Visualizzazione post con etichetta Giuseppe Conte 2021. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Giuseppe Conte 2021. Mostra tutti i post

mercoledì 8 dicembre 2021

Giuseppe Conte: un vero "grillino".....

 


Mi pare che Giuseppe Conte stia dimostrando di essere un vero "grillino". Quello della prima ora, quello: "uno vale uno". Cioè quella specie che siccome respira, mangia, dorme e fa anche altro, può non solo esprimersi – il che è un diritto induscutibile – ma ricoprire un ruolo politico, seppure chiamato impropriamente eletto, portavoce.  

Se è vero che Conte è andato a cena con Letta, Zingaretti e Bettini – il "gotha" intellettualstrategico del Pd – e nel corso di una cena che gli dev'essere stata assai gradita abbia detto "sì" ad occupare il seggio lasciato libero da Gualtieri in Parlamento e poi – dopo aver letto, sentito, tastato la plebe – cambiato in "no", dimostra di essere a dir poco confuso o  - peggio ancora – di non aver ancora delineato nella sua testa quale sia il suo compito e come debba interagire con il resto dei politicanti, nel sistema politichese. 

Insomma: l'esatta rappresentazione dell'"uno vale uno", specie a cui non sono richieste specifiche caratteristiche ideologiche, progettuali, tattiche e strategiche per gestire

Giuseppe Conte: "Berlusconi ha fatto molte cose buone"....

 


...certo...per Nicole Minetti...per Lele Mora...per le "olgettine"..per se stesso...per la sua azienda...

 

giovedì 7 ottobre 2021

Movimento 5 Stelle (o 5 Percento): chi è causa del suo mal, pianga sé stesso...

 


Sono cresciuta in una famiglia nella quale uno dei concetti "filosofici" era: chi è causa del suo mal pianga sé stesso. Tradotto: se fai qualche cazzata te la devi prendere con te stessa. Non cercare alibi, scuse. Pensa prima ai tuoi errori. Lo so. Oggi non si insegnano più ste cose...

Ma io voglio applicare questo concetto filosofico alla situazione del M5S, dopo aver letto quanto scrive Tommaso Merlo (post sotto).

Il "Movimento 5 Percento" come lo chiama (a ragione) è stato spolpato e finirà in padella non perché "è storicamente questo il destino dei rivoluzionari che si rimangiano tutto". Ma perché la "rivoluzione" del M5S aveva dei presupposti comici. È vero che su alcuni punti, aspetti, si riconoscevano e/o speravano una larga parte di italiani insoddisfatta, ma alcuni concetti erano – a mio parere – autentiche cazzate. Una su tutte: "uno vale uno". Un organo sessuale maschile. Un "uno" vale più di "qualche altro uno". Del resto: nessuno è indispensabile ma alcuni sono più utili di altri.

Il Movimento 5 Stelle si sta spolpando perché non è mai esistito a livello locale, decentrato. Il M5S non ha avuto a livello centrale e locale un gruppo di "rappresentanti dei cittadini" che – con buona pace di Casaleggio e Grillo - siccome siamo ancora in una democrazia parlamentare e non in una scatoletta di tonno - dovevano avere le caratteristiche per esercitare la delega ricevuta dai cittadini. Ma se parti dal concetto dell'"uno vale uno", del "gli eletti sono dei portavoce", come organo sessuale fai a rappresentare le istanze dei cittadini che ti hanno votato.

Il governo, il Parlamento, non sono un condominio. Dove, comunque, "uno vale uno" se fa

mercoledì 22 settembre 2021

Salvini, Giorgetti, Letta: "irrilevanti" e "rilevanti" nel governo Draghi

 


Come dice il grande filosofo (senza ironia) Giovanni Trapattoni: non dire gatto se non ce l'hai nel sacco.

Da un paio di giorni alcuni "autorevoli opinionisti" danno per morto o in coma politico Matteo Salvini. Io sto con il filosofo.

Premesso che, considero Matteo Salvini un cialtrone politico, non mi pare che siamo al suo de profundis.

