sabato 12 giugno 2021

Da lunedì altre regioni in zona bianca: cosa cambia, quali regole rimangono

 


Tratto da: https://www.corriere.it/

Da lunedì passeranno in zona bianca: Lombardia, Piemonte, Emilia- Romagna, Lazio, Puglia e provincia di Trento.
Già in zona bianca erano: Abruzzo, Liguria, Umbria, Veneto, Molise, Friuli-Venezia Giulia e Sardegna.

Cosa cambia quando si passa in zona bianca

Passare in zona bianca significa riconquistare la libertà dal coprifuoco (che non c’è più) e non dover più sottostare alle limitazioni per numero di commensali al ristorante (all’esterno, all’interno resta il limite di sei persone se non conviventi).
Riaprono le piscine anche al coperto, i centri benessere e termali, le fiere, le sagre, i convegni e i congressi, i centri culturali, sociali e ricreativi, i centri di formazione, i parchi tematici e di divertimento, le sale bingo e i casinò.
Gli eventi sportivi che si svolgono al chiuso sono aperti al pubblico e sono consentiti i banchetti dopo le cerimonie civili e religiose: matrimoni, comunioni, cresime.

Quali regole restano anche in zona bianca

venerdì 11 giugno 2021

Ennesimo caos AstraZeneca: la politica che crocifiggeva Conte ma tace sul Governo Draghi

 


da: https://www.tpi.it/ - di Lara Tomasetta

Camilla Canepa è morta. La 18enne di Sestri Levante, vaccinata con AstraZeneca lo scorso 25 maggio nell’open day per gli over 18 e ricoverata da domenica 6 giugno all’ospedale San Martino di Genova dopo una trombosi al seno cavernoso non ce l’ha fatta. La giovane è deceduta nelle scorse ore così come annunciato dalla sindaca Valentina Ghio.

Scontato o qualunquista che sia, tocca ricordare che nessun bollettino Covid ci abituerà mai all’idea della morte. E Camilla Canepa non può restare un numero impigliato tra i ragionamenti delle statistiche. La sua tragica storia impone più di un momento di riflessione e analisi su quanto sta accadendo e su come si stia gestendo quella che non è più possibile chiamare “emergenza”.

La levata di scudi da parte dei virologi sull’uso di AstraZeneca nei giovani è giunta. Forse troppo tardi. Ma nell’epoca dello strillio perenne, anche le voci più autorevoli e attendibili sono sfumate nel calderone. Ma non era questo il momento di abbassare la guardia. Il virologo Andrea Crisanti si è giustamente chiesto: “Come è possibile che sia stata presa l’iniziativa di dare questo vaccino in questa fascia d’età, al di là delle raccomandazioni esistenti? Il Cts era stato informato? Doveva essere consultato prima, non dopo”.

Nuovi (?!) schiavi: Lavoratori stagionali sottopagati e con turni infiniti. E se stai male "vieni lo stesso"

 


da: https://www.ilfattoquotidiano.it/

Stagionali, le offerte di lavoro tra evasione e turni infiniti: “13 ore, sette giorni su sette. 800 euro in busta e 400 in nero. E se stai male vieni lo stesso”

“Qui la stagione si fa così: dalle sette del mattino alle dieci di sera con due ore di pausa, sette giorni su sette, non c’è nessun riposo. Pagamento una parte in busta e una parte fuori busta”. A parlare è uno di titolari di uno degli stabilimenti balneari della Riviera Romagnola. Da Cervia a Cattolica, la stagione sta per entrare nel vivo e le strutture sono alla continua ricerca di manodopera. Nelle scorse settimane, imprenditori del settore del turismo e associazioni di categoria si sono lamentati per l’assenza di lavoratori, ma quali sono le condizioni e i contratti che vengono offerti agli stagionali? Per rispondere a questa domanda Ilfattoquotidiano.it ha realizzato un’inchiesta a puntate sulla Riviera Romagnola. Provando a fare colloqui con albergatori e titolari di stabilimenti balneari. E riprendendoli con telecamera nascosta.

