sabato 11 gennaio 2020

Rai1, Il Cantante Mascherato: format accattivante, ma la versione italiana non sarà il solito prevedibile riciclo?




Premesso: non guardo i programmi di Milly Carlucci e chi legge il mio blog ha sicuramente “percepito” che non sono tra coloro che idealizzano Mariiiaaahhh e i suoi meccanismi sempre prevedibili, i pongo regolamenti di Amici, la mediocrità dei concorrenti. Per non parlare di C’è Posta per te. Un programma con gente che va a raccontare i cazzi suoi non è proprio il mio genere. E le ospitate vip per mostrare quanto è brava la De Filippi nel raccontare e nell’emozionare non mi prende.

Non partecipo a quella imbecille “guerriglia web” tra “mariani” e “millyani. L’unica opinione che ho in comune con Aldo Grasso è proprio quella su queste due “signore della tv” che ho pubblicato in questo post.
Sono uguali. Per questo si “odiano” (fra virgolette, ovviamente).

Ieri sera ho però guardato il Cantante Mascherato perché trovo sia uno dei pochi format in circolazione accattivanti. E’ una sorta di giallo. Sì. Nelle edizioni estere.
Nell’edizione italiana, la prima puntata è iniziata e ha mantenuto un certo mistero ma proseguendo nella visione ha cominciato a palesarmi la sensazione che il mistero si scioglierà prima del tempo.
Cioè che questo format perderà la sua principale caratteristica.

Un format di questo tipo richiede personaggi non solo della provincia italiana e soprattutto che non siano prevedibili, cioè di cui non si conoscano certe caratteristiche. Che nessuno mi tocchi Orietta Berti. Ma non mi pare certo una scelta di cast nuova e sorprendente. E non sarà che ci troveremo Albano (Leone) e l’onnipresente Baudo.

Aerei abbattuti: Iran e Ustica

Milano, automobilisti che usano il cellulare: la Polizia Locale ne becca mai qualcuno?



Avrei una domanda che temo non troverà risposta tra i cosiddetti organi di informazione. Di certo, non troverà risposta nel Corriere della Sera…

A Milano, quante sono le multe date agli automobilisti che mentre guidano usano il cellulare?
Io penso che siano pari a ZERO.

Molti cittadini milanesi vedono giornalemente automobilisti che smanettano smartphone. La Polizia Locale ne vede mai qualcuno? Dove sono. Che fanno. Alcuni sono più presenti nei bar che altrove.

A Milano non si multano i cafoni ignoranti che non raccolgono la merda dei loro cani, non si multano i coglioni che spargono mangime ai piccioni. Molte zone di Milano - escluderei quella in cui abita il sindaco Sala - sono invase da piccioni. Gli uccelli più stupidi e putridi che ci siano. A Milano non si multano gli automobilisti che mentre guidano smanettano il cellulare.

Ovviamente, attendo - con dati certi - di essere smentita.

Ah…una cosa giusta Salvini l’ha detta. Milano è piena zeppa di buche. E non si venga

Peppino Caldarola: Meloni si rassegni, la destra giornalistica non la ama



Feltri, Giordano e adesso anche Sallusti hanno adottato Salvini. Neppure con il Cav furono così servili. Mentre la leader di Fratelli d'Italia li spaventa.
Vittorio Feltri e gli altri big della destra giornalistica hanno adottato Matteo Salvini. Lo trattano come il pupo di casa, lo difendono con accanimento, ne vantano qualità inesistenti, raccontano di minacce simili al famoso attentato che Maurizio Belpietro disse di aver subito. Neppure con Silvio Berlusconi furono così servili. Anzi, dire “servili” non è giusto, né beneducato, diciamo che neppure con Berlusconi furono così coinvolti. Il Cavaliere era il capo, il padrone, quello che li faceva felici con stipendi da favola e che raccontava storie bellissime come quella sulla nipote di Mubarak.

Feltri & Co si bevvero tutto quel liquido caramelloso perché Berlusconi combatteva la sinistra e anche ora questo gruppo di colleghi, nei giornali di carta e su Rete 4 (tranne Barbara), pur di annichilire la sinistra, è pronto a tutto. Con Salvini, però, è diverso. «È de loro», come dicono a Roma. Racconta palle inverosimili, fa cose scorrettissime che mandano in sollucchero tipini fini come Mario Giordano, dà l’idea che se va al potere a quelli di sinistra gli spacca quella parte del corpo lì dietro.

