sabato 13 dicembre 2014

Facce come il culo, Jean-Claude Junker: il presidente U.E, ex premier dell’evasione fiscale in Lussemburgo e le elezioni in Grecia



Jean-Claude Juncker, il presidente della Commissione Europea che impone vincoli e regole è stato per 18 anni premier del Lussemburgo, ministro del Lavoro, del Bilancio, e della Finanza, del piccolo e ricchissimo granducato al centro di un’inchiesta giornalistica, realizzata dal network investigativo Icij e pubblicata in esclusiva per l'Italia dall'Espresso. Inchiesta che rivela che durante la sua gestione il Lussemburgo ha costruito la sua fortuna (con un reddito pro capite di oltre 100 mila dollari, e un impiegato in banca ogni 20 cittadini), stipulando accordi fiscali su misura con vari (e anche nostrani) Paperoni e multinazionali, marchi come Amazon, Ikea, Deutsche Bank, Procter&Gamble, Pepsi e Gazprom.
Tra le italiane c’è Finmeccanica, che è andata in Lussemburgo per pagare meno tasse al suo primo azionista: lo Stato italiano.

Questo gestore dell’evasione fiscale internazionale si permette di dare un “suggerimento” elettorale ai Greci chiamati alle urne: “non votate in modo sbagliato”.
Senti da che pulpito arriva la predica: dall’ex premier di un paradiso fiscale, cioè di un paese inserito nella Black List. E quel che farebbe ridere se non fosse tragico, è che Junker ha un alto incarico istituzionale in quell’Unione Europea che ha istituito norme per disciplinare le transazioni finanziarie con i paradisi fiscali.
E’ come mettere Dracula a presidente dell’Avis.

L’indecenza non ha limiti. E la rabbia della gente, quindi, aumenta.
E Junker ha la faccia come il culo. Senza offesa per questa parte anatomica.



da:  Il Sole 24 Ore

Juncker, gaffe sulle elezioni in Grecia: «Non votate nel modo sbagliato»



Pesante “gaffe” del presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, entrato a gamba tesa nel dibattito politico interno della Grecia. Juncker ha lanciato un duro e insolito avvertimento sul fatto che potrebbero crearsi nuovi
problemi al Paese mediterraneo se i greci voteranno in modo «sbagliato». Chiara l’allusione all’ipotesi di una possibile vittoria dei radicali di sinistra di Syriza alle probabili elezioni anticipate di febbraio.
Juncker, il neopresidente della Commissione europea, ha sottolineato subito dopo in una precisazione resa davanti ai microfoni dell’emittente pubblica austriaca Orf che non stava cercando di immischiarsi nella vita politica greca, ma ormai la frase era stata detta. In generale, i funzionari della Commissione Ue sono molto prudenti nei giudizi verso i Paesi partner per evitare suscettibilità, reazioni o peggio, accuse di interferenza, ma in questo caso le osservazioni di Juncker sono andate molto al là delle normali consuetudini usate dalla Commissione europea.
http://adv.ilsole24ore.it/5/www.ilsole24ore.it/10/_02_020_/_notizie_/_europa/L18/646790561/VideoBox_180x150/IlSole24Ore/Autopromo_SOLE_square/square_INVENDUTO_Sole.html/77536e4e4b56534c444c4d4142486d50?_RM_EMPTY_&
Molti commentatori hanno giudicato un boomerang le dichiarazioni di Juncker che arrivano in un quadro molto teso ad Atene dove il primo ministro greco Antonis Samaras sta cercando di trovare i voti che gli mancano per raggiungere la soglia necessaria all'elezione del presidente della Repubblica ed evitare elezioni anticipate ad alto rischio. Il capo del governo di Atene ha bisogno di trovare 25 deputati che sostengano il candidato dell'esecutivo, Stavros Dimas, un ex commissario europeo.
In Grecia è l'esecutivo a proporre il nome del candidato alla carica di presidente e i deputati sono chiamati a esprimersi su quel nome: in questo caso, il governo di coalizione di Samaras ha avanzato la candidatura dell'ex commissario europeo Dimas. A meno di una settimana dal primo turno elettorale, però, i conti ancora non tornano. «Non abbiamo il numero (di voti, ndr) richiesto», ha riconosciuto un membro dell'esecutivo, Gerasimos Giakoumatos.
Tutti gli osservatori escludono un'elezione del presidente al primo turno, il 17 dicembre prossimo, o al secondo, il 23. In queste due occasioni la maggioranza richiesta è di due terzi dei voti, 200 deputati sui 300 del Parlamento. Con un totale di 155 parlamentari (127 conservatori e 28 socialisti), la maggioranza di Antonis Samaras avrebbe bisogno di altri 25 voti per raggiungere la soglia dei 180 sì, pari ai 3/5 del totale richiesti alla terza e ultima votazione, fissata il 29 dicembre.
In caso di mancata elezione anche al terzo turno, sarà sciolto automaticamente il Parlamento e saranno convocate elezioni legislative anticipate. In questo momento, il gruppo radicale di sinistra Syriza, guidato da Alexis Tsipras, anti-austerity e con richieste di riduzione del peso del debito che viaggia al 177% del Pil per 330 miliardi di euro, si presenterebbe come grande favorito per la vittoria. Syriza chiede di ridurre il peso del debito in un contesto che vede il Paese nei primi undici mesi mettere a segno un attivo primario di bilancio di 3,5 miliardi di euro con un costo sugli interessi del debito pari a 7 miliardi all’anno.

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