mercoledì 20 marzo 2019

Jane Austen: Emma / 5



Si fermò nel suo fervore per contemplare la domanda e l’espressione dei suoi occhi la sopraffece. 
«Mia adorata Emma» disse, «perché sempre sarete la mia più cara, qualsiasi dovesse essere il risultato di quest’ora di conversazione, mia carissima, amatissima Emma..ditemi subito. Dite “no”, se dovete dirlo.»
Lei non poteva dire davvero nulla. «Tacete!» esclamò lui, molto turbato. «Rimanete completamente muta non vi chiederò altro.»
Emma stava per sprofondare nell’agitazione di quel momento. La paura di essere risvegliata dal più felice dei sogni, era probabilmente il sentimento dominante.
«Non sono in grado di fare discorsi, Emma» presto riprese e, in un tono di tenerezza così sincera, precisa, tangibile da convincere persino lei. «Se vi amassi meno, sarei capace di parlarne un poco. Ma voi mi conoscete. Non posso dirvi che la verità. Vi ho rimproverata e fatto delle prediche e voi l’avete sopportato come nessun’altra donna in tutta l’Inghilterra
avrebbe sopportato. Sopportate adesso, Emma carissima, le verità che vorrei dirvi, come avete sopportato le altre. La maniera, forse, non è tale da raccomandarle. Dio lo sa sono stato un innamorato molto freddo….Ma voi mi capite….Sì, voi vedete, voi capite i miei sentimenti. E li ricambierete, se potrete. Adesso, vi chiedo solo di potervi ascoltare, ascoltare di nuovo la vostra voce.»
Mentre Knightley parlava, la mente di Emma era affacendatissima e con la massima, meravigliosa velocità del pensiero era riuscita, pur senza perdere una parola, ad afferrare e comprendere l’esatta verità del tutto….

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