mercoledì 9 novembre 2011

Sabrina


Film di Billy Wilder. Con Audrey Hepburn, Humphrey Bogart, William Holden, Martha Hyer, John Williams II

Sabrina (Audrey Hepburn), è la figlia dell’autista, giovane, carina e innamorata di David (William Holden), uno dei figli del patriarca della famiglia Larrabee. L’altro figlio, più stagionato, serio, tutto preso dalla gestione dell’impresa di famiglia è Larry (Humprey Bogart).
David, donnaiolo, senza voglia di impegnarsi, non si fila minimamente di Sabrina. Lui vola di “fiore in fiore”, fino a quando nel rivederla, trasformata dopo una cura parigina in una giovane donna affascinante, ne rimane colpito. E così David che non amava Sabrina, si accorge di lei a tal punto da voler far saltare il matrimonio d’affari. Ovviamente, l’interesse che David mostra per la figlia dell’autista non è visto di buon occhio dal fratello serioso, Larry, che cerca di distogliere la sua attenzione finendo per diventare, suo malgrado, vittima del fascino di Sabrina. Da cinico uomo che ha come unica priorità della vita il consolidamento delle richezze di famiglia diventa il romanticone che esce dal torpore e corre all’inseguimento della figlia dell’autista.

E’ un film di una leggerezza meravigliosa, ottimamente diretto da Billy Wilder, regista non monocorde perchè ha diretto film di diverso genere e anche quando ha affrontato la commedia, come in questo film e anche in “Quando la moglie è in vacanza”, lo ha fatto distinguendosi dallo stile del momento. Nelle commedie di quel periodo, il giovane e bello prevale sul più vecchio e sicuramente sul più brutto. Qui no. Wilder cambia la regola (stessa cosa nel film con Marylin) e fa prevalere Larry nella conquista del cuore di Sabrina. Una mossa quasi azzardata, visto che sceglie un Bogart non in versione misterioso e affascinante come in “Casablanca” ma apparentemente cinico e noiosetto con quel suo ombrello sempre appresso.
Il cast è perfetto in tutti, da protagonisti a comprimari. Alcune sequenze rendono poi questo film indimenticabile e improponibile per un remake (che purtroppo è stato osato ed è orribile). Come si può dimenticare quella carognetta di Larry che nel vedere il fratello David con le tasche posteriori rigonfie e intuendo dove stia per andare e con quale compagnia (Sabrina) lo invita a sedersi. E David si siede. Si siede sui bicchieri che aveva messo nelle tasche posteriori per andare a brindare con Sabrina. Il povero David è così bloccato con tante schegge di vetro nelle chiappe e la sceneggiatura di Ernest Lehman non può che continuare a farci sorridere per questo incidente di David. E allora ecco che mentre il nostro bel rampollo se ne sta prono, al dottore che gli sta asportando i frammenti di vetro collocati nel suo bel di dietro, chiede: «come faremo a sapere di averli tolti tutti», «ricostruiremo i bicchieri» risponde serafico (e ironico) il dottore. E anche la scena successiva con il ventilatore che manda refrigerio alle chiappe del povero David e con Larry che ha fatto predisporre un’amaca con un buco in mezzo, buco nel quale sarà collocato il deratano del più giovane e bel fratello è un’altra scena da gustare.
In un film di tale grazia, ironia non poteva che esserci una massima della vita. Di quelle da annotare:
Thomas, autista nonchè padre di Sabrina rivolgendosi a Larry Larrabee (Bogart): «Io vedo la vita come una limousine, anche se viaggiamo assieme, ognuno di noi ha il proprio posto: c’è un sedile anteriore, uno posteriore e un finestrino in mezzo»
Larry: «Caro Thomas, mi sto accorgendo solo ora che siete un terribile snob»
Thomas: «Sissignore».
Risposta di chi sa che il suo posto è sul sedile anteriore. 

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