Film del 1951 diretto da Luchino Visconti. Con: Anna
Magnani, Walter Chiari, Tina Apicella, Gastone Renzelli, Teresa Battaggi,
Alessandro Blasetti, Lola Braccini, Arturo Bragaglia, Luciano Caruso, Mario
Chiari, Michele Di Giulio, Liliana Mancini, Corrado Mantoni, Lilly Marchi,
Sonia Marinelli, Guido Martufi, Filippo Mercati, Gisella Monaldi, Vittorio Musy
Glori, Anna Nighel, Nora Ricci, Lina Rossoni, Tecla Scarano, Linda Sini.
Soggetto di Cesare
Zavattini. Sceneggiatura di Suso Cecchi D’Amico, Francesco Rosi
Luchino Visconti è
considerato un aristocratico, un esteta. Una parte della sua cinematografia non
fa che confermarlo; eppure, due dei suoi capolavori raccontano storie del
popolo e lo fanno con tale intensità da rendere questi personaggi così veri da
far dimenticare nel corso delle immagini che si tratta di finzione.
“Rocco e i suoi
fratelli” è uno dei questi film. L’altro è “Bellissima”. Magnificamente
intepretato da una Anna Magnani che più la guardi, più la ascolti, più
dimentichi che stai vedendo un film. Perché Anna Magnani ha questa capacità,
più unica che rara: è così vera che non sembra stia recitando.
Immedesimazione
totale per talento, sensibilità acuta, esperienza di vita vissuta. Il volto di
Anna Magnani dice: confesso che ho vissuto. E in “Bellissima” vive.
Vive come
Maddalena Cecconi, popolana romana, sposata a Spartaco a madre di Maria, la
giovanissima figlia per la quale sogna un avvenire nel mondo dello spettacolo.
Contro la volontà del marito, per realizzare il suo sogno per la figlia, la
iscrive a corsi di recitazione e di ballo, le fa fare foto per partecipare ai
provini. Si fa abbindolare da Alberto, meschino millantatore - ottimamente
intepretato da Walter Chiari – che le fa credere di avere le conoscenze per far
ammettere Maria ai provini. Maddalena gli crede e gli consegna tutti i suoi
risparmi. Quando Maddalena si renderà conto di essere stata ingannata sarà
tardi e dovrà spiegare al marito quanto è successo. La reazione di Spartaco è
quanto di più verosimile vi sia. Un momento di rabbia e durezza, ma poi
l’amore, il legame con Maddalena e figlia fanno superare tutto e la dolcezza,
l’affetto prende il sopravvento.
Come ogni
capolavoro richiede, c’è una sequenza che mostra più di ogni altra il senso del
film. Maddalena, nonostante l’inganno di Alberto, riesce a far ammettere la
figlia Maria ai provini. In preda alla smania di capire cosa stia avvenendo
durante il provino e sicura che la figlia possa essere scelta, riesce ad
accedere alla sala di proiezione ed assiste alle prese in giro del regista e
dei suoi collaboratori nei confronti di Maria, trasformata da Maddalena con
quei capelli e vestitino in una macchietta. La sorpresa, il dolore, la rabbia
di Maddalena sono tutte nell’espressione di Anna Magnani. Maddalena si rende
conto improvvisamente, per la prima volta, di quello che sta facendo a sua
figlia. Vedere il viso spaventato di Maria le fa capire che la realizzazione
del sogno, a portata di mano nonostante la derisione alla quale ha assistito,
perché la figlia viene scelta, chiede in cambio di rinunciare all’innocenza,
alla dignità di Maria. E allora, vi è il ritorno alla propria dimensione reale.
Che non è la rinuncia al sogno ma l’armonia di aver capito ciò che conta e
serve a chi si ama.
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