domenica 19 settembre 2021

Don Gioba: Vicini ma lontani

 


da: https://www.gioba.it/ 

 

In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. Insegnava infatti ai suoi discepoli e diceva loro: «Il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma, una volta ucciso, dopo tre giorni risorgerà». Essi però non capivano queste parole e avevano timore di interrogarlo.

Giunsero a Cafàrnao. Quando fu in casa, chiese loro: «Di che cosa stavate discutendo per la strada?». Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse più grande. Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti».

E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro: «Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato».

(dal Vangelo di Marco 9,30-37)

Una volta, durante un viaggio, entrando in una chiesa mi colpì l’avviso di una festa patronale sul quale, alla fine di tutti gli appuntamenti di preghiera, processioni e festa, era segnata anche la solenne messa finale con la presenza di un vescovo. Non ricordo il nome di quel vescovo anche perché attirarono di più la mia attenzione tutti i titoli onorifici che precedevano il cognome: “Sua Ecc. Rev.ssma Mons.” e alla fine il cognome seguito da

Salvatore Quasimodo: Alle fronde dei salici

 


E come potevamo noi cantare
con il piede straniero sopra il cuore,
fra i morti abbandonati nelle piazze
sull'erba dura di ghiaccio, al lamento
d'agnello dei fanciulli, all'urlo nero
della madre che andava incontro al figlio
crocifisso sul palo del telegrafo?
Alle fronde dei salici, per voto,
anche le nostre cetre erano appese,
oscillavano lievi al triste vento».

da: "Giorno dopo giorno"

L’ultima spiaggia di un paese irriformabile

 


da: https://phastidio.net/

Pare, ma diciamolo sottovoce, che il presidente del consiglio, Mario Draghi, abbia finalmente deciso di prendere in mano il famoso dossier sulle concessioni pubbliche. Parliamo, in prima battuta, degli stabilimenti balneari ma anche delle bancarelle degli ambulanti. Tema vecchio e consunto che sin qui è stato congelato e disattivato a colpi di proroghe a lunghissimo termine. Eppure in gioco c’è la concorrenza ma anche gli incassi dello Stato, cioè di noi contribuenti, almeno di quanti tra noi pagano le tasse.

Dopo sollecitazione dello stesso Draghi, che sta preparando non senza fatica la nuova legge sulla concorrenza, appuntamento in teoria annuale che ogni anno viene sistematicamente rimesso nel cassetto, l’Antitrust ha inviato a marzo una segnalazione che ribadisce l’esigenza di rispettare la Direttiva 2006/123/CE (Direttiva dei Servizi), nota come Bolkestein, dal nome del commissario europeo al mercato interno dell’epoca, che all’articolo 12 recita:

    […] qualora il numero di autorizzazioni disponibili per una determinata attività sia limitato per via della scarsità delle risorse naturali o delle capacità tecniche utilizzabili, gli Stati Membri applicano una procedura di selezione tra i candidati potenziali, che presenti garanzie di imparzialità e di trasparenza e preveda, in particolare, un’adeguata pubblicità dell’ avvio della procedura e del suo svolgimento e completamento.

In tali casi,

sabato 18 settembre 2021

Massimo Gramellini: Andarsela a cercare

 


Gramellini inizia scrivendo: "Barbara Palombelli è una giornalista in gamba". Ho sempre pensato il contrario. Per me la Palombelli è sempre stata una giornalista....inutile. Che scriva o non scriva, che parli o taccia, che faccia o no monologhi a Sanremo non fa differenza. Non rileva. Ma con il suo intervento a Forum mi sono dovuta ricredere. Non è inutile. E' utilissima. Per capire ciò che non è giornalismo.

