mercoledì 20 maggio 2020

Coronavirus: chiusi i cinema, i film più visti in streaming



da: Il Fatto Quotidiano - di Federico Pontiggia

‘Ti amo idiota’ In quarantena sono volate le “Favolacce ”

Una volta qui era tutto Cinetel. I film uscivano in sala, c’erano i dati giornalieri del box office, e il lunedì quelli fondamentali del weekend: incassi, schermi, media copia. Ora no, non più. Dall’8 marzo scorso non mancano solo i cinema, bensì i dati: dal theatricalal Tvod (Transactional Video On Demand) non è mutato il supporto, è cambiato l’universo mondo.

La finale comunicazione di Cinetel, società partecipata dall’Associazione nazionale esercenti cinema (Anec), fu il 9 marzo, e riguardò l’ultimo weekend cinematografico, quello dal 5 all’8 marzo: andò malissimo, -95,41 per cento rispetto allo stesso del 2019, sebbene dall’inizio dell’anno il saldo – complice Tolo Tolo di Checco Zalone –  rimanesse positivo, +5,43 per cento.

Da allora tutto tace, Cinetel non ha di che dire, gli altri che hanno – forzatamente – scelto di saltare la sala e approdare on demand tengono la bocca chiusa. La società Eagle Pictures che ha mandato in noleggio digitale la sua prima produzione, Un figlio di nome Erasmus di Alberto Ferrari, con Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu, dal 12 aprile (Pasqua), e La sfida delle mogli di Peter Cattaneo, dal 25 aprile, si limita a dichiarare che il primo titolo è stato più visto del secondo.

Covid-19 a Milano: ad aprile sfuggiti 231 mila casi, lo afferma uno studio del professor Galli



da: Il Fatto Quotidiano

Gli scienziati di Sacco, Statale e Policlinico: SarCov2 nell’area metropolitana è arrivato a dicembre e i primi vettori sono i giovani (non gli anziani)
di Davide Milosa 

Nell’area metropolitana di Milano dall’inizio dell’emergenza Covid solo un caso su 20 è stato diagnosticato come positivo. Il resto è sfuggito. Una percentuale drammatica, che rilancia l’allarme dei contagiati asintomatici soprattutto oggi, in piena Fase 2. Il dato è contenuto in uno studio – in fase ancora di prestampa – al quale hanno lavorato 16 ricercatori divisi tra l’ospedale Sacco, l’Università Statale e il Policlinico di Milano. Tra i firmatari, anche il professore Massimo Galli. In queste 18 pagine dello studio sono tante le novità che potrebbero far cambiare la linea della storia di SarsCov2 in Italia. Tra queste, la retrodatazione della comparsa del virus a Milano nella prima metà del dicembre scorso, e il dato per il quale i primi vettori di diffusione sono stati i giovani e non gli anziani.

La ricerca si basa sull’analisi sierologica del sangue di 789 donatori dell’area milanese. Di questi, il 60% proviene da Milano città. Il sangue è stato prelevato dalla banca del Policlinico dove ogni anno vengono raccolti circa 40 mila campioni. Naturalmente essendo donatori si tratta di persone sane e certificate. Senza patologie generali e senza sintomi Covid o simil Covid. I campioni di sangue vanno dal 24 febbraio (tre giorni dopo la scoperta del paziente 1) all’8 aprile.

Ospedale in Fiera: 21 milioni per 20 pazienti. E ora, forse, si chiude. La rivolta di un gruppo di avvocati-donatori che vuol vedere i conti



da: https://it.businessinsider.com/ - di Andrea Sparaciari

«Di quei 21 milioni, 10.000 euro li ha donati il mio Studio, avendo io insistito perché fossero destinati proprio lì e non ad altre iniziative anti-Covid19. Sono un pirla». È il tweet che il 13 maggio scorso l’avvocato milanese Giuseppe La Scala – persona assai nota, un po’ perché “volto” dei piccoli azionisti del Milan, un po’ perché a capo di uno studio legale che annovera 200 avvocati e 150 dipendenti – ha lanciato nell’etere.

Nel suo cinguettio è racchiusa tutta la frustrazione dei molti “donors” che avevano creduto nel progetto Ospedale in Fiera e per questo, nella fase più grave dell’epidemia, hanno messo mano al portafogli.

Una struttura che, a fronte di un investimento tra i 21 e i 26 milioni di euro (la cifra esatta ancora non è quantificata), ha portato soccorso a poco meno di una ventina di pazienti totali.

