venerdì 2 dicembre 2011

Crisi economica: euro o lira, la truffa ai danni dei soliti


Mi limito a qualche osservazione, rimandando il discorso a quando saranno noti i contenuti delle manovra che Monti sta approntando.

Per far passare misure pesanti che ricadranno, come sempre, su i cittadini italiani vessati da anni in tutti i sensi: pressione fiscale, aumento dei prezzi – praticamente raddoppiati con l’entrata in vigore dell’euro –, stipendi e pensioni rimasti pressoché uguali, ci stanno raccontando che se non saranno approvate “riforme strutturali” sarà la crisi definitiva dell’euro.
Quando parlano di riforme strutturali, i politici e/o tecnici, i “pensatori liberisti”: giornalisti, intellettuali vari, economisti, gente che normalmente non fa un cazzo dalla mattina alla sera e quindi arriva ai settant’anni riposata, intendono una sola cosa: pensioni. Toccare le modalità di pensionamento ha ricavi e non costi e non colpirà i privilegi dei politici. In questi giorni sull’abolizione dei vitalizi ai parlamentari si è fatto rumore per nulla.

Sulla necessità o no di una riforma delle pensioni, pensavo e continuo a pensare (come scrivevo in questo post: http://pinkpanther.iobloggo.com/5635/lavoro-e-diritti-in-che-mondo-siamo) che il regime contributivo anziché retributivo sia un criterio corretto, ma è inaccettabile che si debba pagare - sempre i soliti, e in una botta sola – gli errori perpetrati in anni e anni anche dai sindacati.
Ma vorrei soffermarmi brevemente su quest’ affermazione “se no salta l’euro”.

Per gli italiani, che cambia se tornassimo alla lira?
Siamo entrati nell’euro. E che ne dicano i leghisti, sì, ciò ha avuto effetti negativi per le nostre tasche e per le imprese, ma anche effetti positivi. Si poteva mai pensare nell’era della guerra prodotta dalla globalizzazione di poter far da soli. Siamo mica gli svizzeri…
E adesso, potremmo tornare alla lira? Bene. Anzi. Benissimo. Se riportiamo i prezzi indietro. Perché un euro sono quasi 2.000 lire, non 1.000 lire. Chiunque è in grado di comprendere che: rimanere nell’euro o essere buttati fuori, la truffa è stata ormai organizzata e compiuta.
Ce l’hanno messo globalmente nel culo. Si tratterebbe solo di capire quale sia il male minore. E per chi.
Le responsabilità di questa truffa non è solo della finanza deviata. E’, soprattutto, della concezione liberal- capitalistica mondiale, dell’assenza di valori e di concezioni economiche al servizio della persona.

Con l’euro abbiamo subito l’aumento dei prezzi. Molti italiani si sono arricchiti. Molti altri si sono impoveriti.
Se tornassimo alla lira, non ci sarebbe restituito nulla e ci troveremmo nella condizione di dover fare da soli in un contesto mondiale nel quale solo alcuni (Cina e altri paesi che sfruttano gli esseri umani) possono resistere e accrescere benessere.
Cornuti e mazziati. Sempre e comunque.
Sempre i soliti, ovviamente.

Conclusione: ben vengano i crolli delle ideologie totalitarie. Ma l’attuale ideologia mondiale del capitalismo finanziario e delle truffe del potere politico italiano ed europeo è forse meno nociva di fascismo e comunismo?

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