Le elezioni europee hanno visto una bassa affluenza. Diciamo che non è l’appuntamento elettorale a cui il cittadino italiano tiene maggiormente. Ma, soprattutto, sono state le ultime elezioni politiche, quelle che hanno portato alla vittoria la coalizione di centro-destra, per meglio dire: di destra-centro, a vedere una crescita dell’astensionismo. Meloni ha vinto non perché la maggior parte degli italiani è di destra o di centro o di centro-destra o di destra-centro. Meloni ha vinto perché tra gli elettori votanti il voto maggiore è andato a FDI e al resto della sua coalizione.
Dopo i risultati elettorali, sia interni sia per l'elezione del Parlamento europeo, parte il coro di coloro che – non avendo votato la compagnia Meloni – insorgono contro gli astensionisti. Sarebbero questi italiani i colpevoli della vittoria o riconferma della Meloni.
Se gli assenti hanno sempre torto, se astenendosi si lascia la decisione a chi vota, a me pare che il problema principale di questo paese sia il contrario. Non gli astensionisti. Non mi riferisco ai menefreghisti o chi – e sono parecchi - comunque vada, chiunque vinca, ha sempre qualcuno che difende i suoi interessi, ergo: manco c'è bisogno che vada alle urne.
Colpe o meriti non sono degli astensionisti che ne hanno pieni i coxxioni e/o rassegnati a uno status quo politico che mai affronta e risolve i problemi del paese.