Obiezione: ma come può accadere che un gruppo di agguerritissimi colleghi che ne ha fatte più di Carlo in Francia si innamori di questo ragazzaccio che ha un’evidente voglia di non fare una mazza per tutta la vita? E ancora: ma come, avete a disposizione Giorgia Meloni, di destra autentica, e inseguite questo burlone che non si sa mai che cosa può dire e con chi può mettersi?

IL CAV PRETENDEVA OBBEDIENZA, SALVINI NO

Lega di Salvini: sei senatori mettono la firma per il referendum contro il taglio ai parlamentari


da: https://www.agi.it/ - di Serenella Ronda 

Depositate 71 firme per il referendum sul taglio dei parlamentari
In soccorso dei promotori è arrivata la Lega di Salvini che ha un obiettivo preciso. Si scatena l'ira del Movimento 5 Stelle. Tutte le posizioni dei partiti nei confronti della sempre più possibile consultazione popolare  

Tra chi si sfila e toglie la firma e chi la aggiunge in zona Cesarini, alla fine i promotori del referendum sul taglio dei parlamentari (i forzisti Cangini e Pagano e il dem Nannicini) incassano 71 sottoscrizioni (7 in piu' di quelle richieste) e le depositano in Cassazione. La consultazione popolare è a un passo e potrebbe svolgersi in tarda primavera, magari assieme all'altro referendum sul maggioritario e in contemporanea con le elezioni comunali e regionali.

Importante (ma non decisivo), il soccorso leghista: sono 6 i senatori del partito di Matteo Salvini che si aggiungono ai firmatari, due dei quali nella giornata di oggi. Ma sostanziale è stato anche l'aiuto di Forza Italia, con 5 nuove firme che si sono aggiunte a quelle di sentori forzisti già presenti nell'elenco. Proprio il ritiro ieri delle firme da parte di 4 senatori azzurri (vicini a Mara Carfagna) aveva messo a serio rischio il raggiungimento dell'obiettivo.

Tanto che sin da subito i leghisti si sono attivati. Un soccorso che, per il partito di via Bellerio, ha un duplice scopo: terremotare la legislatura, facendo da sirena ai tanti parlamentari che

venerdì 10 gennaio 2020

Josè Martì: La rosa bianca


Coltivo una rosa bianca
In luglio come in gennaio
per l’amico sincero
che mi dà la sua mano franca
per chi mi vuol male e mi stanca
questo cuore con cui vivo
cardi né ortiche coltivo
coltivo una rosa bianca


Brunori Sas: testo, Per due che come noi


Vuoi fare l’amore o vuoi solo godere?
La linea è sottile la posso intuire
dal modo in cui mi mordi il labbro superiore
dalla tua bocca che stringe e non mi lascia scappare
e chissenefrega se è sesso o se è amore
conosco la tua pelle tu conosci il mio odore
che poi chi l’ha detto che è peggio un culo di un cuore
e che serve una canzone per parlare d’amore
Ma non confondere
l’amore e l’innamoramento che oramai non è più tempo
e senza perdere il senso dell’orientamento quando fuori tira vento
per due che come noi non si son persi mai
e che se guardi indietro non ci crederai
perchè ci vuole passione

Vuoi fare un bambino o lo faccio io?
Se ti fa piacere so farlo da Dio
oppure vorresti che fossi tuo padre
per stringerti al petto e cantarti le fiabe
e chissenefrega di Jünger o di Freud
non siamo dei santi, dai, sbagliamo anche noi
e a volte è anche bello trattarsi un po’ male
dormire di schiena per poi farsi abbracciare

Brunori Sas: Per due che come noi


giovedì 9 gennaio 2020

Libia: l’ignoranza di Conte e Di Maio in una crisi internazionale




Conte e Di Maio scelgano da che parte stare in Libia
L'equidistanza di Roma tra al Serraj e Haftar non porterà a nulla. L'Italia potrebbe mediare solo se avesse una posizione di forza. Visto che non ce l'ha, si schieri senza ambiguità.
di Carlo Panella

