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martedì 2 ottobre 2018

La “manovra del popolo”, pensioni: Anticipo? Non solo…Salvini e il “cugino” Di Maio allungano la data di pensionamento a parte degli italiani


Il “governo del cambiamento” - quello di Salvini e del “cugino” Di Maio - sta partorendo la “manovra del popolo”. In tale manovra è contenuta anche la riforma della legge Fornero che, a quanto si legge, introduce la quota 100 con due paletti: avere 62 anni di età e 38 anni di contributi.

Reintrodurre un criterio di quota per andare in pensione è una scelta equilibrata. Sennonchè…il cosiddetto “governo del cambiamento” non può spacciare in toto questa riforma come quella che supera la legge Fornero anticipando il diritto alla pensione degli italiani.
E’ vero che ci saranno italiani che beneficeranno di tale quota ma è anche vero che parte degli italiani se lo prenderanno in quel posto. Sì, sempre quello….
Perché introdurre un limite anagrafico di 62 anni significa che parte di coloro che sperano in un anticipo pensionistico si vedranno invece allungare la data. Come scrive https://www.lettera43.it/it/: “i  lavoratori nati dopo il 1957 che hanno cominciato a lavorare giovani ma oggi non hanno ancora raggiunto i 43 anni di contributi

mercoledì 25 aprile 2018

Marina Berlusconi e di Battista: la figlia del Berlusca ha mai letto libri di storia?


E’ comprensibile.
A Marina Berlusconi non sono piaciute le affermazioni sul padre Silvio fatte da Alessandro Di Battista. Lo ha definito “il “male assoluto”.
Ovviamente, la figlia ha esternato. Sostenendo che: “mio padre si è conquistato un posto nei libri di storia, del signor Di Battista non credo che su questi libri troveremo grandi tracce”.

Che dire. Ha ragione. Suo padre si è conquistato un posto nei libri di storia.
Ma anche Totà Riina avrà un posto nei libri di storia. Se la signora Marina Berlusconi avesse letto qualche libro di storia, si sarebbe accorta che ci si può finire in tanti modi, per tanti motivi. Per aver rappresentato il bene o…per aver rappresentato il male. Assoluto o no. 

giovedì 4 gennaio 2018

Sacchetti biodegradabili a pagamento (doppio) e la Novamont di Catia Bastioli 'folgorata' da Renzi..

La norma del governo Renziloni – pardon: Gentiloni – che introduce il pagamento dei sacchetti biodegradabili sta provocando una reazione “webbiana” assente o piuttosto timida rispetto alla marea di aumenti che subiamo da questo inizio anno 2018.

Che siamo bombardati da aumenti continui e che per alcuni di questi brontoliamo o “twittiamo” timidamente (bollette telefoniche, aumento gas e luce, aumenti pedaggi autostradali, ecc…) ok. In effetti, la reazione collettiva dovrebbe essere maggiormente incisiva. C’è solo un particolare…
Se dovessimo reagire ai continui aumenti e quell’esercizio di presa per il sedere dei nostri sgovernanti e amministratori (?) che è quello – eventualmente – di mettere 1 euro nella tasca di alcuni italiani per toglierne 2, Roma sarebbe continuamente “frequentata” da manifestazioni neppure tanto pacifiche di cittadini italiani. Ergo: meglio che gli italiani continuino a fare i “contestatori” da salotto o a twittare solo per i sacchetti biodegradabili. O no?

La reazione “webbiana” sul pagamento dei sacchetti biodegradabili muove anche l’”interesse” (derivante dalla pubblicità dei loro siti web) della stampa cosiddetta di informazione. Si sa, la stampa professionista (?!) legge i social network e conseguentemente da spazio, amplifica questa partecipazione. Sono talmente preoccupati delle fake news – dopo averne prodotte per anni con “brillanti” articoli di fondo e non solo – che alcuni si erigono a informatori per salvare gli italiani dalle false notizie. Il tentativo in atto da giorni è quello di sminuire gli effetti di questa norma e, soprattutto da parte del quotidiano la Repubblica, di salvare Renzi, considerato l’autore di questa norma che favorisce l’azienda leader del settore: la Novamont il cui amministratore delegato è Cinzia Bastioli, rimasta folgorata da Renzi sulla via della Leopolda e nominata presidente di Terna nel 2014 dal suddetto fanfarone.

