martedì 24 settembre 2013

Il sistema capitalistico italiano, colpiti e affondati: Telecom diventa spagnola

da: la Repubblica

Un gigante portato al collasso da vizi di capitalismo tricolore 
di Alessandro Penati

Per capire che cosa significhino espressioni come "l'Italia è un Paese in declino", "vige un capitalismo asfittico e di relazioni", basta ripercorrere le vicende di Telecom Italia. Oggi si guarda alla prossima scadenza del patto tra gli azionisti di Telco, la holding che controlla Telecom, e al consiglio di amministrazione del 3 ottobre, come all'inizio di una nuova era. Eppure, quindici anni di lenta agonia suggeriscono scetticismo e, forse, rassegnazione.

La madre di tutte le privatizzazioni
Telecom Italia nasce con la privatizzazione del 1997 voluta dal governo Prodi. E parte con un difetto d'origine: uno Stato dirigista o, ancor peggio, che vorrebbe esserlo, ma non ne è capace. A prescindere dal colore dei governi. Così le privatizzazioni si fanno solo per far cassa e perché lo impone l'ingresso nell'euro. Pertanto Telecom viene collocata come un monopolio integrato, perdendo l'occasione per creare concorrenza in un settore agli albori della liberalizzazione e nella sua fase di massima crescita. Ma il Tesoro riesce ad

Lavoro, contratto di apprendistato: i dodici blocchi anti giovani

da: Corriere della Sera

L’apprendistato? Corsa a ostacoli Ecco i dodici blocchi anti giovani
di Dario Di Vico

In altri Paesi, come la Germania, è la via principale per l'ingresso di 1,5 milioni di giovani nel mondo del lavoro. In Italia, invece, il contratto di apprendistato non funziona. Il motivo è semplice, secondo la Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa (Cna): troppi adempimenti burocratici scoraggiano gli imprenditori che devono spendere 3.500 euro in più l'anno.
Per prendere un apprendista la Via Crucis descritta dalla Cna si compone di 12 stazioni.
Perché in Italia il contratto di apprendistato non funziona e in altri Paesi, come la onnivirtuosa Germania, è la via principale per l’ingresso di 1,5 milioni di giovani nel mondo del lavoro? Secondo una della organizzazioni dei Piccoli, la Cna, il motivo è semplice: troppi adempimenti burocratici scoraggiano gli imprenditori che devono spendere 3.500 euro in più l’anno per far fronte all’eccesso di regole. 
Per sostenere questa tesi gli artigiani hanno steso un j’accuse elencando tutti i passaggi necessari per prendere un apprendista. La Via Crucis descritta dalla

lunedì 23 settembre 2013

Veronica Tomassini: “Ladri di post, la tentazione di rubare gli articoli altrui”

Intelligenza e correttezza vogliono che si citino le fonti. Il “vezzo” di riportare articoli/post altrui senza esplicitare autore e fonte web, non è solo di colui che ha citato la Tomassini. Poi vi sono coloro che riportano, sì, il nome dell’autore, ma non il sito/blog che li ha pubblicati. Che problema c’è ad aggiungere un “da: la repubblica” piuttosto che “da: il fatto quotidiano”o altre fonti web?!


da: Il Fatto Quotidiano

Semplicemente, la deregolamentazione in rete sarà il flagello di molti autori. Il discorso non vale solo per la rete, a dir la verità. In rete chiunque scriva ha un suo pubblico, può sperare di averlo, apri un blog, un sito, et voilà. Sul talento, le possibilità, il mestiere:  è a discrezione di ognuno. Tant’è, soffriamo perlopiù e molto segretamente della sindrome di Salieri, ma alla fine ci sentiamo un po’ tutti Mozart, non è così? Va bene, parlo per me, vengo al dunque.
Ieri mattina, nell’edizione cartacea del Fatto viene pubblicato un mio articolo sulla candidatura di Roberto Vecchioni al Nobel, in un battito di ciglia il medesimo articolo finisce nel sito Menti informatiche (qui), a firma di certo Luca Zecca, che non cita la fonte (il Fatto Quotidiano), non cita l’autore (la sottoscritta). Il sito ammicca con un sottotitolo: “un occhio al web”. Chiamalo occhio. Manco i borseggiatori nella metro saprebbero fare meglio. Stesso titolo, testo riportato pari pari, firmato: Luca Zecca.