Un ospedale talmente utile, che si avvia ad essere smantellato a breve, sebbene il presidente Attilio Fontana continui a ripetere che proprio la sua inutilità sia stata un clamoroso successo.

«È come se fai un’autostrada a otto corsie che costa miliardi e poi gioisci perché nessuno la usa, visto che tutti usano il treno… Non è che c’è da festeggiare. Hai solo pagato un sacco di soldi per una cosa inutile»‚ ironizza La Scala.

Antonio Padellaro: Gli ideali di Renzi, “quanto mi date”


da: Il Fatto Quotidiano

Lo so, è un pensiero ricorrente, ma all’irresponsabile che cova in me stuzzica l’idea di un Matteo Renzi che avesse il coraggio di mandare a casa il governo Conte. E non soltanto per l’imperdibile spettacolo che ne seguirebbe.

Anche in politica infatti il bluff può essere un’arte. Per dire, la Marcia su Roma, che l’esercito regio avrebbe potuto spazzare via senza problemi (e Mussolini ne era conscio) è un caso di scuola. A cui, evidentemente per la sua monumentale tragicità, è assurdo accostare i continui, maldestri tentativi di estorsione del senatore di Scandicci. Che alla vigilia del voto sul ministro della Giustizia, Alfredo Bonafede, farfuglia un “ci voglio pensareche nel linguaggio della casbah di Montecitorio significa: “quanto mi dai?”.

A nostro modesto avviso, il premier potrebbe tranquillamente respingere il ricatto del palo della banda dell’ortica senza particolari conseguenze. Mettiamo però il caso che al piromane per caso sfugga un cerino acceso e che il Paese apprenda che il governo, oplà non c’è più, e che di conseguenza tutti gli orripilanti decreti contenenti i miserevoli 55 miliardi di aiuti alla popolazione siano rinviati a data da destinarsi. Nella nostra perversione vorremmo che fosse lo stesso Renzi a spiegarlo agli italiani (magari da un bunker sotterraneo protetto da teste di cuoio), per vedere l’effetto che fa. 

martedì 19 maggio 2020

Recovery Fund, ecco numeri, fini e incognite



da: https://www.startmag.it/ - di Giuseppe Liturri

Il Recovery Fund sarà come farsi intermediare dalla Commissione per prendere del denaro in prestito (circa 60 miliardi potrebbe essere il nostro contributo, in base al Pil, alla restituzione del debito) per poter, nella migliore delle ipotesi, spenderlo attraverso i canali del budget Ue nei prossimi 3 anni. Con annesse rilevanti condizioni in termini di destinazione della spesa e politiche economiche del Paese.

Nel giorno in cui il Financial Times aveva sparato a palle incatenate su Ursula Von Der Leyen e sulla sua capacità di guidare la sua neo insediata Commissione, in particolare sulla (in)capacità di proporre un Recovery fund (FD) degno di questo nome, Emmanuel Macron e Angela Merkel hanno battuto un colpo per toglierla, almeno momentaneamente, dallo stallo in cui è impantanata.

Stavolta niente Deauville, niente Meseberg. È bastata una videoconferenza e 5 paginette di comunicato stampa per riuscire ad iniettare un po’ di entusiasmo nelle vene di chi, come Federico Fubini sul Corriere della Sera, vagava sgomento per l’assoluta incapacità della Ue di concepire soluzioni all’altezza della gravità della crisi che stiamo attraversando a causa del COVID 19.

Marco Travaglio: Razza predona



da: Il Fatto Quotidiano

Anche se ogni tanto litighiamo, sono un po’ amico di Massimo Giannini, specialmente da quando fu cacciato dalla Rai dell’Innominabile e lo difesi. E ieri il suo editoriale su La Stampa mi ha fatto male. Non per me, che non c’entro niente. Per lui. Dopo mezza vita passata a denunciare giustamente i conflitti d’interessi politico-affaristico-editoriali di B., tentava di negare il conflitto d’interessi politico-affaristico-editoriale dei suoi editori Agnelli-Elkann. E, così, senza volerlo, lo confermava.
 
