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venerdì 9 maggio 2025

Robert Francis Prevost, da ieri Papa Leone XIV: cosa ci dice il primo discorso

 

 

da: https://www.ilfattoquotidiano.it/  - di Marco Venturini

Il testo scritto, le due lingue, l’uso dei social: Papa Leone è un comunicatore? Cosa ci dice il primo discorso

Abbiamo ascoltato un tono di voce sicuro e visto che alcune parti era esposte senza leggere dal manoscritto. È probabile che abbia scelto di farlo per usare parole inequivocabili

Nell’era della comunicazione sociale, ogni messaggio viene amplificato, riformulato e riutilizzato da utenti e politici secondo le proprie visioni. In questo contesto, la comunicazione personale di un Papa assume un ruolo centrale e ha un impatto diretto sulla cultura e sulla politica, come abbiamo visto con Papa Francesco.

Per questo è importante capire che comunicatore è Robert Francis Prevost, il nuovo Papa Leone XIV e provare a prevedere che tipo di comunicatore sarà.

Nella prima uscita da Papa di Robert Prevost, ha dato subito all’occhio il fatto che abbia letto un discorso scritto. I suoi predecessori hanno sempre esposto a braccio il primo discorso dalla Loggia del palazzo apostolico. Nel caso di Prevost questa scelta non è da attribuire a timidezza o ansia. Abbiamo infatti ascoltato il suo tono di voce sicuro e visto che alcune parti del discorso sono state esposte senza leggere dal manoscritto. Ha letto in particolare i passaggi dedicati alla pace, tema centrale e delicato. È probabile che abbia scelto di farlo per usare parole misurate e inequivocabili, evitando interpretazioni errate e segnando fin da subito una continuità con Francesco su questo punto cruciale.

mercoledì 2 agosto 2023

Cardinale Zuppi: impegno dei cattolici antidoto alle tossine della democrazia

 


da: https://www.avvenire.it/

tratto dalla prolusione del cardinale Zuppi al convegno in celebrazione dell’80esimo anniversario del Codice di Camaldoli

“Camaldoli vuol dire più di mille anni di storia spirituale e monastica, che parla ancora attraverso il monastero, l’eremo e persino i boschi in cui sono immersi. Mi piace ricordare due figure di monaci camaldolesi, entrambi priori generali, cui tanto deve la riforma di Camaldoli prima e dopo il Concilio, che mi sono stati cari: il padre Anselmo Giabbani e il padre Benedetto Calati. Il Codice ha preso il nome da questo luogo, spirituale e pieno di tanta umanità, dove non si scappa dal mondo ma si entra nelle pieghe profonde della storia.

[..] Il Codice nacque in uno dei momenti più bui della lunga notte della guerra. Dobbiamo constatare che la pace non è mai un bene perpetuo neanche in Europa. Questa consapevolezza dovrebbe muoverci a responsabilità e decisioni! Anche allora c’era un Papa che – come oggi Francesco – parlava senza sosta di pace: Pio XII. Perché la posizione dei Papi del Novecento – tutti - è farsi carico del dolore della guerra, cercando in tutti i modi vie di p ace, curando le ferite dell’umanità e favorendo la soluzione dei problemi. Pio XII credeva nella pace e si pose con forza il problema del “dopo”: ricostruire la società e l’ordine internazionale. Lo fece tra l’altro attraverso i discorsi e i radiomessaggi, nei quali indicò il grande obiettivo: cercare la pace come fondamento di una convivenza civile liberata dall’odio e dai conflitti. Una grande costruzione collettiva, cui i cattolici – insieme a tanti altri – dovevano mettere mano da subito.

Milena Gabanelli: Padre Pio, debiti e clientele dell’ospedale del Vaticano

 


 