Germania: la Merkel vince le elezioni, l’aspettano problemi da risolvere

da: Lettera 43

Germania: Merkel e i problemi da risolvere nel nuovo corso
Deprecarizzazione del lavoro. Svolta energetica. Integrazione Ue. Moneta unica. I dossier caldi per la cancelliera rieletta.
di Pierluigi Mennitti



Angela Merkel quasi non riusciva a godersi l'euforia dei fan nella festa elettorale del 22 settembre alla Konrad Adenauer Haus, la sede della Cdu. Loro ballavano e cantavano, lei dal microfono sul palco rispondeva: «Bene, oggi festeggiamo ma da domani si torna al lavoro».
LA SCONFITTA DEL GOVERNO.L'entusiasmo per l'entità del successo, infatti, è pari alla responsabilità di gestirlo e alla consapevolezza di dover affrontare trattative di governo che una vittoria meno schiacciante avrebbe reso paradossalmente più semplici.

Il lato folk di Sting: "The last ship", nuovo album in uscita

da: la Repubblica 

"The last ship", il lato folk di Sting
"Vi racconto com'era la mia Newcastle"
L'ex Police pubblica il nuovo disco il 24 settembre, rievocando la sua infanzia e la chiusura dei cantieri navali negli anni 80 che sancì la fine di una comunità. L'anno prossimo il lavoro diventerà un musical
di Carlo Moretti



La perdita del lavoro, la dignità negata, lo scontro tra padri e figli. Ma anche il senso di appartenenza a una comunità e l'importanza delle radici. "Si passa una vita a tagliare i ponti e poi si cambia, viene il momento di tornare indietro a cercare chi siamo", spiega Sting, che a 61 anni e dopo dieci anni di silenzio discografico ha affidato a un album la storia della sua infanzia a Newcastle. The last ship, questo il titolo del disco che esce il 24 settembre, nel giugno del 2014 diventerà un musical, la vera ragione per cui sono nate queste canzoni: racconta la chiusura dei cantieri navali "Swan Hunters" alla fine degli anni Ottanta a Wallsend, "a due passi dalla strada in cui abitavo da ragazzino".

Marco Politi: ‘Papa e Berlusconi, le salme dei politici e l’uomo Francesco

da: Il Fatto Quotidiano

Per l’italiano che guarda la tv è una ferita nel petto. Di là una Mummia egolatrica, che con voce impostata proclama di avere sempre avuto ragione, schiuma di rabbia verso gli avversari, mente a ogni respiro, alza la mano ancora umida di cosce velate da paramenti religiosi e invoca la “tradizione cristiana”. Di qua un Uomo che guarda negli occhi i suoi simili senza inganno, che si rivolge ai lontani, che ha il desiderio di piegarsi sulle ferite degli uomini e delle donne affaticati e ammaccati dalle crisi materiali ed esistenziali. Di qua un vecchio capace di criticare se stesso e i propri difetti e contemporaneamente di aprire nuove strade alla Chiesa. Di là un vecchio gonfio di reati, incapace di assumersi le proprie responsabilità, drogato dalla ripetizione di antiche promesse mai mantenute. Guardiamo le immagini. La tonaca bianca con le vecchie scarpe nere e il volto solcato da rughe parlano ai giovani molto più del doppiopetto irrigidito che fa da basamento a un viso stirato dalla cosmesi. Chi ascolta sa subito da dove viene la speranza e da dove la noia.
Sono giorni amari per gli italiani. Plasticamente le due B. di questa storia – il Papa e l’ex premier – riflettono l’impotenza in cui è precipitato il Paese. Un consesso di anziani cardinali, il conclave di marzo, ha avuto la lungimiranza e il coraggio di aprire la prospettiva di una svolta epocale. Da noi un Parlamento di impotenti maestri di intrighi si è accartocciato nella rimasticatura del vecchio.