Diversamente da B, la Real Casa torinese non ha mai avuto bisogno di entrare direttamente in politica: fin dalla fondazione oltre un secolo fa, è sempre stata “governativa per definizione”, come diceva il capostipite Giovanni Agnelli. Perché ha sempre avuto ai suoi piedi quasi tutti i governi, convinti – anche in cambio di tangenti e buona stampa – che “quel che va bene alla Fiat va bene all’Italia” (Gianni Agnelli). E infatti anche La Stampa, salvo rare parentesi, è sempre stata governativa. Almeno fino a due anni fa, quando andarono al governo due partiti – 5Stelle e Lega – troppo selvaggi per piacere ai soliti salotti, anche se poi Salvini vi è stato subito cooptato. Intanto la Real Casa si comprava pezzo dopo pezzo pure Repubblica, fino alla brutale cacciata di Verdelli e all’arrivo di Molinari, sostituito a La Stampa da Giannini.

domenica 17 maggio 2020

Diodato, Fai Rumore: Performance in Arena di Verona


Eurovision Song Contest, 16 maggio 2020: la performance di Antonio Diodato all’Arena di Verona con ‘Fai rumore’

Riaperture, ecco cosa riparte il 18 maggio. Palestre e piscine dal 25, cinema e teatri dal 15 giugno




Ecco tutto quello che si potrà fare da domani restando nel proprio territorio e distanziati. Gli altri allentamenti saranno scaglionati in tre date. Il 25 maggio è il turno di piscine e centri sportivi, il 3 giugno tocca alle frontiere, ma entro la Ue

Liberi di spostarsi in macchina o in moto nella propria regione, di vedere gli amici, di andare al bar e al ristorante. Liberi di trasferirsi nelle seconde case al mare e in montagna oppure al lago purché si trovino nella stessa regione di residenza, liberi di farsi tagliare i capelli, di curare il corpo. Liberi di andare al parco e sedersi sulle panchine, di andare in bicicletta e fare sport all’aperto, di partecipare alle funzioni religiose. Ma obbligati a stare lontani almeno un metro, a indossare la mascherina al chiuso o nei posti affollati, a farsi misurare la febbre ogni volta che sarà richiesto. Saranno così le prossime due settimane della Fase 2 dell’epidemia da coronavirus. Attenti al monitoraggio del ministero della Salute (qui quello pubblicato ieri: il «punto di partenza», con tre Regioni da tenere d’occhio) che raccoglie i dati trasmessi dalle regioni sulla tenuta del sistema sanitario e consente di calcolare l’indice di contagio. Attenti soprattutto al numero dei nuovi contagiati.

La giusta distanza
Nel nuovo decreto che — come spiegato ieri dal premier Giuseppe Conte in conferenza stampa — entrerà in vigore domani, 18 maggio, rimane il divieto di assembramento nei luoghi pubblici e questo vuol dire che «può ripartire la vita sociale» nei luoghi chiusi e nelle case private, senza limiti di persone ma sempre mantenendo la distanza necessaria a evitare

Riapertura bar e ristoranti dal 18 maggio: le linee guida di governo e regioni



Bar e ristoranti dovranno:
- Predisporre una adeguata informazione sulle misure di prevenzione, comprensibile anche per i clienti di altra nazionalità.
- Potrà essere rilevata la temperatura corporea, impedendo l’accesso in caso di temperatura > 37,5 °C.
- E’ necessario rendere disponibili prodotti igienizzanti per i clienti e per il personale anche in più punti del locale, in particolare all’entrata e in prossimità dei servizi igienici, che dovranno essere puliti più volte al giorno.
- Negli esercizi che dispongono di posti a sedere privilegiare l’accesso tramite prenotazione, mantenere l’elenco dei soggetti che hanno prenotato, per un periodo di 14 giorni. In tali attività non possono essere presenti all’interno del locale più clienti di quanti siano i posti a sedere.
- Negli esercizi che non dispongono di posti a sedere, consentire l’ingresso ad un numero limitato di clienti per volta, in base alle caratteristiche dei singoli locali, in modo da assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione tra i clienti.
- Laddove possibile, privilegiare l’utilizzo degli spazi esterni (giardini, terrazze, plateatici), sempre nel rispetto del distanziamento di almeno 1 metro.

