lunedì 4 marzo 2013

Lucio Dalla: Cara


Cosa ho davanti, non riesco più a parlare
dimmi cosa ti piace, non riesco a capire, dove vorresti andare
vuoi andare a dormire.
Quanti capelli che hai, non si riesce a contare
sposta la bottiglia e lasciami guardare
se di tanti capelli, ci si può fidare.

Conosco un posto nel mio cuore
dove tira sempre il vento
per i tuoi pochi anni e per i miei che sono cento
non c'è niente da capire, basta sedersi ed ascoltare.
Perché ho scritto una canzone per ogni pentimento
e debbo stare attento a non cadere nel vino
o finir dentro ai tuoi occhi, se mi vieni più vicino

La notte ha il suo profumo e puoi cascarci dentro
che non ti vede nessuno
ma per uno come me, poveretto, che voleva prenderti per mano
e cascare dentro un letto.....
che pena
che nostalgia
non guardarti negli occhi e dirti un'altra bugia
A..Almeno non ti avessi incontrato
io che qui sto morendo e tu che mangi il gelato.

Tu corri dietro al vento e sembri una farfalla
e con quanto sentimento ti blocchi e guardi la mia spalla
se hai paura a andar lontano, puoi volarmi nella mano
ma so già cosa pensi, tu vorresti partire
come se andare lontano fosse uguale a morire
e non c'e' niente di strano ma non posso venire

Così come una farfalla ti sei alzata per scappare
ma ricorda che a quel muro ti avrei potuta inchiodare
se non fossi uscito fuori per provare anch'io a volare
e la notte cominciava a gelare la mia pelle
una notte madre che cercava di contare le sue stelle
io li sotto ero uno sputo e ho detto.. ole.. sono perduto.

La notte sta morendo
ed è cretino cercare di fermare le lacrime ridendo
ma per uno come me l' ho gia detto
che voleva prenderti per mano e volare sopra un tetto.

Lontano si ferma un treno
ma che bella mattina, il cielo e' sereno
Buonanotte, anima mia
adesso spengo la luce e così sia

4 marzo 2013, un anno dopo: il Lucio Dalla politico e finanziario


da: Il Sole 24 Ore

Il Lucio politico e finanziario
di Francesco Prisco



Vi hanno raccontato un Lucio Dalla originale interprete della canzone d'amore e appassionato ritrattista di un'umanità di periferia. Vi hanno detto la verità, ma non tutta la verità: il cantautore bolognese scomparso un anno fa ha declinato con eccezionale ironia anche temi come politica, economia e persino finanza. Ve ne diamo prova in dieci brani.

Brano tratto da «Il giorno aveva cinque teste», album dal sapore progressive che segna l'inizio della collaborazione con il poeta Roberto Roversi, «L'operaio Gerolamo» racconta con un tono un po' enfatico di un manovale evidentemente meridionale che, per portare i soldi a casa, gira l'Europa in treno, tra Torino, la Germania, la periferia di Parigi, Milano, una mescita di vino, una baracca, la veglia per un collega morto («un povero italiano/ il mio amico Luigi»). Finale tragico: «Povero operaio, povero pastore, povero contadino/ s'alza il sole sui monti e sono morto e sotterrato./ S'alza il sole sui monti/ e un altro al mio posto è già arrivato».

Luca Zingaretti: “una vita da mediano”




da: la Repubblica

Zingaretti: "Una vita da mediano tra set e campetti di periferia"
L'attore racconta il suo amore per il calcio: "Bellissimi quegli anni tra la scuola e le corse per andare a giocare. Se parliamo di gioia pura non c'è niente di eguagliabile. Anche cinema e teatro sono giochi di squadra, e l'allenatore è il regista"


Ovunque si trovi, in spiaggia quando si decidono le sorti di "scapoli e ammogliati", in un parco dove un gruppo di ragazzini sta giocando, Luca Zingaretti prende a calci un pallone. La passione non s'insegna e non invecchia. L'attore di talento che per milioni d'italiani è il commissario Montalbano, il regista e interprete di uno spettacolo sul rapporto tra arte e potere che appassiona il pubblico, La torre d'avorio di Ronal Harwood (fino al 24 marzo al Teatro Eliseo) è un mediano mancato. Un vero mediano, come quello cantato da Ligabue (con dei compiti precisi/a coprire certe zone/a giocare generosi).


