martedì 14 novembre 2017

Serie Rosy Abate: perché Marco Bocci non è nel cast

da: https://www.tvserial.it/

Rosy Abate La Serie Marco Bocci non c’è: ecco perchè

La prima stagione di Rosy Abate La Serie ha debuttato il 12 novembre su Canale 5 e, insieme alla prima puntata, ha lasciato ai fan anche una domanda: perchè l’attore Marco Bocci non è presente nel cast della fiction Mediaset? Ecco svelato il motivo!

L’attore Marco Bocci, che nella fiction Squadra antimafia – Palermo Oggi interpretava Domenico Calcaterra, non è potuto tornare nella nuova fiction su Rosy Abate perchè impegnato sul set di un’altra fiction Mediaset. Stiamo parlando di Solo, fiction che racconta la storia del protagonista Marco Pagani, agente che presta servizio per l’ISCO (servizio centrale operativo della polizia) e all’interno di un’operazione anti-mafia è stato selezionato per infiltrarsi nel pericoloso clan dei Corona, la famiglia della ‘ndrangheta che opera nel territorio della Piana di Gioia Tauro.

La seconda stagione della fiction è stata annunciata già il 1 dicembre 2016, dopo sole 12 ore dalla messa in onda dell’ultima puntata della prima stagione.

lunedì 13 novembre 2017

Serie ‘Rosy Abate’, appare un numero di telefono reale: coppia piemontese tempestata di telefonate minacciose






da: http://www.corriere.it/

“Rosy Abate”, nella serie spunta un numero di telefono: coppia piemontese tempestata di telefonate
Succede dopo la messa in onda della serie televisiva: in una scena viene mostrato un numero di telefono. Che però appartiene a un uomo di Domodossola. Da lì le telefonate, gli insulti, le minacce e persino le richieste di raccomandazione
di Annalisa Grandi

Tutto poteva aspettarsi una coppia di coniugi di Domodossola tranne che una tranquilla domenica sera si trasformasse in una notte da incubo a causa di una fiction. Succede dopo la messa in onda di «Rosy Abate», serie trasmessa su Canale 5 che ha debuttato domenica 12 novembre. Durante la quale è andata in onda una

Molestie: così i media sfruttano l’indignazione per fare i soldi



“Tutti colpevoli, che tra poco vorrà dire nessun colpevole”.

da: http://www.linkiesta.it/it/

Molestie, così i media sfruttano l’indignazione per fare soldi
All’inizio fu il caso Weinstein, e adesso? Con l’emergere continuo di nuovi casi di molestie, spesso tutt’altro che sicuri, si fa strada la tendenza da parte dei media a monetizzare sull’indignazione dei molestati/e. Oltre al solito, insopportabile, moralismo virtuale
di Francesco Francio Mazza

In principio fu Harvey Weinstein.
Tutto d’un tratto si scoprì che il maggior artefice del successo di Quentin Tarantino, il produttore indipendente che con la Miramax aveva rivoluzionato Hollywood nel nome dell’indipendenza degli autori, era soprattutto un bastardo da premio Oscar.
Con Weinstein le cose funzionavano solo in una maniera: “o me la dai o non lavori”. Il che vuol dire non solo ricatto - che fa automaticamente diventare l’altra persona una vittima, non importa che accetti o meno – ma pure estorsione: del resto, esigere un rapporto sessuale in cambio di lavoro è così diverso da esigere denaro? E allora tra quella richiesta e un’estorsione, che differenza c’è?
Il problema è che, scoperchiato Weinstein, si è passati ad una psicosi di segno completamente diverso.

Non solo Ostia: ecco tutta la mafia che prospera dove non te l’aspetti



“Mancano le testate di Roberto Spada, certo. Ma per il resto c’è tutto e di più”

da: http://www.linkiesta.it/it/

Non solo Ostia: ecco tutta la mafia che prospera dove non te l’aspetti
Da Brescello a Lavagna, anche il nord Italia ha i suoi clan e i suoi feudi mafiosi, capaci di prosperare per decenni a causa di paura e omertà. Un monito a tenere la guardia alta, sempre: perché non ci si mette niente a diventare come il municipio romano. E può succedere a tutti
di Francesco Cancellato

Zone franche, le ha chiamate il ministro Minniti. Territori perduti dove regna l’Antistato – mafia, se preferite - nelle sue numerose propaggini. Non solo Sicilia, Calabria, Campania e Puglia, e nemmeno solo Ostia, assurta alle cronache nei giorni scorsi a causa della testata di Roberto Spada al giornalista Daniele Piervincenzi. Una testata che ha riportato alla luce lo strapotere dei clan sul litorale romano, raccontato per anni da una collega coraggiosa come Federica Angeli, nel disinteresse del resto di quasi tutti.