Una pratica molto comune in tutti i colloqui sostenuti sulla riviera sono i pagamenti in nero. Quindi l’evasione fiscale. C’è chi si affida alle agenzie interinali, ma per le aziende, spesso a conduzione famigliare, il metodo privilegiato è il passaparola o la pubblicazione di annunci sui gruppi Facebook della zona. Basta chiamare uno dei tanti numeri pubblicati per avere un colloquio in pochi minuti. In un hotel con piscina con oltre duecento posti, i camerieri

Salvare le aziende di Berlusconi: ecco cosa c’è dietro la federazione tra Forza Italia e Salvini

 


da: https://www.tpi.it/ - di Marco Antonellis

Anche se Silvione sta molto meglio, amici e colleghi di partito ormai si sono rassegnati: parlare con Berlusconi è molto più difficile che parlare con il Presidente degli Stati Uniti. Questo non perché lui non voglia: il Cavaliere ha fatto del fair play e delle relazioni il suo marchio di fabbrica. Il punto è un altro perché nel Cav del dopo Covid sono cambiati gli equilibri interni alla grande famiglia di Arcore dove ora esiste accanto al “tradizionale” cerchio stretto anche un nuovissimo cerchio ‘strettissimo’ che è quello composto dalla figlia Marina e dal duo Letta/Confalonieri. Quindi ora per arrivare a parlare con il Cav bisogna passare un doppio filtro. D’altra parte i recenti malori di Berlusconi non potevano non portare delle modifiche anche negli equilibri interni alla grande famiglia di Arcore. Prendiamo ad esempio il recente caso dalla sempre più stretta alleanza con Matteo Salvini: è Berlusconi in realtà che vuole stringere il più possibile, non Salvini come è stato lasciato inizialmente credere quasi che la paternità dell’idea fosse stata solamente del capitano leghista. È il Cav che vuole a tutti i costi il “partitone unico” perché con la furbizia e lungimiranza che lo contraddistingue sa benissimo che è meglio avere il “il 20% di un’azienda che conta molto piuttosto che il 100% di un’azienda che non conta più niente”.

Ma c’è di più perché in questo accordo con il leader leghista un ruolo importantissimo l’ha giocato la famiglia, vale a dire che non si sarebbe mai fatto senza l’assenso di casa Berlusconi. L’obiettivo finale non è certo la salita al Quirinale come erroneamente scritto dai

Aerosmith: Crazy

 

giovedì 10 giugno 2021

Donne e under 35: l’identikit delle nuove imprenditrici d’Italia

 


da: https://www.tag43.it/

Aumentano dell’8,1% le imprese fondate dalle giovani rispetto al primo trimestre dell’anno scorso. Lombardia, Lazio, Campania e Sicilia le Regioni più rosa. Tutti i numeri.

Cresce la voglia di fare impresa tra le donne under 35. Sono loro, infatti, a trainare la nascita delle nuove attività. I dati dell’Osservatorio per l’imprenditorialità femminile di Unioncamere e Infocamere mettono in luce la vivacità e il fermento delle giovani imprenditrici che, nonostante la pandemia, credono nella ripresa economica, imprimendo una svolta e accelerando rispetto alle colleghe più adulte.

Nel primo trimestre 2021 le imprese fondate da Under 35 crescono dell’8,1 per cento

Le nuove imprese fondate da donne under 35 aumentano dell’8,1%. Ancora molto timorose, invece, si rivelano le colleghe adulte, la cui voglia di mettersi in proprio è inferiore del 2%. È un dato che segnala la ritrovata fiducia e la voglia di ripartenza dopo la caduta delle iscrizioni registratasi nel del 2020. In totale, sono 26.299 le imprese femminili nate tra gennaio e marzo di quest’anno contro le 26.044 dello stesso periodo di un anno fa, quando si è registrato il numero più basso dal 2015.

Cosa ci dice la tragedia di Saman

 


da: https://m.famigliacristiana.it/ - di Alberto Pellai

La sua fine racconta la fatica di ragazzi sospesi tra le tradizioni familiari e quelle della nuova società in cui vivono. E piangendo per per questa giovane donna ricordiamoci che il problema è cambiare la prospettiva con cui si pensa alla vita, al destino, alla sorte che spetta a una bambina quando viene al mondo

