mercoledì 19 dicembre 2018

Chi l’ha visto…il Parlamento


Il Parlamento italiano è scomparso? Chiamare la Sciarelli. 


Non si hanno notizie del Parlamento italiano. Che fanno deputati e senatori? Lavorano? Battono la fiacca?

Colpa di deputati e senatori o della disinformazione di TG e quotidiani che sostengono che il governo dei “cugini” Salvini e Di Maio stia attentando alla libertà di stampa, quindi, vogliono colpire l'informazione.
Sì, perché secondo i principali quotidiani, il web pullula di fake news mentre l’informazione è fatta da solo da loro….

Notizie comiche: Milano è prima per qualità della vita


Certo che se Milano è la città con la miglior qualità di vita mi chiedo come sia messo il resto del paese. O queste analisi che portano a certe classifiche è fatta da gente che vive vicinissima a campi di oppio?
Faccio mie queste osservazioni dell’autore dell’articolo: “Si, Milano è una città stupenda, a patto di avere intestato un immobile di pregio all’interno della cerchia dei Bastioni o almeno possedere un reddito all’altezza”. “E’ grazie a classifiche del genere che si tocca con mano come nella grande “narrazione” operata dai media lo spazio per il cosiddetto “paese reale” e i suoi problemi sia praticamente inesistente.
E..comunque….la droga non ci dev’essere solo a Rogoredo. Ne gira parecchia in posti insospettabili!


Milano è prima per qualità della vita? Solo se guadagni 6000 euro al mese
L’ennesima, contraddittoria, classifica della qualità della vita mette Milano al primo posto. Ovviamente non è davvero così, a meno che non si sia almeno benestanti. E la narrazione di una Milano splendida e splendente contrasta con sacche di degrado, miseria e illegalità
di Francesco Francio Mazza

Il 18 novembre scorso era uscita una classifica sulla qualità della vita a cura dell’Università La Sapienza e di Italia Oggi, secondo cui Bolzano era la città migliore d’Italia e Milano addirittura 55esima.
Ieri una nuova classifica, sempre sulla qualità della vita ma stavolta a cura del Sole 24Ore, ci fa sapere che Milano è prima.

Non sappiamo se l’intervento di Fabrizio Corona nel celebre bosco dello spaccio di Rogoredo, avvenuto a cavallo dell’uscita delle due classifiche, sia stato talmente incisivo da permettere a Milano la spettacolare rimonta. Quello che sappiamo è che mentre la notizia

martedì 18 dicembre 2018

Le braghe di Salvini: manovra economica 2019 dal 2,4% cala al 2,04%




Tutto comincia con una manovra che prevede per il 2019 un rapporto deficit-Pil al 2,4% che, ovviamente, trova contro Junker e Moscovici che si lasciano andare a commenti arroganti.
Ma i nostri prodi combattenti per il cambiamento: i due “cugini” Salvini e Di Maio, proclamano che la manovra “non si cambia”, “non torneremo indietro”, “questa è la riforma del popolo” (amen..)
Seguono esultanze su balconi, soliti tweet e pagine facebook.

Bene..(si fa per dire)
Domenica sera si è consacrato l’ultimo vertice che porta a inviare alla Commissione Europea una manovra con un rapporto deficit-Pil al 2,04% che in quel di Bruxelles viene arrotondato per difetto, cioè: 2%.
Salvini – quello tra i “cugini” che comanda la brigata – dice che la discesa al 2,04% con conseguente riduzione dei miliardi da impiegare per la “riforma del popolo”, non è calarsi le braghe.

Dubbio: che Salvini sia già sprovvisto di mutande?

Perché Antonio Megalizzi ha conquistato i nostri cuori (senza retorica)


da: Corriere della Sera
Un giovane comune e speciale: combatteva una battaglia in cui tanti non riescono a credere: l’Europa sì, ma soprattutto il futuro
di Paolo Di Stefano

 
La morte di Antonio Megalizzi, il giornalista ventinovenne la cui vita è rimasta in bilico per un paio di giorni, ha risvegliato il lato buono degli italiani: non buonista, ma buono, quello della compassione e di una partecipazione inusuale nel clima di cattiveria crescente che secondo il Censis caratterizzerebbe l’Italia degli ultimi tempi.

Antonio non era un tipo comune, o meglio lo era ma per tanti versi non lo era, eppure è riuscito a sollecitare una commozione che continua a esprimersi, anche sui social, a distanza di due o tre giorni dalla tragedia, tanti quanti di solito ci basterebbero per passare ad altro (la prossima tragedia, la prossima commedia, la prossima farsa).

Era poco più che un ragazzo, Antonio, per come intendiamo oggi le età della vita: nato a Reggio Calabria e trasferito a Trento con la famiglia quando aveva cinque mesi. Era un giovane colto e impegnato come non riusciamo più a immaginare i giovani: essendo, noi adulti, più inclini a identificarli frettolosamente con l’immagine del disimpegno e della sfiducia, cioè con i tratti che ci somigliano.

venerdì 14 dicembre 2018

Il patriota Moscovici dice che la Francia può sforare il deficit


Come volevasi dimostrare. In merito allo sforamento dei parametri che derivano dalle promesse di Macron ai francesi che gli hanno rovinato le rues parigine, Moscovici ha così dichiarato:

“Superare il limite del deficit al 3% è possibile in modo limitato, temporaneo e in condizioni eccezionali, ma ogni parole conta nel senso che il superamento eventuale del 3% non deve prolungarsi per due anni consecutivi né eccedere il 3,5% per anno».

