Pensieri su ciò che ci circonda. Media, politica, attualità, libri, film e quant’altro.
venerdì 30 settembre 2016
Siria, Aleppo: genocidio, da sei anni i bambini vivono in un incubo
da: Il Fatto Quotidiano
Siria,
Unicef: “Ad Aleppo numeri da genocidio. Da sei anni bambini intrappolati in un
incubo”
Solo
in una settimana 96 bimbi uccisi e 223 feriti. Il sistema sanitario è al
collasso. Per Justin Forsyth, vice direttore generale dell'organizzazione,
"non ci sono parole per descrivere le sofferenze che stanno vivendo"
“I bambini di Aleppo sono intrappolati in
un incubo”. Secondo le ultime cifre fornite dall’Unicef sono almeno 96 le giovani vittime e 223 i
feriti da venerdì scorso. “E’ un calvario disumano che dura da sei anni, dove
sono morti bambini innocenti nell’indifferenza mondiale” ha dichiarato Andrea
Iacomini, portavoce di Unicef Italia. Ad essere colpita è la parte orientale
della città, che è in mano agli insorti, dove vivono – secondo stime dell’Onu –
circa 300mila civili. Il sistema sanitario è al collasso: sono disponibili
solamente 30 medici e ci sono pochissime attrezzature per curare i feriti.
La situazione è diventata tragica. Un
medico sul campo ha dichiarato come i bambini con poche possibilità di
sopravvivenza troppo spesso vengono lasciati morire perché le scorte sono poche
e limitate. “Niente può giustificare un tale violenza sui bambini e una tale noncuranza del valore della vita
umana. La sofferenza e il suo impatto sui bambini è sicuramente la cosa peggiore
che
Matteo Renzi: Il ponteggiatore abusivo
da: https://ilsimplicissimus2.com/
Il
ponteggiatore abusivo
di Anna
Lombroso
Povero Renzi. Ma allora è proprio come noi.
Ma allora ha anche lui i suoi esattori che gli stringono la cravatta intorno al
collo. per carità ha le sue colpe, chissà cosa avrà promesso, chissà che
spacconate, proprio come il padre putativo: non vi dovete preoccupare, ghe
pensi mi, vi ho dato la variante, vi ho dato la Tav, vi dò gli attraversamenti
di Firenze, vi dò qualche autostrada. E qualcosa dal terremoto si tirerà fuori,
state tranquilli. Ma poi c’è il boccone più ghiotto: le Olimpiadi, e se non
accettano la candidatura, meglio, tanto si sa che il guadagno vero è quello del
“prima” che arriva in tasca senza fare niente.
Invece, niente, gli hanno rotto le
uova nel paniere, lo hanno convocato proprio come i Padrini, alla cerimonia del
genetliaco Salini-Impegilo e lui cosa doveva fare? per paura che
gli spezzino le gambe cui tiene di più, quelle della poltrona, ha tirato fuori
la solita baggianata briccona, la solita patacca, come i giocatori che dicono
ai cravattari che hanno un sistema sicuro, quel Ponte, che andrebbe bene anche
per festeggiare un altro compleanno celebre, il 29 settembre, quello del grande
suggeritore che a quel sogno visionario, a quella piramide in vita non ha mai
rinunciato. E sulla cui realizzazione deve aver anche lui giurato con
mercoledì 28 settembre 2016
Come si legano premiership, Ponte sullo Stretto e referendum costituzionale
da: http://formiche.net/ -
di Michele Arnese
Chi aveva sperato nella spersonalizzazione
del referendum costituzionale da parte del premier Matteo Renzi, sarà rimasto
deluso dalle ultime esternazioni e dagli ultimi atti del presidente del
Consiglio.
Alla festa per i 110 anni del gruppo Salini-Impregilo,
la società che doveva costruire il Ponte sullo Stretto di Messina, Renzi
ha berlusconianamente evocato la necessità dell’opera pubblica, per decenni
sbertucciata da tutte le sinistre possibili.