sabato 23 dicembre 2017

Natale: gli “auguri scomodi” di don Tonino Belli


Tanti auguri scomodi
don Tonino Belli, vescovo di Molfetta morto nel 1993


Carissimi, non obbedirei al mio dovere di vescovo se vi dicessi: "Buon Natale" senza darvi disturbo. Io, invece, vi voglio infastidire. Non sopporto infatti l'idea di dover rivolgere auguri innocui, formali, imposti dalla routine di calendario. Mi lusinga addirittura l'idea che qualcuno li respinga al mittente come indesiderati.

Tanti auguri scomodi, allora, miei cari fratelli!

Gesù che nasce per amore vi dia la nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte verticali e vi conceda di inventarvi una vita carica di donazione, di preghiera, di silenzio, di coraggio. Il Bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno e faccia sentire il guanciale del vostro letto duro come un macigno, finché non avrete dato ospitalità a uno sfrattato, a un marocchino, a un povero di passaggio.

Dio che diventa uomo vi faccia sentire dei vermi ogni volta che la vostra carriera diventa idolo della vostra vita, il sorpasso, il progetto dei vostri giorni, la schiena del prossimo, strumento delle vostre scalate.

sabato 16 dicembre 2017

Banca Etruria: cara Boschi, conta l’interessamento non il risultato



da: https://www.ilfattoquotidiano.it/ - di Massimo Pillera


Quello che Maria Elena Boschi omette di dire è che tutti questi contatti ormai certificati, aventi la Banca Etruria come oggetto, avrebbero potuto procurarle anche guadagni materiali. Nel conteggio delle azioni familiari detenute dalla sua famiglia, nel caso i suoi contatti fossero andati a buon fine, la famiglia Boschi avrebbe potuto trarre vantaggio economico dalla fusione o dall’acquisto della banca: magari il fratello non si sarebbe licenziato ed avrebbe fatto una brillante carriera, il padre avrebbe avuto più elasticità nel manovrare asset finanziari del territorio.

Noi non possiamo sapere cosa sarebbe successo se, con “i fatti esposti” dalla ministra a presidenti di gruppi bancari ed allo stesso Vegas (che nega possibili interventi della Consob, per palese mancanza di competenze sul tema aggregazioni bancarie), le sorti di Banca Etruria fossero state modificate. Anzi dalle dichiarazioni di Vegas, capiamo che la ministra anticipa a Vegas l’imminente nomina di suo padre a vicepresidente della banca aretina. Anche in questo caso la cronologia è sostanziale.

Piazza Fontana : 48 anni dalla strage


“Oggi parliamo di fake news, di ingerenze politiche dei russi.
Ma ci siamo dimenticati dei depistaggi, delle coperture da parte dei nostri servizi dei fascisti neri, dei giornalisti a libro paga dei servizi, di Gladio e della loggia massonica e segreta P2”

da: http://unoenessuno.blogspot.it/


Era un venerdì quel 12 dicembre 1969, 48 anni fa, a Milano.
Sono passati tanti anni da quella bomba esplosa nella banca dell'Agricoltura in piazza Fontana, da quelle morti che oggi alla domanda “ma tu dov'eri quel 12 dicembre” in pochi potrebbero o saprebbero rispondere.
L'Italia è un paese senza memoria.

E anche con poco pudore e rispetto per le sue vittime: a 48 anni dalla strage, cosa ci ricordiamo della bomba nella banca dell'agricoltura? E degli altri attentati? Delle bombe scoppiate sui treni, nelle piazze, nelle stazioni? Bombe fatte scoppiare per uccidere, per creare terrore, per preparare il terreno a qualcosa di mostruoso (se possibile, ancora più dei corpi straziati).

