lunedì 24 aprile 2023

Amici 2023: Isobel 'Bang bang'

 

 

Anche solo per questa esibizione meriterebbe di vincere Amici. Non solo la categoria danza. 

Questo il link per vedere la sua esibizione di tip-tap


Amici 2023, Piccolo G: Acquario

 

Amici 2023: Wax...

 


Sarò breve e…..userò un eufemismo….

Ma come CAZZO si fa a selezionare, mandare a un serale sto nulla assoluto che è Wax. La cosa migliore che gli riesce è mandare a fan culo presunti critici musicali che non hanno chiaro le virtù dell’ironia, del sarcasmo, del cinismo. Sì, vero: maleducato e arrogante. Come certi presunti giornalisti…

Questo nulla assoluto (come cantante e come personaggio), che pare abbia una "insana passione" per la noce moscata e di cui – da ciò che leggo – si è “innamorata” Arisa e che nel suo perfetto nullismo non può che essere un cocco della psicologa dilettante Maria De Filippi, arriverà pure alla finale del circo di Mariiiaaahhh (eh…Maria…mica vorrai far mancare al tuo pubblico adorante il trash del “confronto” tra lui e taluni presunti giornalisti).

Ovviamente, in un circo defilippiano l’unico che aveva un tocco di interesse e delle potenzialità è fuori da settimane: Piccolo G. 

Vincenzo Paglia, “La forza della fragilità”: il tema del fine vita..

 


dal libro “La forza della fragilità”

Vorrei qui fare un cenno al tema del fine vita che si sta imponendo sempre più fortemente nella società contemporanea, anche a motivo dei progressi della tecnologia che permette di vivere più a lungo in condizioni che in passato non si potevano neanche immaginare. È in questione la stessa scienza medica. Non corriamo il rischio – è solo uno dei molteplici interrogativi – che una medicina ipertecnologica dimentichi che il senso dell’atto medico è la cura e quindi l’alleanza con l’altro che soffre? È una questione etica fondamentale che non riguarda solo il fine vita, ma tutta la medicina. Sarebbe grave se la prestazione medica si riducesse a un mero rapporto aziendale, mercantile e contrattualistico fra dottore e paziente, scevro da qualsiasi tipo di relazione. Non mi addentro in questo complesso dibattito. Vorrei anche spendere anche solo un cenno alle cure nel fine della vita. Sono convinto – anche di fronte alle impellenti questioni legislative sia in Italia che in altri paesi – della necessità di una più attenta informazione e formazione anche dell’opinione pubblica su queste tematiche. Premetto che la lotta al dolore deve essere netta. Nessuno ama il dolore, neppure il credente, anche se è componente ineludibile dell’esistenza. Si tratta quindi di affrontarlo, lenirlo e attraversarlo, fra resistenza e resa. Non è possibile cancellarlo radicalmente, ma lo si può vivere prendendosi cura dell’altro che soffre, fino alla fine.

sabato 22 aprile 2023

Vinicio Capossela: testo, La crociata dei bambini

 


Partirono all'alba
In crociata i bambini
Le facce gelate, chi li troverà?
Partirono in fila
Sepolti di neve
I soli scampati alle bombe
Ed ai soldati

Volevan fuggire dagli occhi la guerra
Volevan fuggirla per cielo e per terra
Un piccolo capo, la pena nel cuore
Provava a guidarli
E la strada
Non sapeva trovare

Una bambina di undici ad una di quattro
Come una mamma, portava per mano
Ed un piccolo musico, col suo tamburo
Batteva sordo, al timore di farsi trovare

Vinicio Capossela: video, La crociata dei bambini

 

mercoledì 19 aprile 2023

Shake, la serie su Raiplay: da vedere

 


Vista e piaciuta. Condivido la recensione che sotto riporto. Verissimo che può piacere anche a un pubblico più “grandicello”. Ottimo cast. Stessa qualità in sceneggiatura e regia, nonché colonna sonora.

