domenica 6 maggio 2018

Aldo Grasso: La Rai dei 5 Stelle e le picconate di Anzaldi



Ma ci sono o ci fanno? Luigi Di Maio invia questa lettera ai suoi parlamentari: «Nelle ultime ore abbiamo saputo che sono di nuovo partite le richieste ai Tg Rai di fare servizi contro di noi. Negli ultimi 50 giorni ci avevano trattato con i guanti bianchi perché avevano paura che andassimo al Governo e sostituissimo i direttori. Lo faremo molto presto grazie a una legge finalmente meritocratica».
Meritocrazia è parola grossa, se si pensa al curriculum di Di Maio. Sostituzione o spoils system, invece, è pratica antica, anche per gli ultimi arrivati, essendo da sempre la Rai considerata bottino di guerra.

Chi si erge a difesa di Viale Mazzini? Il nostro picconatore preferito, l’immarcescibile Michele Anzaldi del Pd, che se la prende con i grillini per la loro «bulimica foga spartitoria». Anzaldi? Sì, proprio lui, l’uomo che giorno dopo giorno ha attaccato l’ex dg della Rai Antonio Campo Dall’Orto, fino
a costringerlo alle dimissioni, l’uomo che ha chiesto le dimissioni di Massimo Giannini, reo di essersi occupato del caso Boschi. E meno male che Anzaldi era quello che gridava «via le mani dei partiti dalla Rai».
Quando si comincia a epurare c’è sempre uno più puro che ti epura. Fuori i partiti dalla Rai? Forse la soluzione più onorevole sarebbe quella di mettere fuori la Rai dai partiti. Si chiama privatizzazione.

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