Colpa nostra, sia chiaro.
Noi siamo “rivoluzionari” da salotto, da social network. I francesi invece scendono in piazza con mazze e bastoni. E possono sforare i parametri U.E.


Emily Dickinson: Temo un uomo di poche parole


Temo un uomo di poche parole
temo un uomo che tace
l'arringatore - posso superarlo
il chiacchierone - posso intrattenerlo
ma colui che pondera
mentre tutti gli altri spendono tutto ciò che hanno
di questo diffido
temo che egli sia grande.


Grace Jones: I've Seen That Face Before (Libertango)


giovedì 13 dicembre 2018

Strage discoteca di Corinaldo: “I nostri figli come galline da spennare”


Condivido e sottoscrivo parola per parola.



da: http://www.famigliacristiana.it/

I nostri figli come galline da spennare
Il cantante Sfera Ebbasta avrebbe dovuto cantare in due posti diversi alla stessa ora. Era scontato che uno dei due pubblici avrebbe dovuto aspettare tre ore l'arrivo del rapper. E' ora che i genitori dicano basta a questo sfruttamento.
di Alberto Pellai

Vorrei fare una seconda riflessione, molto concreta, sempre finalizzata a mettere in crisi l’avidità con cui si fa “denaro” sul mondo di desideri dei nostri figli, incuranti dei loro bisogni e della loro buona fede.
L’artista che doveva esibirsi alla discoteca Lanterna Azzurra, nella stessa sera doveva esibirsi anche alla discoteca Altromondo Studios di Rimini.
Orario della performance di Rimini? Ore 22.00, così almeno viene dichiarato sul sito del locale.
Orario della performance dell’artista a Corinaldo? Ore 22.05, così almeno viene dichiarato sul sito che prevendeva i biglietti dell’evento e si trova stampato anche sui biglietti che davano accesso all’evento.
Ovvero: nella stessa sera, il giovane trapper ha due concerti in contemporanea. I genitori che a Corinaldo hanno accompagnato o dato il permesso affinchè i loro figli partecipassero a quell’evento, probabilmente hanno dato l’accordo per un evento di cui sapevano che l’inizio era intorno alle 22.00.

mercoledì 12 dicembre 2018

Vita da web: meno male che Aranzulla c’è…


da: https://www.ilfattoquotidiano.it/

Aranzulla: “Cara Ferragni: voi influencer finirete, ma i miei tutorial no. E adesso fatturo più di 3 milioni all’anno”
di Lorenzo Giarelli

Lavora sul web e fattura milioni di euro, ma guai a chiamarlo influencer. Men che mai youtuber, lui coi video non c’entra nulla. “Scrivo guide semplici per rispondere alle domande della gente sulla tecnologia”. Come si installa una stampante? Come si elimina un messaggio da Whatsapp? Come si recupera una foto cancellata? Qualsiasi domanda informatica scritta con questa formula elementare su Google, restituisce tra i primi risultati il sito Aranzulla.it , creato nel lontano 2002 da Salvatore Aranzulla, che di anni ne ha solo 28 (allora ne aveva solo 12) e che con quell’intuizione è diventato la Bibbia vivente sulle tecnologie per milioni di utenti.

Salvatore Aranzulla, non ci dica che per avere successo adesso basta essere smanettoni e aprire un blog.
Non proprio. Mica è stato facile all’inizio.

E allora ci dica, come è partito?
Devo ringraziare mio cugino Giuseppe, che nel 2000 mi prendeva in giro perché lui aveva un computer in casa e io no. Iniziai a fare i capricci coi miei finché, un paio d’anni dopo, non me ne regalarono uno. Non avevo la più pallida idea di come si utilizzasse.

martedì 11 dicembre 2018

Macron, populisti crescono!



Macron è il tipico francese. Quello che si crede forte in Europa perché va a braccetto con Angelona Merkel (che non se la passa bene di questi tempi). Quello che cerca la destabilizzazione in Libia per favorire le imprese francesi a danno di quelle italiane. Quello che dà lezioni agli italiani. Quello che si fa gli organi sessuali maschili degli altri anziché i propri.

Ci sono voluti dei “gilet gialli” per fargli capire che è ora che si faccia i cazzi propri. In casa sua.
Ha cercato di tenere duro contro le manifestazioni che hanno rovinato le rues parigine. Si sa, la grandeur politica francese non ammette cedimenti ma è stato un attimo passare al populismo.