E allora proviamoci, già che ci siamo, ad alzare lo sguardo. Scopriremmo, ad esempio,  che nel centro nord, tra il 2005 e il 2014 ci sono state 120 operazioni di polizia, più o meno una al mese, che hanno portato alla condanna di 1567 boss mafiosi. Che uno ogni quattro tra loro faceva l’imprenditore, o l’amministratore di controllo di una realtà imprenditoriale.

giovedì 9 novembre 2017

Aggressione a Ostia: chi sono gli Spada




 
da: http://www.ilpost.it/

Chi sono gli Spada, a Ostia
L'aggressione a un giornalista sta facendo riparlare dell'enorme quartiere di Roma dove CasaPound prende molti voti e famiglie criminali controllano le zone più degradate.

Ostia è un quartiere enorme nel comune di Roma. Ha 230 mila abitanti e se fosse una città sarebbe la 14esima più grande d’Italia. Il Municipio X di Roma, in cui si trova la città di Ostia vera e propria, è un’area che comprende quartieri residenziali come Infernetto, Malafede, Dragona e Dragoncello, e aree turistiche come il Lido di Ostia, la “spiaggia di Roma”, che attrae ogni estate decine di migliaia di romani. La zona comprende anche aree disagiate, come Nuova Ostia, dove grandi palazzi di edilizia popolare si alternano a infrastrutture fatiscenti e piazze di spaccio. È qui, a Nuova Ostia, che martedì un giornalista del programma Nemo, di RaiDue, è stato picchiato mentre faceva alcune domande sui rapporti tra CasaPound (Roberto Spada, l’autore dell’aggressione è stato arrestato giovedì pomeriggio), che alle elezioni di domenica ha ottenuto uno storico risultato, e gli Spada, una famiglia che alcuni chiamano “clan” e i cui componenti sono stati più volte condannati per reati come estorsione e minacce con l’aggravante del metodo mafioso.

Chi sono gli Spada?

mercoledì 8 novembre 2017

Rai2, Stasera casa Mika: ascolti deludenti, sarà mica colpa della….scelta o presenza…

“Stasera casa Mika” è un bel programma. Eppure gli ascolti non sono quelli attesi dopo l’andamento della scorsa stagione.

Ipotesi…

E’ sbagliata la scelta del giorno di programmazione. Può essere, ma ciò significherebbe che il programma di Mika sarebbe una sorta di tappabuchi. Se non c’è altro, guardo quello. Altrimenti, una fiction su Rai1, un filmetto su Canale 5 e due talk politici in crisi da stagioni non possono penalizzare un bel programma come quello di Mika.

Altra ipotesi: la presenza, ieri sera, di Renzi a “Dimartedì”. Il fanfarone ex presidente del consiglio ha fatto concorrenza a Mika?. Oddio!. Faccio fatica a crederlo. Oddio…potrebbe essere che parte del pubblico di Mika è antirenziano, non renziano, e quindi volesse vedere la faccia del fanfarone perdente al voto in Sicilia.

Terza ipotesi: la presenza di Luciana Littizzetto. Che ha stancato. Beh..questa la

Quello che ci dicono le elezioni in Sicilia


Quello che ci dicono le elezioni in Sicilia: sparisce il centro sinistra, come progetto politico.
Il m5s ha fallito nell'intercettare i delusi dalla politica che non sono andati a votare.
Il centro destra, seppur rimanendo un raggruppamento eterogeneo, prende sempre i suoi voti quando si riunisce.
Infine, il PD rischia di passare da "perno del prossimo governo" a stampella di un futuro governo di larghe intese sempre più a destra.

Cosa succederà nei prossimi mesi?
FI e Berlusconi si diranno l'unico argine contro i populisti e al m5s (quelli che non hanno mai lavorato, o forse si riferiva a baby Genovese ..).
Di riflesso, il M5s si dirà l'unico margine a Berlusconi.

