martedì 22 settembre 2020

Antonio Padellaro: Elezioni 2020, ora il Capitano può ritirarsi in Val d’Aosta

 

da: https://www.ilfattoquotidiano.it/

Matteo Salvini voleva conquistare la Toscana cacciando la sinistra, ma la Toscana è rimasta saldamente alla sinistra. Esattamente come quando Matteo Salvini voleva surclassare la sinistra in Emilia-Romagna, e sappiamo come è andata a finire. Matteo Salvini voleva conquistare la Puglia, ma la Puglia è rimasta saldamente con Michele Emiliano.

Con queste elezioni Matteo Salvini voleva dare una spallata al governo Conte, ma il governo Conte esce da queste elezioni più saldo di prima. Matteo Salvini sperava che le sconfitte in Toscana e Puglia avrebbero messo in crisi nel Pd la segreteria di Nicola Zingaretti, ma le vittorie in Toscana e in Puglia hanno rinsaldato Nicola Zingaretti. Matteo Salvini che aveva detto Sì al taglio dei parlamentari aveva lasciato che il suo (ex?) braccio destro, Giancarlo Giorgetti, dicesse No nella speranza che si portasse dietro abbastanza leghisti per indebolire il Sì di Luigi Di Maio e dei 5stelle. Ma oggi Luigi Di Maio e i 5stelle possono esultare per una vittoria che ritengono essere, prima di tutto, la loro.

Matteo Salvini rivendica il boom di Luca Zaia nel Veneto, ma la lista personale di Luca Zaia ha ottenuto da sola il 47% dei voti mentre quella ufficiale della Lega di Matteo Salvini non arriva al 15%. Matteo Salvini si gloria per l’affermazione nella Marche del candidato della destra Francesco Acquaroli che tuttavia non è un leghista ma del partito di Giorgia Meloni. Matteo Salvini esulta per il successo di Giovanni Toti in Liguria, ma Giovanni Toti viene da Forza Italia.

venerdì 18 settembre 2020

Referendum 2020, taglio dei parlamentari: quali costi della politica vengono ridotti e quali no


 
 
 
da: https://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/ - di Milena Gabanelli e Simona Ravizza

Il referendum sul taglio dei parlamentari (230 alla Camera e 115 in Senato) del 20 e 21 settembre riapre il dibattito sui costi della politica. Mettendo a confronto la spesa italiana con quella dei Paesi europei più simili, è possibile circoscrivere anomalie che non hanno più nessuna giustificazione. Lo facciamo con l’aiuto di Luca Verzichelli, del Centro interuniversitario di ricerca sul cambiamento politico (CIRCaP) dell’Università di Siena. Nei parlamenti delle principali democrazie europee la più rappresentativa è la Camera bassa. In Italia, con 630 deputati, la Camera costa 989 milioni. In Germania i mitglied des bundestages sono 707 e spendono 990 milioni. In Francia vi sono 577 deputes per 568 milioni di spesa dell’Assemblea nazionale. Nel Regno Unito 650 members dei House of Commons per 468 milioni. In Spagna, che ha un minor numero di abitanti, il Congreso ne spende meno di 100 con 350 deputati.

 

 

I costi e le ore di lavoro 

Dunque, in rapporto alla popolazione, il numero dei deputati delle Camere basse è simile. Eppure, in base al numero di seggi, ogni deputato costa in Italia ogni anno quasi 1,6 milioni, in Germania 1,4, in Francia 1, in Uk 720 mila euro, in Spagna 250 mila. È la cifra, onnicomprensiva, che si ottiene dividendo la spesa complessiva delle Camere basse nei vari Paesi per i deputati eletti. Dove si annida dunque questa grande differenza? Certamente non nel costo del personale amministrativo: alla Camera vi sono 1.137 impiegati, all’Assemblea Nazionale 1.231, ai Comuni 2.162, al Bundestag 3.007, al Congreso 762.

giovedì 17 settembre 2020

X Factor 2020: il "ruolo" di Emma Marrone..