Zingaretti sorride: "È così: ero un mediano dotato, perfetto, disciplinato, forte fisicamente. Facevo quello che mi diceva l'allenatore. Il primo, Remone, non ammetteva repliche: "Anche se questo deve andare al bagno non lo devi mai

Il paese reale, crisi economica: “La mia vita da edicolante”


da: Famiglia Cristiana - ‘I lettori ci scrivono’

La mia vita da edicolante dentro un piccolo chiosco

Oltre agli “Schiavi per pochi euro” cui è dedicata la copertina di FC n. 3/2013, ne esistono altri di cui la stampa non si interessa, perché è lei stessa che contribuisce alla nostra schiavitù. Parlo degli edicolanti, come me. Otto anni fa, ho preso la licenza di un chiosco per 80 mila euro: prezzo alto, ma rapportato al giro d’affari degli ultimi tre anni (erano i tempi d’oro delle enciclopedie in edicola). Prestito dalle banche e da un amico per aprire l’attività. Poi, il tracollo economico: finito il boom delle enciclopedie, vendite di quotidiani meno 30 per cento, scomparsa di molti clienti anziani (i giovani leggono online), cartelle abbonamenti delle riviste al 70-80 per cento, abbonamento in edicola con decurtazione di metà dell’aggio dell’edicolante: dal 19 al 10 per cento. Siamo in ginocchio, migliaia di colleghi chiudono, io lavoro 84 ore settimanali (praticamente due settimane in una) guadagnando 600-700 euro al mese, dovendo pagare tasse e contributi, non potendo ammalarmi perché l’esercizio deve rimanere sempre aperto, nell’impossibilità di scegliere i prodotti e le quantità da vendere e i tempi di vendita, dovendo versare gli anticipi ai distributori locali. Siamo il bancomat dell’intera filiera.
Non posso vendere la licenza perché, ridotti i guadagni, non riesco a pagare le rate, quindi il debito aumenta. Sono a rischio depressione, chiusa dentro un piccolo chiosco, dove mangio un panino, costretta a ricorrere al bagno del bar vicino. Se questa non è schiavitù!
M.P.B

Media, democrazia elettronica: “non siamo ancora una società 2.0”


da: la Repubblica

Democrazia elettronica, innovazione e rischi.
"Non siamo ancora una società 2.0"
Cittadini sempre più attivi, partendo dalla Rete. Il "5 Stelle" propone un modello di funzionamento basato su referendum online. La politica diventa "partecipata" attraverso piattaforme aperte e web, che poi portano persone reali in Parlamento. Ma è una politica aperta a tutti? Il professor Novelli: "Esiste ancora un'élite digitale". Grillo: "Sistema in sviluppo"
di Tiziano Toniutti

Partecipare, direttamente, "dal basso". Non più solo elettori, ma protagonisti della vita pubblica di un Paese. Si chiama democrazia partecipativa o diretta, ed è una delle forme contemporanee dell'idea democratica. Che evolve con i tempi e le tecnologie. Così, accanto all'espressione rappresentativa, ne sorge una che non delega le decisioni al Parlamento, ma coinvolge attivamente i cittadini. Il voto non è più l'unico strumento, nella democrazia partecipativa il cittadino è chiamato alla formulazione di proposte e alla discussione di pensieri altrui per arrivare a una sintesi. Non nelle Camere, ma nelle case, per le strade e sulla Rete. Un orizzonte civile e politico che cattura lo sguardo. Ma forse non siamo ancora pronti per raggiungerlo.