Ogni polemica sarà buona per il chiacchiericcio che ci accompagnerà alle urne.
Con l'avanzata delle destre.

lunedì 6 novembre 2017

Noemi, Rai1 Celebration 4 novembre: Bella senz’anima



Non è solo un fatto di timbro vocale: graffiante, che entra dentro e colpisce, ma è la sua  capacità interpretativa. Una dote non comune. Di strillone in giro ce ne sono parecchie. Di artiste che danno senso a ciò che cantano ce ne sono poche.
Ennesima dimostrazione che Noemi è una signora interprete della musica italiana e internazionale. Si meriterebbe pezzi all’altezza di questi brani che ha interpretato a Celebration su Rai 1.
Chi ha orecchi per intendere….intenda. Soprattutto chi le produrrà il prossimo album…


Noemi, Rai1 Celebration 4 novembre: I just want make love to you

Il “modello sanitario” della Lombardia: addio al medico di famiglia, arriva il manager gestore



da: Il Fatto Quotidiano

Addio al medico di famiglia, arriva il manager “gestore”
Lombardia. La Regione invita i 3,3 milioni di malati cronici a scegliere un tutor. La protesta di molti dottori: “Nuovo favore ai privati, così il paziente diventa un numero”
di Gianni Barbacetto

Davvero la Regione può soddisfare meglio dello Stato il bisogno dei cittadini? Lo sostengono Roberto Maroni e Luca Zaia, presidenti di Lombardia e Veneto, che chiedono al governo più autonomia e più risorse dopo il referendum del 22 ottobre. Ma c’è una materia in cui l’autonomia e i soldi li hanno già: la sanità. E come se la cavano?
Benissimo, risponde Maroni, che in perfetta continuità con il suo predecessore Formigoni non perde occasione di elogiare l’eccellenza del “modello lombardo”. Ma ha appena varato una nuova riforma che, a detta dei critici, “è un grosso regalo ai privati” e potrebbe trasformarsi addirittura nella “morte della sanità pubblica”. Allarmi infondati? Vediamo.

lunedì 30 ottobre 2017

Truffe telefoniche / 7: Le multe a Tim, Wind, Vodafone e Tre

da: Il Salvagente

L’ultima volta che l’Antitrust si è espressa con decisione sulla questione dei servizi a sovrapprezzo è stata nel 2015 con una multa ai quattro maggiori operatori telefoni in Italia: Telecom, Wind, Vodafone e H3G (questi ultimi nel frattempo si sono fusi in un’unica compagnia). La sanzione pari a 1,75 milioni di euro ciascuno per Telecom e H3G e a 800mila euro per Wind e Vodafone, è stata comminata “per aver adottato pratiche commerciali scorrette nell’ambito della commercializzazione dei servizi premium utilizzati via Internet da terminale mobile”. La multa è arrivata dopo le numerosissime segnalazioni ricevute dall’Autorità garante per la concorrenza e il mercato, che ha accertato come i quattro operatori avevano attuato una pratica commerciale scorretta di due tipi: “Da un lato, l’omissione di informazioni circa il fatto che il contratto di telefonia mobile sottoscritto pre-abilita la Sim alla ricezione dei servizi a sovrapprezzo, nonché circa l’esistenza del blocco selettivo opzionale per impedire tale ricezione”. Dall’altro, “l’adozione da parte dell’operatore di telefonia mobile di un comportamento qualificato come aggressivo, consistente nell’attuazione di una procedura automatica di attivazione del servizio e di fatturazione in assenza di qualsiasi autorizzazione da parte del cliente al pagamento”. Nel caso di H3G e Tim, l’Antitrust aveva rilevato anche la diffusione di messaggi che omettevano informazioni rilevanti o che determinavano l’attivazione del servizio a sovrapprezzo senza un espresso consenso.

Truffe telefoniche / 6: Sulle truffe le compagnie sparano a salve



da: Il Salvagente

Tim, Vodafone e Wind 3 spiegano le misure che mettono in atto contro i raggiri che subiscono i loro clienti. I controlli nei confronti dei fornitori sospetti, grazie ai quali fanno grossi affari, però non bastano.