È evidente dal tempo del Papeete che, come stratega, non vale un organo sessuale maschile. Sappiamo che l'unico, vero, grande stratega della politica italiana è Matteo Renzi (qui, ironia).

Enrico Letta ha affermato che Matteo Salvini è irrilevante nel governo. Irrilevante? Ogni volta che Draghi pensa e scrive o fa scrivere un decreto deve fare i conti con ciò che piace o no a Salvini e preparare la "mediazione", cioè soluzioni discutibili e contradditorie. A iniziare dal Green Pass. Se c'è il green pass per quale motivo non sono state abolite alcune delle norme contenitive (distanziamento, mascherine). Perché il green pass è obbligatorio per andare al ristorante, al bar, al cinema e al museo e non in chiesa? Potrei proseguire.

Definire Salvini irrilevante nel governo mi pare più un auspicio, un sogno. Lo si è visto con quella schifezza di riforma della giustizia, lo si vedrà con la riforma fiscale.

mercoledì 1 settembre 2021

Giuseppe Conte, il giudizio definitivo di Stefano Feltri...

 

 

Il giudizio di Stefano Feltri su Giuseppe Conte (post sotto) è secco, tranchant, definitivo. Non lascia spazio a possibili ripensamenti futuri.

Oddio...vale per i giornalisti, Stefano Feltri incluso, ciò che vale per i politici: mai dire mai.

Attualmente, su Giuseppe Conte non ho opinioni così definitive come le ha Feltri; penso che sia troppo presto per giudizi così netti e senza appello anche se, alcune sue uscite (non quella sui talebani che mi pare sia stata strumentalizzata) mi fanno pensare che Grillo non l'abbia fatta interamente fuori dal vaso.

Giuseppe Conte è considerato scarso (eufemismo) anche dalla stampa di centro-destra che non passa giorno senza riservargli righe su righe per affermare che è sostanzialmente un imbecille. Un eccesso di "attenzione" verso quello che si ritiene un incapace suona come dimostrazione di un timore. Il timore che possa comunque togliere voti al centro, prendere voti dall'astensionismo. Non sia mai che qualche lettore della propaganda di centro-destra (Il Giornale, Libero e Il Tempo) possa lasciarci catturare da Giuseppe Conte.

Tornando al giudizio di Stefano Feltri, ciò che Giuseppe Conte è chiamato a fare in questo momento è dare un peso al M5S nel governo Draghi. Già mi pare un'impresa non da poco. Certo. Per dare un peso devi avere idee, convinzione, capacità di mediazione,

Stefano Feltri: Giuseppe Conte è sempre stato soltanto un equivoco

 


da: Domani

Per qualche tempo è circolata una certa nostalgia per Giuseppe Conte, la cui popolarità dipendeva soprattutto dalla tendenza molto italiana di omaggiare il potente di turno e dall’essersi trovato a guidare il paese durante la pandemia. Ora Conte è tornato come leader dei Cinque stelle, parla, scrive, fa interviste. E a ogni uscita conferma quanto immotivata fosse la stima di cui ha goduto presso tanti nei mesi difficili del 2019-2020.

Conte si erge a paladino della cruciale misura anti povertà del reddito di cittadinanza – varato dal suo primo governo – ma sbaglia clamorosamente il numero dei poveri a Milano (non ci possono essere 200.000 bambini poveri su 210.000 minorenni residenti a Milano).

Poi interviene sulla crisi dell’Afghanistan e non si capisce bene cosa voglia dire: trattare con i Talebani è al contempo un’ovvietà (gli Stati Uniti lo fanno da anni) e una scelta di posizionamento su uno scacchiere dove alcuni paesi e l’Onu trattano i Talebani da terroristi e altri, come Cina o Pakistan, come strumenti per le proprie esigenze geopolitiche.

In una intervista al Corriere della Sera, ora Conte riesce in un singolare sforzo di dissociazione dalla realtà: ci sono cose fatte dal suo governo che i ministri facevano da soli, tipo i decreti Sicurezza di Matteo Salvini. Soltanto ora Conte riconosce che quelle

martedì 24 agosto 2021

Milano: il "nuovo M5S" di Conte appoggia il sindaco ztl....