 

da: https://www.corriere.it/

 


Barbara Palombelli è una giornalista in gamba che ha fatto del garantismo la sua bandiera, ma stavolta le è scappato il piede sulla frizione. Commentando a «Forum» - programma di dispute giudiziarie di cui è conduttrice - la terrificante sequela di sette femminicidi in una settimana, si è chiesta: «Questi uomini erano completamente fuori di testa oppure c’è stato anche un comportamento esasperante e aggressivo dall’altra parte? La mia è una domanda. Essendo il nostro un tribunale, dobbiamo farcela per forza».

Ma anche no. Nel senso che sarebbe più urgente farsene prima altre. Una su tutte: che cosa esaspera davvero il novantanove virgola nove per cento (periodico) degli uomini violenti? Non il modo di fare della donna, ma il suo modo di essere, cioè il suo rifiuto di considerarsi una loro proprietà. È la perdita del possesso e del controllo a scatenare la reazione omicida

Barbara Palombelli, il femminicidio e cosa è davvero esasperante

 


da: https://www.huffingtonpost.it/ - di Manginobrioches

In poche parole concentra alcune cose che chi si occupa davvero di violenza di genere e femminicidio combatte da sempre

Fa davvero impressione che in un Paese in cui ci sono stati sette femminicidi in dieci giorni non si parli soprattutto e anzitutto di questo, ma che la ribalta oggi sia tenuta (persino, nella TT di Twitter e in generale sui social, scavalcando le risse sul green pass) da Barbara Palombelli e l’imbarazzante estratto video della sua trasmissione su Rete4, “Lo sportello di Forum”. È un estratto breve, perché, ahinoi, in pochissimo sono concentrate (nei virgolettati sono riportate esattamente le parole pronunciate dalla Palombelli) alcune delle cose che chi si occupa davvero di violenza di genere e femminicidio combatte semplicemente da sempre.

“Negli ultimi sette giorni ci sono state sette donne uccise presumibilmente da sette uomini”.

Presumibilmente? Delle sette donne – Ada, Angelica, Sonia, Chiara, Giuseppina, Rita, Alessandra – tutte sono state uccise da un uomo, in cinque casi il marito o compagno o l’ex, in un caso un vicino di casa, in un caso un conoscente. Non è stato suicidio, non sono state folgorate da un fulmine, non sono cadute dalle scale. Quel “presumibilmente” potrebbe avere un senso se non sapessimo nulla di quei delitti, se tutte quelle donne fossero state trovate

Perché sta aumentando il prezzo delle bollette della luce e del gas

 


da: https://www.internazionale.it/  - di Madi Ferrucci

Il 13 settembre il ministro per la transizione ecologica Roberto Cingolani ha dichiarato nel corso di un convegno della Cgil a Genova che nel prossimo trimestre il prezzo di luce e gas aumenterà del 40 per cento.

L’annuncio ha creato un certo allarme nel governo, perché i dati ufficiali dell’Autorità per l’energia (Arera) dovevano essere resi noti solo il 1 ottobre. Le cause del rincaro sono da attribuire principalmente a un forte aumento del prezzo internazionale del gas, che copre il 24,6 per cento del fabbisogno energetico dell’Europa, contro il 39,2 per cento dell’Italia. Le energie rinnovabili, invece, pesano ancora troppo poco: circa il 15,4 per cento in Europa, e il 19 per cento in Italia.

La scorsa stagione invernale caratterizzata da temperature rigide ha provocato un aumento della domanda di gas, che è continuata a salire anche in estate con la ripresa delle attività economiche. L’offerta non è riuscita a mantenere lo stesso ritmo soprattutto in seguito al calo delle consegne di combustibile in Europa da parte di Russia e Norvegia, e alla capacità della Cina, appena uscita dalla fase di lockdown, di accaparrarsi grossi carichi di gas.

Il sistema delle quote

venerdì 17 settembre 2021

XFactor 2021, audizioni: Erio, Can't help falling in love with you

  

👏👏👏👏👏

Star in the Star: brutto, ma Mediaset ha fatto una "opportuna" scelta "casalinga"....

 


Ho fatto un pò di zapping su questo programma che copia due programmi Rai. L'impressione è la medesima dell'articolo nel post sotto.