Le lamentele sui servizi a sovrapprezzo continuano ad arrivare, ma i maggiori operatori telefonici non sembrano turbarsi più di tanto. E rispondono al Salvagente sulle misure messe in atto per impedire le truffe con una sicurezza dei propri mezzi eccessiva, visti i risultati. Eppure, va detto che rispetto a due anni fa alcune regole per creare degli ostacoli ai furbetti degli abbonamenti via smartphone, sono state messe in atto. Quella condivisa da tutti, oltre al “barring” (sbarramento a tutti i servizi premium, su richiesta), è il meccanismo del doppio click, che dovrebbe garantire il cliente da pressioni involontarie.
D’accordo con l’Agcom, poi, da novembre scatterà un periodo di sperimentazione di 6 mesi che prevede la completa gestione delle pagine di attivazione del servizio direttamente sulla piattaforma dell’operatore.
Dal punto di vista della concretezza, sembrano più utili i meccanismi di controllo sulle società che curano le campagne di abbonamento a questi servizi, spesso le vere responsabili di queste frodi. Wind 3 risponde di aver già da tempo attuato “una serie di misure” come il controllo di “ogni singola fase del processo di acquisto”. In particolare, “le campagne di comunicazione rivolte alla clientela, sono preventivamente verificate per garantirne una maggiore trasparenza”. E aggiunge che “è stato notevolmente intensificato il monitoraggio on line delle campagne, passando da 5.000 a più di 50.000 controlli mensili, al fine di individuare tempestivamente eventuali anomalie e adottare eventuali provvedimenti sanzionatori”.

Truffe telefoniche / 5: Bloccarli come i 144? Darebbe fastidio a molti



da: Il Salvagente

“Bloccarli come i 144? Darebbe fastidio a molti”
Le resistenze vengono anche dagli operatori che incassano commissioni del 50%. Il vicedirettore della tutela diritti dei consumatori dell’Agcom, Enrico Cotugno, non esclude una misura del genere e ammette il fallimento del doppio click di consenso

Sono passati due anni dalla delibera 23/15 dell’Autorità garante nelle comunicazioni che indicava, per i servizi a sovrapprezzo tramite rete dati mobile, la necessità che il fornitore avesse acquisito “l’esplicito consenso da parte dell’utente in ordine a tale modalità di addebito, in particolare tramite l’inserimento del proprio numero di utenza mobile al momento dell’acquisto”. Nei fatti, però, quella indicazione non è mai andata in porto.
Il Salvagente ha chiesto spiegazioni a Enrico Maria Cotugno, vicedirettore direzione tutela dei consumatori dell’Agcom, che spiega: “Quella delibera era all’avvio della consultazione pubblica, nella quale noi facevamo questa proposta”.

Dottor Cotugno, da allora non sembra cambiato molto, almeno a giudicare dalle segnalazioni dei consumatori.
Ragioniamo su qual è la soluzione migliore, ma non può essere quella attuale.

Truffe telefoniche / 4: Il trucco nascosto tra le clip per i bambini



da: Il Salvagente

Sempre più spesso i genitori mettono i loro figli davanti allo schermo del tablet o dello smartphone per calmarli con un cartone animato. Purtroppo, anche i portali come Youtube possono nascondere brutte sorprese.

Se già una truffa è in sé odiosa, lo diventa ancora di più se viene perpetrata approfittando dell’ingenuità di un bambino. Anche nel caso dei servizi a sovrapprezzo, infatti, esiste una specifica branca dedicata proprio ai più piccoli. A raccontarcelo è Marco, sviluppatore web di Roma che, nonostante le conoscenze informatiche, è caduto nella trappola: “Ero in coda alla posta, e per far stare tranquillo mio figlio gli ho passato il mio smartphone, facendo partire un cartone animato su Youtube. Pochi minuti dopo, ho ricontrollato il telefono e mi sono accorto che era arrivato un sms. Diceva che era stato attivato un servizio a pagamento per un canale di cartoni animati”. La segnalazione di Marco è particolarmente preoccupante perché passa per le dita frenetiche e inconsapevoli di bambini piccoli, di certo meno accorti dei genitori.
Per verificare la segnalazione abbiamo fatto una semplice prova. Col nostro smartphone siamo entrati nell’applicazione di Youtube, e abbiamo cercato un video del popolare cartone animato “Peppa Pig”. Sotto le immagini in movimento è spuntata una pubblicità colorata dal titolo “I tuoi cartoni preferiti”.