 

Il postino non suona nemmeno una volta

 

Se c’è un mittente, vivaddio, c’è un destinatario. Che il rapporto commerciale sia tra mittente e Poste è certo. Altrettanto certo è che il rapporto commerciale prevede che il postino debba suonare e, in assenza di risposta, lasciare l’avviso in casella. Altrettanto certo, che questa inosservanza, danneggia non solo il destinatario ma pure il mittente. Quello con cui Poste intrattiene il rapporto commerciale. Ergo: le Poste sono responsabili sia nei confonti del mittente, sia nei confronti del destinatario. Ma il TAR del Lazio è “di bocca buona”. Potrebbe annullare la multa inflitta dall’Antitrust anche in assenza di motivazioni pertinenti, efficaci, ineludibili da parte dei legali di Poste.


da: Domani - di Giorgio Meletti

Il fenomeno è noto. Arriva il postino con una raccomandata e, anziché suonare per consegnarla, deposita direttamente l’avviso che intima di andarla a ritirare all’ufficio postale perché non eri in casa.

Del resto Il postino suona sempre due volte non è un proverbio o una legge di natura, come molti credono, ma il titolo di un romanzo ambientato negli Stati Uniti. Se l’avesse scritto un italiano l’avrebbe dovuto intitolare Il postino suona ma non sempre.

Ieri l’Autorità Antitrust ha rumorosamente vendicato i cittadini che si sentono vessati dal disservizio postale infliggendo a Poste Italiane una multa per pratica commerciale scorretta: 5 milioni di euro che sembrano pochi in confronto ai 3 miliardi e mezzo che le Poste fatturano con lettere e pacchi, ma assumono un valore simbolico notevole visto che è la cifra massima prevista dalla legge. Le 30 pagine della sentenza scritta dal costituzionalista Michele Ainis (uno dei tre membri del collegio) non risparmiano toni severi nei confronti di Poste, dipingendo l’incredibile affresco di una grande società pubblica che prende in giro consapevolmente i cittadini. E questo spiega la reazione furente dell’amministratore delegato,

lunedì 14 settembre 2020

Referendum riduzione dei parlamentari: “SI”, per alcuni semplici motivi.

 


Su quella puttanata pericolosa che era la riforma costituzionale voluta da Renzi, ho scritto ai tempi in maniera dettagliata e argomentata il perché del mio “NO”. 

Chi volesse leggere, troverà i post nel blog sotto l’etichetta Costituzione Italiana.

Aggiungo che, come allora, ritengo che sia ora di procedere al superamento del bicameralismo perfetto. 

Tutto ciò promesso, domenica voterò “SI” per alcuni semplici motivi: 

1. La democrazia, il rispetto delle prerogative del Parlamento, non si misura con il numero dei Parlamentari. Il Parlamento è esautorato da anni a colpi di decreti di fiducia e perché composto da una pletora di nominati dai partiti. Alcuni ladri, molti incapaci, pochissimi onesti e capaci.

2. Parte di deputati e senatori non si ricorda manco la strada per arrivare a Montecitorio e Palazzo Madama dato il numero delle loro assenze. Questo dimostra che i primi a esautorare il Parlamento sono i parlamentari; 

3. Il motivo - principale per non dire unico - di chi vota “NO” è perché una vittora del  SI’

venerdì 11 settembre 2020

La Zangrillite...

 

Da un mese a questa parte, il professor Zangrillo, medico personale di Berlusconi, nonché primario sell'Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione Generale e Cardio-Toraco-Vascolare dell’ospedale vip San Raffaele, sostiene con chiarezza e decisione che “essere contagiati non significa essere malati”. Precedentemente il suddetto Zangrillo asseriva che il “virus era clinicamente morto”.

Poi arrivano Briatore e Berlusconi. Due dei suoi pazienti vip.

Briatore è un contagiato Covid-19 immediatamente ricoverato. Oddio….pare che non abbia il coronavirus ma la “prostatite ai polmoni” (per dirla alla De Luca). 

Berlusconi è stato inizialmente definito da stampa e tg, asintomatico. Falso. E’ ricoverato da giorni. Sottoposto a terapia anti covid-19 e il suo medico Zangrillo ha dichiarato che il virus che lo ha colpito ha una “carica vitale alta”.

Pare che ieri sera il professor Zangrillo, durante il talk Piazzapulita, rispondendo a una domanda di Mario Calabresi abbia affermato che se Berlusconi avesse contratto il Covid-19 a marzo avrebbe rischiato anche di morire.