 

Al momento non ho osservazioni in merito alla scelta verticistica di Giuseppe Conte di Layla Pavone, candidata sindaco di Milano per il M5S. Potrebbe essere un fenomeno o una schiappa.

Mi pare però evidente che la Pavone non arriverà manco al ballottaggio. Ma non si può "sprecare" il suo curriculum, ergo, come scrive TPI un accordo è stato fatto.

L'attuale sindaco di Milano – Giuseppe Sala – il sindaco ZTL, quello dei grandi progetti che fa riqualificare in maniera discutibile alcuni quartieri di Milano "dimenticandosi", come sempre, delle reali necessità e priorità, sarà appoggiato dal M5S all'eventuale secondo turno elettorale. In cambio – ovviamente – di adeguata poltrona a Palazzo Marino.

Nel caso non fosse chiaro da questo post, non voterò per Sala: nè al primo, nè al secondo turno.

Sul pediatra Luca Bernardo è meglio che non mi esprimo perchè ho ricordi del codice civile. Mi auguro che nel suo mestiere di pediatra abbia più capacità ed efficacia che come avversario di Beppe Sala. Essere l'avversario dell'attuale sindaco di Milano non è certo

Patto Conte-Sala a Milano: il M5S darà l’appoggio al ballottaggio e avrà un posto in giunta

 


da: https://www.tpi.it/

Nel Movimento 5 Stelle uno vale uno? Mica tanto. La scelta della candidata sindaco grillina a Milano, Layla Pavone, è stata presentata agli elettori come molto lineare. In realtà è stata piuttosto tortuosa: a puntare fortemente su Pavone è stato l’ex premier, ora leader dei Cinque Stelle, Giuseppe Conte, che ha deciso di destituire di fatto la candidata scelta dagli attivisti milanesi, Elena Sironi, consigliera uscente del Municipio 4, mettendo al suo posto appunto la consigliera d’amministrazione del Fatto quotidiano.

Il punto non è, però, il legame diretto tra Pavone (che ha già annunciato le sue dimissioni dal Cda del giornale) e Marco Travaglio, grande sostenitore e a detta di molti influentissimo consigliere di Conte. Il punto è la decisione del neo-presidente del M5S di intervenire a “gamba tesa”.

Lo scopo è quello di non fare la guerra a Beppe Sala e di trovare un accordo per il secondo turno. A Milano il dialogo tra Pd e Cinque Stelle è stato sempre molto difficile e Sironi era considerata candidata fin troppo combattiva. E a Conte serviva una tregua con i dem

Renzi e Iv contro i talebani, ma tacciono sui compari sauditi



da: Il Fatto Quotidiano – di Fabrizio Esposito

Lapidazione, decapitazione oppure crocifissione se viene commesso uno di questi reati: “blasfemia, apostasia, corruzione, stregoneria, rapina, distribuzione e/o consumo di alcol, furto, pratiche sessuali come adulterio, sodomia e omosessualità e reati legati alla droga”.

Lapidazione, decapitazione oppure crocifissione se viene commesso uno di questi reati: “blasfemia, apostasia, corruzione, stregoneria, rapina, distribuzione e/o consumo di alcol, furto, pratiche sessuali come adulterio, sodomia e omosessualità e reati legati alla droga”.

Il nuovo Afghanistan sanguinario e oscurantista dei Talebani? No, l’Arabia Saudita rinascimentale che può contare vari amici come Matteo Renzi e Italia Viva, fedeli sudditi del principe assassino Mohammed bin Salman. Tra i Paesi che recepiscono la fatidica Shari’a nel loro diritto o nello loro consuetudini tribali c’è infatti anche il regno che paga il capo di Iv. Ma dell’Arabia Saudita non c’è traccia nelle intervistone che ieri Renzi e pure Maria Elena Boschi hanno rilasciato rispettivamente ad Avvenire e Il Giornale. Due sassi e due misure, per rimanere in tema di lapidazione. Ora l’emergenza sono i Talebani e così sembra che solo nel povero Afghanistan sia in atto una crudele repressione contro le donne.