Truffe telefoniche / 3: Via con i tuoi soldi in poche mosse. Funziona così



da: Il Salvagente

L’ignaro utente che sarà vittima della truffa sta navigando sul web dal suo smartphone. Scorrendo col dito un sito d’informazione o un social network scorge una notizia interessante e clicca sul link. A questo punto ci sono due possibilità: o si apre direttamente la “landing page” in cui è contenuto il pulsante di attivazione del servizio, o si apre una gallery di foto o una porzione dell’articolo che si vuole leggere. Cliccando per continuare la navigazione ci si troverà sulla pagina “esca”. Qui il pulsante di attivazione, che corrisponde al secondo click previsto dagli operatori telefonici per validare l’abbonamento può essere nascosto dentro un banner o in un “frame” minuscolo contenuto nella pagina. Basta sfiorare lo schermo per dare l’ok.
Dopo l’attivazione del servizio, un sms di notifica viene spedito al malcapitato. Attenzione perché a volte arriva in orari scomodi, la mattina presto o la sera tardi, quando l’attenzione è più bassa, e indica le modalità di disattivazione solo alla fine di un lungo testo, che può sembrare solo uno dei tanti sms pubblicitari. Avete diritto alla disattivazione, e al rimborso se chiamate entro la seconda rata. Altrimenti non rivedrete tutti i soldi spesi.

Il meccanismo frodatorio è messo in atto da chi ha sistemato il banner

Truffe telefoniche / 2: Dietro le quinte del business milionario



da: Il Salvagente

Il meccanismo alla base dell’attivazione involontaria è tanto complesso quanto ben studiato. E a guadagnare sono in molti. A descriverci il labirint di responsabilità è Salvatore Aranzulla, uno dei maggiori esperti informatici italiani

Accorgersi di essere vittime di una truffa via servizio premium non richiesto è, spesso, facile, basta guardare la bolletta telefonica. Quello che è difficile spiegarsi è come sia successo: quale meccanismo porta l’operatore telefonico a sottrarre una cifra dal conto del suo cliente che non ha mai dato un esplicito consenso all’attivazione del servizio?

Ragnatela mangiasoldi
Per capirlo, ci viene in aiuto Salvatore Aranzulla, uno dei maggiori esperti informatici italiani: “Sul web esistono alcuni fornitori di pubblicità estremamente rigorosi, che verificano qualsiasi campagna pubblicitaria che passa attraverso il loro network, ad esempio Google, Amazon. Esistono invece dei network che hanno controlli più laschi, o che non ne fanno proprio”. Il network fa da tramite tra il professionista e il sito. E guadagna una commissione per aver consentito la collocazione dei banner. Se l’inserzionista paga un euro di pubblicità, il 20% va al network e l’80 al sito che ospita la pubblicità. Dunque il responsabile dei servizi premium a tradimento è l’inserzionista?

Truffe telefoniche / 1: Come ti frego con un click

da: Il Salvagente

Come ti frego con un click
Nonostante le sanzioni e le misure richieste dall’Antitrust, moltissimi italiani continuano a ritrovarsi abbonati a servizi a sovrapprezzo a loro insaputa navigando inconsapevolmente su internet dallo smartphone
di Lorenzo Misuraca

Il dito scorre sullo schermo dello smartphone alla ricerca di gossip o immagini divertenti, non c’è motivo per stare all’erta, quando improvvisamente si apre una pagina bianca. Un attimo di panico, proviamo in tutti i modi a chiuderla cercando il bottone adatto...il gioco è fatto: senza essercene accorti siamo abbonati a un servizio a pagamento. Ce ne accorgiamo solo quando (e se) arriva un sms che ne magnifica i vantaggi alla modica cifra di qualche euro a settimana, in genere 5. Peccato che il primo pagamento sia stato già  prelevato a nostra insaputa.
Casi così sono all’ordine del giorno e colpiscono tantissimi consumatori (le ultime stime risalgono a tre anni fa e parlano di 10 milioni di italiani potenzialmente coinvolti e 800 milioni di giro d’affari l’anno), tanto che già nel 2015 l’Antitrust aveva multato i maggiori gestori telefonici proprio per le responsabilità in questo ambito.

sabato 28 ottobre 2017

Massimo Gramellini: Boschi puliti



“basterà mandarla in pellegrinaggio per sei o settemila weekend perché alla fine tutta l’Italia sia pulita come la Svizzera, banche comprese”..