Mi aspetterei una seconda stagione e mi verrebbe da pensare, data l’ultima scena, che il prossimo Shakespeare da prendere a riferimento possa essere….Amleto. E….che ad indossarne le vesti sia  uno degli attori giovani più bravi (e più affascinanti), già presente in questa prima stagione di Shake: Damiano Gavino. 

 

Questa la recensione di Movieplayer: https://movieplayer.it/articoli/shake-recensione-serie-tv-raiplay_29375/

Shake, la recensione: se l'Otello di Shakespeare diventa un buon teen drama contemporaneo

 


Un cast giovane (ovvio), un titolo a portata di hashtag (dalla doppia valenza), un format-archetipo e una scrittura dalla buona inventiva, che non inventerà nulla ma rafforza ciò che già sappiamo: stiamo vivendo una sorta di primavera generazionale, in cui le serie teen (potrebbe essere riduttivo, in quanto i riflessi arrivano fino all'età della decantata maturità) spopolano e riempiono i palinsesti (ehm, i cataloghi) delle piattaforme. E sarebbe da sospirare: finalmente.

La Gen Z, data fin troppo per scontata, e spesso sottovalutata, ha finalmente dei riflessi narrativi in cui potersi ritrovare, rispecchiare, e magari pure capirsi un po' meglio (sicuramente meglio di come i media mainstream la dipingano). E, perché no, anche traendo ispirazione, un po' di conforto, una sorta di aiuto. Così, seguendo un'onda lunga e alta, che non ha paura di osare e sperimentare, ecco spuntare Shake: otto puntate da venticinque minuti tutte disponibili in streaming su RaiPlay. Dietro lo show, un'idea mica male: l'adolescenza come una grande tragedia e una grande commedia, molto simile ai drammi shakespeariani.

Lotta alla “sostituzione etnica”: proposta Lega, taglio delle imposte per chi fa figli…

 


Dev’essere iniziata – almeno in teoria – la guerra contro la “sostituzione etnica”.

La Lega vuole un taglio di imposte. Proposito assolutamente condivisivile, sia chiaro. Ma per chi, come? 

Per chi fa figli. “Razza italiana”, ovviamente.

Si tratterebbe di reintrodurre la detrazione di 10mila euro l’anno per ogni figlio a carico fino al termine degli studi universitari. Questo per tutti i nuclei familiari, senza limiti di reddito.

Orbene…

Se venisse introdotta questa agevolazione il costo stimato, secondo quanto scrive il Fatto Quotidiano:  “prendendo a riferimento i circa 400mila bebé del 2022, la misura costerebbe 4 miliardi il primo anno. Otto miliardi il secondo, dodici il terzo e così via fino ai 72 miliardi all’anno trascorsi 18 anni. Questo nel caso che la misura non abbia alcun effetto sul numero di nascite che se invece aumentassero porterebbe l’esborso ancora più su.”

Ogni qualvolta si tratta di pensare, promettere, riduzioni delle tasse, bonus vari, detrazioni a pioggia, si deve fare i conti con quella noiosetta robetta dal nome: coperture finanziarie. Ecco che ad ogni manovra si dichiara: li prenderemo dalla lotta all’evasione fiscale.

Pensa la sfiga di Meloni, Salvini e Berlusconi, cioè del governo Giorgiano.....

E’ sempre coglionfestival: la “sostituzione etnica”

 


Parlando in tema di natalità, Francesco Lollobrigida – professione: cognato della presidente del consiglio Giorgia Meloni - ha detto: “non possiamo arrenderci all'idea della sostituzione etnica”.

Beh…io sono decisamente favorevole alla sostituzione etnica.

Vorrei sostiuire la razza cogliona che giornalmente dà vita al coglionfestival con le persone intelligenti. Mediamente intelligenti. Anche solo un neurone funzionante andrebbe bene…

Emergency: Sudan, aggiornamento della situazione

 


La situazione è in continua evoluzione, gli aeroporti sono chiusi e in alcune aree si sta vivendo una situazione mai provata prima. La gente è molto spaventata e si muove il meno possibile.