Cinque cose da sapere sul caso Berlusconi

  •  Il 18 settembre la giunta per le elezioni e le immunità del senato ha respinto la relazione del senatore Andrea Augello (Pdl) con 15 voti contrari. La relazione di Augello chiedeva di convalidare l’elezione di Silvio Berlusconi nonostante la sua condanna a quattro anni per frode fiscale nel caso Mediaset.
  • Dario Stefàno (Sel) è il nuovo relatore nominato dalla giunta, spetta a lui scrivere una nuova relazione sul caso.
  • Silvio Berlusconi ha dieci giorni di tempo per presentare la sua difesa. Il cavaliere parteciperà il 4 ottobre a una riunione pubblica della giunta, assistito dai suoi avvocati.
  • Nei primi giorni di ottobre la giunta dovrebbe decidere se la decadenza di Berlusconi dev’essere sottoposta al voto del senato.
  • Dopo la decisione della giunta l’assemblea di tutti i senatori voterà sulla sospensione di Silvio Berlusconi dal senato. Lo scrutinio potrebbe essere segreto. La procedura infatti prevede il voto segreto se richiesto da almeno venti senatori.

L'Amaca di Michele Serra

da: la Repubblica

Sarebbe bello se l’ultimo gesto della gestione Moratti fosse telefonare al tifoso Edoardo Brugnatelli e a suo figlio e chiedere scusa, anche a nome del calcio italiano. Brugnatelli ha scritto alla cronaca milanese di Repubblica:
ha comperato due abbonamenti senza rendersi conto che erano troppo vicini alla curva occupata dagli ultrà. Va al Meazza per vedere Inter-Juve e trova occupati i suoi due posti. Chiede prima allo steward, e nei giorni successivi alla società Inter, che cosa deve fare per rientrare in possesso di ciò che ha già pagato. La risposta è: chieda ai capi degli ultras. Poi, per colmo dello sberleffo, la squalifica per razzismo della intera curva. Punito anche lui, che non c’entra nulla.
Sono già state spese parole a milioni, sugli stadi italiani. La verità, banale e insopportabile, è che sono come i quartieri di mafia o di camorra: extralegali, e governati da capi cosca. Sono le società di calcio che vendono gli abbonamenti (e incassano i soldi). Ma nei settori dello stadio governati dagli ultras, sono gli ultras a decidere chi può entrare e chi no, dove sedersi e dove non sedersi. Come se in ogni cinema e in ogni teatro d’Italia ci fossero alcune file di poltrone a disposizione di una micromalavita che le gestisce in subappalto. Da quanti anni? E per quanti altri anni?

Governo: scontro sull’Iva e manovra d’autunno

da: Lettera 43

Scontro sull'Iva: si prepara la manovra d'autunno
Sette giorni all'aumento dell'imposta sui consumi. Il governo va alla ricerca di 6 mld.

Sette giorni all'aumento dell'Iva: il conto alla rovescia è partito. Senza interventi e, soprattutto, se non si racimola il miliardo necessario, dal 1 ottobre è destinato a scattare l'aumento di un punto della tassa sui consumi.
Il nodo resta sempre quello delle risorse, difficili da reperire, anzi difficilissime, vista anche la lista di interventi necessari e onerosi da mettere in campo da qui a fine anno (seconda rata Imu, nuovo intervento per la Cassa integrazione e il rifinanziamento delle missioni in deroga, senza contare la necessità inderogabile di far rientrare il deficit sotto il tetto del 3%). Per il ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni si tratta ormai, come ha detto dopo il varo dell'aggiornamento del Documento di programmazione economica e finanziaria (Def) «di un problema complessivamente più politico che di finanza pubblica».

LO SCONTRO SU CHI PAGA. Anche perché i due principali 'azionisti' delle larghe intese non sono poi d'accordo su chi debba 'pagare il conto' dell'aumento dell'aliquota sui consumi dal 21 al 22%: i cittadini più ricchi o le casse dello Stato.