Non mi aspettavo nulla di diverso. Soprattutto da Claudio Amendola, comunista o ex comunista o ammiratore di Salvini, che ogni volta che siede su una sedia Mediaset riesce a rasentare il ridicolo. Meglio se continua a fare fiction. Non è Elio Germano nè Michele Riondino ma ha sicuramente più talento nella recitazione.

Quanto a Ilary Blasi: non è Michelle Hunziker, decisamente a fuoco nel suo All togheter now.

Detto quanto sopra, penso però che Mediaset faccia bene a mandare in onda questo programma. In ottica "casalinga". Vale a dire. I mediocri nonché illusi fuoriusciti da Amici

Star in the Star: il Museo delle Cere di Canale 5

 

 
 

da: https://www.davidemaggio.it/ - di Stefania Sandrelli 

Che Star in the Star fosse un mix tra Tale e Quale Show e Il Cantante Mascherato era palese sulla carta e lo è stato ancora di più vedendo la prima puntata, dunque inutile approfondire l’argomento. Piuttosto, è imbarazzante che la cosa peggiore dello show siano state le tanto attese maschere, talmente strette da rendere necessario il playback e talmente statiche da trasportarci in un attimo al Museo delle Cere.

Tali immagini inquietanti hanno offuscato le performance canore, a dispetto dei commenti trionfalistici di conduttrice e giuria che, ironia della sorte, nel cercare di indovinare le identità nascoste ne hanno nominate varie già viste nei sopraccitati programmi della concorrenza. E, infatti, il primo eliminato del programma è stato Elton John/Massimo Di Cataldo che aveva già partecipato a Tale e Quale Show! Fantasia portami via. Giocando ad indagare, per il momento potremmo azzardare Alexia nei panni di Michael Jackson, Luca Laurenti in quelli di Claudio Baglioni e Syria sotto forma di Loredana Bertè. Senza dimenticare la presenza di Pappalardo e Baccini.

In un tale déjà-vu qualcosa di diverso c’è stato ed è stata la centralità degli imitati rispetto agli imitatori. Le dieci leggende scelte dagli autori – Mina, Claudio Baglioni, Loredana Bertè, Patty Pravo, Pino Daniele, Zucchero, Elton John, Madonna, Michael Jackson e Lady Gaga –

Il Green Pass sarà obbligatorio per 23 milioni di lavoratori

 


 

da: https://www.ilpost.it/

A partire dal 15 ottobre: il governo ha presentato una delle più rigide ed estese misure contro il coronavirus al mondo

Dal 15 ottobre il Green Pass sarà obbligatorio per i lavoratori, sia del settore pubblico che del privato, ha annunciato giovedì sera il ministro della Salute Roberto Speranza, presentando il nuovo decreto approvato dal governo insieme ai ministri Renato Brunetta, Andrea Orlando e Mariastella Gelmini. I controlli spetteranno ai datori di lavoro, a campione o preferibilmente all’accesso sul luogo di lavoro, e chi non avrà il Green Pass sarà sanzionato con una sospensione senza retribuzione. Il decreto vieta il licenziamento e altre forme di provvedimenti disciplinari.

Quella decisa dal governo Draghi è una delle più rigide ed estese misure di questo tipo approvate nel mondo: in Europa nessun altro stato ha finora reso obbligatorio l’equivalente del Green Pass per tutte le categorie professionali. Da metà ottobre invece in Italia gran parte dei lavoratori – 23 milioni quelli coinvolti, secondo le stime citate da Brunetta – dovranno o essere vaccinati o guariti dalla COVID-19 entro sei mesi, o aver fatto da poco un tampone risultato negativo. Come già per i lavoratori della scuola, l’obbligo del Green Pass non si applica alle persone esenti dalla campagna vaccinale per motivi medici.

Milano, elezioni amministrative 2021: documento della Diocesi

 


Nel post sotto il documento pubblicato dalla Diocesi di Milano relativamente alle elezioni amministrative 2021.