sabato 21 agosto 2021

Quelli che “coi talebani non si dialoga” ma in realtà lo fa già tutto il mondo. Compreso Draghi col dittatore Erdogan

 


da: https://www.tpi.it/

La feroce polemica contro Giuseppe Conte sulla sua presunta (e in realtà inventata) “apertura ai talebani” è una strepitosa patacca che merita di essere studiata con attenzione. Nel senso che è frutto di una operazione di sapiente ritaglio che ha cambiato radicalmente il senso della frase dell’ex premier, prima stravolgendolo, e poi addirittura ribaltandolo.

Nel giro di 24ore, infatti (accade da due giorni, e non ancora è finita) non c’è testata che non abbia riportato una pioggia di critiche a questa frase, che la abbia sottratta al contesto in cui era detta, e privata di quello che prima e dopo Conte diceva nel discorso. Ed ecco il lavoretto di forbici: “(Occorre) “coltivare – diceva Conte – un serrato dialogo con il nuovo regime in Afghanistan che appare, almeno a parole, su un atteggiamento abbastanza distensivo”. Letta così, senza sapere cosa dicesse Conte nel suo discorso, si potrebbe dire: una frase maldestra. Perché l’aggettivo “distensivo”, riferito ad un regime sanguinario, ovviamente stride.

Ma bastava aggiungere la frase successiva a quella incriminata perché il senso del discorso si ribaltasse completamente: 1) “Dopo – diceva Conte – valuteremo se per esempio, gli accordi di Doha fatto dagli americani nel 2020 sono stati sbagliati nei contenuti e troppo concessivi nei confronti dei talebani”. 2) “Dopo valuteremo se si poteva ottenere di più o no, se si poteva prevedere, come credo possibile, un esito così rapido”. 3) Dopo valuteremo “se si poteva insistere di più con le armi della diplomazia e del sostegno finanziario ed economico”.

lunedì 16 agosto 2021

Gratteri: "La Cartabia non sa nulla". E Concita quasi sviene

 


David Parenzo e Concita De Gregorio: una coppia perfettamente riuscita....

Entrambi perfettamente ridicoli...Cario mica li ha messi insieme a caso (a cazzo..sì)

 


 

da: Il Fatto Quotidiano – di Daniela Ranieri 

In effetti era difficile sapere prima – ci mettiamo nei panni dei conduttori del talk In Onda – cosa pensasse della riforma Cartabia il Procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri, uno che nel video di presentazione dice in maniera molto sfumata: “Uno dei punti della riforma è l’improcedibilità dell’azione penale; la conseguenza sarà una diminuzione del livello di sicurezza della nazione, perché conviene delinquere”.

Dall’ambiguità di queste parole è sortita la mattanza di giovedì su La7. Ne trascriviamo i punti salienti perché pare di leggere Gogol’.

Gratteri: “I 5Stelle sono riusciti a ottenere che per i reati di mafia non ci sia la ghigliottina” (Concita De Gregorio aveva appena finito di dire che il grande perdente era il M5S).

“Ci siamo dimenticati tutti i reati che riguardano la Pubblica amministrazione: peculato, corruzione, concussione, bancarotta”, che per i politici sono specialità olimpiche (Woody Allen: “Perché sta elencando i miei pregi?”).

Qui si consuma il primo atto del dramma: in studio aleggia il convincimento che la riforma era già perfetta prima, tuttavia la magnanimità di Draghi e Cartabia ha fatto sì che venissero accolte le modifiche volute da quei rompipalle di Conte e 5Stelle.

