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martedì 15 ottobre 2024

Uomini e donne, il programma Mediaset che offre anche un tipo di esercizio fisico…



Ho perso il conto degli anni in cui ho smesso di guardare Uomini e donne. Quando ho capito - prima e meglio di altri - quali fossero i meccanismi l'ho mollato perché, compresi quelli, la mia curiosità è svanita.

Mio malgrado - per cause indipendenti la mia volontà - ci sono incappata nei giorni scorsi per qualche minuto. Non sicura di aver ben colto quanto avevo visto e sentito, ne ho guardato altri spezzoni e sono andata a leggermi dei commenti. Non quelli dei leccaculo defilippiani che scrivono su "autorevoli" quotidiani o siti web.

Ho avuto la conferma di ciò che avevo visto e sentito.

Lontani i tempi in cui i meccanismi della redazione, di Lele Mora, di Mariiihhhaaa!!, "suggerivano", "indirizzavano", ecc..ecc..tronisti e corteggiatori etero o finto etero.

Lontani i tempi in cui, talvolta, tronista e corteggiatrice o viceversa facevano il weekend prima della scelta, già decisa e "pilotata" da settimane. La porta della camera di albergo si chiudeva e le telecamere si spegnevano.

Nel 2024, anzi: mi dicono da più stagioni televisive, inclusa quella da cui Piersilvio ha proclamato l'abolizione della D'Urso, ma non certo del trash, Uomini e donne è diventato il punto di incontro di "signore"(?) e "signori"(?) che mangiano in ristoranti e dormono in alberghi a spese della Fascino di Mariiiaaahhh! (qui parte l'applauso scrosciante).

Dormono? Pardon: scoxano.

Se sei rifatta/o anche male, se hai scarsa conoscenza della lingua italiana tra allergia ai

lunedì 30 settembre 2024

Israele: le “stranezze” e le conseguenze dal 7 ottobre 2023

 


Condivido e sottoscrivo, parola per parola, punteggiature inclusa, l’analisi di Andrea Zhok

 

 

 

Dalla pagina Facebook di Andrea Zhok

Alla luce dell'evidente straordinaria efficienza dell'intelligence israeliana, credo sia matura una considerazione su quanto è avvenuto il 7 ottobre 2023 e su ciò che ne è conseguito.

Le stranezze intorno all'iniziale successo di Hamas sono saltate agli occhi immediatamente: nessun sentore del possibile attacco (oggi sappiamo che c'erano stati avvisi e che sono stati trascurati), nessuna rilevazione iniziale dell'attacco stesso, ed un incredibile ritardo ad allerta avvenuta nell'intervento delle forze armate, che restano immobili per ore.

Per evitare semplificazioni "complottiste" era giusto sospendere il giudizio e cercar di capire meglio. Magari negli ultimi anni il mitico Mossad aveva subito un tracollo inaspettato e Hamas aveva approfittato di questo momento di debolezza.

Solo che questa interpretazione è del tutto incompatibile con un Mossad che pianifica meticolosamente un attacco a Hezbollah, intervenendo nella catena di distribuzione di cercapersone e walkie-talkie, e attende tre anni (l'esportazione in Libano inizia nel 2022) il momento giusto per sferrare l'attacco; e ciò è seguito immediatamente da bombardamenti in profondità con bombe antibunker, calibrate in modo da raggiungere esattamente le posizioni delle sedi di Hezbollah (Nasrallah è stato ucciso lanciando un attacco simultaneo con 80 bombe bunker-busting MK-84s da 2000 libbre (una tonnellata l'una).

Dunque, no, il Mossad non era affatto collassato nell'inettitudine e nella neghittosità.

L'interpretazione che rimane è, oramai, cogente quanto possono esserlo le interpretazioni della storia corrente: Israele (almeno una parte dello Stato Maggiore dell'esercito e del Mossad, certamente incluso il capo del governo) ha predisposto il terreno affinché un attacco di Hamas riuscisse a fare danni abbastanza gravi da produrre quella legittimazione morale di cui avevano bisogno per reagire in maniera terminale.

domenica 22 settembre 2024

Ernesto Olivero, fondatore del Sermig: Credo nella pace sempre

 

 

Credo nella pace sempre,

anche quando le armi sembrano essere l’unica soluzione.

Credo nella pace sempre,

unica condizione in cui l’uomo può vivere

e continuare a sperare nel futuro.

Credo nella pace sempre,

perché la guerra ha causato milioni di morti,

distruzione e tragedie disumane.