La morte di Saman, uccisa dalla famiglia perché si era rifiutata di sposare chi le veniva imposto dalla famiglia ci racconta moltissime cose. Racconta la fatica dei figli che nascono e crescono all’ interno di famiglie che si “trapiantano” in una nuova cultura, in una nuova società. I loro genitori arrivano in un mondo nuovo, ma rimangono fedeli a quello da cui provengono. I figli vivono sospesi tra ciò che la famiglia di origine propone - e spesso impone loro -  e ciò in cui la nuova società, di cui sono a tutto diritto cittadini e appartenenti, li tiene immersi e li coinvolge. Questi figli sono “la generazione di mezzo” tra ciò che era e ciò che sarà. Degli “ibridi” con i piedi in due scarpe che ogni giorno devono costruire nuovi equilibri per rimanere fedeli alle aspettative dei genitori, ma al tempo stesso per conquistare un posto nel mondo della società in cui loro stessi diventeranno futuri genitori. I loro genitori spesso guardano indietro. I figli giustamente guardano sempre avanti. Ed è sulla partita del “futuro” che si giocano le sfide e i conflitti più pesanti. Perché i genitori, rigidamente ancorati ad integralismi, tradizioni e credenze che sono “fuori tempo” e “fuori luogo” nella nuova

mercoledì 9 giugno 2021

Altro che “eroe”. Fedez ha messo su un impero disumano: ora ridicolizza Orietta Berti

 


da: https://www.tpi.it/ - di Giuliana Sias

Il processo di ridicolizzazione di Orietta Berti celebrato da Fedez con la complicità di Achille Lauro, andrebbe inserito tra le peggiori mascalzonate viste negli ultimi anni. Chiaramente l’usignolo di Cavriago è solo l’ennesima esca, l’ennesimo trucco di prestigio per fascinare le folle del web. L’ennesima vittima da sacrificare sull’altare dell’impero inumano messo in piedi dal rapper che fa beneficienza ai povery in Lamborghini per finanziare il suo canale su Twitch (la piattaforma di livestreaming di proprietà di Amazon, la multinazionale della quale non si parla dal palco del 1 maggio perché – sai com’è, l’autocensura – Jeff Bezos ha pur sempre strappato un assegno da 800 mila euro per il suo principale testimonial italiano).

L’operazione di lancio di «Mille», il singolo che promette di sfondare qualsiasi classifica questa estate, rappresenta la peggiore faccia di quel capitalismo rapace sul quale avremmo dovuto riflettere in questo anno di paralisi, per superarlo. E invece scopriamo che mettendo a leva l’assuefazione pandemica alla noia, il grande capitale prosegue la sua opera predatoria utilizzando forme ancora più aggressive di prima. Si chiama capitalismo estrattivo (di piattaforma): utilizza internet e in particolare i social network come fossero un grande centro commerciale e invece di estrarre materie prime o minerali, estrae dati personali, intenzioni e comportamenti d’acquisto. Cioè valore umano.

Gianrico Carofiglio: La disciplina di Penelope

 


Il libro

Penelope si sveglia nella casa di uno sconosciuto, dopo l’ennesima notte sprecata. Va via silenziosa e solitaria, attraverso le strade livide dell’autunno milanese.

Faceva il pubblico ministero, poi un misterioso incidente ha messo drammaticamente fine alla sua carriera. Un giorno si presenta da lei un uomo che è stato indagato per l’omicidio della moglie. Il procedimento si è concluso con l’archiviazione ma non ha cancellato i terribili sospetti da cui era sorto. L’uomo le chiede di occuparsi del caso, per recuperare l’onore perduto, per sapere cosa rispondere alla sua bambina quando, diventata grande, chiederà della madre.

Penelope, dopo un iniziale rifiuto, si lascia convincere dall’insistenza di un suo vecchio amico, cronista di nera.

Comincia così un’appassionante investigazione che si snoda fra vie sconosciute della città e ricordi di una vita che non torna.

Con questo romanzo – ritmato da una scrittura che non lascia scampo – Gianrico Carofiglio ci

Evasione fiscale delle multinazionali: l’accordo del G7 è tutt’altro che “storico”

 


da: https://altreconomia.it - di Duccio Facchini

La Commissione indipendente per la riforma internazionale della tassazione delle imprese (ICRICT) smorza gli entusiasmi dei governi: la promessa aliquota del 15% è vicina a quella dei paradisi fiscali come Irlanda o Svizzera. La vera “svolta” sarebbe una tassa minima globale del 25%.

L’accordo annunciato il 5 giugno 2021 durante la riunione dei ministri finanziari del G7 in tema di tasse e multinazionali non è “storico” e tanto meno “sufficiente”. La Commissione indipendente per la riforma internazionale della tassazione delle imprese (ICRICT) smorza gli entusiasmi dei governi e invita i Paesi del G7 a “mostrare una vera leadership e ad assumere un impegno molto più ambizioso”. Perché la promessa “aliquota del 15% è vicina a quella dei paradisi fiscali come l’Irlanda e la Svizzera”.