Democrazia, Rete, opportunità, rischi. Se la "libertà è partecipazione", allora otto milioni e mezzo di elettori a 5 Stelle potrebbero aver votato il Movimento di Beppe Grillo per un motivo preciso: contribuire direttamente alla vita

Grillo, Casaleggio e il Movimento 5 Stelle: “Uno vale uno?”



da: la Repubblica


Uno vale uno?
di Marco Bracconi

Ci sono domande  insistenti, ostinate e ossessive che mi faccio da tempo, senza ottenere o riuscire a darmi risposta.
Per esempio.

Se è vero che il Movimento Cinque Stelle si definisce una “rete di cittadini”, e ha come principio fondante il rifiuto del principio di rappresentanza e la democrazia diretta, allora perché il Movimento stesso è costruito attorno ad uno strettissimo principio di rappresentanza/dirigenza attribuito al suo leader?

Se è vero che uno vale uno, perché le decisioni che prende l’”uno” Beppe Grillo non vengono messe ogni volta al vaglio di tutti gli altri “uno”?

Se è vero che stanno per entrare in Parlamento “cittadini eletti dai cittadini”, senza leader e mediazioni, perché i deputati e i senatori varcheranno tra qualche giorno quella soglia attraverso  un sentiero strettissimo e già tracciato per loro dai capi politici?

Stefano Feltri: “Grillonomics, dove nasce l’economia a 5 Stelle”



da: Il Fatto Quotidiano

Grillonomics, dove nasce l’economia a 5 Stelle
di Stefano Feltri

“La vita non è lavorare 40 ore alla settimana in un ufficio per 45 anni. È disumano, stavano meglio gli irochesi e i boscimani che dovevano lavorare un’ora al giorno per nutrirsi”. Questa è l’essenza della Grillonomics, l’economia di Beppe Grillo, riassunta nel libro appena uscito Il Grillo canta sempre al tramonto, con Dario Fo e Gianroberto Casaleggio per Chiarelettere. Saperne di più, fare domande, chiedere precisazioni è impossibile. Ieri, dal blog, Grillo ha diffidato “presunti esperti” di parlare a nome del Movimento 5 stelle: sono “liberi di parlare” ma “soltanto a titolo personale”. Messaggio rivolto soprattutto all’economista Mauro Gallegati, citatissimo su giornali e tv dopo la sua intervista al Fatto Quotidiano in qualità di principale autore della parte economica del programma.
Però si può ricostruire almeno la rete di letture, o forse solo di suggestioni, che alimenta la Grillonomics. La premessa è la stessa dei movimenti per la decrescita, evoluzione del pessimismo di Thomas Robert Malthus che già a fine Settecento vedeva i limiti dello sviluppo, l’impossibilità della crescita permanente e la povertà diffusa come destino (colpa dei poveri che si riproducono troppo e quindi devono ricevere un reddito minimo garantito, ma abbastanza basso da non permettere loro di sposarsi). Il fatto che Malthus si sia clamorosamente sbagliato non scoraggia i fan della decrescita, intesa come fine della tensione verso l’aumento del Pil attraverso i consumi (cosa diversa dalla recessione, che è l’assenza di crescita in una società ossessionata dalla crescita).
Sul blog di Grillo e tra i suoi frequentatori sono popolari scrittori come il

domenica 3 marzo 2013

Armando Trovajoli: Rugantino, ‘Roma nun fa’ la stupida stasera’


Armando Trovajoli e Mina: tema dei ‘Setti uomini d’oro’ dal ‘Sabato sera del 1967’



Mina e Armando Trovajoli, al piano duettano in uno dei temi dei "Setti uomini d'oro" durante la prima puntata del programma 'Sabato sera' nel 1967


In cielo hanno aggiunto un posto a tavola: per Armando Trovajoli


da: la Repubblica

Addio al maestro Armando Trovajoli, è stato la musica e l'anima di Roma
Il compositore se n'è andato in silenzio qualche giorno fa ma la vedova l'ha comunicato solo oggi: "Non amava presenzialismi, né applausi. Non voleva funerali ma essere cremato". Nella sua carriera ha scritto brani indimenticabili, da 'Roma nun fa la stupida stasera', ad 'Aggiungi un posto a Tavola'



