mercoledì 2 agosto 2023

Annalisa: Mon Amour

 

Cardinale Zuppi: impegno dei cattolici antidoto alle tossine della democrazia

 


da: https://www.avvenire.it/

tratto dalla prolusione del cardinale Zuppi al convegno in celebrazione dell’80esimo anniversario del Codice di Camaldoli

“Camaldoli vuol dire più di mille anni di storia spirituale e monastica, che parla ancora attraverso il monastero, l’eremo e persino i boschi in cui sono immersi. Mi piace ricordare due figure di monaci camaldolesi, entrambi priori generali, cui tanto deve la riforma di Camaldoli prima e dopo il Concilio, che mi sono stati cari: il padre Anselmo Giabbani e il padre Benedetto Calati. Il Codice ha preso il nome da questo luogo, spirituale e pieno di tanta umanità, dove non si scappa dal mondo ma si entra nelle pieghe profonde della storia.

[..] Il Codice nacque in uno dei momenti più bui della lunga notte della guerra. Dobbiamo constatare che la pace non è mai un bene perpetuo neanche in Europa. Questa consapevolezza dovrebbe muoverci a responsabilità e decisioni! Anche allora c’era un Papa che – come oggi Francesco – parlava senza sosta di pace: Pio XII. Perché la posizione dei Papi del Novecento – tutti - è farsi carico del dolore della guerra, cercando in tutti i modi vie di p ace, curando le ferite dell’umanità e favorendo la soluzione dei problemi. Pio XII credeva nella pace e si pose con forza il problema del “dopo”: ricostruire la società e l’ordine internazionale. Lo fece tra l’altro attraverso i discorsi e i radiomessaggi, nei quali indicò il grande obiettivo: cercare la pace come fondamento di una convivenza civile liberata dall’odio e dai conflitti. Una grande costruzione collettiva, cui i cattolici – insieme a tanti altri – dovevano mettere mano da subito.

Tommaso Cerno: La faida di cittadinanza

 


da: https://www.lidentita.it/la-faida-di-cittadinanza/

Chi la pensa come il governo è felice, perché riteneva il reddito di cittadinanza applicato così iniquo, perché riteneva favorisse le truffe e disincentivasse il lavoro in alcune fasce della popolazione. Chi invece ha votato contro grida allo scandalo e scende in piazza. Si chiama democrazia. E lascia, mi sia permesso, il tempo che trova. Perché nel Paese dove il reddito ha cittadinanza con regole nuove, e ad avere cittadinanza con regole vecchie è lo scontro politico, sembra quasi che il futuro dell’Italia, l’aiuto a chi ha di meno, gli incentivi al lavoro, le politiche per la nuova occupazione passino attraverso il titolo di una legge. Ma non stanno così le cose.

Non è il reddito di cittadinanza in quanto tale, come non è la sua abolizione la ragione per cui questo Paese dimostrerà di funzionare meglio o peggio di prima. E non è nemmeno la ragione per cui un certo numero di persone staranno meglio o peggio di prima. Quello che dobbiamo ritrovare è il senso profondo delle politiche, che hanno bisogno certo di un titolo per rendersi comprensibile agli elettori, ma soprattutto come i temi alla scuola di uno sviluppo. E lo sviluppo deve appena cominciare. Perché il governo ha giocato tutto su due parole.

Marco Travaglio: Visibilia Viva

 


da: Il Fatto Quotidiano

Siamo molto preoccupati per Giorgia Meloni. E non per quisquilie come la rivolta dei poveri senza più Reddito, il crollo del Pil, il boom di bollette, inflazione e benzina, le gaffe e le chiome del fidanzato-mezzobusto: a questo e a molto altro c’è rimedio. Ma per l’unico guaio davvero irreparabile e definitivo che sta per investirla, ben più letale dei cambiamenti climatici e a prova di negazionisti: Renzi nella maggioranza