da: https://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/

Diceva il Papa nell’Angelus di domenica 11 luglio 2021 dal Policlinico Gemelli, dov’era ricoverato: «Anche nella Chiesa succede a volte che qualche istituzione sanitaria, per una non buona gestione, non va bene economicamente, e il primo pensiero che ci viene è venderla. Ma la vocazione, nella Chiesa, non è avere dei quattrini, è fare il servizio, e il servizio sempre è gratuito». Sacrosante parole, ma concentriamoci sulla malagestione: le sue conseguenze ci riguardano tutti come pazienti. Nella quasi totalità dei casi un ospedale meglio è gestito migliori cure può offrire e così i soldi non vengono buttati al vento. E viceversa: il principio dimostrato nel Dataroom dello scorso maggio per gli ospedali pubblici (qui) non può che valere anche per i privati accreditati con il servizio sanitario nazionale. Papa Francesco non fa nomi, ma il più vaticano degli ospedali italiani è la Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo (Foggia), altrimenti conosciuta come l’ospedale di Padre Pio visto che lo fonda proprio il Santo nel 1956. È l’unico insieme al Bambin Gesù a essere controllato direttamente dalla Santa Sede e fa capo a una Fondazione di diritto canonico che, recita il suo statuto, «ha lo scopo principale … di dare ospitalità e assistenza, religiosa e sanitaria, agli ammalati ed ai pellegrini …». Nel 2022 in una masseria a pochi km da San Giovanni Rotondo, monsignor Nunzio Galantino, presidente dell’Apsa, il dicastero a capo del patrimonio immobiliare e finanziario del Vaticano comprese le mura dell’ospedale pugliese, ammonisce i gestori dell’Opera di Padre Pio in una riunione riservata: «Occorre cambiare passo, ripristinare la credibilità e l’aspetto reputazionale, cercando la soluzione a questa vicenda che ha prodotto solo frutti amari che la Santa Sede non può permettersi». E qualche mese fa, ancora il Papa, manda un messaggio che suona così: aiutatevi da soli, i buchi di bilancio non saranno coperti con i soldi dei fedeli.

martedì 4 ottobre 2022

Guerra Russia-Ucraina: Io sto con Papa Francesco

 


 


 Io sto con Papa Francesco @Pontifex_it

Mentre gli Stati Uniti, l’Europa(?!), mentre l’Italia di Draghi e dell’atlantista Meloni vuole che la guerra continui, io sto con l’unico leader che riconosco: Papa Francesco.

L’Europa NON ESISTE. È piegata biecamente agli Stati Uniti che stanno facendo la guerra indiretta alla Russia, governata sicuramente da quel criminale di Putin.

Di fronte a un’aggressione la difesa con le armi non è solo lecita, è doverosa, inevitabile. Ma se una guerra non deve mai iniziare, è altrettanto vero che bisogna porre fine allo scempio. Non vi è mai stata volontà – non solo da parte di Putin – di avviare un negoziato per uscirne. Chiunque sia brutalmente aggredito ha diritto di cercare di sconfiggere l’aggressore. Ma se non riesci a farlo in tempi brevi sei condannato a una lunga e durissima guerra con l’aggravante che siamo nell’era delle armi nucleari. Non si può quindi che chiedere ad aggressori e aggrediti di impegnarsi in un negoziato che ponga fine a questa guerra. Nella quale, nessuno uscirà vincitore, seppure dovesse prevalere totalmente sull’altro. Per i troppi morti, per la violenza, per la distruzione dei territori.

Ma più il tempo passa più è difficile avviare e concludere un negoziato. Perché Putin vuole “salvarsi la faccia” perché anche Zelensky deve rispondere agli ucraini che hanno perso casa, beni, familiari e che continueranno a perderli. E non gli sarà di consolazione sapere che anche gli aggressori russi muoiono.

Angelus di Papa Francesco del 2 ottobre 2022: appello a Putin e Zelensky

 


da: https://www.vatican.va/

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

L’andamento della guerra in Ucraina è diventato talmente grave, devastante e minaccioso, da suscitare grande preoccupazione. Per questo oggi vorrei dedicarvi l’intera riflessione prima dell’Angelus. Infatti, questa terribile e inconcepibile ferita dell’umanità, anziché rimarginarsi, continua a sanguinare sempre di più, rischiando di allargarsi.

Mi affliggono i fiumi di sangue e di lacrime versati in questi mesi. Mi addolorano le migliaia di vittime, in particolare tra i bambini, e le tante distruzioni, che hanno lasciato senza casa molte persone e famiglie e minacciano con il freddo e la fame vasti territori. Certe azioni non possono mai essere giustificate, mai! È angosciante che il mondo stia imparando la geografia dell’Ucraina attraverso nomi come Bucha, Irpin, Mariupol, Izium, Zaporizhzhia e altre località, che sono diventate luoghi di sofferenze e paure indescrivibili. E che dire del fatto che l’umanità si trova nuovamente davanti alla minaccia atomica? È assurdo.