Credo nella pace sempre,

perché la guerra di oggi, la violenza di oggi, vogliono diventare il nostro domani.

Ma un domani potrebbe non esserci.

Credo nella pace sempre,

una pace che parta dai sì e dai no che siamo capaci di dire,

dalla nostra responsabilità,

dalle nostre scelte.

lunedì 9 settembre 2024

Eurofi, la megalobby che scrive le riforme finanziarie della Ue

 


da: Il Fatto Quotidiano – di Nicola Borzi

Che Bruxelles sia una delle capitali del lobbismo globale è noto da tempo. Al 18 agosto, i professionisti incaricati di rappresentare gli interessi di terzi (vulgo lobbisti), ufficialmente iscritti al registro di trasparenza dell’Unione Europea erano 12.849, in rappresentanza di 12.883 portatori di interessi: 8.610 tutelano associazioni di settore, 3.721 sono Ong prive (almeno ufficialmente) di interessi commerciali, i restanti 551 lavorano su mandato della lientela. Poco meno di 3.500 sono belgi, quasi 1.830 tedeschi, 1.300 circa francesi, gli italiani sono 807.

Un bar di guerre stellari nel quale personaggi di ogni risma fanno a sportellate per agganciare e influenzare i legislatori e i membri della Commissione, in un turbinio di interessi in conflitto: da chi tutela l’ambiente e il clima a chi “spinge” le fonti fossili, dai paladini dell’industria della Difesa alle Ong per il rispetto dei diritti umani.

Non tutti hanno lo stesso peso, non tutti dispongono degli stessi soldi, non tutti hanno alle spalle interessi trasparenti: il Qatargate insegna. Adesso però – e la coincidenza di tempi con le recenti elezioni europee e il rinnovo della Commissione non è casuale – la testata online Politico ha scoperto un opaco, sedicente “think tank” che offre alle aziende l’accesso ai politici e alle autorità di regolamentazione finanziaria della Ue. Il gruppo di pressione è specializzato nella

giovedì 29 agosto 2024

Marco Travaglio: Labirintite da complotto

 

 


da: Il Fatto Quotidiano

Alessandro Ballusti non dava tante soddisfazioni da quando finì ai domiciliari in casa Santanchè per una delle sue leggendarie bufale e poi, siccome nessuno capiva (all’epoca) cos’avesse fatto di male la Santanchè per espiare una simile condanna per conto terzi, tentò la fuga sul pianerottolo e si beccò un processo per evasione in aggiunta a quello per diffamazione. Allora tentò il martirio: rifiutò di chiedere i servizi sociali per finire in galera e dimostrare che siamo il Paese del giustizialismo, ma non ci riuscì neppure impegnandosi allo spasimo e dimostrò che siamo il Paese di Pulcinella. Ora, dopo avere svelato una miriade di complotti contro B. (tutti falsi, tanto pagava B.), ne sfodera uno fresco fresco per indagare Arianna Meloni per colpire Giorgia Meloni per rovesciare il governo per favorire Renzi che al mercato Bin Salman comprò. Da quattro giorni farfuglia frasi prive di senso compiuto per dimostrare che è tutto vero in base a “riscontri” e “fonti autorevoli” su “indagini su Arianna” per traffico di influenze, anche se lui dice “di influenza” perché confonde il Codice penale col bugiardino dello Zerinol (a meno che Arianna, nel tempo libero, non spacci virus a borsanera).

Il guaio è che i complotti sono cose troppo serie per essere affidate a tipi come lui. A fine anno Crosetto lo bruciò sul tempo e denunciò un complotto autunno-inverno di fake news contro il governo. Sallusti, pensando di fare cosa gradita, sparò in prima pagina sul Giornale una fake news: “Inchiesta su Crosetto”. Crosetto, che evidentemente non ci teneva a

Marco Travaglio: Carletto mezzolitro



da: Il Fatto Quotidiano

Il Guardagingilli Carlo Nordio, per gli amici Mezzolitro, ce la mette tutta per dimostrare la tardività della sua legge sugli esami psicoattitudinali ai magistrati: infatti lo divenne persino lui. Ripete: “Ho fatto per 40 anni il pm”, senza offesa per quelli veri. Ora fra una sbornia e l’altra, fa pure il ministro della Giustizia. Un video lo immortala mentre trinca in masseria con Bruno Vespa e altri giureconsulti, con un tasso alcolemico che farebbe impazzire il palloncino e una lucidità che, al confronto, Biden è vigile. “Il vino – dice fiero – potrebbe essere un buon alibi per le eventuali sciocchezze che potessi dire”. Ma soprattutto per le schiforme che ha fatto e farà. Tipo quella che impone al giudice di avvisare cinque giorni prima chi vuole arrestare: così quello scappa o si nasconde, magari non sotto il letto come Bozzoli, sennò prima o poi lo beccano (ogni Paese ha i delinquenti e i ministri che merita).

