mercoledì 9 novembre 2011

Bellissima


Film del 1951 diretto da Luchino Visconti. Con: Anna Magnani, Walter Chiari, Tina Apicella, Gastone Renzelli, Teresa Battaggi, Alessandro Blasetti, Lola Braccini, Arturo Bragaglia, Luciano Caruso, Mario Chiari, Michele Di Giulio, Liliana Mancini, Corrado Mantoni, Lilly Marchi, Sonia Marinelli, Guido Martufi, Filippo Mercati, Gisella Monaldi, Vittorio Musy Glori, Anna Nighel, Nora Ricci, Lina Rossoni, Tecla Scarano, Linda Sini.
Soggetto di Cesare Zavattini. Sceneggiatura di Suso Cecchi D’Amico, Francesco Rosi 

Luchino Visconti è considerato un aristocratico, un esteta. Una parte della sua cinematografia non fa che confermarlo; eppure, due dei suoi capolavori raccontano storie del popolo e lo fanno con tale intensità da rendere questi personaggi così veri da far dimenticare nel corso delle immagini che si tratta di finzione.
“Rocco e i suoi fratelli” è uno dei questi film. L’altro è “Bellissima”. Magnificamente intepretato da una Anna Magnani che più la guardi, più la ascolti, più dimentichi che stai vedendo un film. Perché Anna Magnani ha questa capacità, più unica che rara: è così vera che non sembra stia recitando.
Immedesimazione totale per talento, sensibilità acuta, esperienza di vita vissuta. Il volto di Anna Magnani dice: confesso che ho vissuto. E in “Bellissima” vive.
Vive come Maddalena Cecconi, popolana romana, sposata a Spartaco a madre di Maria, la giovanissima figlia per la quale sogna un avvenire nel mondo dello spettacolo. Contro la volontà del marito, per realizzare il suo sogno per la figlia, la iscrive a corsi di recitazione e di ballo, le fa fare foto per partecipare ai provini. Si fa abbindolare da Alberto, meschino millantatore - ottimamente intepretato da Walter Chiari – che le fa credere di avere le conoscenze per far ammettere Maria ai provini. Maddalena gli crede e gli consegna tutti i suoi risparmi. Quando Maddalena si renderà conto di essere stata ingannata sarà tardi e dovrà spiegare al marito quanto è successo. La reazione di Spartaco è quanto di più verosimile vi sia. Un momento di rabbia e durezza, ma poi l’amore, il legame con Maddalena e figlia fanno superare tutto e la dolcezza, l’affetto prende il sopravvento.

Come ogni capolavoro richiede, c’è una sequenza che mostra più di ogni altra il senso del film. Maddalena, nonostante l’inganno di Alberto, riesce a far ammettere la figlia Maria ai provini. In preda alla smania di capire cosa stia avvenendo durante il provino e sicura che la figlia possa essere scelta, riesce ad accedere alla sala di proiezione ed assiste alle prese in giro del regista e dei suoi collaboratori nei confronti di Maria, trasformata da Maddalena con quei capelli e vestitino in una macchietta. La sorpresa, il dolore, la rabbia di Maddalena sono tutte nell’espressione di Anna Magnani. Maddalena si rende conto improvvisamente, per la prima volta, di quello che sta facendo a sua figlia. Vedere il viso spaventato di Maria le fa capire che la realizzazione del sogno, a portata di mano nonostante la derisione alla quale ha assistito, perché la figlia viene scelta, chiede in cambio di rinunciare all’innocenza, alla dignità di Maria. E allora, vi è il ritorno alla propria dimensione reale. Che non è la rinuncia al sogno ma l’armonia di aver capito ciò che conta e serve a chi si ama.

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