La mano proditoria e furtiva di Caino ha sorpreso fratelli ignari e ne ha fatto strage. Ancora una volta il sangue innocente di Abele sparso a macchie enormi offende la mia diletta città.
A quest'ora grave e sacra meglio si addirebbe il silenzio ..
[Dall'omelia dell'arcivescovo di Milano, nel giorno dei funerali delle vittime della strage].

Non è vero che non esiste più destra e sinistra. O che il fascismo oggi non esista (o non costituisca un problema).

Legge sul biotestamento: testo



da: http://www.lapresse.it/

Otto articoli su consenso informato, terapia del dolore, Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT)
Ecco il testo della legge sul Biotestamento, approvato in aprile dalla Camera e oggi, 14 dicembre 2017, dal Senato in via definitiva.

Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento
Art. 1.
(Consenso informato)
1. La presente legge, nel rispetto dei princìpi di cui agli articoli 2, 13 e 32 della Costituzione e degli articoli 1, 2 e 3 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, tutela il diritto alla vita, alla salute, alla dignità e all'autodeterminazione della persona e stabilisce che nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata, tranne che nei casi espressamente previsti dalla legge.
2. È promossa e valorizzata la relazione di cura e di fiducia tra paziente e medico che si basa sul consenso informato nel quale si incontrano l'autonomia decisionale del paziente e la competenza, l'autonomia professionale e la responsabilità del medico. Contribuiscono alla relazione di cura, in base alle rispettive competenze, gli esercenti una professione sanitaria che compongono l'équipe sanitaria. In tale relazione sono coinvolti, se il paziente lo desidera, anche i suoi familiari o la parte dell'unione civile o il convivente ovvero una persona di fiducia del paziente medesimo.

lunedì 11 dicembre 2017

Bitcoin: la moneta virtuale che non piace alle banche



da: Il Fatto Quotidiano

Bitcoin, chi li compra fa un atto di fede. Ecco la moneta virtuale che non piace alle banche
di Loretta Napoleoni

Il fenomeno più interessante dell’economia della condivisione sono i bitcoin. Molti non saranno d’accordo con questa affermazione poiché i bitcoin sono entrati a far parte degli strumenti finanziari, tant’è che la prossima settimana il mercato futuro di Chicago inizierà a quotarli. Ma proprio il fatto che siano riusciti a sfondare tutte le barriere corporative della finanza mondiale, dall’emissione di moneta delle banche centrali fino ai controlli delle clearing houses, imprese finanziarie che ‘assicurano’ la solvibilità delle transazioni delle consorelle, prova la potenza del sistema peer-to-peer, e cioè quello della condivisione.

Per chi non conosce la storia della moneta elettronica che nel 2017 ha fatto registrare tra i più alti tassi di rendimento dell’investimento, i bitcoin sono nati nel 2008 con lo scopo specifico di rendere obsoleto un sistema monetario fiduciario dove la creazione di denaro nasce dall’emissione del debito ed i controlli sono in mano alla casta finanziaria.

mercoledì 29 novembre 2017

Massimo Gramellini: Salvini senza fine



da: http://www.corriere.it/

L’ennesima triste gaffe di Salvini («Fine vita? Io mi occupo di vivi, dei morti ci occuperemo poi») farà gongolare gli apostoli del politicamente scorretto in salsa becera, ma conferma la tendenza della politica a difendere una cosa giusta tirandone in ballo una sbagliata. Immagino che Salvini volesse denunciare la scarsa attenzione dei suoi colleghi di sinistra per i temi del lavoro, di gran lunga i più vicini agli interessi e alle ansie dei cittadini. Ma, per sostenere le ragioni di quelli che lui chiama «i vivi», ha mancato gravemente di rispetto verso tanti che morti non sono: i malati e le loro famiglie, che da tempo immemorabile aspettano un segnale di vita dalle istituzioni. Non si capisce per quale ragione si debbano stabilire gerarchie tra i diritti fondamentali. Perché non si possa affrontare da Paese adulto la questione del testamento biologico e al contempo prendere di petto il crollo degli stipendi, la riduzione delle tutele per i dipendenti, il tartassamento fiscale delle piccole imprese.
Nel giorno in cui una lavoratrice dell’Ikea di Corsico, madre separata con figlio disabile, viene licenziata in tronco per avere chiesto di cambiare il turno delle sette del mattino, sarebbe ora che la politica