Tra un bicchiere e uno shottino, Carletto Mezzolitro ripete i suoi classici: “Siamo tutti intercettati” e “Il vero mafioso non parla al telefono perché sa di essere intercettato”. E non s’accorge che si elidono a vicenda: se siamo tutti intercettati, lo è anche il falso mafioso e nessuno telefona più. Resta da spiegare perché Messina Denaro fosse sempre al telefono e sui social: non era un vero mafioso o non sapeva di esserlo? Siccome la doppia minchiata viene pronunciata a un’ora pericolosamente tarda della sera, il cosiddetto ministro precisa che lui beve per motivi strettamente storiografici: “Uno dei miei miti è Churchill, che beveva e fumava”. Quindi, se per diventare Churchill basta scolarsi tre fiaschi, non si capisce perché il ministro non sia Superciuk. Sfortuna che Nordio non s’ispira a Socrate, altrimenti a furia di cicute non l’avremmo più tra i piedi. E fortuna che non ama Baudelaire o Bob Marley, sennò governerebbe da San Patrignano.

domenica 23 giugno 2024

Fisco, chi evade di più: dai ristoranti a pelliccerie e palestre. Bar e finanziarie fanno peggio degli idraulici



da: Il Fatto Quotidiano – di Chiara Brusini

Pochi controlli. Ristoranti, bar, lavanderie ma pure notai, elettricisti, commercianti, tassisti: l’identikit degli autonomi che “tradiscono”

Se professionisti e piccoli imprenditori rischiano un controllo fiscale ogni 30 anni. Se per bar e ristoranti le probabilità di una verifica sono poco più dell’1%. Se il 98% degli idraulici ed elettricisti in un anno non ha incontri ravvicinati con le Entrate. Se le sospensioni della licenza ad attività che non fanno ricevute e scontrini sono poco più di 300 all’anno. Se il sistema funziona così, chi non vuol pagare le tasse vive sereno alle spalle di milioni di contribuenti che versano tutto per convinzione o perché non hanno alternativa. Al netto dell’invocato incrocio delle banche dati, partito da poco, in Italia finora è andata così: lavoratori autonomi e imprese individuali evadono più di due terzi del dovuto.

Ma la propensione al nero non è uguale per tutti. Le tabelle sugli Indici sintetici di affidabilità fiscale (Isa) pubblicate dal dipartimento delle Finanze del Mef permettono di individuare, come ha fatto per primo Il Sole 24 Ore, le categorie in cui si concentrano i probabili evasori. Gli Isa classificano le attività attribuendo a ognuna un giudizio da 1 a 10. Per l’Agenzia delle Entrate chi prende almeno 8 dichiara il giusto, chi sta sotto è considerato inaffidabile. La platea a cui si applicano i voti, 2,7 milioni di partite Iva con ricavi fino a 5 milioni, è molto rappresentativa ma lascia fuori gli autonomi che godono della flat tax. Ecco un florilegio basato sulle statistiche sul 2022, che aiutano anche a capire perché secondo molti commercialisti il neonato concordato preventivo biennale, che richiede a chi aderisce di raggiungere in due anni un “voto” pari a 10, sia destinato al flop.

giovedì 20 giugno 2024

Satnam, morto di caporalato. L'avevano lasciato davanti a casa senza un braccio



da: https://www.avvenire.it/

Non ce l'ha fatta il giovane bracciante indiano che era finito sotto un rullo lunedì scorso nei campi di Latina. Lo sdegno della politica: «Questa è barbarie»

Si chiamava Satnam Singh. Aveva 31 anni, un bel pezzo di vita davanti. Per dare dignità a quella vita, dall'India, aveva scelto di venire a vivere e lavorare in Italia tre anni fa con suo moglie. E come tanti altri suoi connazionali si era stabilito nell'Agro Pontino, nella provincia di Latina, dove vivono migliaia di altri braccianti indiani di origine sikh che lavorano per lo più con contratti irregolari e in condizioni di gravissimo sfruttamento, assicurando frutta e verdura ai mercati di mezza Italia. Vittime indifese del caporalato. Avvenire lo denuncia da anni, lo ha fatto con una lunga serie di inchieste (qui l'ultima) in cui abbiamo documentato le loro condizioni: 14 ore e più di lavoro al giorno (più spesso di notte), paghe di 3 euro all'ora, meno di un terzo di quanto prevede il contratto collettivo.