I renziani doc diranno che nulla di
veramente nuovo ha detto il premier, visto che lo stesso Renzi di recente aveva
sposato la causa del Ponte, facendo gongolare chi all’interno della maggioranza
di governo, come Area Popolare, da sempre appoggia la costruzione
dell’infrastruttura.
Ma gli anti renziani fanno notare come
Renzi abbia condito la frase odierna con stime da 100mila nuovi posti di lavoro
in Calabria e Sicilia grazie alla realizzazione del Ponte: ossia un mezzo
propagandistico – secondo i critici – per raccogliere consensi verso il governo
e corroborare indirettamente i sì al referendum costituzionale del 4 dicembre.
venerdì 23 settembre 2016
Pier Paolo Pasolini: Alla mia nazione
Non
popolo arabo, non popolo balcanico, non popolo antico
ma nazione vivente, ma nazione europea:
e cosa sei? Terra di infanti, affamati, corrotti,
governanti impiegati di agrari, prefetti codini,
avvocatucci unti di brillantina e i piedi sporchi,
funzionari liberali carogne come gli zii bigotti,
una caserma, un seminario, una spiaggia libera, un casino!
Milioni di piccoli borghesi come milioni di porci
pascolano sospingendosi sotto gli illesi palazzotti,
tra case coloniali scrostate ormai come chiese.
Proprio perché tu sei esistita, ora non esisti,
proprio perché fosti cosciente, sei incosciente.
E solo perché sei cattolica, non puoi pensare
che il tuo male è tutto male: colpa di ogni male.
Sprofonda in questo tuo bel mare, libera il mondo.
ma nazione vivente, ma nazione europea:
e cosa sei? Terra di infanti, affamati, corrotti,
governanti impiegati di agrari, prefetti codini,
avvocatucci unti di brillantina e i piedi sporchi,
funzionari liberali carogne come gli zii bigotti,
una caserma, un seminario, una spiaggia libera, un casino!
Milioni di piccoli borghesi come milioni di porci
pascolano sospingendosi sotto gli illesi palazzotti,
tra case coloniali scrostate ormai come chiese.
Proprio perché tu sei esistita, ora non esisti,
proprio perché fosti cosciente, sei incosciente.
E solo perché sei cattolica, non puoi pensare
che il tuo male è tutto male: colpa di ogni male.
Sprofonda in questo tuo bel mare, libera il mondo.
giovedì 22 settembre 2016
Legge elettorale Italicum: il mostro non è mite
“Chi
dice che è più o meno così anche nelle altre democrazie, grazie a sistemi
maggioritari o presidenziali, mente sapendo di mentire. Nella grande
maggioranza degli stati europei vigono sistemi proporzionali, più o meno
corretti”
“..Oggi
si rischia qualcosa di molto peggio: un presidenzialismo di fatto, ma senza
neppure il bagno democratico dell’investitura popolare e senza alcun sistema di
checks and balances”.
da: http://www.glistatigenerali.com/
- di
Luciano Belli Pace
Che la legge elettorale partorita dal patto
del Nazareno sia un po’ mostruosa, nel senso di Frankenstein, lo riconoscono
anche i più benevoli: è una miscela di maggioritario e proporzionale, di turno
unico e ballottaggio, di preferenze e liste di nominati.
Molti però si stanno affannando con
cortigiano realismo a spiegare che, benché difettosa, è un “bicchiere mezzo
pieno”, soprattutto se confrontata con la sua versione primitiva, che era un
modello tra il turco e la pirateria.
Ma il fatto che si siano scongiurati ancor
più arditi esperimenti in corpore vili non può impedirci di vedere che il
mostro non è per nulla mite.
Il
Porcellum portato alle estreme conseguenze.