Riapertura parrucchieri dal 18 maggio: le linee guida di governo e regioni



Questi esercizi dovranno:
- Predisporre una adeguata informazione sulle misure di prevenzione
- Consentire l’accesso dei clienti solo tramite prenotazione, mantenere l’elenco delle presenze per un periodo di almeno 14 giorni
- Potrà essere rilevata la temperatura corporea, impedendo l’accesso in caso di temperatura > 37,5 °C.
- La permanenza dei clienti all’interno dei locali è consentita limitatamente al tempo indispensabile all’erogazione del servizio o trattamento. Consentire la presenza contemporanea di un numero limitato di clienti in base alla capienza del locale.
- Riorganizzare gli spazi, per quanto possibile in ragione delle condizioni logistiche e strutturali, per assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione sia tra le singole postazioni di lavoro, sia tra i clienti.
- L’area di lavoro, laddove possibile, può essere delimitata da barriere fisiche adeguate a prevenire il contagio tramite droplet.
- Nelle aree del locale, mettere a disposizione soluzioni idro-alcoliche per l’igiene delle mani dei clienti e degli operatori, con la raccomandazione di procedere ad una frequente igiene delle mani. Eliminare la disponibilità di riviste e materiale informativo di uso promiscuo.

Riapertura alberghi e ristoranti dal 18 maggio: linee guida



Alberghi, Hotel, Agriturismi dovranno:
- Predisporre una adeguata informazione sulle misure di prevenzione, comprensibile anche per i clienti di altra nazionalità.
- Potrà essere rilevata la temperatura corporea, impedendo l’accesso in caso di temperatura > 37,5 °C.
- Garantire il rispetto del distanziamento interpersonale di almeno un metro in tutte le aree comuni e favorire la differenziazione dei percorsi all’interno delle strutture, con particolare attenzione alle zone di ingresso e uscita. Si suggerisce, a tal proposito, di affiggere dei cartelli informativi e/o di delimitare gli spazi (ad esempio, con adesivi da attaccare sul pavimento, palline, nastri segnapercorso, ecc.).
- La postazione dedicata alla reception e alla cassa può essere dotata di barriere fisiche (es. schermi); in ogni caso, favorire modalità di pagamento elettroniche e gestione delle prenotazioni online, con sistemi automatizzati di check-in e check-out ove possibile.
- L’addetto al servizio di ricevimento deve provvedere, alla fine di ogni turno di lavoro, alla pulizia del piano di lavoro e delle attrezzature utilizzate.
- Gli ospiti devono sempre indossare la mascherina, mentre il personale dipendente è tenuto all’utilizzo della mascherina sempre quando in presenza dei clienti e comunque in ogni circostanza in cui non sia possibile garantire la distanza interpersonale di almeno un metro.

Riapertura spiagge libere e stabilimenti dal 18 maggio: le linee guida di governo e regioni



Si dovrà:
- Predisporre una adeguata informazione sulle misure di prevenzione, comprensibile anche per i clienti di altra nazionalità. Si promuove, a tal proposito, l’accompagnamento all’ombrellone da parte di personale dello stabilimento adeguatamente preparato (steward di spiaggia) che illustri ai clienti le misure di prevenzione da rispettare.
- E’ necessario rendere disponibili prodotti igienizzanti per i clienti e per il personale in più punti dell’impianto
- Privilegiare l’accesso agli stabilimenti tramite prenotazione e mantenere l’elenco delle presenze per un periodo di 14 gg.
- Potrà essere rilevata la temperatura corporea, impedendo l’accesso in caso di temperatura > 37,5 °C.
- La postazione dedicata alla cassa può essere dotata di barriere fisiche (es. schermi); in alternativa il personale deve indossare la mascherina e avere a disposizione gel igienizzante per le mani. In ogni caso, favorire modalità di pagamento elettroniche, eventualmente in fase di prenotazione.
- Riorganizzare gli spazi, per garantire l’accesso allo stabilimento in modo ordinato, al fine di evitare assembramenti di persone e di assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione tra gli utenti, ad eccezione delle persone che in base alle disposizioni vigenti non siano soggette al distanziamento interpersonale; detto ultimo aspetto afferisce alla responsabilità individuale. Se possibile organizzare percorsi separati per l’entrata e per l’uscita.

