da: Il Fatto Quotidiano - di Andrea Sparaciari
Contrordine compagni. I tamponi vanno fatti a tutti i passeggeri provenienti dai quattro Paesi a rischio (Spagna, Grecia, Croazia e Malta) che atterrano negli scali lombardi. Siano essi stranieri, residenti in Lombardia o altrove. E poi, gazebo e drive-in attivi anche negli scali di Linate e Orio al Serio (Bergamo). Con un doppio carpiato, nella notte tra giovedì e venerdì scorso l’assessore al Welfare lombardo Giulio Gallera ha sconfessato il piano illustrato solo poche ore prima dal suo direttore generale, Marco Trivelli. In effetti la politica della “due misure” (che escludeva dagli esami in aeroporto i non lombardi) ore aveva attirato sul Pirellone uno tsunami di critiche. Impietoso il confronto con lo scalo romano di Fiumicino dove da giorni si fanno i test rapidi a tutti i passeggeri, indipendentemente dalla residenza.
Così, Gallera è corso ai ripari. E per ribaltare quel piano ha chiamato in aiuto il Gruppo San Donato, numero uno della sanità privata lombarda che ha in mano il Policlinico San Donato, il San Raffaele e decine di strutture nella regione: saranno loro a farsi carico dei tamponi per i passeggeri in arrivo a Linate e Orio al Serio dai Paesi considerati a rischio.
Come è noto, la famiglia Rotelli ha insediato ai vertici del Gruppo l’ex ministro Angelino Alfano e l’ex presidente lombardo Roberto Maroni. Non sarà un favore gratuito, naturalmente: il Pirellone, infatti, rimborserà al gruppo privato 62,89 euro



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