 
È impresa ardua e faticosa inanellare tutte le incredibili gaffe inanellate da Luigi Di Maio e da Giuseppe Conte – e quindi, ahimé, dall’Italia – nella gestione della crisi libica. La gaffe incredibile, l’enorme sgarbo istituzionale e protocollare nei confronti di al Serraj da parte di Conte che ha invitato a Roma mercoledì sera per primo Kalifa Haftar a Palazzo Chigi provocando la ovvia e giusta reazione sdegnata di al Serraj che ha annullato l’incontro prima accettato, rifiutando di essere trattato alla pari con chi lo bombarda, è solo l’ultimo episodio di una lunga serie di errori che dimostrano una sola cosa: né il presidente del Consiglio, né il titolare della Farnesina hanno la minima idea di come comportarsi in una seria crisi internazionale. Non padroneggiano neanche i fondamentali, l’Abc della politica estera.

IL GOVERNO DOVREBBE DIFENDERE GLI INTERESSI NAZIONALI
Inanzitutto, il nostro ministro degli Esteri e il nostro presidente del Consiglio non hanno ancora capito che il loro compito non è enunciare principi astratti ispirati ad un pacifismo dozzinale, ma intervenire concretamente nella realtà per difendere

mercoledì 8 gennaio 2020

Luca Ricolfi: La società signorile di massa / 1



Introduzione

Se un marziano sbarcasse in Italia e dovesse informarsi ascoltando i notiziari, guardando le inchieste televisive, sfogliando i quotidiani, o leggendo libri di economia e sociologia, il quadro della nostra società che ne trarrebbe sarebbe più o meno di questo tipo:
- nell’ultimo ventennio, in Italia, come nel resto del pianeta Terra, le diseguaglianze fra gli umani sono cresciute “in modo esponenziale”;
- l’Italia è fondamentalmente un paese povero, in cui una massa di disoccupati cerca invano un lavoro che le permetta di condurre una vita dignitosa;
- milioni di persone sono privi dei più elementari diritti, come quello a una casa, alla salute, al cibo; li vediamo nelle città, fare la coda al “banco alimentare”, dove migliaia di volontari si sforzano di lenire le ferite più dolorose di un’umanità sofferente;
- 13 milioni di pensionati vivono con un assegno inferiore a 1000 euro al mese;
- i giovani sono esclusi dal mercato del lavoro regolare, e ingrossano le file dei disoccupati e sottoccupati;
- nei campi gli immigrati vengono impiegati in lavori defatiganti, per pochi euro al giorno e in condizioni di vita disumane;
- in edilizia i lavoratori stranieri sono addetti ai compiti più gravosi e pericolosi, con salari bassissimi, spesso in nero. 
Adesso però proviamo a cambiare le fonti di informazione. Supponete che il nostro marziano, anziché guardare la TV e leggere libri, decidesse di farsi un giretto nella penisola. Con suo grande stupore la vedrebbe piena di gente che non lavora, oppure lavora e trascorre degli splendidi fine settimana in luoghi di villeggiatura. Grandi città con le piazze piene di giovani che “apericenano”, spiagge invase dai bagnanti, luoghi d’arte presi d’assalto dai visitatori, eventi culturali e musicali che registrano il tutto esaurito. Famiglie che hanno due case di proprietà, o un televisore per stanza, o una barca ormeggiata in qualche porto turistico. Ristoranti pieni, cui si può accedere solo mediante prenotazione. Single che dedicano diverse ore la settimana alla cura del proprio corpo in palestre, spa, centrimassaggi. Persone di tutte le età che ricorrono a ogni sorta di esperti o presunti tali per gestire i propri dubbi esistenziali.
C’è qualcosa che non torna, penserebbe fra sé e sé il nostro marziano. A chi devo credere? Al racconto martellante e sostanzialmente uniforme di studiosi e mass media, o a quel che ho visto con i miei occhi?
Probabilmente a questo punto il marziano, finita la gita, se ne tornerebbe a casa sua archiviando l’enigma Italia come un caso confuso, anche se molto interessante.