“Per troppo tempo le istituzioni internazionali non sono riuscite ad affrontare uno degli aspetti più tossici della globalizzazione -spiegano i membri della Commissione, tra i quali José Antonio Ocampo, Jayati Ghosh, Joseph Stiglitz ed Eva Joly-. Ovvero l’evasione fiscale da parte delle multinazionali che determina mancate entrate globali per circa 240 miliardi di dollari ogni anno”.

martedì 8 giugno 2021

Rai, Conte gioca la carta Gabanelli e fa saltare lo schema-Draghi

 


da: https://www.ilsussidiario.net/ - di Gennaro da Varzi

La Rai complica la vita al governo: Conte propone Milena Gabanelli come presidente (e il Pd ci sta); e gli azionisti rinviano l’assemblea al 12 luglio

Sono diversi i segnali che indicano come la vicenda del rinnovo degli amministratori della Rai si stia complicando ulteriormente. Il cosiddetto metodo Draghi sembra non dare i risultati sperati e più passano i giorni più risulta difficile trovare un accordo che accontenti tutti. Il primo segnale raccolto è quello di un ulteriore lungo rinvio della data di convocazione dell'assemblea della società. Così la riunione inizialmente prevista per il 14 giugno è stata convocata per il 30 giugno (ultima data utile da statuto) in prima convocazione e il 12 luglio in seconda convocazione. Quindi il governo, diversamente da quanto precedente annunciato, decide di prendersi un altro mese abbondante per cercare di dipanare la matassa.

Il secondo indizio è collegato al risveglio dei 5 Stelle e all'ingresso nella trattativa del partito di Conte, che dopo la sentenza che certifica la condanna di Casaleggio e rilancia il suo ruolo di nuova guida del partito, fa sapere che il Movimento è ancora il primo gruppo parlamentare e ha diritto a fare una proposta. Così irrompe sulla scena l'idea di eleggere Milena Gabanelli come nuova presidente della Rai. La proposta non è assolutamente campata in aria, potrebbe fare breccia a sinistra e sicuramente riapre i termini dell'accordo per cui fino ad oggi stavano lavorando i vari partiti e gli uomini di Draghi (in particolare Garofoli). Ed è proprio questo il punto, la proposta di Conte fa saltare lo schema-Draghi, che prevedeva ai partiti i 4 consiglieri, al governo la nomina dei manager.

La corsa di Big Tech per avere un pezzo del cloud pubblico

 


da: Il Fatto Quotidiano - di Virginia Della Sala

Da Tim a Leonardo, fioriscono le alleanze con Google, Microsoft & C. In ballo ci sono 2 miliardi per digitalizzare la Pa che, ad oggi, non può fare a meno delle multinazionali Usa

Si parla di “modello francese”, di “cloud sovrano”: ma i progetti per la nuvola che dovrà accogliere i dati della Pubblica amministrazione e favorire la rivoluzione digitale prevista anche dal Pnrr è nella sua ideazione molto italiana, con radici nei tempi di Diego Piacentini a Palazzo Chigi e primi sviluppi sotto l’ex dicastero della Pisano. Al ministero per la Transizione digitale, guidato oggi dall’ex manager di Vodafone Vittorio Colao, però, sono ora di fronte a un bel dilemma: devono fare in modo che tutto vada nella direzione immaginata, ovvero trovare un operatore italiano o europeo (ma meglio italiano) che possa gestire, in licenza, la tecnologia degli Over the top (Google, Microsoft, Amazon) di cui proprio non possiamo fare a meno. E al tempo stesso assicurarsi che le informazioni siano inaccessibili ad altri, che siano quindi “sovrane” così come l’infrastruttura che le ospiterà. L’esito ideale, nella mente dei tecnici, è che nel giro di pochi anni gli operatori e le aziende italiani abbiano imparato abbastanza dalle multinazionali per poter proseguire da soli. Intanto, però, non c’è alternativa se non allearsi.