Il documento è stato condiviso dalle diverse associazioni cattoliche. Un passo avanti rispetto ai tempi in cui dai pulpiti si faceva la più becera propaganda elettorale – sempre indirizzata a votare il centro destra – e all'uscita dalle chiese si sventolavano volantini elettorali. "Prassi" in uso soprattutto da parte di Comunione Liberazione: votate Formigoni, votate Lupi.

Leggendo questo documento c'è però da chiedersi: chi ritiene queste riflessioni condivisibili in tutto o in parte, con quale partito potrebbe trovare anche solo in parte corrispondenza di principi e intenti?

Consiglio di leggere il documento. Personalmente, mi sono fatta una risata quando ho letto:"la dura lezione della pandemia è che non basta avere ospedali di eccellenza per assicurare salute a tutti i cittadini".

Milano, elezioni amministrative 2021: cattolici, "tocca a noi tutti insieme"

 


da: https://www.chiesadimilano.it/

 

Elezioni amministrative 2021

Tocca a noi, tutti insieme

Le Associazioni, i Gruppi e i Movimenti ecclesiali facenti parte del Coordinamento della Diocesi Ambrosiana desiderano proporre a tutti un contributo condiviso per la città e per l'impegno politico dei cittadini in vista delle elezioni amministrative del prossimo autunno, in un momento storico così critico. La nostra comune appartenenza alla Chiesa e l’esperienza di presenza (educativa, culturale e caritativa) sul territorio ci rende consapevoli della responsabilità richiamata dal nostro Arcivescovo nel discorso di S. Ambrogio 2020:  ‘Tocca a noi tutti contribuire, secondo le responsabilità e le possibilità di ciascuno, a costruire quella trama di rapporti che fanno funzionare il mondo e camminare come popolo verso il futuro. Tocca a noi incoraggiare chi mette mano all’impresa e ne fa programma di governo, di organizzazione, di investimento’.

Il   periodo   segnato   dalla   pandemia   che   stiamo   vivendo,   così   doloroso   e   singolare   insieme,   è un’occasione da non sprecare per porci domande di senso radicali a livello personale, sociale e politico e per individuare ipotesi di lavoro concrete, esito di un impegno umile e diretto per fronteggiare i problemi che la realtà pone; non è il tempo di pregiudizi ideologici o di soluzioni preconfezionate.

Sulla transizione ecologica il Pd non ha un’idea

 


da: Domani - di Ferdinando Cotugno

Con la riorganizzazione elogiata dai dem, è nato di fatto un ministero dell’energia organico al sistema di partecipate statali e relativi interessi legati allo status quo

La crisi dei rincari autunnali in bolletta ha stanato la politica italiana sulla parte energetica della transizione ecologica, vissuta quasi nel disinteresse dei partiti sotto la gestione Draghi. La linea a volte urticante del ministro Roberto Cingolani non sembra frutto dell’«ingenuità comunicativa da studioso» che gli ha attribuito Giuseppe Conte e ha avuto almeno un merito: ricordarci la complessità di questo processo e il fatto che certi conflitti esistono, anche se la politica li ignora. Lo ha fatto con parole brutali (il famoso «bagno di sangue»), imprudenti e a tratti pure offensive (l’ambientalismo «radical chic»), però almeno ha provato a mettere sul piatto un tema che i partiti della maggioranza hanno preferito evitare, accettando su ambiente e sostenibilità della ripresa un quasi totale commissariamento, per assenza di strumenti, competenze, elaborazione. In questo modo è stato assegnato un terzo dei fondi europei per la ripresa: senza dibattito.