L’aspetto più velenoso del Porcellum del 2005 non era la presenza dei,
pur gravissimi, meccanismi incostituzionali condannati dalla sentenza n°
1/2014 della Consulta (l’abnorme premio di maggioranza e le liste bloccate), ma
era il disegno di fondo che mirava a determinare un radicale cambiamento della forma di governo con legge ordinaria,
appunto la riforma elettorale, senza formalmente riformare la Carta
fondamentale con le garanzie dell’art. 138.
Col Porcellum si dava vita di fatto
all’elezione diretta del governo e del suo premier, addirittura ostentata con
l’obbligo per le coalizioni di indicare un capo politico.
Però c’era un baco, dolosamente inserito
dai suoi stessi autori con interessata prudenza: la netta differenziazione tra i sistemi maggioritari della Camera e del
Senato rendeva assai probabile che il vincitore non arrivasse ad un
controllo pieno di entrambi i rami del parlamento, come difatti si è
puntualmente verificato sia in questa legislatura sia nelle due precedenti.
Il combinato
disposto dell’Italicum e della demolizione del bicameralismo, eliminando il
baco, porta invece quel disegno al suo pieno compimento e lo fa senza alcuna
inibizione, all’insegna del dogma qualunquista
mercoledì 21 settembre 2016
Libia, le rischiose ‘furberie’ italiane
da: Il Fatto Quotidiano - di
Guido Rampoldi
Tutte le guerre del petrolio sono
giganteschi intrighi internazionali nei quali i protagonisti recitano con una
maschera sul volto, per nascondere il proprio ruolo e le proprie intenzioni. Il
caotico conflitto in Libia non fa differenza, e questo spiega perché, ieri sera,
non era affatto agevole capire se il rapimento dei tre tecnici occidentali, due
italiani e un canadese, sia opera di predoni che agiscono in
proprio o di fondamentalisti che intendono punire la scelta italiana di
inviare duecento militari a Misurata; se sia il prodotto di
un’anarchia militare che ormai contagia anche il sud e le regioni di confine
con l’Algeria oppure nasconda un’operazione coperta di chi vuole estromettere
l’Italia dalla partita.
Nella speranza che le prossime giornate
fughino ogni dubbio, quel che è necessario, adesso e in futuro, è la chiarezza.
Senza la quale rischiamo di ripetere la disastrosa avventura che fu la
precedente guerra di Libia, nella quale governo, Parlamento e media non
trovarono di meglio che accodarsi a Sarkozy e avallare, insieme alle sue
clamorose menzogne, un intervento militare demenziale, da cui per giunta Parigi
voleva ricavare vantaggi a scapito degli interessi italiani. La settimana scorsa il Parlamento
britannico ha sfornato un rapporto che decostruisce quel conflitto e critica
senza mezzi termini il ruolo che
martedì 20 settembre 2016
Legge elettorale Italicum: la Corte Costituzionale decide di…non decidere
da: Il Manifesto
La
Corte si rimette al popolo
Italicum.
Rinviato il giudizio sulla legge elettorale. Il referendum deciderà anche su questo.
La maggioranza dei giudici costituzionali convince il presidente Grossi alla
retromarcia. L'inevitabile bocciatura sarebbe stata un colpo troppo forte per
il governo
di Andrea
Fabozzi
Meglio non decidere: la Corte Costituzionale ha rinviato l’udienza del 4 ottobre
sull’Italicum. Una mossa tutta politica, nascosta dietro la volontà di non interferire con il calendario politico,
e cioè con il referendum costituzionale.
La data del referendum – 27 novembre o 4
dicembre – sarà finalmente comunicata dal governo lunedì. Ma a questo punto il
giudizio degli elettori sulla nuova costituzione dovrà prescindere dal giudizio
dei giudici sull’altra gamba delle riforme renziane, la legge elettorale.