La presenza di un partner italiano diventa così in parte una garanzia e il puzzle delle alleanze è già iniziato. In poco meno di un mese, a maggio, sono state annunciate tre diverse intese italo-americane per lo sviluppo di tecnologie sul cloud. Tim con Google (anche attraverso

lunedì 7 giugno 2021

Giuseppe Conte pronto a "sfidare" Draghi: lavoro, ambiente, Anac

 


da: Il Fatto Quotidiano – di Paola Zanca

Lavoro, ambiente: Conte pronto a “sfidare” Draghi

Alzati gli occhi dal proprio ombelico, i 5 Stelle dicono che la prima cosa da cambiare sarà al governo: niente più ambiguità su chi debba essere titolato a trattare con Mario Draghi, sarà l’ex premier a confrontarsi con l’attuale capo del governo sulle richieste del Movimento nell’esecutivo. E così, come oggi è in programma un incontro tra il presidente del Consiglio e il segretario della Lega Matteo Salvini, si intuisce che – dopo la prossima legittimazione della base - avverrà lo stesso con Giuseppe Conte. I due si sono già sentiti nei giorni scorsi, ma ora che la partita con Casaleggio si è chiusa e il voto sulla nuova piattaforma è vissuto come una formalità, l’ex premier è intenzionato a rimettere in fila un po’ di questioni, dopo settimane di sbandamento.

Le schermaglie interne hanno inciso non poco nella tenuta dei gruppi parlamentari M5S e anche al governo è mancata un’interfaccia “ufficiale”: i rapporti tra Mario Draghi e il capo delegazione Stefano Patuanelli si sono decisamente raffreddati, non solo per le politiche anti-Covid prese dal governo appena insediato in materia di scuola, ma anche per la difficoltà a confrontarsi con un esecutivo in cui i testi dei decreti arrivano sul tavolo del Consiglio dei ministri senza che vi sia prima il tempo e il modo di ragionarne assieme. Non a caso, nelle ultime partite delle nomine, Draghi aveva individuato nel ministro degli Esteri Luigi Di Maio il suo interlocutore di riferimento.

Il resto del mondo senza vaccini

 


da: https://www.ilpost.it/

Mentre nei paesi ricchi le dosi non mancano, miliardi di persone nei paesi più poveri non si possono vaccinare: è un problema per tutti

A sei mesi dall’inizio delle campagne vaccinali contro il coronavirus è sempre più evidente una divisione del mondo tra i paesi più ricchi, che dispongono di una crescente quantità di vaccini, e quelli in via di sviluppo e più poveri dove la percentuale di popolazione vaccinata continua a essere estremamente bassa. La differenza è diventata via via più marcata, con aree del mondo come il Sudamerica e parte dell’Asia dove la pandemia continua a causare gravi danni, con migliaia di nuovi casi e morti ogni giorno.

Negli Stati Uniti circa metà della popolazione ha ottenuto almeno una dose, mentre nei paesi più poveri i parzialmente vaccinati sono meno dell’1 per cento. La mancanza di vaccini in questi paesi non è solo il segnale di una profonda diseguaglianza, ma anche un ostacolo al superamento della pandemia che potrebbe ritorcersi contro i paesi più ricchi e più avanti con le vaccinazioni. In un contesto di questo tipo il coronavirus continua a circolare tra la popolazione e a mutare, con l’affermarsi di varianti che possono rivelarsi difficili da contenere.

Se il governo Draghi si fida più di Brunetta che dell’Anac sulla corruzione

 

 

da: https://www.tpi.it/ - di Niccolò Di Francesco

“Preoccupanti passi indietro sull’anticorruzione”: così il “governo dei migliori” finisce sotto accusa da parte del presidente dell’Anac, Giuseppe Busìa, in merito al decreto reclutamento della pubblica amministrazione in vista del Recovery Plan, approvato lo scorso venerdì 4 giugno dal Consiglio dei Ministri.

“Preoccupano le scelte effettuate con l’ultimo decreto legge in tema di anticorruzione, proprio in un momento in cui massima dovrebbe essere l’attenzione verso la gestione trasparente delle risorse, anche per il rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata e delle mafie” ha dichiarato senza giri di parole il presidente dell’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione, in riferimento alle ingenti risorse che arriveranno nei prossimi mesi con il Recovery Fund.

Ma a preoccupare Busìa è anche e soprattutto la bozza dell’articolo 6 del dl, secondo cui i piani e la verifica degli adempimenti in materia di trasparenza e anticorruzione rischiano di spostarsi dall’Anac agli uffici del ministero della Pubblica amministrazione, il cui titolare è Renato Brunetta.

“Si avrebbe un deciso passo indietro sulla credibilità del nostro sistema anticorruzione: non si può immaginare che il controllore sia gerarchicamente subordinato al controllato, invece che indipendente dallo stesso” afferma Busìa.

domenica 6 giugno 2021

Don Gioba: Corpo e Sangue del Signore

 


da: http://www.gioba.it/ 

"Il primo giorno degli Àzzimi, quando si immolava la Pasqua, i discepoli dissero a Gesù: «Dove vuoi che andiamo a preparare, perché tu possa mangiare la Pasqua?».