Satnam è arrivato all'ospedale San Camillo di Roma lunedì, trasportato d'urgenza da un elicottero. Mentre lavorava nei campi è stato agganciato da un macchinario avvolgiplastica a rullo trainato da un trattore, che gli ha tranciato il braccio e schiacciato le gambe. O almeno, questo hanno raccontato gli altri braccianti che erano con lui visto che i suoi datori di lavoro, alla vista della scena, se la sono data a gambe: l'hanno semplicemente caricato sul pullmino (con lui la moglie, anche lei dipendente della stesa azienda, che a bordo implorava di chiamare l'ambulanza) e riportato a casa. Lì l'hanno lasciato, col suo braccio staccato appoggiato

giovedì 13 giugno 2024

Luigino Bruni: Se la leadership entra a scuola



da: Il Messaggero di Sant’Antonio

Se la scuola inizia a distinguere gli studenti in leader e follower, mina uno dei pilastri dell’educazione: la riduzione in classe delle diseguaglianze naturali e sociali per creare quella comune cittadinanza essenziale a ogni patto sociale.

Leadership è diventata parola sacra della nuova religione del capitalismo. La si invoca ovunque. Anche gli ambienti ecclesiali – dove si incontrano corsi sulla leadership di Gesù, di san Benedetto e persino di san Francesco – ne sono ammaliati. Nonostante il fondatore del Cristianesimo abbia detto: «Non vi fate chiamare guide (cioè leader), perché una sola è la vostra guida» (Mt 23,10), e poi costruito tutto l’umanesimo cristiano attorno al concetto di sequela, che è l’esatto opposto della leadership. E invece, pur moltiplicandosi gli aggettivi (inclusiva, gentile, comunitaria …), il sostantivo, leadership, non viene mai messo in discussione.

Le ragioni dell’affermarsi di questo nuovo dogma sono molte, ma alla radice c’è una nuova grande fragilità relazionale ed emotiva di lavoratori e dirigenti, in un mondo che ha disimparato come si lavora insieme. E così, da una parte, critichiamo il patriarcato e tutto l’umanesimo di quel mondo gerarchico, e poi, dall’altra, edifichiamo una cultura della leadership che, sotto molti aspetti, è più patriarcale del patriarcato (è impressionante come il movimento femminista non si sia ancora accorto di quanto maschilismo sia incorporato nell’idea di leadership).

Milano, la mani (da nascondere) sulla città

 


da: Il Fatto Quotidiano – di Marco Franchi

La Mani pulite dei grattacieli di Milano è iniziata in sordina nel giugno 2019. Alcuni abitanti della zona tra piazza Aspromonte e piazzale Loreto vedono dei cartelli affissi che pubblicizzano appartamenti nuovi di zecca in vendita sotto un nome molto green: “Hidden Garden”, giardino nascosto. In realtà si tratta di un palazzone di sette piani, ancora da costruire. Ma dove è previsto che sorga? Dentro il cortile dell’isolato delimitato da piazza Aspromonte, via Garofalo, viale Gran Sasso e via Filippino Lippi, al posto di un fabbricato di due piani, da abbattere. Gli abitanti dell’isolato si oppongono, fanno partire le prime iniziative legali.

Parte così, nel 2022, la prima inchiesta sull’urbanistica milanese, aperta dalla pm Marina Petruzzella. Quel cortile non è un cortile, dice la Commissione Paesaggio del Comune, ma uno spazio residuale, “saturato in modo frammentario e caotico”. Dunque è possibile costruirvi l’Hidden Garden alto 27 metri, un giardino nascosto davvero molto bene.

Nel 2024 le indagini sulle operazioni urbanistiche a Milano si moltiplicano. L’elenco dei palazzi sotto inchiesta per  abusi edilizi si allunga settimana dopo settimana. La Torre Milano di via Stresa, le Park Towers di via Crescenzago, il Bosconavigli di viale Troya, i palazzi abbattuti in via Crema e in via Lamarmora, altri palazzi che spuntano dentro i cortili in via Fauchè e in via Lepontina, le torri sul Parco delle Cave, il palazzone di dieci piani progettato in via Anfiteatro, nel cuore del quartiere di Brera.