La prevedibile
bocciatura alla vigilia del voto sarebbe stata un colpo
X Factor 10, prima puntata audizioni: rivelazione Manuel Agnelli
da: http://www.huffingtonpost.it/
X
Factor 10: prima puntata di audizioni. Rivelazione Manuel Agnelli: "Non
devo fare il maledetto. Lo sono"
di Alessandro
Buttitta
Astronauti del sogno, artisti di strada
dalla voce immensa, diciottenni dal talento cristallino e due nuovi giudici,
Alvaro Soler e Manuel Agnelli, che debuttano alla grande. La prima serata della
decima stagione di “X-Factor”, che ha visto tra i suoi protagonisti anche
Gianni Morandi, non delude tra sorrisi, qualche lacrima e tanta ottima musica.
Ecco quanto successo alle audizioni:
La rivelazione Manuel Agnelli – “Sono
indipendente dalla scena mainstream e indipendente dalla scena indipendente.
Non devo fare il maledetto. Lo sono”.
Si presenta così Manuel Agnelli, il giudice più atteso di questa edizione,
l’erede designato di Morgan. Il leader degli Afterhours non delude: disgustato
quanto basta quando vede concorrenti improbabili sul palco,
Dio ti vede, Putin anche
da: http://www.lettera43.it/
Putin
vince ancora, analisi di una democrazia-regime
Lo zar ottiene i 2/3 dei seggi in
Russia. Tra bassa affluenza, solite infrazioni,
mancanza di opposizione. Da qui alle Presidenziali del 2018 la strada è
spianata.
di Stefano
Grazioli
I russi, quelli che sono andati a votare, hanno
scelto la stabilità. Che ha un nome preciso: Russia unita.
Il partito del presidente Vladimir Putin ha
conquistato come previsto la maggioranza alla Duma alle elezioni legislative
del 18 settembre 2016, ottenendo i due terzi dei seggi necessari per riformare
la costituzione.
A fargli compagnia ci saranno, come nel recente passato degli ultimi 15 anni, i partiti della cosiddetta ''opposizione sistemica'', vale a dire i comunisti di Gennady Zyuganov, i liberaldemocratici di Vladimir Zhirinovsky e i socialdemocratici di Sergei Mironov.
A fargli compagnia ci saranno, come nel recente passato degli ultimi 15 anni, i partiti della cosiddetta ''opposizione sistemica'', vale a dire i comunisti di Gennady Zyuganov, i liberaldemocratici di Vladimir Zhirinovsky e i socialdemocratici di Sergei Mironov.
A bocca asciutta tutti gli altri, vecchi e
nuovi soggetti politici, che ormai dal voto del 2003 sono spariti dal
parlamento.
LA NORMALITÀ DEI BROGLI. Nessuna novità: nemmeno la notizia di
lunedì 19 settembre 2016
Ciampi e inciampi
da: http://www.glistatigenerali.com/
- di
Davide Giacalone
Carlo Azeglio Ciampi era un pezzo (pregiato) di una cosa che
nell’Italia di oggi scarseggia: la classe dirigente. Formatasi in una
fase storica, successiva alla seconda guerra mondiale, in cui i contrasti,
anche ideologici, erano fortissimi, ma non per questo si smarriva il senso del
bene comune e degli interessi indisponibili dell’Italia. Quella fucina s’è spenta da tempo, con guasti che
si vedono a occhio nudo.
Avendo avuto Ciampi responsabilità di primo
livello e di diversa natura, è evidente che nelle cose da lui fatte ce ne sono
diverse che ciascuno può valutare
criticamente, in senso positivo o negativo. L’agiografia del defunto
rientra nelle tradizioni, ma si esaurisce in fretta. Quel che, però, non ha il
minimo senso, è vederlo descritto, nell’esaltazione o nella deprecazione, come
l’uomo che ci ha portati nell’euro, quando non nell’Europa. Bubbole senza
memoria.