Allora mandò due dei suoi discepoli, dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d’acqua; seguitelo. Là dove entrerà, dite al padrone di casa: “Il Maestro dice: Dov’è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?”. Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala, arredata e già pronta; lì preparate la cena per noi».

I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono la Pasqua.

Mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo». Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse loro: «Questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti. In verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo, nel regno di Dio».

Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi."

    (dal Vangelo di Marco 14,12-16.22-26)

“Quando inizia la Messa?” La domanda sembra avere facile risposta cercando sul bollettino parrocchiale o sul cartello davanti alla chiesa dove possiamo trovare gli orari. Uno degli indizi che la messa sta per iniziare è spesso la campana più piccola del campanile che indica che mancano 5 minuti…

E l’ultima cena di Gesù con i suoi discepoli, che sta alla base del rito della Messa, quando è iniziata?

Terapie intensive, le Regioni non le hanno potenziate: Conte stanziò 1,4 miliardi, ma Lombardia, Piemonte e Sicilia hanno attivato meno dell’8% dei posti previsti

 

 

da: https://www.ilfattoquotidiano.it/ - di Daniele Fiori

Il Rapporto sul coordinamento della finanza pubblica della Corte dei Conti mostra come i fondi stanziati a maggio 2020 per potenziare gli ospedali (in vista della possibile seconda ondata) siano rimasti in un cassetto. Erano previsti in tutto 3.591 nuovi posti letto: solo 922 sono stati attivati. In Basilicata, Molise e Valle d'Aosta nemmeno uno. "A fine aprile l'attuazione dei lavori risulta compiuta solo al 25,7%". Stessa carenza anche per le semi intensive. Solo la Provincia di Bolzano si è attrezzata come stabilito dal piano Arcuri

In un anno di pandemia le Regioni italiane hanno attivato solo 922 nuovi posti letto di terapia intensiva. Appena un quarto rispetto ai 3.591 previsti dal governo Conte, che con il decreto legge del 19 maggio 2020 aveva stanziato per il potenziamento dell’assistenza ospedaliera in totale oltre 1,4 miliardi, di cui 711 milioni sono stati richiesti dalle Regioni proprio per incrementare i posti letto disponibili in terapia intensiva. Il Rapporto 2021 sul coordinamento della finanza pubblica della Corte dei Conti mostra che quei soldi sono rimasti nel cassetto e i posti letto in gran parte mai attivati. “A fine aprile l’attuazione dei lavori di potenziamento risulta compiuta solo al 25,7 per cento“, si legge nel rapporto, “con differenze particolarmente pronunciate tra Regioni”. In Valle d’Aosta, Molise e Basilicata il monitoraggio condotto dal ministero della Salute non segnala alcun progresso, mentre solamente la Provincia di Bolzano a fine aprile ha attivato tutti i 40 posti letto previsti. Tra le Regioni

Nessuna nomina potrà cambiare la Rai

 


da: Domani – di Stefano Balassone

La storia, vista da dentro, di come non basti un nuovo Consiglio d’amministrazione per cambiare le cose. Il servizio pubblico rimane invischiato nei suoi problemi storici, incapace di reagire ai tempi che cambiano. È la tv di stato, bellezza: per rivoluzionarla devono mutare le volontà politiche e gli interessi economici.

La Rai può apparire ai giovani, specie a quelli che maggiormente divorano notizie e racconti fra social e piattaforme, una sorta di Colosseo, teatro di azioni dal sapore antico, e privo tuttavia, del fascino delle pietre venerande. Qualcosa che a quei freschi occhi appare seducente quanto un comunicato del governo o le poesie di un ragioniere. È dunque immaginabile quanto poco gliene importi del prossimo rinnovo del Consiglio d’amministrazione di quel rudere. Ma hanno torto i giovani, e qui glielo diciamo, a infischiarsene dell’azienda del Cavallo perché questa, fatti quattro conti, è al centro dell’intera filiera della produzione radiotelevisiva e di fiction nazionale, dove stanno moltissimi di quei posti di lavoro a cui aspirano i tanti che affollano le aule universitarie di Lettere, Filosofia, Comunicazione.