Milano, Sala querela il giornalista Barbacetto

 


da: Il Fatto Quotidiano – di Davide Milosa

Delibera contro il cronista: Sala ora intimidisce

Surreale richiesta danni non al ‘Fatto’, ma al singolo autore degli articoli

Un atto che stupisce e inquieta quello deliberato dal sindaco di Milano Giuseppe Sala e dalla sua giunta nei confronti del giornalista del Fatto Quotidiano Gianni Barbacetto.

Potrebbe sembrare uno scherzo se non fosse tutto scritto in una delibera datata 6 giugno che approva “la citazione avanti al Tribunale civile di Milano per ottenere il risarcimento dei danni subiti dall ’Amministrazione Comunale in relazione alle affermazioni diffamatorie diffuse su social network, dal 15 marzo 2024”. Oggetto: la maxi-inchiesta della Procura sulla nuova speculazione edilizia che sta coinvolgendo funzionari dello stesso Comune, oltre a diversi costruttori.

È sotto gli occhi di ogni milanese lo strano fenomeno di grattacieli che nascono dove solo poco prima c’era un ca- pannone o una casa di ringhiera. È l’effetto magico della cosiddetta Scia (Segnalazione certificata di inizio attività) che tutto permette, superando piani attuativi e oneri di urbanizzazione. A Milano vincono i palazzinari a discapito dei cittadini che si ritrovano con meno servizi, come si legge nel decreto di sequestro del cantiere di via Lepontina.

mercoledì 1 maggio 2024

Martina Caironi, atleta paralimpica risponde al generale Vannacci…

 

 

Al generale Vannacci, candidato leghista alle europee che vorrebbe classi separate per i ragazzi speciali ha risposto Martina Caironi, atleta due volte medaglia d'oro ai Giochi paralimpici:

"Non sa e non capisce nulla di noi disabili. Chi ha un’esigenza particolare non deve essere ghettizzato in una classe speciale. Cosa mancherebbe a quel punto? Gli cuciamo sulla maglietta un pallino rosso per dire che sono diversi? Vannacci ha detto che non metterebbe a correre un ragazzo disabile con uno che fa il record dei cento metri. Invito questo signore a guardare le Paralimpiadi. Vedrà che ci sono persone con disabilità, non solo fisica, ma anche intellettiva-relazionale che fanno proprio i record sui cento metri, migliorano grazie a un lavoro costante, secondo le loro possibilità e oltre. Chi ha una disabilità ogni giorno affronta sfide di vario tipo: il giudizio della società, il rapporto con il corpo e la mente. È inaccettabile denigrarli con affermazioni così superficiali. La cosa assurda è che non è uno che parla al bar, ma un candidato all’Europarlamento".

giovedì 25 aprile 2024

Sandro Pertini: 25 aprile

 


 

Banca Intesa fa il regalone ai deputati: adesso paga interessi del 5,6 per cento

 


da: https://www.ilfattoquotidiano.it/ - di Giuseppe Papotto

La dura vita del parlamentare - Privilegi. Avere liquidità sul conto della filiale di Montecitorio diventa molto più redditizio di qualsiasi investimento

Ci sono regali che non si possono descrivere. Quello fatto da Banca Intesa ai deputati della Repubblica non lo si riceve nemmeno a Natale. Un tasso di interesse del 5,6250% sulla liquidità detenuta sul conto corrente aperto presso la filiale della banca interna alla Camera dei deputati. Non sappiamo se tale vantaggio esista anche al Senato, ma immaginiamo che i senatori, in caso contrario, reclameranno i propri diritti.

Un tasso di interesse così remunerativo spazza via qualsiasi investimento alternativo in titoli di Stato, obbligazioni, certificati di credito e, visto che il mercato sta iniziando a girare al contrario, anche in azioni. Secondo un recente rapporto della Fabi, la Federazione autonoma dei bancari italiani, la media dei tassi attivi per un conto corrente in Italia è dello 0,20%. Quello che offre la filiale di Banca Intesa della Camera dei deputati è 28 volte superiore.

Il privilegio, tipico da vecchia “casta” è il frutto di “Condizioni economiche agevolate” prevista nella “Convenzione Camera dei deputati”. La convenzione prevede che ai correntisti venga corrisposto un “tasso creditore annuo nominale” pari al tasso Euribor a un mese, fissato come valore di riferimento al 3,8550, maggiorato dell’1,77%. Questo determina la cifra astronomica del 5,60% (lordo).