Bonsai di Sebastiano Messina



da: la Repubblica

Beppe Grillo è stanco dei rimproveri. «Esigo rispetto » da tutti voi, scrive sul suo blog. E ha ragione. Il rispetto – «sentimento di deferenza, stima e considerazione», recita lo Zingarelli – gli è dovuto da tutti. A cominciare dal presidente della Camera Laura Boldrini, «un oggetto di arredamento del Potere». Ma anche dal capo dello Stato, Napolitano, «la salma». E da Letta, che «deve baciare il culo di Berlusconi». Dalla Corte Costituzionale, «il gerontocomio». Dai “saggi” incaricati di proporre le riforme, «i tafani della Repubblica». Dalla Rai, «prostituitasi ai partiti come una vecchia sgualdrina senza più pudore». Ma principalmente dal Parlamento, «una schiera di servi», «una tomba maleodorante». Rispetto. Grillo esige rispetto. È chiaro, branco di cialtroni imbalsamati ladri schifosi corrotti puzzolenti e, soprattutto, irrispettosi?

Strage di cristiani in Pakistan: 75 morti, tra le vittime donne e bambini

da: La Presse

Strage di cristiani a Peshawar: kamikaze in chiesa uccidono 75 persone



Almeno 75 persone sono morte e altre 110 sono state ferite a Peshawar, in Pakistan, a causa di un duplice attentato suicida in una chiesa. L'azione è stata rivendicata dal gruppo estremista Jundullah, legato ai talebani in Pakistan, che in una telefonata effettuata da un portavoce ha dichiarato: "Tutti i non musulmani in Pakistan sono nostro obiettivo e lo resteranno sino a quando l'America non smetterà gli attacchi con droni nel nostro Paese". In precedenza il gruppo Jundullah ha rivendicato la responsabilità di attacchi ai musulmani sciiti nella provincia del Balucistan. Si tratta del più grave attacco alla minoranza cristiana nel Paese da anni. 

Tra le vittime ci sono molte donne e bambini. Due kamikaze si sono fatti esplodere mentre la folla dei fedeli usciva da una storica chiesa del distretto Kohati Gate, per ottenere un pasto gratuito di riso. All'interno dell'edificio

venerdì 20 settembre 2013

Matteo Renzi a 'Otto e Mezzo': dopo lunga attesa ecco le fatidiche paroline...

La7, Otto e Mezzo: c’è lo sloganista Renzi

Stefano Sansonetti: “Discount Italia. Cosa svenderemo e chi farà business a casa nostra”


La musica è nota: per abbattere il mostruoso debito pubblico italiano, ormai stabilmente sopra quota 2 mila miliardi di euro, non si può fare a meno di cedere i “gioielli” rimasti in pancia allo Stato. Peccato che le condizioni di mercato, oggi come non mai, mettano il governo di fronte al rischio di una maxisvendita, destinata a soddisfare gli appetiti di molti gruppi esteri. L’esecutivo guidato da Enrico Letta, assiduo frequentatore di centri di potere internazionale come Aspen e Trilateral, non fa nomi precisi. Ma espone chiaramente le sue intenzioni, per esempio nella recente Agenda per la crescita predisposta per dare un segnale all’Europa e agli investitori. E che segnale.

Il piano
“Per le società partecipate pubbliche”, vi si legge, “il proseguimento dei processi di vendita sarà realizzato sulla base di valutazioni che terranno conto di molteplici fattori, tra i quali la strategicità delle partecipazioni per l’economia nazionale (come ad esempio per i settori dell’energia o della difesa), e la convenienza economica della vendita”. Ora, nei settori dell’energia, a livello statale, i big di cui il governo ha partecipazione residue sono Eni ed Enel. Quando si parla di difesa il riferimento è a Finmeccanica. L’esecutivo, senza

Papa Francesco, intervista a Civiltà Cattolica: il modo di essere, le scelte, i temi etici

da: Famiglia Cristiana

Il ritratto inedito di Papa Francesco
In una lunga intervista concessa alla rivista dei gesuiti La Civiltà Cattolica, Bergoglio parla a tutto campo di se stesso, dell'elezione papale, dell'idea di Chiesa che ha in mente, delle pecorelle smarrite e della spiritualità gesuitica
di Antonio Sanfrancesco


Come ha ammesso lui stesso, Papa Francesco non ama le interviste. Eppure sul volo di ritorno da Rio de Janeiro, lo scorso luglio, non si è sottratto alle domande dei giornalisti che lo accompagnavano in aereo. Anche sui temi più scottanti dell’attualità della Chiesa. Ora il pontefice torna a parlare attraverso un’intervista, la prima del pontificato. 