E' morto a 95 a Roma, dov'era nato il 2 settembre 1917, il maestro Armando Trovajoli. Si è spento nella sua città qualche giorno fa, ma la notizia è stata resa pubblica dalla moglie Mariapaola solo oggi. "Ho rispettato fino all'ultimo le volontà di un uomo schivo, che non amava presenzialismi, né applausi. Non voleva pubblicizzare la sua morte né i suoi funerali e voleva essere cremato. Solo ora che è stato fatto tutto posso dare la notizia", ha detto. 

FOTOSTORIA

"Ha lavorato fino all'ultimo giorno - ha raccontato la vedova - la sua ultima commedia, la trasposizione per il teatro della Tosca di Gigi Magni, è ancora sul

Il Buongiorno di Massimo Gramellini


Sottoscrivo, in particolare, queste affermazioni di Massimo Gramellini:

1.”essere professionisti della politica non è una vergogna né una colpa”
2. “la politica è anche un mestiere con regole precise: l’attitudine all’ascolto, la conoscenza della materia trattata e delle procedure legislative, la capacità di giungere a una sintesi che in democrazia è quasi sempre un compromesso tra diversi egoismi, come ben sa chiunque abbia frequentato un’assemblea di condominio.”
3. “con buona pace di chi pensa che la democrazia diretta possa abolire il filtro della rappresentanza.”
4. “a cosa serve accendere una webcam in Parlamento se poi l’ufficio della Casaleggio & Associati, in cui si scrivono le regole e si decide la strategia, rimane ostinatamente al buio?”.

da: La Stampa

Le virtù del buon politico

Anticipando il probabile duello finale dei prossimi mesi, Grillo ha attaccato Renzi dandogli della «faccia come il c.» (in comproprietà con Bersani) e del «politico di professione». Per lui e per una parte dei suoi elettori le due definizioni sono sinonimi. Tralascio ogni giudizio sull’uso del turpiloquio, uno dei tanti lasciti di questo ventennio che ancora prima delle tasche ci ha immiserito i cuori, portandoci a considerare normale e persino simpatico che un leader politico si esprima come un energumeno. Ma vorrei sommessamente segnalare che

venerdì 1 marzo 2013

Il “pensierino” della giornata: Giuseppe Piero Grillo, protagonista assoluto della scena politica


Chiudo la giornata (e la settimana) politica con lui: Beppe Grillo.
Anche se… mi sto annoiando.
Perché pure lui è prevedibile. E io sono una che, quando rileva certi meccanismi (che ci prenda o no, sono organi sessuali maschili miei), mi scappa l’interesse.
Ma ignorare l’attualità politica in questo periodo non è possibile…

Il protagonista della settimana è quindi lui: Beppe Grillo. Come dite? Il Movimento e Stelle? Sì..ciaoo…
Il protagonista assoluto è Giuseppe Piero Grillo. Creatore, “Fondatore del Movimento di Democrazia Partecipativa” (ci credo in questa roba, ma un giretto web fatto tra ieri e oggi mi induce all’ironia..)
Dovete avere pazienza. Sono un cane sciolto e il mio senso critico non mi consente di apprezzare appieno certi linguaggi, certi contenuti. Certe reazioni.

Dicevo..
Il “Fondatore della Democrazia Partecipativa” – Giuseppe Piero Grillo -  può raccontare  quello che gli pare. Sinceramente o strumentalmente. Può darsi che nei suoi tête a tête con Casalegno e in qualche conversazione con Dario Fo faccia certe confidenze…
Ai Partecipanti la Fondazione della Democrazia Partecipativa non dirà mai che…contava sul fatto che Bersani ottenesse al Senato una percentuale in grado di metterlo in sicurezza.
Una situazione elettorale e politica che gli avrebbe consentito di proseguire con il repertorio formale e sostanziale a lui congegnale. Beh…giustamente. Non si capisce perché Giuseppe Piero Grillo si debba complicare la vita.