Conferenza stampa a reti unificate e vai di promesse perchè vi è un reale “stato di emergenza sociale ed economica” dice Macron. Che ha promesso aumenti salariali, la defiscalizzazione degli straordinari e altre misure che incideranno sul bilancio francese che potrebbe arrivare a un deficit “temporaneo” al 3,5 del Pil.
Temporaneo? Solita grandeur francese. Macron fa i conti senza l’oste. Gli arriveranno altre bottigliate in testa o in mezzo alle gambe (avrà bisogno della protezione della sua chiacchierata guardia del corpo).

Truffe telefoniche, così i call center fasulli ti fanno dire “sì”: le strategie usate per spillarti soldi. E come difendersi


di Marco Cimminella

Basta un “sì” per rimanere fregati. Una parola molto semplice, che i truffatori sanno come tirarti fuori di bocca. Ti chiamano, si spacciano per addetti di gestori telefonici, banche o fornitori di energia e usano delle rodate strategie per manipolarti. Risultato: ti svuotano il portafoglio.

Abituati, o almeno non sorpresi, dalle telefonate continue dei call center, abbassiamo la guardia. Questo perché arrivano in diversi momenti della giornata, quando lavoriamo in ufficio, stiamo facendo la spesa o siamo indaffarati nel mezzo della routine quotidiana. Stanchi o stressati, cerchiamo di tagliare corto il prima possibile. Ma non ci rendiamo conto che tra gli operatori reali si possono annidare dei criminali. Che sfruttano il momento giusto per tenderci un agguato.

“Con domande semplici e mirate riescono a ottenere quanti più dati personali possibili”, ci spiegano gli esperti di GData, azienda tedesca specializzata in sicurezza informatica. Non solo. “Cercano di porti domande semplici in modo da farti rispondere con un ‘sì’ o un ‘no'”, continuano: questo perché quella parola potrà poi essere utilizzata contro di noi con un po’ di montaggio audio per farci iscrivere a servizi mai richiesti.

Le strategie usate per truffare il consumatore

lunedì 10 dicembre 2018

Decreto Dignità, effetti sui contratti: perché in questo paese non si dovrebbe tentare un po’ di giustizia sociale?


Nel post sotto ho riportato un articolo del Sole 24 Ore relativo agli effetti del cosiddetto “Decreto Dignità” perché ritengo che bisogna anche fare i conti con i numeri.

Detto che, non si possono ignorare i numeri, trovo allucinante e sintomo di una crisi morale, mentale, che in questo paese non si possano adottare provvedimenti per cercare di ridurre le distanze sociali, per cercare di trovare un equilibrio, un senso di giustizia sociale.

Cercare di limitare o regolare i contratti a tempo determinato è cosa buona e giusta. Se un imprenditore assume per più tempo con contratto a tempo determinato è perché c’è lavoro. Ha bisogno di quel lavoratore. E, allora, perché non assumere a tempo indeterminato? Ci sta che per un anno, due anni, si facciano contratti a tempo determinato. Ma poi, stop. E’ una questione di equità, di correttezza. Ben vengano, quindi, norme che introducono limiti e regole per questa tipologia di contratti. Ovviamente, purchè tutto questo sia gestito normativamente in modo tale da non creare contenziosi inutili che sono costosi per le imprese ma anche per lo Stato. Purchè si tenga conto delle diverse realtà produttive. Che debbano esistere contratti temporanei ci sta, per alcun tipologie di attività.

C’è però un’osservazione (contenuta anche nell’articolo del Sole 24 Ore) sui cui battono particolarmente gli avversari della riforma contrattuale di Di Maio. Nel contesto economico attuale l’imprenditore non se la sente di assumere a tempo indeterminato.

Decreto dignità e lotta al precariato: i conti non tornano


di Davide Mancino

Come succede a cadenza regolare, qualche giorno fa l’Inps ha pubblicato statistiche aggiornate sui contratti di lavoro, che includono fra l’altro i numeri su quante sono state le assunzioni sia a termine che a tempo indeterminato.

Diverse persone del Governo o simpatizzanti  hanno festeggiato mettendo in relazione questi dati al decreto dignità; provvedimento che secondo Luigi Di Maio avrebbe “dato un colpo mortale al precariato”.

E infatti si nota, tra gli altri, il commento dell’economista Pasquale Tridico, vicino proprio al Movimento, che il 22 novembre su Twitter scrive: “I dati dell’Inps usciti oggi. La giusta direzione. Più contratti a tempo indeterminato, meno a tempo determinato. La prima inversione di tendenza”, con tanto di hashtag #DecretoDignità. Allegata al tweet una schermata tratta proprio dai dati INPS, che dimostrerebbe gli effetti del decreto dignità sul lavoro italiano.

Eppure i conti non tornano: intanto perché, come si vede dall’immagine stessa, le statistiche considerano i contratti da gennaio a settembre 2018 e mettendoli a confronto con l’identico

venerdì 7 dicembre 2018

Virginia Woolf


Per tutti questi secoli le donne hanno svolto la funzione di specchi, dotati della magica e deliziosa proprietà di riflettere la figura dell'uomo a grandezza doppia del naturale.

      Virginia Woolf 

 

Ray Charles e Elton John: Sorry Seems to Be the Hardest Word