Le posizioni dei partiti

Poi, appunto, è arrivata la sveglia sul prezzo di luce e gas, anticipata dal surreale e confuso dibattito sull’atomo, e ambiente ed energia sembrano tornati nella politica italiana. La Lega l’ha virata sul nucleare, che per la situazione italiana è un ottimo modo per parlare di energia senza parlare di niente, poi sui rapporti con la Russia,  sul ruolo strategico del gas, sulla decarbonizzazione come «corsa affannata».

giovedì 16 settembre 2021

Alessandro Di Battista: Dopo gli auguri a Dell’Utri il Corriere pubblichi anche la sua sentenza di condanna per mafia

 


da: https://www.tpi.it/

Chissà se Paolo Borsellino quando disse “parlate della mafia, parlatene alla radio, in televisione, sui giornali, però parlatene” si sarebbe mai immaginato di vedere un’intera pagina del più importante giornale italiano dedicata agli auguri ad un amico di Cosa nostra.

Lo scorso 11 settembre il Corriere della Sera ha accettato (immagino previo cospicuo pagamento) di riservare l’intera pagina 26 per gli auguri di compleanno al neo-ottantenne Marcello Dell’Utri. Ripeto, il più autorevole (ancora?) giornale italiano, lo stesso giornale che ebbe il coraggio di pubblicare le parole di Pasolini sulle stragi degli anni ’70 (“Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato “golpe” (e che in realtà è una serie di “golpe” istituitasi a sistema di protezione del potere). Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969. Io so i nomi dei responsabili delle stragi di Brescia e di Bologna dei primi mesi del 1974”) oggi ha il “coraggio” di pubblicare gli auguri ad un pregiudicato per reati legati alla mafia.

Auguri firmati persino da Giancarlo Galan, presidente della Regione Veneto per 15 anni nonché ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali prima e dei Beni culturali poi. Galan, quando era deputato e presidente della Commissione cultura della Camera, venne arrestato per le mazzette intascate sul Mose.

Zaki a processo, ma in Italia né il parlamento né il governo hanno lavorato per concedergli la cittadinanza

 


da: https://www.tpi.it/ - di Maurizio Tarantino

Era metà aprile del 2021 quando il Senato della Repubblica italiana approvava un ordine del giorno a firma (tra le altre) Segre, Cirinnà, Boldrini, nel quale si chiedeva di concedere la cittadinanza a Patrik Zaki, un Odg che arrivava dopo la consegna di oltre 274mila di firme raccolte negli ultimi mesi dall’associazione Station to station di Forlì. Tutti in parlamento si dissero a favore del provvedimento ad eccezione del solito Fratelli d’Italia che si astenne.

Giorgia Meloni dichiarò allora che concedere la cittadinanza allo studente egiziano sarebbe stata un’operazione che avrebbe peggiorato la sua posizione, definendo l’atto come “un’ingerenza” del parlamento italiano. Come se la cosa migliore per aiutare Zaki sia tacere, nella speranza che i governanti egiziani non si sentano irritati.

Oggi, il giorno dopo la prima udienza di Patrick in Egitto, stante il perdurare di una detenzione ingiusta e disumana, come è stata definita da Amnesty International, in Italia né il parlamento, né il governo hanno fatto passi avanti per concedergli la cittadinanza.

Il premier Mario Draghi ha dichiarato che questa è una attività che attiene al parlamento e il governo non è stato coinvolto. Nulla da eccepire, ma sarebbe stato bello se lo stesso Draghi

mercoledì 15 settembre 2021

"Nuovo nucleare": una centrale per Salvini e Fontana..

 


E poi dicono che i politici non sono preparati. Attilio Fontana e Matteo Salvini sono profondi conoscitori del nucleare al punto da chiedere l'apertura di centrali nucleari perché sostengono che sono sicure. Sono green: "non è più il nucleare di Chernobyl". Lo garantisce Fontana. Il che  - da residente a Milano – mi preoccupa più del Covid e di un'esplosione di una centrale nucleare. L'assenza di neuroni in Fontana è conclamata.

Altro "esperto" del "nuovo nucleare" è il cialtrone Matteo Salvini. Quello che accetta le "mediazioni" di Draghi salvo poi dichiarare di essere contrario a questo o a quello per raccattare i voti di quattro sgangherati mentali che non si accorgono che li sta prendendo per il sedere.