Lucio Dalla: omaggio di Jovanotti, su Sky Arte

Lorenzo Jovanotti: video, 'Terra degli Uomini'

Lorenzo Jovanotti: Terra degli Uomini


E a volte i forzuti si accasciano,
dimenticano ogni lezione,
lo sai cosa intendo se dico che a tutto c'è una soluzione,
e… tutte le luci si accendono,
miliardi di pixel si infiammano,
si muovono a ritmo di un battito...di un battito... di un battito..
E sotto ai miei piedi c'è un polso,
e sulla mia testa c'è il cielo,
e io vivo proprio nel mezzo,
nella terra degli uomini,
dove suona la musica,
e governa la tecnica,
e mi piace la plastica,
si sperimenta la pratica e...
e si forma la lacrima,
dove suona la musica,
e il futuro si srotola,
e l'amore si fa.

E l'amore si fa

Son sempre i migliori che partono,
ci lasciano senza istruzioni,
a riprogrammare i semafori,
in cerca di sante ragioni
e c'è sempre un gran sole a sorprenderci nell'indifferenza degli arbitri,
che stanno lì a leggere i monitor con le facce impassibili,
e sotto i miei piedi c'è un baratro,
e sulla mia testa c'ho gli angeli,
e qui siamo proprio nel mezzo,
nella terra degli uomini,
dove suona la musica,
l'amicizia si genera,
dove tutto è possibile,
dove un sogno si popola,
la chitarra sia elettrica,
e risuona gli armonici,
dove ridono i salici,
dove piangono i comici,
e la forza si amplifica,
ed il sangue si mescola,
e l'amore è una trappola...
mica sempre però
qualche volta ti libera,
e ti senti una favola,
e ti sembra che tutta la vita non è solamente retorica ma
…sostanza purissima,
che ti nutre le cellule,
e ti fa venir voglia di vivere fino all'ultimo attimo,
dove suona la musica,
nella terra degli uomini,
dove trovi anche un posto per chi ti sorride da un angolo,
fino all'ultimo attimo
fino all'ultimo attimo
fino all'ultimo attimo.

Politica e media: Grillo (come i politici da spazzare via) “risponde” a un quotidiano…


Beppe Grillo sta facendo esattamente quello che fanno i Berlusconi, Bersani, D’Alema, Gasparri, Cicchitto, ecc.ecc..ecc..
Legge i quotidiani e/o si fa riferire ciò che scrivono. E risponde. Indirettamente..ma risponde.

Dopo aver sparato più volte (condivisibile) sulla stampa professionista si mette a scrivere un post per rispondere a radio scarpa, detto Corriere della Sera, che scrive di un Renzi che si candiderebbe a premier..

Non sarebbe meglio dedicarsi al giardinaggio nella propria villa, all’orto o..a leggere i dati estratti dagli archivi del server per capire quale siano le opinioni omogenee e prevalenti. Scoprire che su 100 commentatori, 2 la pensano allo stesso modo e gli altri 98 hanno opinioni, modalità e stili diversi. Lungi da me pensare che Grillo taroccherà i dati di un’eventuale rilevazione. Non per altro. La decisione è già presa. Non c’è bisogno di taroccare nulla. Oddio…..bisognerà pur pubblicare qualche esito. Grillo non si smentirà certo sulla democrazia partecipativa.
Pertanto, qualche “martellata” da parte degli elettricisti..pardon: informatici, potrebbe essere necessaria.

Rispondere al Corriere della Sera è veramente una “stranezza” per chi aborre quel rapporto politichese-media che domina l’”informazione” italiana.
Grillo si prenda una pausa di riposo. Si faccia una bella dormita. In attesa di lunedì. Quando incontrerà i parlamentari del Movimento 5 Stelle per dare loro le consegne: nessuna fiducia al Pd o altri, governo in prorogatio, con compiti di pura amministrazione, Parlamento al lavoro. Accordi  e convergenze su singole leggi, di volta in volta.

