6 marzo
2007
Non c’è giustizia senza verità.
Quando un uomo compie il suo lavoro con impegno, correttezza, quando arriva a
mettere l’altra persona prima di se stesso e non ottiene giustizia, lo si
uccide due volte. Tre volte. Quattro volte. Lo si uccide ogni volta che si
parla di lui e lo si strumentalizza. Quando lo si tira da una parte o
dall’altra per sostenere una tesi, per cercare di abbatterne un’altra. Nicola
Calipari non era un eroe. Era molto di più. Era, è: UN UOMO. Una
persona che si merità verità. Completa.
E allora cominciamo dalle
verità di casa nostra. Da chi sapeva e ha deciso la linea operativa da
seguire per la liberazione della Sgrena. Se e quale era l’autonomia di Calipari
e cosa delle sua azione era deciso e stabilito dai suoi superiori. Chi sapeva
del governo lo sappiamo: Letta e Berlusconi. Cosa sapevano gli americani. E via
via le responsabilità dall’uccisione. La responsabilità degli americani fino
all’ultima responsabilità del marine.
E’ allucinante che vi
siano state due versioni diverse tra noi (commissione d’inchiesta) e gli
americani. E’ l’ennesima dimostrazione che o siamo dilettanti incapaci
rispetto a loro o siamo considerati un paese da mettere a 90°.
Nicola Calipari era un uomo che
camminava e guardava ritto. La schiena non si piegava. Hanno dovuto ammazzarlo per
piegarlo. I responsabili dei Servizi Segreti, i responsabili
governativi di allora e tutti coloro che oggi lamentano la mancata assunzione
di responsabilità degli USA ma non fanno nulla perchè sia fatta verità assoluta
capiscono la differenza che c’è tra loro e Nicola Calipari?. Io l’ho
capito. La maggior parte degli italiani l’ha capito. Stiano certi che non
dimenticheremo.
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