mercoledì 9 novembre 2011

Fronte del porto


Film del 1954 di Elia Kazan, con Marlon Brando, Eve Marie Saint, Karl Malden, Lee J. Cobb.

L’ambiente è quello dei lavoratori portuali di New York. La storia è quella di Terry Malloy, ex pugile, fratello di un criminale che fa parte di una banda che controlla il sindacato dei lavoratori portuali.
Obbediente nei confronti del fratello e riconoscente nei confronti del boss, si presta a lavoretti non particolarmente delinquenziali, ma un giorno, inconsapevolmente, attira un giovane operaio portuale che si era ribellato ai soprusi del sindacato nel luogo dove sarà ucciso.
Da lì, l’inizio di un cambiamento nella sua vita. Per quanto cerchi di eludere la presa di coscienza dei legami e delle attività del fratello, l’incontro con la sorella della vittima e con un prete impegnato a fianco dei portuali, lo allontana dal fratello, lo espone agli occhi del boss come un intralcio da eliminare. Quando il fratello si oppone all’eliminazione di Terry, rimane egli stesso vittima della vendetta del boss che ne decreta l’eliminazione. Il dolore e la ribellione di Terry diventano denuncia e ribellione. Si innamora della sorella del portuale ucciso. Si schiera a fianco dei lavoratori portuali. Memorabile, indimenticabile, la sequenza finale con Terry Malloy riempito di pugni che barcolla, incede, cede, fino ad arrivare a varcare la soglia che simboleggia il suo riscatto totale.

Storia semplice, standard hollywooddiano: buono contro cattivi.
Questo film è Marlon Brando. Se non ci fosse lui, la sua faccia intensa, le sopracciglia segnate, la grandiosità della sua recitazione, la tensione che riesce a trasmettere negli ultimi cinque minuti - che da soli valgono il film -, il tifo inevitabile che Terry Malloy ti provoca ad ogni movimento barcollante, “Fronte del Porto” non rientrerebbe tra i capisaldi del cinema americano. Una sottolineatura all’intensità dell’inimitabile e insuperabile intepretazione di Marlon Brando è anche la fotografia.
Il film ha vinto otto Oscar: miglior film, regia, attore protagonista, attrice non protagonista, sceneggiatura, fotografia, scenografia, montaggio. Principalmente per merito di Marlon Brando e dell’effetto trascinamento della sua intepretazione.
           
Marlon Brando: quando un attore discende in linea retta da Dio.

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