A realizzarla padre Antonio Spadaro, direttore de La Civiltà Cattolica, la rivista dei gesuiti pubblicata con l’imprimatur della Segreteria di Stato. 

giovedì 19 settembre 2013

Cinema: “Rush”, la sfida tra Hunt e Lauda

da: La Stampa

“Rush”, il duello è l’anima del cinema
Hunt e Lauda nemici nel film di Ron Howard. “Non è la sfida fra buono e cattivo ma tra due forti personalità opposte” 
di Fulvia Caprara



Il punto non è solo correre, nè arrivare primi, nè mettere le mani sul trofeo. In ogni duello, oltre il talento, la fortuna e l’intelligenza messi in campo per vincere, quello che conta, per i due contendenti, è la personale visione della vita, il proprio modo di essere contrapposto a quello dell’altro, la necessità di affermarlo per riaffermarsi.  

In Rush di Ron Howard, da giovedì in 400 sale distribuito da 01, l’aspetto più affascinante, quello che veramente appassiona, al di là degli esiti delle gare (per altro notissimi visto che fanno parte della storia sportiva del mondo), è lo scontro tra le opposte personalità dei protagonisti. Visceralmente diversi

Aldo Giannuli: “Università e formazione, quando un ministro apre bocca e gli dà fiato”


Una nuova emergenza si sta aprendo e dovremo occuparcene: la crisi della scuola. No, per carità, non voglio dire che la mancanza di fondi, la pessima distribuzione degli insegnanti, la loro preparazione non sempre eccellente ecc siano problema di questi giorni. Lo so che si tratta di una crisi che dura da almeno 40 anni e che ormai sta marcendo. Mi riferisco ad altro: agli ulteriori gravissimi danni che si stanno profilando ad opera di questa sciagurata classe politica. Dopo la funesta serie ventennale di ministri della Pubblica istruzione ed università (D’Onofrio, Lombardi, Berlinguer, Moratti, Mussi, Gelmini, Fornero, facendo salvo il solo De Mauro) si abbatte su di noi la Carrozza (Maria Carla e non il veicolo: ma una cosa non è più intelligente e meno pericolosa dell’altra).
L’insigne scienziata ha recentemente esternato proponendo due cose: di introdurre esperienze di lavoro nel corso di studi e di reintrodurre geografia economica fra gli insegnamenti dei tecnici. Sulla prima cosa c’è poco da dire: va benissimo che i ragazzi facciano qualche esperienza lavorativa, ma a due condizioni: che il lavoro sia pagato e che riguardi tutti. Ma la ministra (come ormai il politicamente corretto ci impone di scrivere) non fa cenno ad alcuna retribuzione, per cui dobbiamo pensare che si tratti solo di una erogazione di lavoro gratuita. Insomma, stiamo reintroducendo l’apprendistato contro il quale la sinistra condusse una battaglia memorabile mezzo secolo fa: congratulazioni!

Barbara Spinelli: “Il fascino della melma”



da: la Repubblica

Non è escluso che sarà la forza coercitiva della magistratura a destituire Berlusconi senatore: il 15 ottobre quando si applicherà la sentenza e il condannato sceglierà fra domiciliari e servizi sociali.
E il 19 ottobre quando la Corte d’appello fisserà la durata dell’interdizione dai pubblici uffici, da uno a tre anni. Solo quella forza emetterà parole in sintonia con gli atti. Vociante, ma in sostanza afona, la politica starà forse a guardare. Come sempre.
Se la politica perpetuerà l’inerzia, non resterà che lo scadenzario giudiziario, a disintossicare le istituzioni da chi ha frodato o corrotto. Assieme alla stampa indipendente, che però non è un potere dello Stato, la magistratura s’erge come torre eremitica, attorniata dal vasto deserto che è la politica. Quest’ultima si sarà nervosamente agitata, avrà senza fine gesticolato, prima a viso scoperto in Giunta, poi a viso coperto in aula, ma senza costrutto. Avrà abdicato, scrive Vladimiro Zagrebelsky in un magistrale articolo: avrà «trasferito potere e responsabilità ai giudici, salvo poi aggredirli per le conseguenze che ne derivano» (La Stampa, 11 settembre).
La vera patologia italiana è questa, ed è antica. È da quasi trent’anni (il pool antimafia nacque nell’84, sette anni prima di Mani Pulite) che la politica mostra di non possedere gli anticorpi necessari a espellere le sue cellule malate. O meglio non vuole attivarli: cocciuta, imperterrita. Sylos Labini spiegò bene, il 14 maggio 2002 su questo giornale, la natura del morbo. Lo chiamò immunodeficienza acquisita: «Il grado di civiltà di un paese, come lo