Orbene

Se non si può oggettivamente negare che è minore il numero dei morti e/o dei malati che non necessitano di ricovero, è altrettanto oggettivamente vero che il Covid-19 circola ancora tra noi. Si trasmette. Lo si porta in giro, lo si riporta a casa. E trovo che sia preoccupante che Zangrillo e il suo collega genovese, l’infettivologo Bassetti, siano

Edoardo Bennato: testo, La Torre di Babele

Venderò le mie scarpe nuove 
Ad un vecchio manichino 
Per vedere se si muove 
Se sta fermo 
O se mi segue nel cammino

Venderò il mio diploma
Ai maestri del progresso
Per costruire un nuovo automa
Che dia a loro più ricchezza
E a me il successo

Ai signori mercanti d'arte
Venderò la mia pazzia
Mi terranno un po' in disparte
Chi è normale
Non ha molta fantasia

Edoardo Bennato

 

mercoledì 9 settembre 2020

“Siamo le nostre mani (in morte di Willy)”

 

 

Leggete questa lettera. Senza retorica. Senza buonismo. Ma di VERITA’.

 

Azione Cattolica. Siamo le nostre mani (in morte di Willy) - di Alfarano, Tridente e don Zurra

L’assassinio di un ragazzo giusto, l’educazione a riconoscere il bene e il male

Caro direttore,  
ci sono mani che accarezzano, sollevano, difendono, abbracciano, sostengono. Ci sono mani che strattonano, giudicano, discriminano, violentano, uccidono. L’episodio drammatico che ha portato alla morte di Willy, giovane che, nel suo percorso di crescita, ha incontrato il cammino associativo di Azione Cattolica, è questione di mani: le sue, che cercano di salvare, di rappacificare, di risolvere un litigio, e altre, che afferrano e tolgono la vita.

Noi siamo le nostre mani: meno si abituano ad aprirsi e a stringere altre mani e più si chiudono a riccio, moltiplicando disumanità e violenza. L’educazione non passa attraverso grandi rivoluzioni o astratti proclami: si gioca nei gesti più comuni, quelli che troppo spesso riteniamo periferici, secondari, come le movenze delle nostre mani, che possono invece salvare o uccidere. Educare è riabilitare le mani a riconoscere la dignità dell’altro, la ricchezza della sua differenza; significa allenarle a una forza che non sta nell’arroganza, ma nel coraggio di prendersi cura dell’altro.

Un ragazzo giusto, i suoi assassini e noi. Tutti a scuola in nome di Willy

 

da: https://www.avvenire.it/  - di Eraldo Affinati

Era un ragazzo italiano di seconda generazione, Willy Monteiro Duarte, come si dice dei figli nati in Italia da genitori immigrati, in questo caso di origine capoverdiana: indistinguibili dai nostri, se non per il colore della pelle. Ebano quella sua.

Aveva ventuno anni. Cresciuto con la famiglia nei vicoli stretti di Paliano, pittoresco borgo sopraelevato nel Frusinate, era benvoluto da tutti. Un po’ ciociaro, un po’ no. Lo guardavi e ti stava subito simpatico: l’Italia del Ventunesimo secolo, comunque sia, io almeno lo spero, avrà le sue fattezze, la sua generosità, il suo coraggio, la sua allegria, e sarà migliore di tante altre che nel passato abbiamo avuto, più di quanto noi oggi possiamo immaginare. Padre e madre impiegati in un’azienda agricola, due sorelline più piccole.

Persone a posto. Perfettamente integrate. Un giovane carico d’energia vitale col futuro negli occhi, come dimostrano le foto pubblicate ieri sulle prime pagine di molti giornali. In quel sorriso irresistibile e positivamente contagioso saremmo tentati di riconoscere l’azzurro intenso delle isole atlantiche che gli scorreva nel sangue con atavica pulsione, ma in realtà la frenesia e l’entusiasmo della sua irrefrenabile adolescenza l’abbiamo forgiata anche noi. Diplomato all’Istituto alberghiero di Fiuggi, lavorava in un ristorante di Artena. Voleva diventare un cuoco. Tifoso romanista, giocava a pallone, sognava di poter indossare la maglia giallorossa allo stadio Olimpico, frequentava l’Azione Cattolica, aveva partecipato a un

Alessandro Di Battista: “Draghi e i suoi derivati”


È il nuovo idolo dell'establishment politico-finanziario italiano. Quando parla tutti si spellano le mani e si trasformano in tanti piccoli suoi derivati. I veri derivati di Draghi però sono altri: i titoli tossici sottoscritti tra il 1991 ed il 2001, quando fu Direttore generale del Tesoro. Il futuro dei giovani, di cui ora si riempie la bocca, è pregiudicato proprio dalle sue scelte.