I cimiteri della politica sono lastricati di lapidi degli altri sventurati premier che ebbero in sorte anche solo un fugace contatto con la mortifera e pestilenziale presenza: Letta, a cui bastò il tweet “Enrico stai sereno” per schiantarsi dopo 9 mesi; Conte, del cui secondo governo il nostro fu l’ideatore e poi il killer; Draghi, che mai riuscì a liberarsi dello stigma di essere salito a Palazzo Chigi grazie a lui e infatti perse tutto, il Quirinale e poi il governo; e Salvini, che dal Papeete rovesciò Conte per prenderne il posto con “pieni poteri” quand’era in love col Rignanese e ne fu fregato. Senza dimenticare il Renzi medesimo, che si autosterminò portandosi rogna da solo col geniale referendum e, già che c’era, rase al suolo anche il Pd di cui era anche segretario. Alla lista delle vittime s’è aggiunto ultimamente il povero Calenda, l’ultimo allocco a mettersi in casa l’impiastro.

Milena Gabanelli: Padre Pio, debiti e clientele dell’ospedale del Vaticano

 


 

da: https://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/

Diceva il Papa nell’Angelus di domenica 11 luglio 2021 dal Policlinico Gemelli, dov’era ricoverato: «Anche nella Chiesa succede a volte che qualche istituzione sanitaria, per una non buona gestione, non va bene economicamente, e il primo pensiero che ci viene è venderla. Ma la vocazione, nella Chiesa, non è avere dei quattrini, è fare il servizio, e il servizio sempre è gratuito». Sacrosante parole, ma concentriamoci sulla malagestione: le sue conseguenze ci riguardano tutti come pazienti. Nella quasi totalità dei casi un ospedale meglio è gestito migliori cure può offrire e così i soldi non vengono buttati al vento. E viceversa: il principio dimostrato nel Dataroom dello scorso maggio per gli ospedali pubblici (qui) non può che valere anche per i privati accreditati con il servizio sanitario nazionale. Papa Francesco non fa nomi, ma il più vaticano degli ospedali italiani è la Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo (Foggia), altrimenti conosciuta come l’ospedale di Padre Pio visto che lo fonda proprio il Santo nel 1956. È l’unico insieme al Bambin Gesù a essere controllato direttamente dalla Santa Sede e fa capo a una Fondazione di diritto canonico che, recita il suo statuto, «ha lo scopo principale … di dare ospitalità e assistenza, religiosa e sanitaria, agli ammalati ed ai pellegrini …». Nel 2022 in una masseria a pochi km da San Giovanni Rotondo, monsignor Nunzio Galantino, presidente dell’Apsa, il dicastero a capo del patrimonio immobiliare e finanziario del Vaticano comprese le mura dell’ospedale pugliese, ammonisce i gestori dell’Opera di Padre Pio in una riunione riservata: «Occorre cambiare passo, ripristinare la credibilità e l’aspetto reputazionale, cercando la soluzione a questa vicenda che ha prodotto solo frutti amari che la Santa Sede non può permettersi». E qualche mese fa, ancora il Papa, manda un messaggio che suona così: aiutatevi da soli, i buchi di bilancio non saranno coperti con i soldi dei fedeli.

domenica 16 luglio 2023

La Russa Jr: Gioacchino Genchi “Tutto è rintracciabile anche ciò che si cancella”

 


da: Il Fatto Quotidiano – di Andrea Cottone

“Tutto è rintracciabile, anche ciò che si cancella”

Gioacchino Genchi, “l’uomo dei telefoni”, è un’autorità in tema di indagini sui cellulari. Ex consulente delle procure di mezza Italia, per lui Berlusconi coniò la dicitura del “più grande scandalo della Repubblica”. Ma ogni accusa nei suoi confronti è caduta nel nulla ed è stato infine reintegrato in polizia con tanto di rimborso da parte dello Stato. Oggi fa l’avvocato.

Cosa si può ricavare dal telefono sequestrato?

Ormai lo smartphone costituisce la “scatola nera” della nostra vita, possono cogliersi elementi importantissimi per l’accertamento del reale svolgimento dei fatti. Proprio per questo l’immediata acquisizione e l’analisi degli smartphone è fondamentale, specie ove si consideri la volatilità dei dati informatici, come immagini, video, chat e email, che possano essere anche involontariamente alterati.