Chissà se nella "nuova era del nucleare" dove – ovviamente – non vi sono interessi economici di lobby (dopo il covid siamo diventati tutti migliori, pure la lobby industriale-mediatica) sia possibile creare delle piccole centrali nucleari. A misura di appartamento. Così che Attilio Fontana e quel cialtrone del suo capo possano avere una loro centrale nucleare. Dimensionata per loro. Da costruire esattamente sotto il loro culo - pardon – sotto casa loro. I vicini di casa possono rimanere – se hanno fiducia nei due cialtroni e nel "nuovo nucleare" – oppure trasferirsi dietro opportuno indennizzo.

Salvini e Fontana - fratelli di neurone separati dalla nascita - potrebbero fare da cavia

Troppe balle su energia e ambiente

 


da: https://www.lanotiziagiornale.it/ - di Gaetano Pedullà

Il filosofo Lao Tzu non l’ha letto nessuno ma questa sua massima la conoscono tutti: “un vincente trova sempre una strada, un perdente trova sempre una scusa”. Esattamente quello che abbiamo visto ieri dopo l’annuncio del ministro Cingolani su un nuovo maxi-aumento dell’energia (leggi l’articolo).

Lasciamo proprio perdere Salvini, che vuole tornare al nucleare e che il leader dei 5S, Conte, ha autorizzato ad andarsene in Francia dove è pieno di centrali, ma sono i giornali delle destre e filo industriali a lasciare senza parole. Libero apriva la prima pagina col titolo “Bollette +40%, Il conto dei verdi”, specificando che il rincaro “è colpa delle politiche ambientaliste”.

Una scusa perfetta, no? Persino più diretto Il Giornale, che sempre in prima pagina dava la colpa dell’aumento “al no dei grillini che non vogliono il nucleare”. In realtà i “grillini”, come li chiama il quotidiano di Berlusconi, non vogliono il massacro dell’ambiente alla pari di un salasso che si può evitare. Così, invece di cercare scuse sui rincari – che dipendono essenzialmente dalla fluttuazione delle materie prime, a cominciare dal gas – Conte ha incontrato Cingolani e gli ha indicato la “strada” per non far pagare tutto questo agli italiani, senza tornare indietro sulla sostenibilità ambientale (leggi l’articolo).

Catasto, la riforma allo studio: addio ai vani, conterà il valore di mercato delle case

 

da: https://www.corriere.it/ - di Fausta Chiesa

Catasto, gli archivi da aggiornare

Della temuta riforma del catasto si è cominciato a parlarne nella seconda metà di agosto, con gli italiani ancora in vacanza, con il ministero dell’Economia e delle Finanze che nell’atto di indirizzo alle amministrazioni fiscali per il triennio 2021-2023 scrive di voler aggiornare gli archivi catastali «anche nell’ottica di una più equa imposizione fiscale». Ora la questione si fa più concreta, se sono vere le indiscrezioni in base alle quali il governo vuole inserire nella riforma fiscale che dovrebbe approdare in Consiglio dei ministri nei prossimi giorni anche la revisione del catasto. Indiscrezioni che hanno sollevato le proteste dei partiti di centro-destra, compresa la Lega che appartiene alla maggioranza, e quelle degli imprenditori del settore, con il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, che ricorda. «Nel luglio scorso le Commissioni Finanze di Senato e Camera si erano espresse in senso diametralmente opposto. Se il Parlamento ha ancora un senso, qualcuno batta un colpo». Secondo Massimo Bitonci, capogruppo Lega in commissione Bilancio alla Camera, la riforma prevede il passaggio del calcolo delle rendite catastali in base ai metri quadrati e non più secondo i vani dell’immobile. «I calcoli e le prime elaborazioni porterebbero a un aumento indiscriminato dal 30 al 40% delle stesse, che si potrebbe tramutare in aumento corrispondente dell’Imu e Irpef, senza tener conto dell’aumento del valore degli immobili nelle compravendite ai fini della tassa di registro e Iva».