“A rischio il futuro dei giovani. Bisogna dar loro di più”. E ancora: “Privare i giovani del futuro è una grave diseguaglianza”. Perbacco, che pensieri sagaci, che riflessioni acute e visionarie! Chi avrà mai pronunciato parole così profonde? È stato Mario Draghi, il nuovo idolo dell’establishment politico-finanziario italiano, dal palco dell’ultimo meeting di Comunione e Liberazione. Ho ascoltato attentamente il suo intervento. Draghi non ha detto nulla di rilevante eppure, commentatori, editorialisti e politici hanno descritto il suo intervento come il discorso del secolo, pari, forse, solo all’I have a dream di Martin Luther King.

“Ascoltate Draghi” si è raccomandato Gentiloni. Probabilmente avrebbe voluto aggiungere “e convertitevi alla religione della finanza” ma i democristiani non dicono mai tutto quel che pensano. Giuliano Ferrara ha definito Draghi il “migliore degli uomini di Stato”. Le uscite di Ferrara hanno una loro utilità, ci aiutano a capire da che parte stare. Generalmente la parte giusta è quella dove non sta lui. Anche molti politici hanno fatto a gara per vincere il premio “draghiano dell’anno”. Questa competizione tra conformisti è partita già da alcuni mesi e continuerà ancora per molto, senz’altro fino a che non si eleggerà il nuovo Presidente della Repubblica. Il 25 marzo scorso, in pieno lockdown, Draghi rilasciò un’intervista al Financial Times in cui sostenne la necessità di aumentare il debito pubblico per proteggere economia e lavoro.

venerdì 4 settembre 2020

Riapertura scuole: test, casi sospetti e lavoratori fragili. Ecco le regole del ministero

 


da: https://www.startmag.it/

Cosa succederà a scuola in caso di casi sospetti da Covid? A questa, e ed altre domande, risponde il ministero dell’Istruzione

1. Dove sono previste le misure che dovranno essere adottate in caso di sospetto COVID-19, sia esso studente o personale scolastico?

Le misure da adottare sono contenute nel Rapporto dell’Istituto Superiore Sanità  COVID-19  n. 58/2020: “Indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di SARS CoV 2 nelle scuole e nei servizi educativi dell’infanzia”.

2. Sono previste figure di raccordo tra il Sistema Sanitario Nazionale e le scuole?

Sì. Ogni scuola individua un Referente scolastico per COVID-19, possibilmente uno per ciascun plesso, che svolga un ruolo di interfaccia con il Dipartimento di prevenzione della Asl di riferimento. È necessario identificare altresì un sostituto per evitare interruzioni delle procedure in caso di assenza del Referente.

3. Quali sono le attività di competenza del Referente scolastico COVID-19?

Il Referente scolastico per COVID-19 svolge un ruolo di interfaccia con il Dipartimento di prevenzione. In presenza di casi confermati COVID-19 a scuola, il Referente collabora con il Dipartimento di prevenzione nell’attività di tracciamento dei contatti  fornendo: l’elenco degli studenti della classe in cui si è verificato il caso confermato, l’elenco degli insegnanti/educatori/esperti che hanno svolto attività all’interno della classe in cui si è verificato il caso confermato, elementi per la ricostruzione dei contatti stretti avvenuti nelle 48 ore prima della comparsa dei sintomi (per gli asintomatici considerare le 48 ore precedenti la raccolta del campione che ha portato alla diagnosi) e quelli avvenuti nei 14 giorni successivi alla comparsa dei sintomi (o della diagnosi), elenco degli alunni/operatori scolastici con fragilità ed eventuali elenchi di operatori scolastici e/o alunni assenti.

4. Come avverrà la formazione dei Referenti Covid-19 individuati dalle istituzioni scolastiche per la gestione dei casi sospetti o confermati?

Il percorso formativo sarà erogato tramite Formazione A Distanza (FAD) sulla piattaforma EDUISS dell’Istituto Superiore di Sanità e sarà fruibile in modalità asincrona nel periodo 28 agosto /31 dicembre 2020.

5. Chi sono i lavoratori fragili? 

Sono i “lavoratori maggiormente esposti a rischio di contagio, in ragione dell’età o della condizione di rischio derivante da immunodepressione, anche da patologia Covid-19, o da esiti di patologie oncologiche o dallo svolgimento di terapie salvavita o comunque da morbilità che possono caratterizzare una maggiore rischiosità”. Il lavoratore fragile è colui che ha patologie preesistenti (due o più patologie) che potrebbero determinare, in caso di contagio, un esito più grave, ai quali il datore di lavoro deve assicurare la “sorveglianza sanitaria eccezionale” (art. 83 del D.L. 19 maggio 2020 n. 34 e sua conversione in Legge 17 luglio 2020, n. 77).