Ma qualche ragione, pur non sapendolo, ce l’hanno, perché l’esperienza dei decenni lascia pensare che, comunque sia composto, nessun consiglio è davvero rilevante, nonostante che tanti s’appassionino, brighino a favore di qualche candidato o propongono se stessi al parlamento per essere spediti in quella che pensano sia la stanza dei bottoni delle news e

sabato 5 giugno 2021

Tancredi: Las Vegas (Official Video)


 

 


M5s, finito l’idillio con il ministro Cingolani? Nelle chat dei parlamentari si pensa alla sfiducia

 


Se le aspettative risultano deluse, se le "mediazioni strategiche" di Draghi non si possono considerare soddisfacenti (quando non sono una presa per il sedere), si stacca la spina al governo dell'ammucchiata.

C'è un però.

Sta storia infinita tra M5S/Conte e Casaleggio che starebbe ritardando oltre misura la nascita del "nuovo M5S", ammesso e non concesso che Giuseppe Conte abbia idee, proposte, carisma per diventare leader del Movimento, è a dir poco ridicola.

Staccare la spina al governo dei "migliori" in assenza di un leader e relativa squadra, senza partire all'attacco con idee e proposte concrete - necessarie sia per governare sia per fare opposizione - è praticamente come darsi delle tafazzate sui coglioni. Ah...certo...c'è un altro però. Bisogna avere i coglioni per tafazzarseli.

 


da: https://www.open.online/ - di Luca Covino

Monta il malcontento contro il titolare del Ministero della Transizione ecologica voluto da Grillo: «Se lo cacciamo non ha senso restare nel governo»

Il ministero della Transizione ecologica doveva rappresentare il cuore dell’adesione del Movimento 5 Stelle al governo. Il dicastero, fortemente voluto da Beppe Grillo, non si sta però affermando come previsto: starebbero crescendo le insofferenze interne al M5s nei confronti del ministro Roberto Cingolani. A tal punto che, secondo quanto riportato dall’agenzia Adnkronos, si starebbero facendo largo voci interne al Movimento che vorrebbero una sua sfiducia.

La chat del Movimento

I mal di pancia sarebbero stati espressi in una chat dove sono presenti diversi parlamentari pentastellati. Ad alimentare i dissapori ci sarebbe anche l’ex presidente della Commissione Cultura di Montecitorio Luigi Gallo, che avrebbe scritto alcuni messaggi in cui parlava di «rivoluzione del Mite», come viene chiamato Cingolani. «Che il ministro debba essere lui non lo ha prescritto il medico», scrive in un messaggio Gallo. «Se presentiamo una mozione di sfiducia», sottolinea invece la deputata Carmen Di Lauro, «tanto vale uscire dal governo dal momento che “il Mite” è il motivo per il quale il Movimento ha accettato, almeno ufficialmente, di far parte di questa particolarissima maggioranza».

venerdì 4 giugno 2021

Agenzia delle Entrate: l'"allegro" scherzetto ai bancari esodati

 


da: https://www.ilsole24ore.com/ - di Vitaliano d'Angerio

Bancari esodati, sindacati e Abi in pressing su Fisco e Inps per le imposte non dovute

Lettera di banche e organizzazioni sindacali a Ruffini (Agenzia delle Entrate) e a Di Michele (Inps) per sospendere gli avvisi relativi agli assegni di accompagnamento alla pensione.

«Chiediamo che da parte vostra venga valutata l’adozione di un provvedimento generale - anche per una esigenza di uniformità sul territorio nazionale - di sospensione degli effetti degli avvisi bonari medesimi, così da consentire la revisione della situazione determinatasi».

È datata 27 maggio la richiesta congiunta dei sindacati bancari (Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca, Unisin Falcri-Silcea-Sinfub) e dell’Abi, l’associazione delle banche italiane. Destinatari: Ernesto Maria Ruffini, direttore dell’Agenzia delle Entrate, e Gabriella Di Michele, direttore generale dell’Inps.

La vicenda è quella relativa agli 11mila bancari esodati che, per l’anno 2016, hanno ricevuto a fine aprile una raffica di avvisi bonari in cui il Fisco chiedeva mediamente

Zucchero: L'amore è nell'aria

 

giovedì 3 giugno 2021

Incubo senza fine per Zaki, un altro compleanno in cella

 


da: https://www.ansa.it - di Rodolfo Calò

Altri 45 giorni di detenzione. Amnesty: 'Accanimento giudiziario'

Patrick Zaki non esce dal kafkiano buco nero della Giustizia egiziana che l'ha inghiottito quasi un anno e mezzo fa e passerà un altro compleanno, quello importante dei suoi 30 anni, dormendo per terra in un braccio della famigerata prigione di Tora al Cairo: in quello che Amnesty international considera un conclamato caso di "accanimento giudiziario" nei confronti dello studente egiziano dell'Università Alma Mater di Bologna accusato di propaganda sovversiva, sono stati inflitti altri 45 giorni di custodia cautelare in carcere.

