lunedì 1 dicembre 2014

M5S: il tramonto della web democracy?






Un sogno che si è spezzato. Si tratta di quello del blog del Movimento 5Stelle, un esperimento partito con il piede giusto perché l’idea del confronto tra gli esponenti e l’elettorato non era malvagia, ma stando alla bagarre a cui si è assistito nelle ultimi settimane, con espulsi che chiamano in causa la chiarezza e la limpidità del blog per vedere i numeri, di certo qualche cosa è andata storta. Basta guardare ai numeri per verificare come il connubio, quel luogo di incontro in cui si discutono le proposte di legge di iniziativa parlamentare sia fallito. In oltre un anno i testi discussi sul sistema operativo del M5S sono stati 90, di questi solo 7 sono stati poi presentati in Parlamento. “E va da sé che il numero di quelli approvati è zero. Le prime proposte di legge raccoglievano però migliaia di interventi. I temi erano quelli più cari al popolo grillino: abolizione dei finanziamenti pubblici all’editoria, libero accesso a Internet, reddito di cittadinanza. Quest’ultima iniziativa tenne banco per settimane e vide la partecipazione di 8.153 iscritti al Movimento”, riporta il quotidiano La Stampa che ha analizzato la situazione.
Di quella rivoluzione pentastellata oggi si raccoglie la polvere di stelle per dirla con una metafora. Grillo non è riuscito a fare proprio il malcontento, quel non voto che ora sembra stare con Salvinie la sua Lega Nord.  Da questo si evince il
crollo del coinvolgimento in rete, dove “i temi affrontati sono marginali, oltre metà delle proposte non raggiunge i 200 commenti, mentre per una legge su quattro gli iscritti coinvolti sono meno di 100. Pochi, anzi pochissimi se rapportati ai circa 100 mila militanti che vengono invitati a partecipare via mail ogni volta che sul sito arriva una nuova legge”, rivela ancora il quotidiano.
Nonostante i numeri riportati da la Stampa in fatto di visitatori del sito non siano ancora ufficiali, la tendenza evidenzia come ci sia stato un vero e proprio dimezzamento di questi. “I dati dei servizi online che monitorano il traffico Internet ci dicono infatti che dai 2 milioni e 800 mila accessi mensili via Google del dicembre 2013, il sito del capo del M5S è precipitato ai 972 mila di ottobre. Certo, restano numeri da primato tra i politici italiani. Ma il calo è consistente. Anche sui profili Facebook e Twitter da qualche mese l’incremento di seguaci si è fermato”.

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