine di scansare il divieto per un canale televisivo privato di trasmettere a livello nazionale, si basava su un network di reti locali che trasmettevano i suoi programmi. Tuttavia, non tutta l’Italia era coperta da questa rete, per cui in alcune città il segnale di Canale 5 – e successivamente di Rete 4 e Italia 1 - è arrivato ben prima che in altri territori. Il segnale televisivo arriva in una certa città se esiste un trasmettitore abbastanza vicino, e se non ci sono montagne di mezzo.