mercoledì 16 giugno 2021

Marco Travaglio: Moderati un corno

 


da: Il Fatto Quotidiano

Ridotta all’osso, la situazione politica è questa. 1) Il governo Draghi fa politiche di centrodestra con una maggioranza di centrosinistra: infatti il centrodestra avanza e il centrosinistra arretra. 2) Nel centrodestra tutti lavorano per vincere le Politiche, unendo chi ama il governo Draghi (Lega e FI) e chi lo contesta (FdI); nel centrosinistra tutti lavorano per perdere le Politiche, lasciando per strada sia chi ama il governo Draghi (e vota centrodestra) sia chi contesta il governo Draghi (e non vota centrosinistra perché il centrosinistra vota tutte le norme di centrodestra del governo Draghi). 3) Nel centrodestra tutti lavorano per vincere le Amministrative, presentandosi uniti; nel centrosinistra tutti lavorano per perdere le Amministrative, presentandosi divisi (fuorché a Napoli). Letta, come già Zinga, non controlla il Pd, che resta in mano ai renziani, ieri impegnati a rovesciare Conte e ora a combattere non la destra, ma i 5Stelle, con l’ideona di una “federazione” con l’Innominabile, Calenda, Bonino e altri noti frequentatori di se stessi.

Risultato: nell’ultimo sondaggio gli elettori del Pd dicono di fidarsi più della Meloni che dell’Innominabile. I 5Stelle hanno finalmente un nuovo leader, Conte, che però inspiegabilmente parla poco di contenuti e molto di formule: i “moderati”, tanto cari anche a Di Maio; i due mandati; il nuovo linguaggio da circolo Pickwick (“onorevoli” o “portavoce”, “giustizialisti” o “garantisti”?); i confini dell’alleanza col Pd. Tutti temi che non fregano niente a nessuno.

lunedì 7 giugno 2021

Giuseppe Conte pronto a "sfidare" Draghi: lavoro, ambiente, Anac

 


da: Il Fatto Quotidiano – di Paola Zanca

Lavoro, ambiente: Conte pronto a “sfidare” Draghi

Alzati gli occhi dal proprio ombelico, i 5 Stelle dicono che la prima cosa da cambiare sarà al governo: niente più ambiguità su chi debba essere titolato a trattare con Mario Draghi, sarà l’ex premier a confrontarsi con l’attuale capo del governo sulle richieste del Movimento nell’esecutivo. E così, come oggi è in programma un incontro tra il presidente del Consiglio e il segretario della Lega Matteo Salvini, si intuisce che – dopo la prossima legittimazione della base - avverrà lo stesso con Giuseppe Conte. I due si sono già sentiti nei giorni scorsi, ma ora che la partita con Casaleggio si è chiusa e il voto sulla nuova piattaforma è vissuto come una formalità, l’ex premier è intenzionato a rimettere in fila un po’ di questioni, dopo settimane di sbandamento.

Le schermaglie interne hanno inciso non poco nella tenuta dei gruppi parlamentari M5S e anche al governo è mancata un’interfaccia “ufficiale”: i rapporti tra Mario Draghi e il capo delegazione Stefano Patuanelli si sono decisamente raffreddati, non solo per le politiche anti-Covid prese dal governo appena insediato in materia di scuola, ma anche per la difficoltà a confrontarsi con un esecutivo in cui i testi dei decreti arrivano sul tavolo del Consiglio dei ministri senza che vi sia prima il tempo e il modo di ragionarne assieme. Non a caso, nelle ultime partite delle nomine, Draghi aveva individuato nel ministro degli Esteri Luigi Di Maio il suo interlocutore di riferimento.

sabato 5 giugno 2021

M5s, finito l’idillio con il ministro Cingolani? Nelle chat dei parlamentari si pensa alla sfiducia

 


Se le aspettative risultano deluse, se le "mediazioni strategiche" di Draghi non si possono considerare soddisfacenti (quando non sono una presa per il sedere), si stacca la spina al governo dell'ammucchiata.

C'è un però.

Sta storia infinita tra M5S/Conte e Casaleggio che starebbe ritardando oltre misura la nascita del "nuovo M5S", ammesso e non concesso che Giuseppe Conte abbia idee, proposte, carisma per diventare leader del Movimento, è a dir poco ridicola.

Staccare la spina al governo dei "migliori" in assenza di un leader e relativa squadra, senza partire all'attacco con idee e proposte concrete - necessarie sia per governare sia per fare opposizione - è praticamente come darsi delle tafazzate sui coglioni. Ah...certo...c'è un altro però. Bisogna avere i coglioni per tafazzarseli.