martedì 28 novembre 2017

Mia nonna, i miei studenti e CasaPound



da: http://www.glistatigenerali.com/
di Antonio Vigilante

Quest’anno faremo incontrare i nostri studenti con alcuni richiedenti asilo ospitati nel territorio. E’ il terzo anno che lo facciamo. Lo facciamo perché riteniamo che sia compito della scuola consentire agli studenti di conoscere la realtà sociale, e poter parlare con dei migranti è un modo per avere conoscenze di prima mano, per così dire, su un fatto sociale importante, al centro del dibattito politico. Per quanto mi riguarda, è una preziosa occasione di approfondimento delle mie discipline: insegno Scienze Umane, e potersi mettere in cerchio con persone provenienti dalla Nigeria, dal Bangladesh e dal Pakistan e confrontare i nostri punti di vista, i valori, le prospettive, è un modo per fare antropologia concreta. Ben prima che se ne accorgessero anche i giornali, abbiamo ascoltato dalla loro bocca – ma i racconti erano a bassa voce, quasi che quel male potesse ancora colpirli, a raccontarlo – dell’inferno libico, quella zona franca nella quale i migranti restano intrappolati anche per anni: e molti vi lasciano la vita.

La risposta degli studenti è stata generalmente positiva, ma quest’anno alcuni di loro hanno fatto sapere che nei giorni degli incontri non verranno

martedì 21 novembre 2017

Il sistema bancario italiano, dalla Popolare di Lodi alla Popolare di Vicenza: le colpe della vigilanza di Banca d’Italia




da: http://www.glistatigenerali.com/

Le due colpe della vigilanza della Banca d’Italia
di Andrew Sentance

Una banca deve avere un patrimonio solido in grado di coprire eventuali perdite senza arrivare al collasso, travolgendo i depositi. Che una banca non debba autofinanziarsi è di tutta evidenza fondamentale: se un istituto presta i soldi a un investitore che li mette nel capitale della banca, il patrimonio di quest’ultima non è altro che fumo.

Correva l’anno 2004 quando la Banca Popolare di Lodi di Giampiero Fiorani fece un aumento di capitale per finanziare l’acquisizione di Banca Antonveneta. Dopo il fallimento di quest’operazione e, insieme alle accuse contro l’ex-Governatore della Banca d’Italia, si scoprì che la Popolare di Lodi finanziava vari amici per comprarne le azioni nell’aumento di capitale.

No, non è stata la monetina: cosa insegna a Milano e Roma l’EMA perduta




da: http://www.glistatigenerali.com/

di Jacopo Tondelli

A un metro dal traguardo, si infrange il sogno di avere a Milano l’EMA, agenzia europea del farmaco destinata a traslocare a breve da Londra dopo la Brexit. La sconfitta arriva nel modo peggiore da digerire, dopo tre votazioni condotte sempre in testa, e arrivando quindi all’ultima votazione-spareggio che vedeva Milano contrapposta ad Amsterdam. All’ultimo voto le due città raccolgono lo stesso numero di preferenze e quindi si va, come da regolamento, al sorteggio. Il sorteggio premia Amsterdam.

Da questa storia di politica e lobbying possiamo raccogliere diversi dati sul presente e qualche insegnamento sul futuro.

Milano non era favorita, e gli umori di chi ha costruito e seguito da vicino la candidatura, negli ultimi giorni, erano altalenanti con una tendenza diffusa al pessimismo. Si temeva addirittura che la città non potesse arrivare nemmeno a superare le prime votazioni. Così non è stato. Perché Milano ha costruito evidentemente una buona e solida reputazione in Europa e nel mondo, e perché i vari livelli istituzionali italiani si sono spesi davvero generosamente nel sostenere questa partita. Tanto da arrivare davvero a un passo dalla meta.

