1 giugno
2010
Non l’ho mai conosciuto
personalmente, solo incrociato un paio di volte in centro a Milano. Lo
consideravo un grande professionista pur non essendo telespettatrice assidua
del suo ‘Portobello’. Un signore. Dotato di intelligenza e di savoir faire. Se
c’è un uomo per il quale, dal primo istante, ho messo la mano sul fuoco, questo
è stato Enzo Tortora. Non ho mai creduto ad una parola delle accuse che gli
furono mosse. Non dimenticherò mai le immagini del suo arresto. Mai
dimenticherò il suo sguardo: perso, disperato, che non si capacitava di ciò che
gli stava succedendo, di quelle accuse infamanti.
Enzo Tortora era uno dei grandi
della televisione e Portobello aveva mediamente 20.000.000 di spettatori. Non
credo ce ne fosse uno che lo guardava e non lo stimasse.
Troppi spettatori. Un potere
mediatico potenziale enorme. Strano caso. L’uomo più visto d’Italia fatto fuori
da un mafioso.
Ho sempre pensato che ci fosse una
relazione tra l’enorme popolarità e – badate bene – gradimento, di Enzo Tortora
e la fine ingiusta che gli hanno fatto fare.
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