Riapertura palestre e piscine dal 25 maggio: le linee guida di governo e regioni



La riapertura delle palestre palestre e attività con modalità a corsi - senza contatto fisico interpersonale - dovranno:
- Predisporre una adeguata informazione sulle tutte le misure di prevenzione da adottare.
- Redigere un programma delle attività il più possibile pianificato (es. con prenotazione) e regolamentare gli accessi in modo da evitare condizioni di assembramento e aggregazioni; mantenere l’elenco delle presenze per un periodo di 14 giorni.
- Potrà essere rilevata la temperatura corporea, impedendo l’accesso in caso di temperatura > 37,5 °C.
- Organizzare gli spazi negli spogliatoi e docce in modo da assicurare le distanze di almeno 1 metro (ad esempio prevedere postazioni d’uso alternate o separate da apposite barriere), anche regolamentando l’accesso agli stessi.
- Regolamentare i flussi, gli spazi di attesa, l’accesso alle diverse aree, il posizionamento di attrezzi e macchine, anche delimitando le zone, al fine di garantire la distanza di sicurezza: o almeno 1 metro per le persone mentre non svolgono attività fisica, o almeno 2 metri durante l’attività fisica (con particolare attenzione a quella intensa).

sabato 16 maggio 2020

Rai1, Eurovision 2020 diventa "Europe Shine a Light": stasera Diodato con la sua “Fai Rumore” nell’Arena di Verona vuota ma con i colori italiani



da: https://www.soundsblog.it - di Alberto Graziola

Eurovision 2020 diventa "Europe Shine a Light": questa sera alle 20.35 su Rai Uno (anticipazioni)

Sarà Diodato, vincitore della settantesima edizione del Festival di Sanremo, a rappresentare l’Italia il 16 maggio in Europe Shine a Light, la serata evento trasmessa su Rai1 e Radio2 dalle 20.35, che quest’anno prende il posto dell’Eurovision Song Contest, il programma musicale più visto nel mondo annullato a causa dell’emergenza legata alla diffusione del coronavirus.

A condurre e commentare le esibizioni dei 41 artisti che prenderanno parte alla serata (da remoto e senza gara) saranno anche quest’anno Flavio Insinna e Federico Russo, la "strana coppia" che accompagna ESC su Rai1 già dal 2016.

E il portabandiera dell’Italia, Diodato, proporrà il brano vincitore del Festival 2020, Fai Rumore, la canzone che in un moto spontaneo gli italiani hanno cantato dai balconi nella prima fase del lockdown.

Diodato canta Fai Rumore in un'Arena di Verona deserta per lo speciale Eurovision 2020.

venerdì 15 maggio 2020

Giuseppe Conte: il bersaglio comodo e facile…


Anche in questo periodo di maggiore presenza casalinga ho girato pressochè alla larga dai talk. Ho visto qualcosa qua e là ma ho poco resistenza ai talk. Ho fatto un po’ di zapping velocissimo e navigo altrettanto velocemente su alcune pagine web.
Seppure il girovagare tra tv e web non  è approfondito, ne sto ricavando una sensazione precisa.

La sensazione è che ci sia un coro unico contro Giuseppe Conte. Persino nell’azienda mediatica governativa, oggetto da sempre di spartizione: la Rai, ho visto più volte il faccione di Salvini e la chioma della Meloni. E anche il modo con il quale si presentano le misure del governo pone sempre l’attenzione sui ritardi, su ciò che manca. Diritto di critica? Certo, se si hanno argomenti.

Non parliamo poi dello zapping veloce e imprudente che ho fatto una domenica sera su La7. Oltre alla faccia da organo sessuale maschile di Giletti mi sono vista il faccione di Salvini. Insomma, non si può dire che la cosiddetta opposizione sia dietro le quinte. Ma oltre ai due sopra citati, vi sono altri “critici” del governo Conte. Anzi. Più di Giuseppe Conte che del suo governo.

Non sparate sul pianista Giuseppe Conte




Ora che ho preso gusto con i titoli acchiappa-click, vorrei brevemente spiegare ai miei lettori perché questo tiro al piccione è diventato stucchevole, allo stesso modo in cui il premier pro tempore non è Moro: né Aldo, né Tommaso.

Lo sport nazionale pare infatti essere diventato quello di imputare ogni nequizie a questo avvocato e docente universitario, uscito dal nulla un paio di anni addietro, da candidato ministro dei 5S come “tecnico di area” e divenuto poi presidente del consiglio di un improbabile contratto all’italiana (malgrado i soliti provinciali orgoglioni di casa nostra avessero sbraitato di ispirarsi a quello “alla tedesca”), ed ora in grado di muoversi con relativa scioltezza nel materiale di colliquazione della politica italiana, portando alcuni king maker immaginari di varie epoche, da Eugenio Scalfari a Marco Travaglio, a vedere in lui la “sorpresa” di un paese specializzato in scherzi di pessimo gusto ai propri sudditi, gentilmente ottriati di suffragio universale.

