lunedì 30 ottobre 2017

Truffe telefoniche / 4: Il trucco nascosto tra le clip per i bambini



da: Il Salvagente

Sempre più spesso i genitori mettono i loro figli davanti allo schermo del tablet o dello smartphone per calmarli con un cartone animato. Purtroppo, anche i portali come Youtube possono nascondere brutte sorprese.

Se già una truffa è in sé odiosa, lo diventa ancora di più se viene perpetrata approfittando dell’ingenuità di un bambino. Anche nel caso dei servizi a sovrapprezzo, infatti, esiste una specifica branca dedicata proprio ai più piccoli. A raccontarcelo è Marco, sviluppatore web di Roma che, nonostante le conoscenze informatiche, è caduto nella trappola: “Ero in coda alla posta, e per far stare tranquillo mio figlio gli ho passato il mio smartphone, facendo partire un cartone animato su Youtube. Pochi minuti dopo, ho ricontrollato il telefono e mi sono accorto che era arrivato un sms. Diceva che era stato attivato un servizio a pagamento per un canale di cartoni animati”. La segnalazione di Marco è particolarmente preoccupante perché passa per le dita frenetiche e inconsapevoli di bambini piccoli, di certo meno accorti dei genitori.
Per verificare la segnalazione abbiamo fatto una semplice prova. Col nostro smartphone siamo entrati nell’applicazione di Youtube, e abbiamo cercato un video del popolare cartone animato “Peppa Pig”. Sotto le immagini in movimento è spuntata una pubblicità colorata dal titolo “I tuoi cartoni preferiti”.
Vi è scritto anche “annuncio”, ma difficile che un bambino si renda conto della differenza con un video normale. Cliccandoci sopra si apre una pagina che insieme a tanti pupazzetti colorati presenta la scrit-ta “Cartoons Channel. Entra nel portale dei cartoni sicuro e divertente!”. In fondo alla pagina, con un carattere minuscolo, si trova sopra un pulsante ben evidente, “cliccando accetti la fornitura immediata del servizio con la perdita del diritto di recesso”. Il servizio ha un costo di 5 euro a settimana. All’altra estremità della schermata, in caratteri ancora più piccoli si legge a malapena: “Cliccando dichiari di essere maggiorenne e di aver accettato termini e condizioni”.
Innanzitutto, va segnalato che per quanto riguarda la rinuncia automatica al diritto di recesso, si possono rilevare i termini di una clausola capestro, e poi è evidente come un prodotto rivolto ai più piccoli rischi di usare le scritte minuscole come foglia di fico per coprire atteggiamenti “furbi”.

Col Wi-fi spariscono
Interessante, inoltre, segnalare come basti connettersi a una rete Wi-fi e ripetere la stessa procedura, per vedere spuntare sotto lo stesso video di Peppa Pig, non più la pubblicità di un servizio a pagamento da attivare con un doppio click ma uno spot più tradizionale, che non propone abbonamenti a servizi premium. Perché questa differenza?
Perché i servizi a doppio click sono fatti per attivare il pagamento automatico solo se si è connessi via rete internet mobile. Un sistema intelligente, anche se qualcuno preferirebbe usare la parola “furbo”.
Meccanismi, questi, che fanno pensare agli acquisti in-app: sono i giochi su smartphone pensati per i più piccoli, che arrivati a un certo livello di difficoltà propongono di acquistare dei vantaggi per superare gli ostacoli. Tanti genitori si sono accorti di importanti cifre mancanti dalla carta di credito collegata all’account sullo smartphone quando era troppo tardi.
Negli Usa, Google è stata condannata a rimborsare per 19 milioni di dollari tutti gli utenti che avevano subito questi acquisti contro la loro volontà. Ma come si vede dai casi segnalati qui, i trucchi per approfittare dei bambini continuano: tanto, pagano sempre mamma o papà.

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