 


da: https://www.open.online/ - di Luca Covino

Monta il malcontento contro il titolare del Ministero della Transizione ecologica voluto da Grillo: «Se lo cacciamo non ha senso restare nel governo»

Il ministero della Transizione ecologica doveva rappresentare il cuore dell’adesione del Movimento 5 Stelle al governo. Il dicastero, fortemente voluto da Beppe Grillo, non si sta però affermando come previsto: starebbero crescendo le insofferenze interne al M5s nei confronti del ministro Roberto Cingolani. A tal punto che, secondo quanto riportato dall’agenzia Adnkronos, si starebbero facendo largo voci interne al Movimento che vorrebbero una sua sfiducia.

La chat del Movimento

I mal di pancia sarebbero stati espressi in una chat dove sono presenti diversi parlamentari pentastellati. Ad alimentare i dissapori ci sarebbe anche l’ex presidente della Commissione Cultura di Montecitorio Luigi Gallo, che avrebbe scritto alcuni messaggi in cui parlava di «rivoluzione del Mite», come viene chiamato Cingolani. «Che il ministro debba essere lui non lo ha prescritto il medico», scrive in un messaggio Gallo. «Se presentiamo una mozione di sfiducia», sottolinea invece la deputata Carmen Di Lauro, «tanto vale uscire dal governo dal momento che “il Mite” è il motivo per il quale il Movimento ha accettato, almeno ufficialmente, di far parte di questa particolarissima maggioranza».

giovedì 29 aprile 2021

Stefano Feltri: Conte fa già il politico e attacca chi scrive di lui

 


"Come un Renzi qualunque" scrive Stefano Feltri. Al posto di Conte mi basterebbe questo per una querela! 😉

 

da: Domani

Conte non ha ancora iniziato a fare il capo dei Cinque stelle ma già si sta calando nel ruolo: come il garante del Movimento, Beppe Grillo, usa il seguito social che gli deriva dal ruolo politico per regolare le sue questioni. E come un Renzi qualunque vede diffamazione, che è un reato, in tutto ciò di sgradito che i giornalisti scrivono di lui.

Breve riassunto: uno strano personaggio al centro delle grandi vicende giudiziarie di questi anni, l’avvocato Piero Amara, ha parlato ai pm di Milano di una complessa operazione degli anni 2012/2013 che vedeva protagonista l’avvocato Conte. Prima pagato dalla società Acqua Marcia per valutare le pendenze legali della società in crisi e per tutelare gli interessi dei creditori. Poi, dopo che Acqua Marcia ha venduto un hotel di lusso a prezzo di saldo a un imprenditore, Conte viene assunto anche dall’imprenditore. A dare il primo incarico a Conte è Fabrizio Centofanti, altro personaggio accusato di aver corrotto magistrati, che a sua volta ha parlato del caso Conte a un’altra procura, quella di Perugia.

Il nostro vicedirettore Emiliano Fittipaldi ha ricostruito queste vicende e parlato con tutti i protagonisti, Conte incluso che gli ha fornito la sua versione, registrata nell’articolo. Ma l’ex premier deve avere le idee un po’ confuse su come funzionano i giornali, perché ai suoi 3,7 milioni di follower accumulati con le dirette sul virus spiega che  Fittipaldi è cattivo con lui

martedì 9 marzo 2021

I credenti, i carrieristi e il professore. L’evoluzione dei Cinque stelle

 


da: Domani - di Marco Tarchi politologo

Fioccano in questi giorni, inevitabilmente, gli interrogativi sul futuro dei Cinque stelle, e in parallelo si accavallano analisi e pronostici, a volte mossi da curiosità, in altri casi influenzati dal quel desiderio di rappresentare le cose come si vorrebbe che fossero.