Che cosa deve ancora succedere? Quanto sangue deve ancora scorrere perché capiamo che la guerra non è mai una soluzione, ma solo distruzione? In nome di Dio e in nome del senso di umanità che alberga in ogni cuore, rinnovo il mio appello affinché si giunga subito al cessate-il-fuoco. Tacciano le armi e si cerchino le condizioni per avviare negoziati capaci di condurre a soluzioni non imposte con la forza, ma concordate, giuste e stabili. E tali saranno se fondate sul rispetto del sacrosanto valore della vita umana, nonché della sovranità e dell’integrità territoriale di ogni Paese, come pure dei diritti delle minoranze e delle legittime preoccupazioni.

martedì 14 giugno 2022

Papa Francesco, guerra Russia-Ucraina: “dobbiamo allontanarci dallo schema di “Cappuccetto Rosso”

 


Dio ti ringrazio che in questo tempo mi hai dato Papa Francesco.

Un Papa che finirà tra gli “attenzionati” del Copasir dopo quanto detto oggi nel corso di una conversazione con Antonio Spadaro direttore di Civiltà Cattolica.

 


Tratto da: https://www.laciviltacattolica.it/articolo/papa-francesco-in-conversazione-con-i-direttori-delle-riviste-culturali-europee-dei-gesuiti/

Domanda di Antonio Spadaro:

La Compagnia è presente in Ucraina, parte della mia Provincia. Stiamo vivendo una guerra di aggressione. Noi ne scriviamo sulle nostre riviste. Quali sono i suoi consigli per comunicare la situazione che stiamo vivendo? Come possiamo contribuire a un futuro di pace?

Risposta di Papa Francesco:

Per rispondere a questa domanda dobbiamo allontanarci dal normale schema di «Cappuccetto rosso»: Cappuccetto rosso era buona e il lupo era il cattivo. Qui non ci sono buoni e cattivi metafisici, in modo astratto. Sta emergendo qualcosa di globale, con elementi che sono molto intrecciati tra di loro. Un paio di mesi prima dell’inizio della guerra ho incontrato un capo di Stato, un uomo saggio, che parla poco, davvero molto saggio. E dopo aver parlato delle cose di cui voleva parlare, mi ha detto che era molto preoccupato per come si stava muovendo la Nato. Gli ho chiesto perché, e mi ha risposto: «Stanno abbaiando alle porte della Russia. E non capiscono che i russi sono imperiali e non permettono a nessuna potenza straniera di avvicinarsi a loro». Ha concluso: «La situazione potrebbe portare alla guerra». Questa era la sua opinione. Il 24 febbraio è iniziata la guerra. Quel capo di Stato ha saputo leggere i segni di quel che stava avvenendo.

venerdì 25 marzo 2022

Papa Francesco, 25 marzo 2022: Atto di consacrazione al Cuore Immacolato di Maria

 


ATTO DI CONSACRAZIONE AL CUORE IMMACOLATO DI MARIA

O Maria, Madre di Dio e Madre nostra, noi, in quest’ora di tribolazione, ricorriamo a te. Tu sei Madre, ci ami e ci conosci: niente ti è nascosto di quanto abbiamo a cuore. Madre di misericordia, tante volte abbiamo sperimentato la tua provvidente tenerezza, la tua presenza che riporta la pace, perché tu sempre ci guidi a Gesù, Principe della pace.

Ma noi abbiamo smarrito la via della pace. Abbiamo dimenticato la lezione delle tragedie del secolo scorso, il sacrificio di milioni di caduti nelle guerre mondiali. Abbiamo disatteso gli impegni presi come Comunità delle Nazioni e stiamo tradendo i sogni di pace dei popoli e le speranze dei giovani. Ci siamo ammalati di avidità, ci siamo rinchiusi in interessi nazionalisti, ci siamo lasciati inaridire dall’indifferenza e paralizzare dall’egoismo. Abbiamo preferito ignorare Dio, convivere con le nostre falsità, alimentare l’aggressività, sopprimere vite e accumulare armi, dimenticandoci che siamo custodi del nostro prossimo e della stessa casa comune. Abbiamo dilaniato con la guerra il giardino della Terra, abbiamo ferito con il peccato il cuore del Padre nostro, che ci vuole fratelli e sorelle. Siamo diventati indifferenti a tutti e a tutto, fuorché a noi stessi. E con vergogna diciamo: perdonaci, Signore!