Perché, secondo lei, non hanno sequestrato subito il telefono di La Russa jr?

lunedì 12 giugno 2023

Paolo Madron: Silvio Berlusconi morto, la trasformazione di un Paese e una mesta uscita di scena

 


da: https://www.tag43.it/

Con la morte di Berlusconi se ne va l’uomo che ha stravolto di più la politica, l’economia e l’immaginario collettivo dell’Italia, che a lui deve una mutazione antropologica. Lascia un impero mediatico pieno di dubbi e un partito che sparirà con lui. Maestro dei folgoranti inizi, poteva ritirarsi e restare padre nobile della destra. Ma ha cercato il mito dell’eterna giovinezza.

Silvio Berlusconi non c’è più. E la notizia della morte, per altro anticipata dal continuo aggravamento delle sue condizioni di salute, è qualcosa cui si stenta a credere. Perché il Cavaliere aveva costruito una buona parte della sua narrazione sulla compiaciuta mitologia del suo essere immortale, perché comunque la si giudichi la sua figura ha condizionato gli ultimi cinquant’anni della vita pubblica. Prima come imprenditore rampante, poi come politico. Infine dal 1994, anno della sua discesa in campo, come politico-imprenditore.

Berlusconi è stato ispiratore, vittima, innovatore, narciso

Molto su di lui è già stato scritto, molto detto, e ancora se ne scriverà negli anni a venire. Perché la biografia di Silvio ha le prerogative dell’interminabilità. Perché l’uomo ha inciso non solo sull’economia e poi sulla politica, ma pure sull’immaginario collettivo di un Paese che a lui deve una mutazione antropologica. Dal quartiere modello di Milano due al partito azienda, nulla della vita pubblica di questo Paese è rimasto immune dalla sua impronta. Giocata con grandissima abilità su più registri: ispiratore, vittima, custode come nessuno mai del suo personale tornaconto, innovatore, narciso fino a rasentare la parodia di se stesso.

mercoledì 7 giugno 2023

Il Btp Valore. Arriva il nuovo titolo del Tesoro, solo che non è nuovo (e nemmeno patriottico)

 


da: Il Fatto Quotidiano – di Beppe Scienza Twitter @beppescienza

Dal 5 giugno 2023 inizia il collocamento del Btp Valore 2023-27, un buono poliennale del Tesoro che da settimane viene presentato come una grande occasione e come una novità, spesso con toni patriottardi. Discorsi stucchevoli, perché in realtà non ha nulla di innovativo. Ancor meno qualcosa di patriottico, visto che uno straniero può benissimo sottoscriverlo senza dover fare professione di italianità.

La sua struttura non è nuova. Già coi Btp Futura il Tesoro sperimentò la formula dei tassi d’interesse fissi ma crescenti, con esiti infelici per i risparmiatori. Le quattro emissioni, sottoscritte a 100 euro, valgono ormai solo dagli 86 ai 69 euro. Il Fatto Quotidiano aveva subito messo in guardia dai rischi che si correvano. Ora la durata è più breve, ma comunque è pochissimo rilevante l’incremento del tasso annuo delle cedole: 3,25% per i primi due anni e 4% per terzo e quarto, sempre lordi.

Il mercato valuterà questo titolo grosso modo come un normale Btp al 3,625% costante per quattro anni. I tassi crescenti sono una caratteristica più significativa quando, come per i buoni fruttiferi postali, sono abbinati al diritto al rimborso al prezzo di sottoscrizione. Di regola i Btp non concedono ai risparmiatori tale diritto, tecnicamente denominato put option.

Osip Ėmil’evič Mandel’štam: Mi lavavo all’aperto che era notte

 


Mi lavavo all’aperto ch’era notte;

di grezze stelle ardeva il firmamento.

Il loro raggio è sale a fior d’ascia; la botte

colma, orli rasi, ghiaccia e si rapprende.