La decisione è stata presa dopo un'udienza svoltasi martedì e resa nota nelle ultime ore da una sua legale: altri "45 giorni, come ogni volta", ha detto al telefono all'ANSA con voce abbattuta Hoda Nasrallah. E' dunque praticamente certo che, dopo quello dell'anno scorso, il 16 giugno Patrick passerà in cella anche questo compleanno dopo oltre 16 mesi di detenzione iniziati il 7 febbraio 2020.

Una prigionia causata solo da dieci post di un account Facebook che i suoi legali considerano fake ma che hanno configurato reati che fanno rischiare all'attivista per i diritti umani fino a 25 anni di carcere: si tratta fra l'altro di "diffusione di notizie false", istigazione "ai crimini terroristici" e di tentativo di "rovesciamento del regime al potere".

mercoledì 2 giugno 2021

Mario Draghi: la strategia della mediazione

 


RECOVERY FUND - Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR)

Tutto ciò che attiene alla definizione, gestione e controllo dei progetti del PNRR, è in mano a Draghi e al "governo dei migliori". Cioè ai tecnici. La governance del PNRR è fatta di alcune strutture, tra cui la Cabina di regia, cosiddetta a "geometria variabile", oggettivamente criterio funzionale per raggiungere l'obiettivo senza avvitarsi in riunioni con un numero eccessivo quanto inconcludente di partecipanti. Il Tavolo permanente per il partenariato economico, sociale e territoriale, composto da rappresentanti del Governo, degli Enti locali, delle categorie produttive e sociali, ecc.., è un organo esclusivamente consultivo. Ergo: saranno Draghi e il suo braccio destro Daniele Franco, ministro dell'Economia e delle Finanze - insieme a una squadra di consulenti che potranno essere assunti nei ministeri e nelle altre strutture incaricate - a gestire il PNRR.

Con questa impostazione organizzativa  - che non sarà esente da "malumori" in corso d'opera - Draghi pensa di avere il controllo gestionale dei progetti, senza il quale Bruxelles non molla un euro.

PANDEMIA

Per quanto riguarda la pandemia, abbiamo visto che Draghi non è un mago. Sostanzialmente in continuità con il governo Conte con la differenza che diversamente da un anno fa, da mesi fa, ci sono i vaccini. E le innumerevoli quotidiane dichiarazioni del generale Figliuolo.

RIFORME PRO PNRR E RIPARTENZA

Ci sono poi le decisioni, le soluzioni da intraprendere sia per quanto attiene alle riforme

Giorgio Meletti: Draghi è caduto nella trappola in cui potrebbe fallire il Pnrr

 


da: Domani

Un drammatico equivoco incombe sulla marcia trionfale del Pnrr e delle grandi opere ferroviarie che ne costituiscono il nerbo. Ci viene raccontata la favola che in Italia i cantieri non marciano per colpa della burocrazia e del partito del no. Tre giorni fa il governo ha approvato l’ennesimo decreto di semplificazione: una serie di deroghe e accelerazioni delle procedure sospettate (fondatamente) di spianare la strada a scempi ambientali e illegalità. Va in scena la farsa di una disputa teologica tra il “partito del no” e il “partito del fare”. I primi agitano lo spettro di mafia, tangenti e disastri ambientali, i secondi replicano che “così non faremo mai niente”. Purtroppo è con le semplificazioni che non abbiamo mai fatto niente.

Preoccupa che un uomo esperto e capace come Mario Draghi si sia infilato in questa commedia all’italiana di cui, essendo all’ennesima replica, conosciamo già il finale. Se la grande occasione del Pnrr richiede la realizzazione delle opere in tempi rapidi, l’apposito decreto crea le premesse tecniche perché la grande occasione vada persa. E questo dovrebbe preoccupare soprattutto chi crede che la ricostruzione del paese dopo la pandemia passi dall’alta velocità Salerno-Reggio Calabria.

Innanzitutto c’è una grottesca contraddizione. Da decenni governi di ogni colore politico si fanno scrivere le misure di semplificazione della burocrazia proprio dai burocrati accusati di essere i frenatori. E i risultati si vedono. Basti la lettura del decreto di venerdì