È iniziato il processo a Patrick Zaki

 


da: https://www.ilpost.it/

Dopo 19 mesi di detenzione preventiva, con accuse più leggere rispetto a quanto si temeva: la prima udienza è durata pochi minuti, se ne riparla il 28 settembre

Dopo 19 mesi di custodia preventiva, martedì è cominciato nella città di Mansura, circa 130 chilometri dal Cairo, il processo a Patrick Zaki, lo studente egiziano dell’università di Bologna detenuto in Egitto dal febbraio del 2020 con motivazioni politiche. Zaki è stato accusato di “diffusione di notizie false dentro e fuori il paese” e, se condannato, rischia una pena fino a cinque anni di carcere. Nel pomeriggio ANSA ha scritto che la prima udienza è durata poco più di cinque minuti e che il processo è stato aggiornato al prossimo 28 settembre: Zaki resterà in carcere almeno fino a quella data.

L’annuncio dell’inizio del processo è stato fatto lunedì da Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, e da altre ONG, compresa l’Egyptian Initiative for Personal Rights, un gruppo egiziano per la difesa dei diritti umani, con cui Zaki aveva collaborato. Secondo queste ONG, l’accusa contro Zaki riguarda un articolo pubblicato nel 2019 sul giornale Daraj, in cui Zaki criticava il governo egiziano per il trattamento riservato alla comunità cristiana copta (anche Zaki appartiene a una famiglia copta).

venerdì 10 settembre 2021

Barbero ha sbagliato a firmare l'appello, ma ha ragione

 

 

da: https://www.glistatigenerali.com/ - di Marco D'Egidio

Da qualche giorno sta facendo molto discutere l’appello firmato da trecento accademici, tra cui Alessandro Barbero, contro il Green Pass all’università. L’opinione pubblica si è divisa tra chi plaude alla posizione – compagine abbastanza eterogenea perché comprende anche la maggior parte dei novax, che vi hanno letto una conferma dei loro pregiudizi sull’illiberalità delle attuali misure anti-Covid – e chi invece ha fortemente criticato l’appello, tacciandolo come irresponsabile e doppiamente ipocrita, in quanto accuserebbe di ipocrisia la classe politica nella tacita scommessa che l’obbligo vaccinale non vedrà mai la luce.

Chi scrive è convinto che Barbero, il più noto del gruppo, abbia sbagliato a firmare quella lettera, ma abbia assolutamente ragione sul principio.

Ha sbagliato perché quell’appello è sgangherato, scritto male, indegno (non moralmente, ma intellettualmente) di un professionista della parola e del pensiero quale il nostro professore. Basta leggere quelle righe per accorgersi che non fanno mai accenno diretto all’obbligo vaccinale, possibile soluzione per superare le discriminazioni del Green Pass. L’unico riferimento indiretto è il passaggio in cui si parla di mancata assunzione di responsabilità del legislatore, laddove introduce un obbligo surrettizio costringendo di fatto a vaccinarsi, scelta che rimane formalmente facoltativa. Troppo poco perché un appello firmato

Tom Jones: She's a lady

 

Marco Travaglio: Bianchi a rotelle

 
 


da: Il Fatto Quotidiano

Mercoledì Draghi ha esautorato Andrea De Pasquale, neo-sovrintendente dell’Archivio di Stato, dalla guida del comitato per la desecretazione degli atti sulle stragi. L’ha fatto dopo la campagna dei familiari delle vittime, di intellettuali come Tomaso Montanari e del Fatto , contro l’ex presiedente di quella Biblioteca nazionale che aveva tessuto le lodi del neofascista Pino Rauti. In due mesi è il terzo “impresentabile” segnalato dal nostro giornale, dopo Farina e Durigon, che perde il posto per indegnità. La decisione fa onore a Draghi, anche se queste improvvise sparizioni meriterebbero una parola di motivazione. Ma dimostra anche che una stampa libera e dunque critica aiuta i governi a sbagliare meno e, ogni tanto, a rimediare ai loro errori.

