Film di Laszlò
Benedek. Con Marlon Brando, Lee Marvin,
Robert Keith, Mary Murphy
La sequenza
iniziale è di quella che fanno un film.Lo identificano, lo stampano nella
memoria visiva. Ed è quella che unisce mito al mito: quello di Marlon Brando.
La prima volta che ho visto questo film sono stata catturata dalla sequenza
inziale. Johnny, cioè Marlon Brando, è il capo di una banda di teppisti in
motocicletta. Arriva in una piccola cittadina californiana insieme alla squadra
di motociclisti per spaventare il tranquillo tran tran piccolo borghese. Ronza
intorno alla brava ragazza di turno che fa la barista. Le parla, la guarda e
la scruta con la provocazione di chi sa di aver di fronte qualcuno lontano
dal proprio modo di essere ma, nel contempo che lo attrae.
Non si tratta di
un capolavoro cinematografico, ma è un film da vedere e da collezionare. E’ uno
di quei film per i quali diciamo: “di Marlon Brando”, e non “con” Brando. Il
regista, la scenografia, la sceneggiatura e tutto il resto sono in secondo
piano. In primo piano c’è sempre e solo lui: Brando.
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