da: Il Fatto Quotidiano – di Stefano Vergine
Rimini - La kermesse di Cl promuove la “sostenibilità”, ma i suoi principali sponsor - da Intesa a Eni - puntano su petrolio e metano
La parola più frequente nei titoli dei convegni è “sostenibilità”. Se si analizzano i nomi dei finanziatori del Meeting di Comunione e liberazione, però, abbondano le società che fanno affari estraendo o finanziano i combustibili fossili, molto poco sostenibili perché responsabili principali del cambiamento climatico.
Partiamo dai “main partners” dell’evento ciellino. Tra i quattro principali sponsor ci sono Intesa Sanpaolo e Generali, grandi finanziatori di progetti legati a carbone, gas e petrolio. La banca guidata da Carlo Messina nel solo 2020 si è esposta nei confronti del settore fossile per 5,4 miliardi di euro (per metà finanziamenti e per l’altra metà investimenti), hanno documentato in uno studio pubblicato nell’aprile scorso le associazioni Greenpeace e ReCommon. A luglio l’istituto di credito ha annunciato che smetterà di concedere prestiti alle aziende che estraggono carbone, ma solo a partire dal 2025. “Sono cose che servono a poco se prima della loro entrata in vigore si concedono finanziamenti a mega-progetti che mettono a repentaglio il clima, l’ambiente e le comunità locali”, hanno commentato le due ong. Il riferimento è a uno dei principali progetti in cui Intesa è coinvolta: l’Arctic LNG-2, che punta a trivellare l’Artico, tra i luoghi più delicati del pianeta.