The Good Wife, quarta stagion, 15° episodio: promo ‘Going for the Gold’

Industria musicale: lieve crescita del mercato, non succedeva dal 1999


da: La Stampa

Se la crisi non c’è più
Gli inattesi segni di vita dell’industria musicale. Il mercato globale cresce (+0,3%): non accadeva dal ’99. Nuvola e canzoni “in affitto” salveranno la discografia?
di Claudio Gallo

Quasi un racconto di Poe: dalla bara si leva inatteso un grido. Ma allora è ancora vivo! L’altro giorno a Londra, a Piccadilly, alla presentazione del rapporto annuale della Federazione dell’industria fonografica (Ifpi) dalla cassa da morto dell’industria discografica, prematuramente sepolta dalla pirateria e dai prezzi dei dischi, è salito l’urlo miracoloso: profitto! Per la prima volta dal 1999 i guadagni globali dell’industria della musica sono cresciuti. Il balzo è stato soltanto un saltello dello 0,3%, ma dopo 13 anni di fame è bastato per portare una ventata d’ottimismo a un settore sull’orlo dell’eutanasia. 

Ovviamente i britannici, niente nazionalisti, fanno notare che nell’Olimpo degli Hit ci sono le tre stelle inglesi che la scorsa settimana hanno trionfato nei Brit Awards: Adele, One Direction, Mumford & Sons. E poi l’intramontabile Rod Stewart. Da quando l’Ifpi ha cominciato a registrare i bestseller mondiali nel 2001, «21» di Adele, regina incontrastata delle vendite, è il primo album a essere in cima alla classifica per due anni consecutivi.  

Movimento 5 Stelle, programma: reddito di cittadinanza, con quali criteri?



Vorrei capire.
1.000 euro al mese di reddito di cittadinanza. Questa, una delle proposte di Beppe Grillo e del suo Movimento 5 Stelle.
Ma che bello. Ma che giusto. Come si fa a non essere d’accordo.

Domandine…
Con quali criteri si stabilisce chi ha diritto ai 1.000 euro al mese?
La dichiarazione dei redditi? Fantastico. Così diamo 1.000 euro al mese a coloro che evadono il fisco. Ne hanno sicuramente bisogno.
Ma…prendiamo ad esempio chi già prende una pensione di 1.000 o 1010 o 1.050 0 1.100 al mese dopo aver lavorato 35 o 40 anni.
Una pensione che consente di vivere in maniera adeguata (cioè senza particolari rinunce) in alcune zone del paese mentre in altre sta un tantinello stretta.
Coloro che hanno lavorato 35 o 40 anni e hanno una pensione mensile di 1.010 o 1.050 o 1.100 vedrebbero altri italiani - che non hanno mai lavorato – prendersi 1.000 euro al mese.
Che paese civile.
Quello in cui molti si sono fatti il culo per anni e….se lo prendono nel culo dal “rinnovamento” che sta per arrivare nella politica italiana.

Conclusione: lo stato sociale è cosa buona giusta. E’ la colonna vertebrale di un paese.

Regione Lombardia, le bufale di Maroni: la macroregione del Nord


da: Lettera 43

Maroni e la bufala della macroregione del Nord
Gli ha fatto gioco in campagna elettorale. Ma in Lombardia l'ipotesi di Maroni è impraticabile. I casi d'Europa.
di Ulisse Spinnato Vega

Una buona fiche da giocare in campagna elettorale, ma una bufala clamorosa in termini di sostanza istituzionale. Roberto Maroni diventa governatore della Lombardia inneggiando alla macroregione del Nord che dovrebbe dar seguito al patto di Sirmione del 16 febbraio scorso, siglato in pompa magna dai presidenti leghisti di Piemonte e Veneto, Roberto Cota e Luca Zaia, dal pidiellino Renzo Tondo, che guida il Friuli, e dallo stesso Maroni, che allora era candidato al Pirellone.