La porta del cortile è ben sprangata;

dura è la terra, secondo coscienza.

Rintraccerai a stento piú puro ordito della

verità d’una tela di bucato.

Massimo Fini: Le tasse sono “pizzo di Stato”, allora chiamate la Wagner

 


da: Il Fatto Quotidiano

“Le tasse sono un pizzo di Stato”. Questa affermazione se fatta da un comune cittadino integra il reato di vilipendio della Repubblica, delle Istituzioni e delle Forze armate, delle Assemblee legislative, del governo, della Corte costituzionale, dell’Ordine giudiziario (art. 290 c.p). Questo vilipendio si porta dietro a cascata il vilipendio alla Nazione e alla bandiera. Tutti reati, per altro di derivazione fascista, da cui fu sommerso, a suo tempo, Umberto Bossi.

Ma qui non siamo in presenza di un comune cittadino, ma della premier Giorgia Meloni che rappresenta la più alta carica dello Stato dopo quella del presidente della Repubblica (nella fattispecie il traballante Mattarella, un ottantenne che sembra un Joe Biden italiano con idee ancor più confuse perché di recente, equivocando sulla Dichiarazione di indipendenza americana del 1776, ha anfanato di un inesistente “diritto alla felicità”). Meloni quindi non solo vilipende se stessa, ma si delegittima con le sue proprie mani (ma sarebbe meglio dire bocca). Quindi se quello che dice Meloni è vero, e non c’è motivo di dubitarne, noi viviamo in uno Stato criminale e mafioso. Mi spingerei a dire che Meloni vilipende anche la mafia, che è un’organizzazione seria e che per lo meno non si maschera dietro lo Stato di diritto.

Diodato: Occhiali dal sole

 

giovedì 1 giugno 2023

Il vero Pizzo di Stato è il sostituto di imposta per dipendenti e pensionati

 


Ha detto bene Bersani a ‘Otto e mezzo’.

“Meloni dice che le tasse sono ‘pizzo di stato’? Allora togliamo il sostituto di imposta per i lavoratori dipendenti.

Non è possibile un’affermazione del genere. Io credo che si siano sentiti insultati tutti quelli che il pizzo sono obbligati a pagarlo."

Chiamarlo insulto è persino un eufemismo. Quindi. Sai che ti dico Giorgia. Userò anch’io un eufemismo: vaffanculo.

Verrà il momento in cui lo prenderai in quel posto lì. Come molti di quelli che ti hanno preceduto.

Bocconiani in guerra: il duo Boeri-Perotti attacca Giavazzi sul Pnrr

 


Al confronto con i bocconiani i Medici e i Pazzi erano pervasi da infinito e duraturo amore…


da: https://www.tag43.it/ - di Andrea Muratore 

 

 

Poche categorie sono più litigiose dei giornalisti, ma una non teme in questo senso rivali: quella degli economisti. Da diverse settimane su Corriere della Sera e Repubblica sta andando in scena un vero e proprio braccio di ferro tra alcuni dei più noti cattedratici del Paese appartenenti, è questo il punto, allo stesso ateneo: la Bocconi.

Pnrr e asili nido, Boeri e Perotti contro Giavazzi

All’Università Bocconi di Milano sono tre i duellanti: da un lato, Francesco Giavazzi, già editorialista del Corsera, docente in America, il liberista è stato super-consulente e stratega delle nomine dell’ex premier Mario Draghi. Dall’altro, Tito Boeri e Roberto Perotti. Studiosi di macroeconomia e politiche pubbliche, sono da tempo firme di Repubblica per la quale curano una rubrica settimanale d’economia e finanza. L’oggetto del contendere è il Pnrr, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, su cui da tempo i due bocconiani hanno iniziato a cannoneggiare mettendo in dubbio le capacità di chi il Pnrr lo ha scritto. Cioè lo staff economico di Draghi, ergo Giavazzi.

