mercoledì 9 novembre 2011

Le Iene


Un film di Quentin Tarantino. Con Harvey Keitel, Steve Buscemi, Tim Roth, Michael Madsen, Chris Penn, Lawrence Tierney.

“Le Iene” è il film d’esordio di Quentin Tarantino. Questo e “Pulp Fiction” per me sono i suoi film migliori. Quelli che mostrano esattamente e compiutamente lo stile di Tarantino. Per sintetizzare: ne “Le Iene” ci sono le componenti standard che si rivedono e sono magnificamente trattate anche in “Pulp Fiction”: violenza, dialoghi originali, unici. La caratteristica di Tarantino è che la violenza dei suoi film può anche non disturbare perché non è gratuita, non è ingiustificata, non è messa lì così per suscitare una scossa. La violenza è la trama. La prima protagonista del film di Tarantino è lei. Ma il modo di raccontare, mostrare la realtà assoluta della violenza da parte di Tarantino non è morbosa. Quasi non ti accorgi che è presente dall’inizio alla fine.
Non poteva del resto che raccontare e mostrare così, i partecipanti alla rapina fallita di una gioielleria a Los Angeles. I sei rapinatori, trovano all’uscita della gioielleria la Polizia. Due muoiono e un terzo rimane ferito gravemente. Tra loro vi è sicuramente un infiltrato.
I sei, che non si conoscono tra loro, sono al corrente solo di un parte di verità e sono soprannominati con il nome di un colore. Finezza snob narrativa: “lavorano” in giacca e cravatta. I quattro superstiti si ritrovano in un deposito che diventa la scena teatrale dell’azione con gli eventi che si snodano tra momenti ante e post rapina.   
Il cast è eccellente con Harvey Keitel al massimo della forma. E, ovviamente, un film come questo non tradisce certo nel montaggio.
E’ un film che metti nella categoria cult o che smetti di vedere dopo dieci minuti. Per me sta nei cult. 

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