lunedì 20 novembre 2017

Papa Francesco: messaggio sulle questioni del ‘fine-vita’



da: http://w2.vatican.va/content/vatican/it.html

Messaggio del Santo Padre al Presidente della Pontificia Accademia per la Vita in occasione del Meeting Regionale Europeo della "World Medical Association" sulle questioni del “fine-vita”
16 novembre 2017

Al Venerato Fratello
Mons. Vincenzo Paglia
Presidente della Pontificia Accademia per la Vita

Invio il mio cordiale saluto a Lei e a tutti i partecipanti al Meeting Regionale Europeo della World Medical Association sulle questioni del cosiddetto “fine-vita”, organizzato in Vaticano unitamente alla Pontificia Accademia per la Vita.

Il vostro incontro si concentrerà sulle domande che riguardano la fine della vita terrena. Sono domande che hanno sempre interpellato l’umanità, ma oggi assumono forme nuove per l’evoluzione delle conoscenze e degli strumenti tecnici resi disponibili dall’ingegno umano. La medicina ha infatti sviluppato una sempre maggiore capacità terapeutica, che ha permesso di sconfiggere molte malattie, di migliorare la salute e prolungare il tempo della vita. Essa ha dunque svolto un ruolo molto positivo. D’altra parte, oggi è anche possibile protrarre la vita in condizioni che in passato non si potevano neanche immaginare. Gli interventi sul corpo umano diventano sempre più efficaci, ma non sempre sono risolutivi: possono sostenere funzioni biologiche divenute insufficienti, o addirittura sostituirle, ma questo non equivale a promuovere la salute. Occorre quindi un supplemento di saggezza, perché oggi è più insidiosa la tentazione di insistere con trattamenti che producono potenti effetti sul corpo, ma talora non giovano al bene integrale della persona.

giovedì 16 novembre 2017

Tari gonfiata: la strada per i rimborsi è in salita e a farne le spese saranno comunque i cittadini e le imprese




da: Il Fatto Quotidiano

Secondo fonti Anci "gli eventuali errori su determinate tariffe non hanno prodotto nessuna maggiore entrata" per i Comuni. Di conseguenza "la correzione comporterà necessariamente la rimodulazione delle tariffe sulla generalità dei contribuenti per garantire la corrispondenza tra entrata e costi del servizio". Colpiti anche magazzini e uffici. Ecco cosa si può fare e come
di Fiorina Capozzi

Il Comune sbaglia a calcolare la tassa sui rifiuti (Tari), il governo ne prende atto e i cittadini e le imprese ne fanno le spese con ipotesi di rimborsi e conguagli ancora tutti da definire. Per chi, poi, ha rottamato le cartelle esattoriali per mettersi in regola, oltre al danno, c’è anche la beffa: praticamente impossibile recuperare i soldi della Tari “gonfiata”. Di che cifre stiamo parlando? “Fra i 100 e i mille euro”, secondo una stima dell’avvocato tributarista Franco Muratori. Ma ogni comune è una storia a sé, tutta da ricalcolare. “A questo punto ci auguriamo solo che non ci siano colpi di spugna che esentino le amministrazioni dai rimborsi ai cittadini che hanno pagato di più”, precisa l’avvocato Carmelo Calì della Confconsumatori, che assieme alle altre associazioni dei consumatori, si prepara a dar battaglia per tutelare chi ha versato nelle casse pubbliche più del dovuto. Al momento non è ancora chiaro quanti e quali siano i comuni

martedì 14 novembre 2017

Migranti, l’Onu denuncia il patto disumano con la Libia: Gentiloni e Minniti dormono tranquillamente?


“La sofferenza dei migranti detenuti in Libia è un oltraggio alla coscienza dell’umanità” 

La versione pacata di Renzi, tale Gentiloni, e il ministro dell’interno Minniti, che tanto si è dato da fare per ridurre gli sbarchi dei migranti onde evitare che il PD si indebolisca elettoralmente (ma come fa indebolirsi un partito morto?) come commentano, che hanno da dire, su quanto ha denunciato senza mezzi termini l’Alto commissario Onu per i diritti umani in relazione alle condizioni dei migranti nei campi di concentramento libici.