6. Come si individua un lavoratore fragile?

Il lavoratore interessato chiede al Dirigente scolastico di avviare la procedura per la sorveglianza sanitaria eccezionale attraverso il Medico competente o i servizi territoriali dell’Inail che vi provvedono con propri Medici del lavoro.

7. Come deve procedere la scuola nel caso in cui un alunno presenti un aumento della temperatura corporea al di sopra di 37,5°C o un sintomo compatibile con COVID-19?

giovedì 3 settembre 2020

Silvio Berlusconi ha il Covid-19: come avrà fatto a contagiarsi…


Ma come avrà fatto Silvio Berlusconi a contagiarsi con il Covid-19…

Durante una delle sue “cene eleganti”?!.....


Philippe Daverio: il miglior divulgatore

 

 

Purtroppo se n’è andato un grande divulgatore. Sapeva comunicare la sua conoscenza e trasmetterla agli spettatori, agli ascoltatori. Qualità rara. 

Passepartout è uno dei migliori programmi Rai. Uno dei pochi programmi che valevano il costo del canone. 

Riduzione dei parlamentari: Salvatore Vassallo, le ragioni del Sì

 

da: https://mailchi.mp/editorialedomani/quasi-domani-5538009?fbclid=IwAR2AzQOia-DENTsQ0BnVsafdTjZvjwYpgXnhwOpTRTTjbRvGo-Wsj7LNW1I

di Salvatore Vassallo 

Quasi mille parlamentari sono troppi? 600 sono troppo pochi?

Partiamo dai numeri, perché di questo alla fine si tratta: se i componenti eletti del parlamento italiano devono rimanere quasi mille o devono essere ridotti a 600, come deliberato dagli stessi parlamentari oggi in carica: prima solo a maggioranza assoluta poi, in ultima lettura alla Camera, quasi all’unanimità (553 voti, 97 per cento dei presenti, 88 per cento dei componenti). È proprio vero che 945 parlamentari (al netto dei senatori a vita) sono troppi? O che 600 sono troppo pochi?

Risposte sensate possono essere date solo attraverso confronti con altri paesi. Nella graduatoria mondiale desumibile dai dati dell’Inter-Parliamentary Union, il parlamento italiano risulta terzo per numero assoluto di componenti, ma i due casi che lo precedono sono parecchio sui generis: l’assemblea nazionale del popolo cinese (circa 3.000 componenti) si riunisce in plenaria solo una volta all’anno per ratificare le decisioni prese dai vertici del partito comunista; il parlamento britannico somma 1.445 componenti solo grazie allo spropositato numero di Lord a vita (circa 800), non eletti dai cittadini, che possono mantenere il titolo anche se si fanno vivi a Westminster saltuariamente.

giovedì 27 agosto 2020

Il farmaco che serve a Flavio Briatore….

Flavio Briatore è ricoverato da lunedì all’ospedale San Raffaele, nota “meta salutare” dei vip del centro destra.

Ai suoi più cari amici ha detto di essere stato ricoverato per problemi alla prostata. Non si capisce per quale motivo, se questa è disfunzione, il San Raffaele gli abbia praticato un tampone. Tampone che, guarda caso, è risultato ha dato esito positivo al Covid-19.

Il locale di Briatore in Costa Smeralda è stato chiuso perché 63 dipendenti - pare senza problemi alla prostata - sono risultati contagiati. Pure il locale di Montecarlo è stato chiuso.

Orbene.

E’ noto che per problemi alla prostata - come sostiene un invasivo spot pubblicitario - c’è Prostamol…non il tampone.

Se hai la febbre, la polmonite - come sostiene quell’ignorante di Briatore - c’è la TACHIPIRIGNA

Ma il farmaco che serve a Briatore e - ahimè - ad altri italiani è questo:


Serve per il funzionamento dei neuroni (se si hanno) o per la loro crescita (se si è privi di neuroni).

Avvertenza: NON SUPERARE LE DOSI CONSIGLIATE. Si rischia di diventare troppo

Marco Travaglio: Dottore, ho la filossera

 

da: Il Fatto Quotidiano

1) Qual è la cosa più probabile che ti può capitare se balli stretto stretto senza mascherina in una discoteca della Costa Smeralda in piena pandemia da Covid-19? La prostatite.