Straquoto! 😉



da: Corriere della Sera

In previsione della emozionante presenza di Maria Elena Boschi durante il fine settimana per un convegno del Pd, il direttore dei servizi tecnici di Ercolano, uomo per nulla smanioso di ingraziarsi i potenti, ha dato disposizione di fare pulire le strade e di staccare i manifesti funerari dai muri. Non di tutta Ercolano, altrimenti residenti e turisti si monterebbero la testa. Solo dell’isolato in cui sorge l’albergo che accoglierà l’augusta ospite. La circolare precisa in termini perentori che le strade prescelte per l’esperimento andranno prima spazzate e poi «attenzionate» fino alla partenza dell’onorevole, quando potranno tornare a riempirsi serenamente di cartacce come tutte le altre. Questa esemplare storia di ecologia istituzionale contiene tre buone notizie.
La prima, addirittura miracolosa, è che la Boschi sembrerebbe già guarita dall’influenza che ieri le aveva disgraziatamente impedito di partecipare al consiglio dei ministri in cui è stato incoronato il governatore di Bankitalia inviso ai renziani. La seconda è che la sottosegretaria, nonostante la frequentazione assidua di principi delle tenebre come Verdini, ha mantenuto intatta la sua sensibilità, al punto che la semplice vista di un manifesto listato a lutto è

venerdì 27 ottobre 2017

Poesia, Julio Cortazar: Il Futuro



da ‘Le ragioni della collera’

E so molto bene che non ci sarai.
Non ci sarai nella strada,
non nel mormorio che sgorga di notte
dai pali che la illuminano,
neppure nel gesto di scegliere il menù,
o nel sorriso che alleggerisce il "tutto completo" delle sotterranee,
nei libri prestati e nell'arrivederci a domani.

Nei miei sogni non ci sarai,
nel destino originale delle parole,
nè ci sarai in un numero di telefono
o nel colore di un paio di guanti, di una blusa.
Mi infurierò, amor mio, e non sarà per te,
e non per te comprerò dolci,
all'angolo della strada mi fermerò,
a quell'angolo a cui non svolterai,
e dirò le parole che si dicono
e mangerò le cose che si mangiano
e sognerò i sogni che si sognano
e so molto bene che non ci sarai,
nè qui dentro, il carcere dove ancora ti detengo,
nè la fuori, in quel fiume di strade e di ponti.
Non ci sarai per niente, non sarai neppure ricordo,
e quando ti penserò, penserò un pensiero
che oscuramente cerca di ricordarsi di te.

Zaz: La Vie En Rose


mercoledì 25 ottobre 2017

Antonio Manzini: 7-7-2007 / 5



«United united united we stand, united we never shall fall!». Rocco saltò sul letto.
«Ancora?» si alzò e si precipitò fuori casa con la canzone dei Judas Priest che risuonava nella tromba delle scale. Bussò alla porta del vicino. La musica era ad un volume talmente forte che non si sentiva il suono del campanello.
«So keep it up, don’t give in...».
Bussò coi pugni, con tutta la forza che aveva in corpo. Una neve di stucco cadde sullo zerbino. Finalmente la musica si azzittì. La porta si aprì e apparve Gabriele, il sedicenne brufoloso con una maglietta dei Motörhead di due taglie più grande.
«Che c’è?».
«Ancora co’ ’sta storia? Mi hai svegliato. Lo sai che ore sono?».
«Le undici e un quarto».
Rocco rimase in silenzio. Guardò la finestra delle scale. C’era il sole. Non ci aveva fatto caso.
«Ah. Le undici e un quarto?».
«Sì» fece Gabriele reprimendo un sorriso. «Ora anche qualche secondo in più».
«Fai lo spiritoso?».
«No, era per la precisione».
Rocco si allontanò. «Be’, comunque, non si ascolta la musica a questo volume, neanche alle undici e un quarto».
«Ma a quest’ora non c’è mai nessuno. Pensavo che era andato a lavorare».
Il vicequestore realizzò che il suo non era stato un sonno normale, era stato un coma lungo dodici ore. Si passò la mano nei capelli. Si rese conto di essere in boxer a piedi nudi sulle scale a parlare con un ragazzino di 16 anni. «Allora... vado a fare colazione...» e si girò.
«La faccia con me. Stavo preparando il caffè».