Piero Pelù a Matteo Renzi: pensa ad asfaltare le buche a Firenze…

da: Corriere della Sera

Piero Pelù contro Renzi: «Prima del Pdl, asfalta le buche»
Il rocker attacca il sindaco di Firenze su Facebook: «È un berluschino», «si sente la vittoria in mano»

«Asfalteremo il Pdl» aveva detto Matteo Renzi. E fra i tanti commenti arriva anche questo: «Siccome non asfalterai niente e nessuno, come contribuente di Firenze ti chiedo se, finito il mondiale di ciclismo, sarai in grado di asfaltare le migliaia di pericolosissime buche che ci sono nelle strade della mia amata città». Il contribuente in questione è nientemeno che Pierò Pelu che ha deciso di usare l'oramai celebre frase per attaccare «il sindaco più latitante della storia della mia amata città». Il pesante sfogo arriva sul suo profilo Facebook.
E Pelù ci va giù pesante: è «un berluschino». Per il rocker, Renzi «si sente la vittoria in mano per le prossime imminenti elezioni politiche nazionali - scrive -, è riuscito con perseveranza certosina e promesse fantascientifiche a mettere tutti d'accordo all'interno di quel buco nero della politica che è il Pd (non è l'acronimo di una bestemmia ma ci si avvicina molto), anche il volpone D'Alema si sta inchinando al nuovo che avanza». E «il rampante Renzi sa bene di politica fatta all'italiana ma soprattutto sa benissimo cos'è il marketing

mercoledì 18 settembre 2013

Senato, Berlusconi: bocciata la relazione Augello, il Parlamento dovrà votare sulla decadenza da senatore

da: TMNews

Decadenza Berlusconi, no a proposta Augello. Pdl lascia aula
Stefàno nuovo relatore, dal 29 possibile seduta pubblica con il Cavaliere

La Giunta per le elezioni e le immunità del Senato ha bocciato con quindici voti contro uno la relazione di Andrea Augello (Pdl) che aveva proposto di confermare nella carica di senatore il leader del Pdl Silvio Berlusconi nonostante la condanna definitiva a quattro anni di reclusione per frode fiscale. Hanno votato contro Augello, quindi a favore della decadenza di Berlusconi, il Pd, il Movimento 5 stelle, Scelta civica, il rappresentante socialista del gruppo Autonomie e il presidente della Giunta, Dario Stefàno di Sel. Dopo aver ottenuto che si votasse separatamente sulle proposte "preliminari" di Augello, che ipotizzava di sottoporre la legge al vaglio di costituzionalità della Consulta o a quello di rispondenza al diritto europeo della Corte europea del Lussemburgo, i rappresentanti del Pdl, della Lega e di Gal, un gruppo costola del vecchio centrodestra, hanno lasciato i lavori. Solo Augello è rimasto in seduta ed ha votato per la sua proposta.

