mercoledì 9 novembre 2011

Nicola Calipari: verità e giustizia


 6 marzo 2007

Non c’è giustizia senza verità. Quando un uomo compie il suo lavoro con impegno, correttezza, quando arriva a mettere l’altra persona prima di se stesso e non ottiene giustizia, lo si uccide due volte. Tre volte. Quattro volte. Lo si uccide ogni volta che si parla di lui e lo si strumentalizza. Quando lo si tira da una parte o dall’altra per sostenere una tesi, per cercare di abbatterne un’altra. Nicola Calipari non era un eroe. Era molto di più. Era, è: UN UOMO. Una persona che si merità verità. Completa.
E allora cominciamo dalle verità di casa nostra. Da chi sapeva e ha deciso la linea operativa da seguire per la liberazione della Sgrena. Se e quale era l’autonomia di Calipari e cosa delle sua azione era deciso e stabilito dai suoi superiori. Chi sapeva del governo lo sappiamo: Letta e Berlusconi. Cosa sapevano gli americani. E via via le responsabilità dall’uccisione. La responsabilità degli americani fino all’ultima responsabilità del marine.
E’ allucinante che vi siano state due versioni diverse tra noi (commissione d’inchiesta) e gli americani. E’ l’ennesima dimostrazione che o siamo dilettanti incapaci rispetto a loro o siamo considerati un paese da mettere a 90°.
Nicola Calipari era un uomo che camminava e guardava ritto. La schiena non si piegava. Hanno dovuto ammazzarlo per piegarlo. I responsabili dei Servizi Segreti, i responsabili governativi di allora e tutti coloro che oggi lamentano la mancata assunzione di responsabilità degli USA ma non fanno nulla perchè sia fatta verità assoluta capiscono la differenza che c’è tra loro e Nicola Calipari?. Io l’ho capito. La maggior parte degli italiani l’ha capito. Stiano certi che non dimenticheremo.

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