Qualunque sia la prospettiva da cui si abborda la questione, quattro sono comunque i dilemmi principali con cui ci si confronta: 1) Continuerà anche nei prossimi tempi l’attuale sfaldamento del movimento, alla base e nelle sedi elettive? 2) Il probabile affidamento delle redini a Giuseppe Conte metterà un freno all’ondata di polemiche e rancori interni che la contrastata adesione al governo Draghi ha acuito? 3) Riuscirà questa ennesima trovata uscita dal casco da astronauta di Grillo a invertire la tendenza al ribasso dei consensi che il M5s subisce da tre anni? 4) Su quali basi ideologico-programmatiche e tattico-strategiche si baserà questo tentativo di rilancio?

L’ingresso nel sistema

Alla radice di tutti questi punti di domanda c’è un processo in corso da quasi un decennio e che da sempre crea problemi alle formazioni politiche che hanno costruito il loro successo sulla capacità di catalizzare insoddisfazioni e proteste diffuse nel corpo sociale: la progressiva istituzionalizzazione, ovvero l’ingresso in quel “sistema” che ci si era prefissi di abbattere, conquistare o stravolgere e alle cui regole ci si trova costretti ad adeguarsi.

giovedì 4 marzo 2021

Il Conte torna, il Pd lo farà Papa?

 


da: https://phastidio.net/

Il M5S cambia pelle per non finire in pellicceria. Non scordate il popcorn per assistere al takeover del Pd da parte dell'avvocato del Popolo

Ci siamo, dicono. È giunto il momento della rifondazione del M5S, nel campo del centrosinistra e sotto la guida politica di Giuseppe Conte. L’ex premier sarebbe stato convinto da Beppe Grillo, in un meeting romano che segna la fine della liturgia assemblearistica di cartapesta che per lunghi anni ha irretito un considerevole numero di italiani. Sarà un partito stellato agganciato al campo del centrosinistra, narrano gli esegeti dell’Elevato, che quindi perderà la sua connotazione post-ideologica e paracula del “destra e sinistra sono categorie superate”. Forse non lo erano. O forse a non essere persa sarà la connotazione paracula.

Dobbiamo quindi fare un minimo di antropologia e di ecologia delle popolazioni. Dal movimento nasce un partito, dalla leggenda del movimento-stato che rappresenta “le parti sociali” (che meraviglia) al contenitore-zelig che si allea con chiunque perché la sua consistenza parlamentare, in questa legislatura, lo impone. Oltre all’irresistibile resistenza alle elezioni anticipate, si intende.

La rivoluzione è finita, andate in pace

Ora, non è che si tratti di fenomeno mai visto prima. Alla fine, è difficile governare dalle

Gianfranco Pasquino: La missione quasi impossibile di Conte per salvare i Cinque stelle

 


da: Domani

Il Movimento non ha mai avuto una ideologia, se non l’ostilità ai partiti con i quali poi si è alleato. Per questo non sarebbe andato lontano nella versione “liberale e moderata” di Di Maio. L’ex premier dovrà reinventarlo.

Non conosco il pensiero politico del professor Giuseppe Conte. Non sono neppure riuscito a vederne il pensiero istituzionale nei suoi quasi tre anni di governo. Anzi, ricordo di avere criticato la sua concezione di presidente del Consiglio come “avvocato del popolo”. Sbagliato. Semmai, l’avvocato/a del popolo è chi rap- presenta l’opposizione alla quale spetta difendere quel popolo dalle malefatte del governo. Non so quanti  libri  di  scienza  politica  Conte abbia mai letto (o sfogliato). Ho visto, però, che nella sua pratica istituzionale si è mostrato abilissimo, equilibrato ed equilibrista, entrambi elementi che ritengo positivi anche se, talvolta, il decisionismo diventa indispensabile.  Nessuno  di  questi  termini  compare nel linguaggio di Conte come  da lui  stesso  manifestato  sia nel suo sobrio, serio e sofferto discorso d’addio a palazzo Chigi sia nella sua cosiddetta lectio magistralis per il ritorno, che probabilmente non ci sarà, all’insegnamento fiorentino.

I Cinque stelle dimezzati

Il fatto più duro dell’esperienza di governo di Giuseppe Conte è che il Movimento che lo ha