Luca Ricolfi: La società signorile di massa




Come può una società signorile essere anche di massa? Con questa paradossale definizione, Luca Ricolfi introduce una nuova, forse definitiva, categoria interpretativa, che scardina le idee correnti sulla società in cui viviamo.
Oggi, per la prima volta nella storia d’Italia, ricorrono insieme tre condizioni: il numero di cittadini che non lavorano ha superato ampiamente il numero di cittadini che lavorano; l’accesso ai consumi opulenti ha raggiunto una larga parte della popolazione; l’economia è entrata in stagnazione e la produttività è ferma da vent’anni. Questi tre fatti, forse sorprendenti ma documentabili dati alla mano, hanno aperto la strada all’affermazione di un tipo nuovo di organizzazione sociale, che si regge su tre pilastri: la ricchezza accumulata dai padri, la distruzione di scuola e università, un’infrastruttura di stampo para-schiavistico.

Luca Ricolfi compone un ritratto di straordinaria intelligenza, senza alcun giudizio morale, per nulla ideologico ma chiaro e spietato. Un libro rivoluzionario, che pone alcune domande essenziali: l’Italia è un caso unico o anticipa quanto accadrà su larga scala in Occidente? E, soprattutto, qual è il futuro di una società in cui molti consumano e pochi producono?

Il capitalismo secondo Francesco: non “avere di più”, ma “essere di più”



Una missione e una necessità: passare da una "economia di esclusione" a un "sistema economico giusto". Proponiamo il discorso integrale del Pontefice al Consiglio per un Capitalismo Inclusivo pronunciato lunedì, 11 novembre 2019

Eminenza,
Cari fratelli e sorelle!

Porgo un cordiale benvenuto a ciascuno di voi riuniti per questo incontro dei Membri del Consiglio per un Capitalismo Inclusivo. Ringrazio il Cardinale Peter Turkson per le sue gentili parole rivolte a vostro nome.

Incontrando, tre anni fa, i partecipanti al Fortune-Time Global Forum, ho sottolineato la necessità di modelli economici più inclusivi ed equi che consentano ad ogni persona di aver parte delle risorse di questo mondo e di poter realizzare le proprie potenzialità. Il Forum 2016 consentì uno scambio di idee e informazioni volte a creare un’economia più umana e contribuire all’ eliminazione della povertà a livello globale.

Il vostro Consiglio è uno dei risultati del Forum 2016. Avete raccolto la sfida di realizzare la visione del Forum cercando modi per rendere il capitalismo uno strumento più inclusivo per il benessere umano integrale. Ciò comporta il superamento di un’ economia di esclusione e la riduzione del divario che separa la maggior parte delle persone dalla prosperità di cui godono pochi (cfr Esort. ap. Evangelii gaudium, 53-55). L’ aumento dei livelli di povertà su scala globale testimonia che la disuguaglianza prevale su un’ integrazione armoniosa di persone e nazioni. È necessario e urgente un sistema economico giusto, affidabile e in grado di rispondere alle sfide più radicali che l’ umanità e il pianeta si trovano ad affrontare. Vi incoraggio a perseverare lungo il cammino della generosa solidarietà e a lavorare per il ritorno dell’ economia e della finanza a un approccio etico che favorisca gli esseri umani (cfr ibid., 58).

Robert Kennedy: Il PIL non rende felici


Il 18 marzo 1968 Robert Kennedy pronunciava un discorso nel quale evidenziava, tra l’altro, l’inadeguatezza del Pil come indicatore del benessere delle nazioni economicamente sviluppate.
Tre mesi dopo veniva ucciso durante la campagna elettorale che lo avrebbe probabilmente portato a divenire presidente degli Stati Uniti d’America.

Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell’ammassare senza fine beni terreni.
Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow Jones, né i successi del paese sulla base del Prodotto interno lordo.
Il Pil comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.
Il Pil mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.

martedì 7 gennaio 2020

Beppe Severgnini: Perché non riusciamo a fermare la strage silenziosa dei pedoni indifesi



Distrazione, fretta, alcol: oltre 600 vittime nel 2018. Queste tragedie succedono continuamente, dovunque

Un’auto molto veloce, un guidatore molto ubriaco, una notte d’inverno nella valle più settentrionale d’Italia: sei turisti tedeschi falciati e uccisi, altre undici persone ferite, tre gravemente. È accaduto tra sabato e domenica in valle Aurina, Alto Adige. Un caso isolato? Nelle dimensioni, certamente. Non nella modalità: queste tragedie succedono continuamente, dovunque.