Nella miseria del peccato, nelle nostre fatiche e fragilità, nel mistero d’iniquità del male e della guerra, tu, Madre santa, ci ricordi che Dio non ci abbandona, ma continua a guardarci con amore, desideroso di perdonarci e rialzarci. È Lui che ci ha donato te e ha posto nel tuo Cuore immacolato un rifugio per la Chiesa e per l’umanità. Per bontà divina sei con noi e anche nei tornanti più angusti della storia ci conduci con tenerezza.

mercoledì 29 settembre 2021

Sul "gender astratto" ha ragione (piena) il Papa

 


da: Il Fatto Quotidiano – di Daniela Ranieri

In un incontro coi gesuiti slovacchi in occasione del suo ultimo viaggio pastorale, Papa Francesco ha pronunciato un discorso, riportato da Antonio Spadaro su La Civiltà Cattolica, che contiene una frase molto rilevante dal punto di vista etico e antropologico.

Questa: “La ideologia del ‘gender’… è pericolosa. Lo è perché è astratta rispetto alla vita concreta di una persona, come se una persona potesse decidere astrattamente a piacimento se e quando essere uomo o donna”.

Il Papa ha ribadito la sua nota contrarietà alla “colonizzazione ideologica” sul genere, ciò che in passato aveva chiamato “l’indottrinamento della teoria gender (secondo un cortocircuito, per la destra ultracattolica Bergoglio farebbe invece parte di un nuovo ordine mondiale che propugna il gender come progetto anti-umano. Carlo Freccero, in una intervista al Foglio, fa sua questa convinzione). Ha poi aggiunto: “L’astrazione per me è sempre un problema. Questo non ha nulla a che fare con la questione omosessuale. Quando parlo dell’ideologia, parlo dell’idea, dell’astrazione per cui tutto è possibile, non della vita concreta delle persone”.

Da un punto di vista radicalmente laico e di sinistra, siamo d’accordo col Papa. Sgombriamo subito il campo da equivoci: speriamo che la legge Zan – che ha al suo centro il concetto di

sabato 25 settembre 2021

Comunione e liberazione, il Papa commissaria i «Memores Domini»

 


da: https://www.corriere.it/

La decisione di Francesco dopo le resistenze interne nell’associazione di «monaci laici»: azzerati i vertici, «pieni poteri» all’arcivescovo Filippo Santoro per cambiare gli statuti

Un anno e mezzo fa il Papa nominò un suo «delegato», il confratello gesuita Gianfranco Ghirlanda, già rettore della Gregoriana, per «accompagnare» la «riforma dello statuto» e «la modifica di alcune norme del direttorio», come aveva chiesto invano due anni prima. Non è successo nulla, evidentemente ci sono state delle resistenze interne. E così Francesco ha deciso il commissariamento dei «Memores Domini», l’associazione laicale di Comunione e liberazione i cui membri si impegnano a praticare castità, povertà e obbedienza e spesso vivono nelle «case» del movimento in stile monastico: delle 1.600 persone hanno fatto questa scelta in 32 Paesi del mondo, soprattutto donne, le più conosciute sono le Memores che da anni vivono accanto e aiutano Benedetto XVI, tra gli altri ne ha fatto parte anche Roberto Formigoni.

Nel comunicato della Santa Sede, si dice che «il Santo Padre Francesco, avendo a cuore l’esperienza dei Memores Domini e riconoscendone nel carisma una manifestazione della grazia di Dio, ha disposto un cambiamento nella conduzione dell’associazione». Il Papa ha azzerato i vertici e nominato come suo «delegato speciale» monsignor Filippo Santoro, arcivescovo di Taranto, che conosce bene

lunedì 11 gennaio 2021

Mediaset: l’intervista a Papa Francesco, un bel colpo mediatico in parte sprecato

 


L’intervista a Papa Francesco è sicuramente un bel colpo mediatico per Mediaset.

Occasione, però, in parte sprecata.

Ho trovato eccessivo il ricorso a immagini di repertorio seppure collegate alle parole del Papa. Meglio sarebbe stato rimanere su Papa Francesco, sulle sue espressioni.

Altro eccesso: il sottofondo musicale.

Non era una docu-fiction su un personaggio dello spettacolo da sottolineare con immagini e musica. Era un’intervista, una conversazione, con colui che io credo - unitamente a molte persone, credenti e no -  sia il Papa giusto in questo periodo storico. E non mi riferisco solo alla pandemia, ma un mondo, a un sistema pervaso da molti virus. 

Per concludere: Mimum e redazione dovrebbero guardare più spesso Tv2000 e imparare. Ok distinguersi da altre interviste o programmi a patto che si azzecchi la modalità del racconto.

Papa Francesco: Il mondo che vorrei, intervista TG5

 

Clicca per vedere l’intervista su MediasetPlay   Papa Francesco - Il mondo che vorrei