Quest’ultimo, dalle colonne del Corriere della Sera, ha più volte difeso la scelta di Giorgia Meloni di spendere fino all’ultimo euro del Pnrr. In continuità con il caveat di Mario Draghi sul tema. «L’Italia ha voluto prendere troppi soldi, e ora non sa come spenderli efficacemente»,

Il sistema bancario italiano: Le mire espansionistiche di Fabrizio Palenzona

 

Chi ha rifiutato di prendersi Mps non ha fatto una bella fine. In senso manageriale. Cioè quello che si credeva un numero uno e non lo è mai stato: Victor Massiah. Ergo: BPM farebbe bene a prendere Mps…altrimenti…se non finirà in pancia a Unicredit finirà in quella francese. Il Credit Agricole.  

 

Le mire espansionistiche di Fabrizio Palenzona nel risiko bancario

da: https://www.tag43.it/ - di Sebastiano Venier  

 


Una marcia quasi inarrestabile. Dove vuol arrivare Fabrizio Palenzona? Il neopresidente della Fondazione Crt sarà alla guida anche della Consulta delle Fondazioni di origine bancaria del Piemonte e della Liguria. L’elezione è avvenuta nei giorni scorsi all’unanimità dall’assemblea dei soci che riunisce: la Fondazione Compagnia di San Paolo, le Fondazioni Cr Torino, Cuneo, Alessandria, Asti, Biella, Fossano, Saluzzo, Savigliano, Tortona, Vercelli per il Piemonte; le Fondazioni Carige, Carispezia e Agostino De Mari-Savona per la Liguria. «Uniamo le forze, perché abbiamo tutti lo stesso obiettivo e lo stesso dovere di offrire il miglior servizio ai territori, valorizzando le risorse che derivano dalla fatica, dal lavoro e dai risparmi delle comunità che ci hanno preceduto», ha detto il presidente Palenzona, ringraziando i colleghi presidenti delle Fondazioni piemontesi e liguri. «Un tema che ci unisce», ha proseguito Palenzona, «è certamente il disagio giovanile, la povertà educativa e di prospettiva di molti bambini e ragazzi in età scolastica e delle loro famiglie: abbiamo l’esigenza di dare risposte immediate alle disuguaglianze per riattivare l’ascensore sociale e offrire opportunità a chi non ne ha». Parole sagge.

Il camionista di Tortona sta esercitando tutta la sua influenza

mercoledì 31 maggio 2023

Clive Staples Lewis (C.S. Lewis): Diario di un dolore

 


Non che io sia in pericolo (mi sembra) di smettere di credere in Dio. Il vero pericolo è di arrivare a credere di Lui queste cose orribili. La conclusione che pavento non è: <Dio, dunque, non esiste>, ma: <È questa, dunque, al di là di ogni illusione, la vera realtà di Dio>.

[..] Una risposta, fin troppo facile, è che Dio sembra assente nel momento del nostro maggior bisogno appunto perché è assente, perché non esiste. Ma allora perché sembra così presente quando noi, per dirla con franchezza, non Lo cerchiamo?

[..] All'inizio mi atterriva l"idea di ritornare nei posti dove H. e io siamo stati felici: il nostro pub preferito, il nostro bosco. Ma ho deciso di farlo subito: come quando si rimanda in servizio un pilota che ha appena avuto un incidente di volo. Con mia sorpresa, non è successo nulla. La sua assenza non è piena insistente in quei luoghi che altrove. Non è un'assenza localizzata. Se ci venisse proibito il sale, probabilmente non ne sentiremmo la mancanza più in una pietanza che in un'altra. Tutto il cibo sarebbe diverso, ogni giorno, ad ogni pasto. Ora è lo stesso. È l'atto di vivere che è diverso in ogni momento. La sua assenza è come il cielo: si stende sopra ogni cosa.

Massimo Ranieri e Noemi: L’amore si odia

 

‘Tutti i sogni ancora in volo’ – prima puntata 26 maggio 2023

Un duetto meraviglioso. E complimenti a Duccio Forzano per il piano sequenza. Una scelta perfetta per raccontare questo brano interpretato da Noemi e Massimo Ranieri