Ai governi Conte la stampa non perdonava nulla (neppure i meriti), dunque i ministri si sentivano ogni minuto sotto esame. Al governo Draghi perdona tutto, dipingendolo apoditticamente come una covata di fenomeni, di cui peraltro sfuggono le imprese memorabili. Così i ministri, a furia di sbagliare senza l’ombra di una critica, si credono infallibili. E sbagliano ancor di più.

Oltre agli imbarazzanti Cartabia, Cingolani e Brunetta, c’è il catastrofico Bianchi, l’ectoplasma che chiamiamo “ministro dell’Istruzione”. Quello che “la scuola sarà la

giovedì 9 settembre 2021

Green Pass, e chiamala se vuoi gradualità....

 


Il Green Pass settimanale....

- dal 13 settembre, Green Pass obbligatorio per coloro che hanno un furuncolo sulla chiappa sinistra e sono a contatto con coloro che hanno un foruncolo sulla chiappa destra

- dal 20 settembre, Green Pass obbligatorio per coloro che hanno un foruncolo sulla chiappa destra e sono a contatto con persone che hanno un foruncolo sulla chiappa sinistra

- dal 27 settembre, Green Pass obbligatorio per chi aveva un foruncolo sulla chiappa sinistra e ora ce l'hanno sulla chiappa destra...

- dal 4 ottobre, Green Pass obbligatorio per chi ...........ah........no........il 4 ottobre si chiude il voto elettorale per le amministrative....

No.Dico..

Se al posto di Draghi ci fosse Conte non la chiamerebbero "gradualità" ma incapacità di governare.

Il governo dei "migliori" tiri fuori le palle. Se il vaccino è indispensabile si assuma la responsabilità dell'obbligo vaccinale anzichè questa "gradualità" del Green Pass, metodo surrettizio di obbligo vaccinale.

Ma si deve assumere la responsabilità delle conseguenze, ne dovrà rispondere e dovrà

Sala e il regalo di cemento alla società di Banca Intesa

 


da: Il Fatto Quotidiano – di Francesco Floris

La megastruttura sarà della Milano Santa Giulia (nata dopo il crac Zunino), a cui vengono dati pure 100 mila mq per costruire nuovi palazzi

Il sindaco di Milano, Beppe Sala, non ha saputo frenare il suo entusiasmo. E l’ha definita un “patrimonio della città”. Ma la nuova Arena per i Giochi Olimpici invernali di Milano-Cortina 2026, presentata martedì in una conferenza stampa occasione anche per una passerella elettorale, è soprattutto un ricco “patrimonio” per i privati che la costruiranno e gestiranno a scopo di lucro i futuri eventi sportivi, live e concerti. Già. Perché il Comune di Milano potrà infatti usare la nuova e faraonica Milano Santa Giulia Arena (MSG Arena) – capienza massima di 16 mila posti e un’area esterna da oltre 10 mila metri quadrati per eventi all’aperto – solo “nella misura massima di due giorni l’anno ”. E solo per l’organizzazione di “manifestazioni o iniziative benefiche, istituzionali e/o comunque senza fini di lucro”.

È quanto si legge nelle 2.427 pagine di delibera comunale che la giunta di Beppe Sala ha varato il 17 maggio 2021 e che il Consiglio comunale di Palazzo Marino ha approvato dieci giorni dopo, il 27 maggio, in seguito ad approfondimenti durati ben 6 ore per tre diverse commissioni comunali da due ore ciascuna. Si tratta della delibera dove viene approvato il nuovo Atto integrativo dell’Accordo di Programma per la riqualificazione urbana delle aree di Milano Santa Giulia a Rogoredo dove sorgerà, per l’appunto, la nuova Arena.