È in corso una strage silenziosa: quella dei pedoni, i più vulnerabili e indifesi sulla strada. Non ne siamo consapevoli perché, quasi sempre, la notizia resta nelle cronache locali. Se di Gaia e Camilla, le sedicenni travolte e uccise a Roma, ha parlato e parla ancora tutta Italia, di altri episodi conosciamo poco o nulla. Quanti sanno che, nella notte tra venerdì e sabato, una studentessa di Ca’ Foscari è stata travolta e uccisa a Mestre sulle strisce pedonali? Era originaria di Senigallia, si chiamava Pegah Naddafi, parlava sei lingue. Una tragedia tra tante tragedie: e quasi tutte si potevano evitare.

Sapete quanti pedoni sono morti sulle strade italiane nel 2018? Il dato è stato diffuso da poco: 612, quasi due al giorno. Un numero superiore del 2% rispetto al 2017 e del 7% rispetto al 2016. Senza contare i feriti, spesso gravi. Un pedone investito quasi mai se la cava con un graffio e uno spavento.

Trump dichiara guerra all’Iran


da: https://www.internazionale.it/ - di Pierre Haski (Traduzione di Andrea Sparacino)

Uccidendo il generale Soleimani, Trump dichiara guerra all’Iran

 
Forse Donald Trump non l’ha ancora capito, ma da venerdì gli Stati Uniti sono ufficialmente entrati in guerra con l’Iran.

Tutto ciò che è successo finora tra il presidente statunitense e la repubblica islamica è stato soltanto una premessa. Ordinando l’eliminazione del generale Qassem Soleimani, potente e carismatico capo dell’unità speciale Al Quds dei Guardiani della rivoluzione, Donald Trump ha oltrepassato il Rubicone.

Questo scontro non somiglierà a nessun altro del passato. Di sicuro non sarà una guerra frontale come l’invasione dell’Iraq del 2003, con le truppe dell’esercito più potente del mondo inviate in un paese iper-armato ma disorganizzato. Al contrario, sarà un conflitto multiforme il cui teatro rischia di essere l’intero Medio Oriente, se non oltre.

Il regime dei mullah a questo punto si gioca la sopravvivenza, e non si lascerà battere senza combattere. D’altronde è strutturato e organizzato per questo preciso scopo.

Scontrino elettronico dal 1° gennaio 2020: cosa cambia per esercenti e clienti


da: https://www.wallstreetitalia.com/ - di Mariangela Tessa

Debutta lo scontrino elettronico, cosa cambia per esercenti e clienti

Lo scontrino elettronico ha fatto il suo debutto ufficiale in tutti gli esercizi commerciali. Obbligatorio dallo scorso luglio per tutti gli esercizi con un giro d’affari superiori a 400 mila euro, ora si estende a tutti gli operatori economici che emettono ricevute fiscali, commercianti, artigiani, alberghi o ristoranti. Di fatto lo scontrino elettronico consente al Fisco di ricevere le comunicazioni delle transazioni direttamente dai registratori di cassa.

Che cosa cambia per i consumatori
Per il consumatore cambia poco: al momento del pagamento non riceverà più uno scontrino o una ricevuta ma un documento commerciale, privo di valore fiscale ma che potrà essere conservato come garanzia del bene o del servizio pagato, oltre che per un cambio merce.

Da luglio però, grazie ai nuovi registratori telematici (registratori di cassa in grado di connettersi a internet) a disposizione in ogni negozio, si potrà partecipare alla lotteria degli scontrini, considerata dal governo una nuova possibile arma anti-evasione.

Con l’introduzione dei corrispettivi elettronici, spiega l’Agenzia delle Entrate in un approfondimento dedicato alla novità, non occorrerà più tenere il registro dei corrispettivi.

Che cosa cambia per gli esercenti

Manovra fiscale, approvata la Legge di bilancio. Ecco le principali novità per il 2020


da: https://www.altroconsumo.it/ - di Roberto Usai, contributo contributo tecnico di Tatiana Oneta e Anna Vizzari

Con l'approvazione definitiva della Legge di bilancio si concludono i lavori sulla manovra fiscale. Dall'arrivo del cashback per i pagamenti elettronici alle nuove detrazioni per le abitazioni, dall'introduzione della sugar tax all'aumento delle accise sui tabacchi: abbiamo esaminato le misure previste dalla Legge di bilancio che avranno maggior impatto sui cittadini.

