giovedì 15 ottobre 2015

Pensioni: Part time agevolato per gli over 63



da: Il Sole 24 Ore

Part time agevolato per gli over 63
Nei ddl collegati piano anti-povertà da 600 milioni, indennità e congedi estesi agli autonomi
di Davide Colombo, Marco Mobili, Marco Rogari

Se per le pensioni flessibili bisognerà aspettare il 2016 in stabilità entrerà comunque una misura di «invecchiamento attivo» per consentire ai lavoratori di optare per un part-time volontario con contribuzione piena negli ultimi tre anni di contratto. Si tratta di una misura messa a punto dai tecnici di Giuliano Poletti, di cui non è ancora noto l’onere finanziario (forse un centinaio di milioni iniziali) ma che è data per certa. Lo schema sarebbe basato su un’intesa tra datore e dipendente: quest’ultimo opta per un part-time volontario (almeno al 50%) con la garanzia del versamento in busta paga dei contributi netti che l’azienda avrebbe dovuto versare all’Inps, mentre la contribuzione figurativa al cento per cento viene fiscalizzata. 

I dettagli della misura saranno resi noti oggi, dopo il varo della manovra atteso con il Consiglio dei ministri convocato attorno a mezzogiorno. Beneficiari dovrebbero essere tutti i dipendenti over 63 del settore privato e per l’azienda non ci sarebbero vincoli per nuove assunzioni. Sempre sul fronte lavoro
vengono confermati i contenuti di due disegni di legge collegati alla Stabilità: uno per l’estensione dell’attuale piano per il contrasto della povertà e il secondo per l’estensione di una serie di tutele al mondo del lavoro autonomo. Sul primo è certa la dote 2016, pari a 600 milioni, destinati a salire a un miliardo strutturale nel 2017, se verranno definite le coperture. Con l’intervento verrebbe più che raddoppiata la platea dei beneficiari dell’attuale sostegno di inclusione attiva (si arriva fino a 400 euro mensili per le famiglie povere con cinque componenti e figli minorenni): si passerebbe da 150mila nuclei a oltre 300mila. In questo collegato verrebbe previsto anche un ridisegno di altre misure di assistenza sociale e l’innalzamento della no tax area per i pensionati. Il collegato sul lavoro autonomo, per il quale pure non è nota la dote finanziaria, punta invece all’estensione ai lavoratori autonomi di una serie di strumenti di welfare dai quali oggi sono esclusi: maternità, indennità di malattia, congedi parentali. Mentre sul fronte fiscale sarebbero previste nuove forme di deducibilità, per esempio per le spese di formazione professionale. Novità anche sul fronte contrattuale, con un rafforzamento delle clausole di salvaguardia previste nel settore autonomo.

A queste e ad altre misure strutturali sul lato dell’offerta, la manovra si completa con l’insieme degli interventi di stimolo alla domanda annunciati da settimane, cui si aggiunge la novità dell’innalzamento da mille a 3mila euro del limite per l’utilizzo della contante. Ieri il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha illustrato al presidente Sergio Mattarella le linee guida della legge di Stabilità e del bilancio dello Stato.

Tra le misure il pacchetto fiscale è al primo posto: si prevede il taglio delle tasse sulla prima casa. Costa circa 5 miliardi, compresi Imu e Irap agricola (850 milioni) e dell’Imu sugli imbullonati (non ancora definito nei dettagli). I Comuni saranno interamente compensati, senza aumenti di tasse sulle seconde case e la garanzia di un allentamento del patto di stabilità interno (per un miliardo). Il governo si è impegnato a sterilizzare circa 16 miliardi di aumenti Iva e di tagli lineari agli sconti fiscali. Se la copertura sarà in deficit, grazie alla flessibilità Ue, si tratterebbe di una copertura “one off”, il che significa che per il 2017 serviranno nuove risorse per bloccare le nuove clausole. Una copertura strutturale servirà invece per l’aumento di accise previsto al posto del reverse charge Iva, bloccato per ora con i primi proventi della voluntary disclosure. Per il 2016 il rientro dei capitali potrebbe essere cifrato 2-2,5 miliardi. Altri 900 milioni potrebbero arrivare dai giochi. Resta in campo, ma potrebbe esser in realtà inserito in un emendamento al ddl di stabilità, il pagamento del canone Rai nella bolletta elettrica solo per le abitazioni principali, con l’abbassamento da 113 a 100 euro nel primo anno. Restano difficoltà tecniche difficili da superare e la forte opposizione delle società elettriche.
Fino a ieri sera i nodi più difficili da dipanare restavano tutti sul lato coperture di una manovra indicata tra i 27 e i 30 miliardi; una forchetta che dipende dall’accoglimento o meno della richiesta, avanzata a Bruxelles, di utilizzare uno 0,2% di spazio di patto in più per la clausola migranti.
Dalla spending dovrebbero arrivarne 5-6 miliardi, anche se la cifra potrebbe essere ritoccata fino all’ultimo secondo. I ministeri subiranno tagli, anche in versione semi-lineare, per 1,7 miliardi, mentre la sanità dovrebbe contribuire con almeno 2 miliardi, anche se la lunga trattativa con le Regioni sull’aumento in versione ridotta del Fondo sanitario potrebbe portare a un alleggerimento dell’intervento. Altri 1,5-2 miliardi dovrebbero poi essere garantiti dagli acquisti Pa.
Da Palazzo Chigi preannunciano poi l’arrivo di un ulteriore miliardo da destinare, con un provvedimento fuori stabilità, a Giubileo, Terra dei fuochi, Bagnoli e Ilva.

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