Muhameda Tulumovic, Direttrice del programma di EMERGENCY in Sudan, ci ha comunicato che abbiamo rimodulato l’attività e lavoriamo a regime ridotto in tutti e quattro i nostri ospedali presenti nel Paese.  
Il Centro pediatrico di Mayo, alle porte della capitale, è stato chiuso per motivi di sicurezza. A Nyala, la situazione è delicata e preoccupante perché anche là si sta combattendo come a Khartoum, e i combattimenti sono molto vicini a noi, mentre a Port Sudan la situazione al momento sembra più stabile.

Nel Centro Salam di cardiochirurgia a Khartoum molti membri dello staff sudanese non possono tornare a casa per motivi di sicurezza, abbiamo quindi messo a disposizione lo spazio per dormire in ospedale. Abbiamo chiuso il triage e riceviamo solo i nostri pazienti che hanno già un appuntamento o eventuali urgenze.

Sudan: Gli scontri interni all’esercito bloccano la transizione

 


da: https://www.internazionale.it/ - di Pierre Haski, France Inter, Francia

Qualche mese fa, quando volevamo ancora credere che la primavera araba non fosse definitivamente morta, citavamo con prudenza i casi della Tunisia e del Sudan. La Tunisia, paese dove è partita l’ondata di rivolte democratiche, ha ormai operato una svolta autoritaria preoccupante con il presidente Kais Saied. Il Sudan, invece, da due giorni è in preda a violenti scontri tra due schieramenti militari, con decine di morti.

Questo immenso paese, cerniera tra il mondo arabo e quello africano, ha vissuto nel 2018 la seconda ondata di rivolte democratiche. All’epoca era governato da tre decenni dalla dittatura islamista di Omar al Bashir. Dopo una serie di imponenti manifestazioni a cui hanno partecipato tutte le frange della società, nel 2019 Al Bashir è stato deposto dall’esercito.

Da allora il Sudan ha cercato di trovare un equilibrio tra le rivendicazioni della società civile, attiva e molto strutturata, e l’esercito, che non vuole mollare la presa. Il 15 aprile è cominciata una prova di forza tra due rami dell’esercito, e tra le vittime ci sono numerosi civili e operatori umanitari, finiti tra due fuochi.

Processo arenato

Se alla testa di un paese ci sono due uomini forti, uno è sicuramente di troppo. Lo stesso vale quando a contendersi il dominio ci sono due gruppi armati. Gli scontri sono stati

giovedì 13 aprile 2023

Luigino Bruni: L’ideologia del management

 


 

da: Il Messaggero di Sant’Antonio

Il management sta diventando la nuova ideologia del nostro mondo globale, in particolare quel management insegnato nelle business school e veicolato dalle grandi imprese globali di consulenza.

Nel Novecento la critica sociale si era indirizzata verso la teoria economica liberale, individuando negli economisti teorici il grande nemico da combattere per costruire una società finalmente giusta ed egualitaria. Mentre gli intellettuali, fossero essi cattolici o socialisti, battagliavano questa guerra, nelle facoltà di ingegneria e nelle business school crescevano le tecniche e gli strumenti del management che negli ultimi decenni si sono progressivamente trasformati nell’«ideologia del management» costruita attorno ai tre dogmi dell’incentivo, della leadership e del merito. Una ideologia che sta dilagando ovunque, incluse le comunità cristiane e le chiese, dove ormai si stanno moltiplicando i corsi sulla leadership per parroci e responsabili di movimenti, dove ormai non si può più fare un convegno o un capitolo generale senza coach o facilitatori professionisti provenienti dal mondo del business, come se avessimo, d’un tratto, dimenticato quella antica sapienza di come svolgere gli incontri di comunità e le assemblee.