Non solo i governi italiani (Renzi prima, Gentiloni ora) non sono riusciti a ottenere che tutti i paesi europei accogliessero una parte dei disperati che fuggono da guerre e da fame, ma non sono neppure riusciti a dettare condizioni a quella Libia che paghiamo perché trattenga i migranti diretti verso le coste italiane.

Non contiamo un organo sessuale maschile nell’Unione Europea e, infatti, gli altri paesi se ne fottono di quello che giustamente chiediamo: che ognuno faccia la sua parte, ma non conta nulla l’intera Unione Europea fottuta dalla Libia

lunedì 13 novembre 2017

Molestie: così i media sfruttano l’indignazione per fare i soldi



“Tutti colpevoli, che tra poco vorrà dire nessun colpevole”.

da: http://www.linkiesta.it/it/

Molestie, così i media sfruttano l’indignazione per fare soldi
All’inizio fu il caso Weinstein, e adesso? Con l’emergere continuo di nuovi casi di molestie, spesso tutt’altro che sicuri, si fa strada la tendenza da parte dei media a monetizzare sull’indignazione dei molestati/e. Oltre al solito, insopportabile, moralismo virtuale
di Francesco Francio Mazza

In principio fu Harvey Weinstein.
Tutto d’un tratto si scoprì che il maggior artefice del successo di Quentin Tarantino, il produttore indipendente che con la Miramax aveva rivoluzionato Hollywood nel nome dell’indipendenza degli autori, era soprattutto un bastardo da premio Oscar.
Con Weinstein le cose funzionavano solo in una maniera: “o me la dai o non lavori”. Il che vuol dire non solo ricatto - che fa automaticamente diventare l’altra persona una vittima, non importa che accetti o meno – ma pure estorsione: del resto, esigere un rapporto sessuale in cambio di lavoro è così diverso da esigere denaro? E allora tra quella richiesta e un’estorsione, che differenza c’è?
Il problema è che, scoperchiato Weinstein, si è passati ad una psicosi di segno completamente diverso.

Non solo Ostia: ecco tutta la mafia che prospera dove non te l’aspetti



“Mancano le testate di Roberto Spada, certo. Ma per il resto c’è tutto e di più”

da: http://www.linkiesta.it/it/

Non solo Ostia: ecco tutta la mafia che prospera dove non te l’aspetti
Da Brescello a Lavagna, anche il nord Italia ha i suoi clan e i suoi feudi mafiosi, capaci di prosperare per decenni a causa di paura e omertà. Un monito a tenere la guardia alta, sempre: perché non ci si mette niente a diventare come il municipio romano. E può succedere a tutti
di Francesco Cancellato

Zone franche, le ha chiamate il ministro Minniti. Territori perduti dove regna l’Antistato – mafia, se preferite - nelle sue numerose propaggini. Non solo Sicilia, Calabria, Campania e Puglia, e nemmeno solo Ostia, assurta alle cronache nei giorni scorsi a causa della testata di Roberto Spada al giornalista Daniele Piervincenzi. Una testata che ha riportato alla luce lo strapotere dei clan sul litorale romano, raccontato per anni da una collega coraggiosa come Federica Angeli, nel disinteresse del resto di quasi tutti.

E allora proviamoci, già che ci siamo, ad alzare lo sguardo. Scopriremmo, ad esempio,  che nel centro nord, tra il 2005 e il 2014 ci sono state 120 operazioni di polizia, più o meno una al mese, che hanno portato alla condanna di 1567 boss mafiosi. Che uno ogni quattro tra loro faceva l’imprenditore, o l’amministratore di controllo di una realtà imprenditoriale.

giovedì 9 novembre 2017

Aggressione a Ostia: chi sono gli Spada




 
da: http://www.ilpost.it/

Chi sono gli Spada, a Ostia
L'aggressione a un giornalista sta facendo riparlare dell'enorme quartiere di Roma dove CasaPound prende molti voti e famiglie criminali controllano le zone più degradate.