Si tratta di un passaggio decisivo del percorso che dovrà portare al

Marco Travaglio: Il lato B

da: Il Fatto Quotidiano

Cari italiani, ma soprattutto italiane, mi vedo costretto un’altra volta a ricorrere allo strumento del videomessaggio, vincendo la mia proverbiale ritrosia all’apparire in pubblico, a causa della censura esercitata da vent’anni nei miei confronti dai media, in particolar modo televisivi. Come sapete, nell’ultimo mese e mezzo mi ha abbandonato anche la Cassazione, in cui riponevo la massima fiducia perché finora, almeno lì, l’avevo sempre fatta franca. Invece mi ha colpito a tradimento con due sentenze politiche sui casi Mediaset e Mondadori, che mi vedono totalmente estraneo. Nel senso che, come mi assicurano i miei avvocati, anch’essi molto cari ma in un altro senso, in entrambi i processi ho dimostrato di non aver mai avuto nulla a che fare né con Mediaset né con Mondadori: questi due nomi non mi dicono nulla e li ho appresi recentemente dai giornali, visto che dal 1994 io mi occupo d’altro, cioè di figa.
Ma io non demordo, non mi arrendo, non mi dimetto: ho intenzione di vendere cara la pelle, almeno quella poca che mi è rimasta di originale (qualche raro frammento fra l’anulare e il mignolo del piede sinistro). Chi pensa che, per rappresaglia contro due sentenze politiche, io intenda ritirare i miei ministri dal governo Letta non ha capito nulla. Intanto, se ritiro Alfano, Quagliariello, Lupi, De Girolamo e la Lorenzin, non se ne accorge nessuno: sai che rappresaglia.

Alessandro Gilioli: L’escalation

Finale splendido! Ottimo Gilioli




Quindi, unendo i puntini, è ufficiale e definitivo: negli anni ‘70 e ‘80 Berlusconi ha mediato con Cosa Nostra ospitando in casa un presidio mafioso; nel 1991 ha corrotto un magistrato per portarsi a casa Mondadori; negli anni ‘90 ha ideato un gigantesco sistema per frodare il fisco e accumulare fondi neri all’estero.

E nel 2013 il Pd ha deciso di allearsi con lui.

Twitter: i commenti al videomessaggio di Silvio Berlusconi






Dario Bressanini: Le bugie nel carrello / 1

Mortadella zero chimica
«Suprema Fiorucci. Zero chimica, 100 per cento naturale» recita lo slogan. Il tipico messaggio pubblicitario che fa salire il sangue alla testa a un chimico come me.

[…] Che cosa significa che una mortadella è «100 per cento naturale?» Non mi risulta che esistano alberi su cui crescono mortadelle pronte da staccare, affettare e mettere nel panino. E come scienziato non sopportavo che la parola «chimica» venga usata in senso dispregiativo.
Che cosa vuol dire «zero chimica»? Forse che nella mortadella Fiorucci non ci sono molecole? Notate che la pubblicità non dice «zero additivi» o «zero conservanti», come accade per prodotti di altre marche, visto che alcuni consumatori preferiscono non acquistare salumi contenenti conservanti come il nitrito di sodio (E250). In quel caso potremmo discutere dei pro e contro di quella scelta. Nel nostro corpo i nitriti possono trasformarsi in composti cancerogeni chiamati nitrosammine. I limiti stabiliti dalla normativa servono a evitare che un consumo costante nel tempo faccia aumentare il rischio di contrarre alcuni tipi di cancro.

Luciano Ligabue: “Il mio Miserere rock sugli abusi di potere”

da: La Stampa

Luciano Ligabue “Il mio Miserere rock sugli abusi di potere”
Per il rocker settimana di sold out all’Arena di Verona “Non l’avevo mai fatto, ma oggi devo cantare la crisi”
di Marinella Venegoni



Il cartello «Più Liga per tutti» rovinato dalla pioggia, tutto intorno un fiorire di mantelline colorate tipiche, modello Arena Bagnata. I rosa, i gialli, gli azzurri che restituiscono l’idea di una festa fanciullesca, come in effetti è, incurante del maltempo. Il Liga, più giovane col capello corto, il ciuffo alto un po’ Elvis un po’ punk, non sembra più lui ed è commosso davvero, ieratico, mentre canta a cappella, sommerso dai cori, Il giorno del dolore che uno ha, poi attacca la magnifica, anche a vedersi, orchestra dei 64 giovanissimi più uno (il maestro Marco Sabiu) ed invenzione e tradizione danzano senza paura, mentre si affacciano Il peso della valigia e Leggero. Un concerto rock con contorno di orchestra per dare l’arrivederci ad Arrivederci mostro e riprendersi la strada che porta verso il nuovo album, riscoprire ancora una volta il legame fra i giovani, giovanissimi, e il loro idolo: uno che tanti anni fa ha pensato al rock