Dopo l'approvazione in Senato della legge di conversione del decreto fiscale lo scorso 18 dicembre, ora è arrivato il via libera anche per la Legge di bilancio. Di cosa si tratta? Nonostante venga chiamata con nomi diversi, come manovra finanziaria, manovra economica o legge di stabilità, la legge di bilancio è l'insieme di norme che regola per il triennio successivo l'indirizzo economico e finanziario del Paese. Il testo viene presentato in Parlamento entro il 15 ottobre di ogni anno e, entro la stessa data, viene presentato all'Unione europea il cosiddetto documento programmatico di bilancio che sintetizza quanto previsto dalla legge di bilancio. Si aspetta quindi il parere della Commissione europea che deve valutarne la fattibilità e la congruenza rispetto alle raccomandazioni. Dopo i passaggi alle Camere che apportano eventuali emendamenti, la Legge di bilancio viene approvata dal Parlamento entro il 31 dicembre e, entro gli stessi termini, deve essere pubblicata in Gazzetta ufficiale. Vediamo quali sono le principali novità previste dalla Legge di bilancio 2020. 

Scongiurati gli aumenti per Iva e accise
Iniziamo con una buona notizia: le clausole di salvaguardia che prevedevano l’aumento dell’Iva ordinaria e di quella agevolata a partire dal prossimo anno e per quelli seguenti sono state completamente disinnescate. Questo significa che, a differenza delle precedenti leggi di bilancio che le rimandavano di ogni anno, questa volta gli aumenti previsti vengono eliminati del tutto. La cattiva notizia è che le clausole di salvaguardia che prevedono l’aumento delle accise sulla benzina e sul gasolio usato come carburante vengono posticipate al 2021 ma richiedono uno sforzo economico pari a tre volte quello che era stato fissato per il 2020.

Arriva il cashback per i pagamenti elettronici 
Secondo gli ultimi dati Istat il valore dell'economia cosiddetta "non osservata", quindi quella legata alle attività sommerse o clandestine, nel 2017 si è attestato a poco meno di 211 miliardi di euro. Proprio per fronteggiare il fenomeno dell'evasione e delle frodi fiscali, la legge di bilancio prevede politiche di contrasto in più settori, passando anche attraverso l'incremento del numero dei pagamenti elettronici, misura che va nella direzione di quanto avevamo auspicato e dettagliato nella lettera che abbiamo inviato al Governo a settembre.

La vera posta in gioco nell’intervento turco in Libia


da: https://www.internazionale.it/ - di Annalisa Camilli

Come previsto, il 2 gennaio il parlamento turco ha autorizzato l’invio di soldati in Libia, approvando una risoluzione con 325 voti favorevoli e 184 contrari. Il 10 dicembre il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan aveva annunciato l’intenzione di sostenere militarmente il governo di accordo nazionale (Gna) libico guidato da Fayez al Sarraj contro l’offensiva militare del generale Khalifa Haftar. E a meno di un mese dal suo annuncio, ha ottenuto il via libera dal parlamento.

Ora starà al presidente stabilire quanti soldati mandare nel paese nordafricano, in cui in teoria vige l’embargo sulle armi imposto dalle Nazioni Unite. Ma molti analisti sostengono che quella turca sia stata una mossa di deterrenza, che non implicherà necessariamente l’invio di truppe sul campo. Si tratta piuttosto di un annuncio per spingere Haftar alla ritirata e per sollecitare l’apertura di un negoziato con la Russia, ma è anche un modo per Ankara di sottolineare il suo ruolo di potenza regionale.

Il testo della risoluzione approvata dal parlamento di Ankara è ambizioso e parla della necessità di “proteggere gli interessi della Turchia nel Mediterraneo, di prevenire il transito dei migranti irregolari, d’impedire alle organizzazioni terroristiche e ai gruppi armati di proliferare, di apportare un aiuto umanitario al popolo libico”. La Turchia ha firmato con il governo di Tripoli un accordo di collaborazione militare e marittima il 27 novembre 2019, che prevede l’intervento militare “via terra, via mare e via aerea, se necessario”, scatenando reazioni allarmate in tutta la regione.

martedì 24 dicembre 2019