La fine delle SIM per come le conosciamo

 


da: https://www.ilpost.it/

Negli anni sono diventate sempre più piccole e nel prossimo futuro è probabile che non si vedranno più perché sostituite da schede virtuali, con vantaggi e qualche limite

Nel 1991 le prime SIM card da inserire nei cellulari per poter telefonare erano grandi quanto una carta di credito. Nei successivi trent’anni le loro dimensioni si sono ridotte notevolmente, proprio come quelle dei cellulari, e oggi una SIM di formato “nano” è grande un quarantesimo della versione originale, tanto da non essere molto pratica da maneggiare e trasferire da uno smartphone all’altro. Le SIM non continueranno comunque a rimpicciolirsi perché stanno scomparendo, per come le conosciamo, lasciando il posto alle eSIM.

La e nella parola eSIM fa riferimento alla parola “embedded”, cioè “incorporata” in inglese, e dà bene l’idea della differenza rispetto alle classiche SIM. Invece di doverla inserire fisicamente all’interno del telefono dopo averla ricevuta da un operatore telefonico, una eSIM è costruita direttamente al suo interno e viene in un secondo momento impostata per collegarsi al proprio operatore. Non è una tecnologia recente: fu introdotta per la prima volta nel 2016, ma ha iniziato a diffondersi solo nell’ultimo periodo in seguito alla maggiore disponibilità di smartphone in grado di gestire il sistema e di operatori che la comprendono tra i loro servizi. Molti hanno imparato cos’è di recente, perché da qualche anno è una soluzione che si è diffusa molto per avere internet sul telefono quando si viaggia all’estero.

mercoledì 20 marzo 2024

Banche: 28 miliardi di utili. Chi si spartisce il malloppo e il peso sulle famiglie

 


da: https://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/

I numeri arrivano dai comunicati delle principali banche italiane quotate: Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banco Bpm, Bper, Mps, Mediobanca, Popolare di Sondrio e Credem hanno registrato nel corso del 2023 utili per 23 mld che salgono a circa 28 mld se si aggiungono i 1,85 mld di Iccrea e i 0,55 mld di Cassa Centrale Banca, i 1,3 mld della controllata bancaria italiana del Crédit Agricole e i 0,93 mld della Bnl, controllata bancaria italiana del gruppo Paribas. Un boom di utili con un valore ben superiore (+ 87%) al già significativo risultato di 15 mld conseguito nel 2022. Visto l’impatto che questo settore ha sulla vita di tantissimi privati e imprese, con l’aiuto di Arturo Capasso (professore di Corporate Finance alla Luiss) e dell’ex dirigente bancario Francesco Tuccari, proviamo a capire come si è formato questo enorme profitto e chi sono i reali beneficiari.

Dove guadagnano le banche

Le banche guadagnano principalmente attraverso tre diverse attività. La prima è quella di intermediazione di denaro: riconoscono un interesse fisso a chi deposita soldi (interessi passivi) e fanno pagare a chi chiede prestiti un tasso base di riferimento (l’Euribor per i finanziamenti a tasso variabile e l’Irs per quelli a tasso fisso) a cui aggiungono un «sovraprezzo» che varia in misura direttamente proporzionale alla «rischiosità» dei soggetti finanziati (questi si chiamano interessi attivi). La differenza fra gli uni e gli altri è il «margine d’interesse». La seconda attività riguarda le commissioni che incassano ogni qualvolta effettuano per conto del cliente il pagamento di una utenza, l’incasso di un assegno, dispongono un bonifico, spediscono l’estratto conto, sul prelievo di contante col bancomat, sulla gestione del conto corrente e sulla vendita dei prodotti finanziari (sui quali si fanno pagare i costi più alti d’Europa approfittando dell’ignoranza dei clienti). La terza attività sono

sabato 24 febbraio 2024

Pisa, Mattarella: "L'autorevolezza non si misura sui manganelli"

 


da: https://www.ansa.it/

Il Presidente della Repubblica ha fatto presente al Ministro dell'Interno, trovandone condivisione, che l'autorevolezza delle Forze dell'Ordine non si misura sui manganelli ma sulla capacità di assicurare sicurezza tutelando, al contempo, la libertà di manifestare pubblicamente opinioni.

"Con i ragazzi i manganelli esprimono un fallimento".

Lo si legge in una nota dell'ufficio stampa del Quirinale.