mercoledì 9 novembre 2011

Quarto Potere


Film di Orson Welles. Con Orson Welles, Alan Ladd, Agnes Moorehead, Everett Sloane, Paul Stewart, George Coulouris, Ray Collins

Appena due anni dopo la realizzazione di uno dei più famosi e amati film americani, che invece io colloco ai primissimi posti tra i più orribili, sotto tutti i punti di vista: “Via col vento”, esordisce un genio: Orson Welles. A soli venticinque anni, nel 1941, è il protagonista e il regista del suo primo film: “Quarto potere”, giustamente e indiscutibilmente considerato una pietra miliare del cinema. Questo film si merita la fama di capolavoro, perché da questo, grazie alla genialità e passionalità di Orson Welles, sorretta da un’innovazione tecnica inizia una separazione. La separazione tra il cinema e il resto.

La storia è quella di Charles Foster Kane, interpretato da Orson Welles, il ricco magnate dell’editoria ancora in vita quando uscì il film, che osteggiò in tutti i modi perché descriveva impietosamente la sua sconfitta umana. La vita del magnate è narrata tramite l’indagine di un giornalista, intepretato da Joseph Cotten alla ricerca del significato dell’ultima parola pronunciata prima di morire: Rosebud (Rosabella). La ricerca di quale mistero vi sia dietro questa parola porta a scoprire l’ascesa e la discesa del ricco capitalista americano. Ovviamente, il film è visto anche in chiave di critica al sistema capitalista americano.

Ciò che però più mi colpisce in questo film non è la storia in sé, se vogliamo neppure tanto originale, ma il modo con il quale è rappresentata. Orson Welles è il precursore di una nuova tecnica cinematografica, fatta di profondità di campo e di piano sequenza. La profondità di campo è la messa a fuoco sia di ciò che sta in primo piano come in lontananza. Il piano sequenza è un modo di mettere insieme insieme più scene che appaiono allo spettatore come un’unica sequenza. Due tecniche che danno una profondità, che ti portano a seguire la scena in ogni particolare e che danno un ritmo e pause senza che tu ne percepisca gli stacchi.
Un film che non può non stare nella videoteca degli appassionati di cinema. 

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