IL 75% DELLE IMPOSTE SUL TERRITORIO. La proposta di una maggiore autonomia amministrativa dell’area padana, condita con il succoso progetto del mantenimento del 75% delle imposte sul territorio, è una bella bandiera da sventolare sotto il naso del ridimensionato elettorato del Carroccio, ma presuppone una rivoluzione politico-istituzionale su cui i leghisti hanno finora furbescamente sorvolato.
Ci sono due vie legislative, infatti, per realizzare il progetto vagheggiato da Maroni. Ma entrambe passano da Roma e dall’odiato parlamento nazionale.
REFERENDUM APPROVATO DALLA MAGGIORANZA. Si potrebbe far leva infatti sull’articolo 132 della Costituzione che regola la fusione di due o più regioni attraverso legge costituzionale. In prima battuta, però, serve l’ok

Paolo Madron: “Le 10 cose che ci piacciono di Grillo”



da: Lettera 43

Dal mandato a tempo alla centralità del lavoro. Tutte le idee grilline che il Pd dovrebbe considerare per iniziare un dialogo.

Ha vinto le elezioni, ha fatto del Movimento 5 stelle il primo partito, è diventato, grazie alla forza dei voti ricevuti, un protagonista ineludibile della politica italiana. Tutto in questo momento ruota intorno a Grillo, tanto che un governo che non lo considerasse avrebbe, a prescindere da ogni alleanza possibile, vita breve. E chi ha rivendicato, forte di essere arrivato primo ma non di aver vinto, il diritto a formare l'esecutivo ha davanti a sé una strada strettissima, quasi impercorribile.
Qualsiasi sia la formula alchemica: governissmo, governo di scopo o di salvezza nazionale, il Pd rischia di compromettere ulteriormente il già risicato consenso accreditatogli dalle urne.
Ancorché sia chiaramente un gesto che va contro la sua natura, Bersani deve dunque venire a patti con colui che spavaldamente gli dà del morto che cammina. Deve individuare quei temi dove, al di là della diversità ideologica, può far convergere un idem sentire.
Obtorto collo, il segretario del Pd e premier in pectore, deve fare di necessità virtù, trovando qualche motivo di soddisfazione nella forzata convivenza con chi in cuor suo detesta. Insomma, deve trovare il modo di farsi piacere almeno qualcosa di ciò che i grillini rappresentano, delle idee che propongono e dei modi con cui le sostengono. Noi ne abbiamo individuate dieci che possono costituire una buona premessa per iniziare il dialogo.

Grillo e il M5S: blog di Claudio Messora, commenti…


Ieri sera, mentre ascoltavo distrattamente non so quale tg, ho sentito fare il nome di Claudio Messora.
Mi ricordava qualcosa, ma non riuscivo a mettere a fuoco…

Ho dato un’occhiata al mio archivio e ho trovato…
A meno che…non si tratti di un omonimo...il Claudio Messora del mio archivio corrispondeva a un post che ho pubblicato il 5 settembre 2012. Titolo: “Uscire dall’euro è una follia? Secondo il docenteClaudio Borghi, no”.

Si trattava di un’intervista di Messora al docente Claudio Borghi tratta dal sito: http://www.sinistrainrete.info/index.php.

Mentre guardavamo Servizio Pubblico (non particolarmente coinvolti), ho dato un’occhiata al blog di Claudio Messora ieri citato da Beppe Grillo.
Ho letto il primo post in home page e parecchi commenti.
Osservazioni diverse, condivisibili o no non è rilevante. Come in tutti i blog, siti, social network – che trattino di politica o di programmi tv o gossip – ci sono, ovviamente, coloro che commentano con apprezzamenti l’autore dell’articolo o post, coloro che lo criticano, coloro che prendono le distanze, coloro che “una volta ti seguivo..mi pareva che..ma adesso.”ecc..ecc..