2) Qual è il primo pensiero che passa per la testa al titolare di un locale con 65 dipendenti su 70 positivi al Covid-19 quando gli viene la febbre? “Mi sa che ho la prostata infiammata”.

3) Quale specialista chiama un soggetto dolorante alla prostata: l’urologo? No, il primario di anestesia e rianimazione del San Raffaele.

4) Chi può prendere sul serio le risposte 1, 2 e 3? In un Paese normale, nessuno; in Italia, gran parte degli elettori di centrodestra, dopo 26 anni di allenamenti intensivi sul complotto delle toghe rosse, la nipote di Mubarak, le cene eleganti, la casa di Scajola comprata da un altro a sua insaputa, lo stalliere Mangano, il bibliofilo Dell’Utri, i giuristi Previti e Squillante, la devolution di Bossi, la diabolica abilità di Salvini, il modello Lombardia e un’altra vagonata di cazzate, giù giù fino al patto Conte-Covid per instaurare la dittatura. Il che spiega l’esistenza in tv di Briatore, Santanchè, Sgarbi, Chirico, Capezzone, Maglie e di tutto il caravanserraglio dei cosiddetti giornalisti di destra che – diversamente dai loro lettori e/o elettori – non credono a una parola di quel che dicono, ma lo dicono proprio perché milioni di persone si bevono tutto.

Massimo Gramellini: Siamo tutti peccatori?

 

da: https://www.corriere.it/

In risposta ai critici del marito, la signora Mihajlovic ha scritto che siamo tutti peccatori. Nessun dubbio su questo, così come sulla solidarietà che meritano i contagiati e i ricoverati, compresi quelli come Briatore che filosofeggiavano sull’inconsistenza del virus. Però, benché tutti peccatori, non tutti commettiamo gli stessi peccati. In queste settimane ho visto persone passeggiare per le località di villeggiatura indossando ogni genere di mascherina, spruzzarsi ripetutamente un gel untuoso e puzzolente sulle mani prima di entrare nei negozi, e sedersi nei bar e nei ristoranti mantenendo uno straccio di distanza di sicurezza. Si sarà trattato di individui bizzarri, non lo nego, eppure meritano rispetto anche loro. E capisco che non abbiano voglia di venire messi dentro lo stesso cesto di chi, invece, è andato ad annusare l’ascella del vicino negli assembramenti, discotecari e non, della Costa Smeralda, infischiandosene allegramente di minime precauzioni spacciate per soprusi inaccettabili.

Ha ragione la signora Mihajlovic: chi si è permesso di far notare al marito che avrebbe fatto meglio a trascorrere vacanze meno scriteriate, specie nella sua duplice condizione di

domenica 23 agosto 2020

Ernesto Galli della Loggia: Lo strapotere esercitato dai sindacati della scuola


da: https://www.corriere.it/

Un vero e proprio virtuale regime di cogestione costituisce una delle principali cause del declino di questo settore strategico della nostra vita nazionale

Non molti italiani sanno che al piano terreno del ministero dell’Istruzione, in viale Trastevere, non ci sono uffici e impiegati come in tutti gli altri piani. No, nelle stanze di quel piano si trovano — non si riesce a capire bene autorizzati quando e da chi — acquartierati i numerosi sindacati della scuola che li occupano con tanto di targhe, manifesti vari e quant’altro. Insomma un pezzo di edificio pubblico — pubblico come pochi — è stato di fatto dato in concessione ad alcune associazioni private (che tali sono i sindacati) perché lo usino a loro discrezione.

La presenza fisica concreta dei sindacati nel cuore dell’amministrazione della scuola è il simbolo dello strapotere che essi esercitano da decenni nel campo dell’istruzione, strapotere che ha dato vita a un vero e proprio virtuale regime di cogestione e costituisce una delle principali cause del declino di questo settore strategico della nostra vita nazionale. Tanto più merita perciò di essere segnalata positivamente la decisa presa di posizione della ministra Lucia Azzolina che in un’intervista di ieri a Concita De Gregorio su Repubblica ha coraggiosamente denunciato la «resistenza strenua al rinnovamento» dei sindacati stessi e i loro «atteggiamenti che mirano a conservare potere e rendite di posizione nell’interesse non di molti ma di alcuni».