da: Il Fatto Quotidiano
Il patto per confermare i
vertici di Eni, Enel e Poste
Il
nuovo premier è il garante della stabilità. Saranno confermati i vertici degli
enti: anche di quello petrolifero, nonostante l’inchiesta sull’ad Descalzi. Fuori
Moretti (Finmeccanica) a rischio condanna.
di
Stefano Feltri e Carlo Tecce
C’è chi dice che sia stato prodotto anche un
documento, un “patto Gentiloni” con tutti i nomi, parte cruciale del processo
di scelta del nuovo premier. Ma quello che conta è la sostanza: il nuovo
assetto politico ha un esito quasi inevitabile, la riconferma dei principali capi
azienda delle società controllate dallo Stato, soprattutto Eni, Enel e Poste. Paolo
Gentiloni è il garante di uno status quoche si regge su equilibri addirittura rafforzati
dal provvisorio passo di lato di Matteo Renzi.
In primavera scadono i vertici delle
partecipate pubbliche nominati dall’ex premier nel 2014, con una sorprendente rottura
rispetto alla linea concordata da un altro premier transitorio, Enrico Letta
che, proprio come Gentiloni, avrebbe dovuto essere il garante della continuità.