Ostia è un quartiere enorme nel comune di Roma. Ha 230 mila abitanti e se fosse una città sarebbe la 14esima più grande d’Italia. Il Municipio X di Roma, in cui si trova la città di Ostia vera e propria, è un’area che comprende quartieri residenziali come Infernetto, Malafede, Dragona e Dragoncello, e aree turistiche come il Lido di Ostia, la “spiaggia di Roma”, che attrae ogni estate decine di migliaia di romani. La zona comprende anche aree disagiate, come Nuova Ostia, dove grandi palazzi di edilizia popolare si alternano a infrastrutture fatiscenti e piazze di spaccio. È qui, a Nuova Ostia, che martedì un giornalista del programma Nemo, di RaiDue, è stato picchiato mentre faceva alcune domande sui rapporti tra CasaPound (Roberto Spada, l’autore dell’aggressione è stato arrestato giovedì pomeriggio), che alle elezioni di domenica ha ottenuto uno storico risultato, e gli Spada, una famiglia che alcuni chiamano “clan” e i cui componenti sono stati più volte condannati per reati come estorsione e minacce con l’aggravante del metodo mafioso.

Chi sono gli Spada?

lunedì 6 novembre 2017

Il “modello sanitario” della Lombardia: addio al medico di famiglia, arriva il manager gestore



da: Il Fatto Quotidiano

Addio al medico di famiglia, arriva il manager “gestore”
Lombardia. La Regione invita i 3,3 milioni di malati cronici a scegliere un tutor. La protesta di molti dottori: “Nuovo favore ai privati, così il paziente diventa un numero”
di Gianni Barbacetto

Davvero la Regione può soddisfare meglio dello Stato il bisogno dei cittadini? Lo sostengono Roberto Maroni e Luca Zaia, presidenti di Lombardia e Veneto, che chiedono al governo più autonomia e più risorse dopo il referendum del 22 ottobre. Ma c’è una materia in cui l’autonomia e i soldi li hanno già: la sanità. E come se la cavano?
Benissimo, risponde Maroni, che in perfetta continuità con il suo predecessore Formigoni non perde occasione di elogiare l’eccellenza del “modello lombardo”. Ma ha appena varato una nuova riforma che, a detta dei critici, “è un grosso regalo ai privati” e potrebbe trasformarsi addirittura nella “morte della sanità pubblica”. Allarmi infondati? Vediamo.

lunedì 30 ottobre 2017

Truffe telefoniche / 7: Le multe a Tim, Wind, Vodafone e Tre

da: Il Salvagente

L’ultima volta che l’Antitrust si è espressa con decisione sulla questione dei servizi a sovrapprezzo è stata nel 2015 con una multa ai quattro maggiori operatori telefoni in Italia: Telecom, Wind, Vodafone e H3G (questi ultimi nel frattempo si sono fusi in un’unica compagnia). La sanzione pari a 1,75 milioni di euro ciascuno per Telecom e H3G e a 800mila euro per Wind e Vodafone, è stata comminata “per aver adottato pratiche commerciali scorrette nell’ambito della commercializzazione dei servizi premium utilizzati via Internet da terminale mobile”. La multa è arrivata dopo le numerosissime segnalazioni ricevute dall’Autorità garante per la concorrenza e il mercato, che ha accertato come i quattro operatori avevano attuato una pratica commerciale scorretta di due tipi: “Da un lato, l’omissione di informazioni circa il fatto che il contratto di telefonia mobile sottoscritto pre-abilita la Sim alla ricezione dei servizi a sovrapprezzo, nonché circa l’esistenza del blocco selettivo opzionale per impedire tale ricezione”. Dall’altro, “l’adozione da parte dell’operatore di telefonia mobile di un comportamento qualificato come aggressivo, consistente nell’attuazione di una procedura automatica di attivazione del servizio e di fatturazione in assenza di qualsiasi autorizzazione da parte del cliente al pagamento”. Nel caso di H3G e Tim, l’Antitrust aveva rilevato anche la diffusione di messaggi che omettevano informazioni rilevanti o che determinavano l’attivazione del servizio a sovrapprezzo senza un espresso consenso.