Una domanda: ma voi cosa credevate, esattamente? Che da questa devastazione pandemica avremmo posto le basi per una rinascita nazionale? Oppure che il mainstream di questo paese, a livello di opinione pubblica e classe politica, convinto sia possibile essere un felice connubio tra Unione Sovietica, socialdemocrazie scandinave e suk arabi, magari a colpi di stampa di cartamoneta, produce necessariamente partiti i cui programmi sembrano

Ezio Bosso sarà immortale come la sua musica al di sopra della sofferenza



da: https://www.fanpage.it/ - di Iacopo Melio

Delicato, non fragile. Questo era Ezio Bosso, al di là di ogni pietismo e di ogni compassione per la sua disabilità. Un uomo ottimista e positivo anche verso la morte, “una parte della vita”. A cui la musica, immortale, sopravvivrà per sempre. Assieme alla libertà di un uomo che non si è mai arreso.

“La musica è come la vita, si può fare in un unico modo: insieme.” Parole capaci di curare e ferire allo stesso tempo, in questo periodo in cui il dolore si mescola al rancore più disumanizzato. Come questo 2020 che ogni giorno ci strappa a morsi un pezzo di cuore, di sogni da mettere in borsa, del noi più spensierato. Come quella sofferenza che il Maestro Bosso non ha mai nascosto, vestendola di dignità, eppure sapeva trasformarla in forza e luce. Quella migliore, lavata da pietismi e compassione.

Un ennesimo scherzo, o ingiustizia, o bastardata. Un accanimento di questo anno che ancora una volta pretende di insegnarci la fragilità umana, come se non ce lo ricordassimo abbastanza. Eppure Bosso di fragile aveva poco, ma tantissimo di delicato: in ogni gesto mosso nell’aria con bacchetta e mani a disegnare note e speranze, con eleganza, resilienti come fiori tra le crepe dell’asfalto.

James Brown: Teatro 10, 25 aprile 1971


giovedì 14 maggio 2020

Cosa contiene il decreto Rilancio



da: https://www.agi.it/  - di E. Trincia e G. Ariosto

Ci saranno 15-16 miliardi per le aziende, 3,25 miliardi alla sanità, 1,4 miliardi a Università e ricerca, 2 miliardi per il turismo. Taglio delle tasse per 4 miliardi. Le principali misure, in dettaglio

Il Cdm ha approvato la manovra da 55 miliardi per la ripartenza. Il premier: "È come due manovre, impiegato il tempo necessario". Gualtieri: "Gettiamo le basi per la ripresa". Accordo governo-Regioni per la Cassa integrazione veloce e assegno dall'Inps. Ci saranno 15-16 miliardi per le aziende, 3,25 miliardi alla sanità, 1,4 miliardi a Università e ricerca, 2 miliardi per il turismo.

Taglio delle tasse per 4 miliardi. A giugno ridotta l'Irap, blocco dei licenziamenti per 5 mesi. Il Rem oscilla da 400 a 800 euro a seconda del nucleo familiare, Bellanova si commuove annunciando la regolarizzazione per 6 mesi di braccianti, colf e badanti. Di seguito, le principali misure.

Stop agli aumenti di Iva e accise, plastic e sugar tax
Cancellate le clausole di salvaguardia con gli aumenti di Iva e accise per gli anni futuri. Rinviata al 2021 l'entrata in vigore della tassa sullo zucchero e sulla plastica.

I contributi a fondo perduto per le Pmi
In arrivo 10 miliardi per le Pmi fino a 5 milioni di fatturato. Saranno erogati contributi a fondo perduto, accreditati dall'Agenzia delle Entrate, a patto che abbiano subito un calo complessivo dei ricavi di almeno un terzo ad aprile rispetto allo stesso periodo del 2019. L'indennizzo è del

domenica 10 maggio 2020

Anthony Clifford Grayling: l’autentica ignoranza

Socrate si divertiva a punzecchiare i suoi interlocutori dicendo che la sua unica conoscenza certa era di non sapere nulla.
E’ un’affermazione dietro la quale si nasconde un’intuizione di grande profondità, poiché l’unica cosa più pericolosa dell’autentica ignoranza è l’illusione della conoscenza.