L’euro
non nacque il giorno in cui cominciò a circolare la moneta unica, ma assai
prima. A battersi su quel fronte, allora, alla Banca d’Italia
venerdì 16 settembre 2016
Benedetto XVI: "Governare non è il mio forte ma non mi sento fallito"
da:
http://www.famigliacristiana.it/
Le
dimissioni, le riforme, il rapporto con il successore, la lobby gay in Vaticano
e il pensiero della morte. Ratzinger si racconta nel libro-intervista con Peter
Seewald "Ultime conversazioni": «Il governo pratico non è il mio
forte. Nessuno mi hai mai ricattato. Felice del mio successore, lui è l’uomo della
riforma pratica».
«Ho scritto io il testo della rinuncia»,
rivela Joseph Ratzinger, che sgombra anche il campo da ogni ipotesi di ricatto:
«Non si è trattato di una ritirata sotto la pressione degli eventi o di una
fuga per l'incapacità di farvi fronte. Nessuno ha cercato di ricattarmi. Non
l'avrei nemmeno permesso. Se avessero provato a farlo non me ne sarei andato
perché non bisogna lasciare quando si è sotto pressione. E non è nemmeno vero
che ero deluso o cose simili. Anzi - continua -, grazie a Dio, ero nello stato
d'animo pacifico di chi ha superato la difficoltà. Lo stato d'animo in cui si
può passare tranquillamente il timone a chi viene dopo». E
ancora: «Il governo pratico non è il mio forte
e questa è certo una debolezza. Ma non riesco a vedermi come un fallito». Sul
successore: «Francesco è l'uomo della riforma pratica e ha anche l'animo per
mettere mano ad azioni di carattere organizzativo».
giovedì 15 settembre 2016
Alla luce del sole: ricordo di padre Puglisi
da: http://unoenessuno.blogspot.it/
«Voi,
che siete abituati ad agire nell’ombra, se siete ancora uomini fatevi vedere
alla luce del sole».
A parlare così era un prete di periferia,
don Pino Puglisi, che invitava i boss che facevano il bello e il cattivo tempo
a Branciaccio, di uscire allo scoperto.
Non essere vigliacchi.
Dava fastidio alla mafia, don Pino perché
accoglieva nel suo oratorio i ragazzi di strada, togliendoli dalle mani dei
mafiosi.
Fu ucciso
nel giorno del suo 56° compleanno, il 15 settembre del 1993: rivolto ai due killer (Spatuzza e Grigoli)
disse semplicemente "vi aspettavo".
Sapeva a cosa andava incontro, nello
sfidare la mafia, nel non voler accettare l'omertà mafiosa.
In un’intervista a “Famiglia Cristiana” del
12.09.1999, raccolta da Francesco Anfossi, così Grigoli narra il proprio cambiamento:
«Lo
avvistammo in una cabina telefonica mentre eravamo in macchina. Andammo a
prendere l’arma. Toccava a me. Ero io quello che sparava. Spatuzza (un
componente del commando che lo uccise, ndr) gli tolse il borsello e gli disse:
padre, questa è una rapina. Lui rispose: me l’aspettavo. Lo disse
venerdì 9 settembre 2016
giovedì 8 settembre 2016
Renzi e il Referendum sulla riforma costituzionale: la personalizzazione, la spersonalizzazione, la mancetta….
Tutto ebbe inizio con il risultato del referendum costituzionale: “se non vince il sì, vado a casa”.
Poi ci furono le elezioni amministrative
nelle quali il PD, cioè il partito unico di Renzi, non brillò. I sondaggi non
erano così sbagliati, perché il risultato delle amministrative che il
proprietario del PD stabilì non essere un voto sul governo, dimostrarono un
ridimensionamento di tale partito con la perdita di comuni come Torino e Roma.
Poi ci fu il dopo elezioni amministrative (quelle
che non erano un voto sul governo), con il cambiamento del messaggio. Non più:
se non vince il “sì” me ne vado ma: ho sbagliato a personalizzare il voto.
Discutiamo sui contenuti, aggiunse la slide parlante di Renzi: la Boschi.
Ovviamente, nessun legame tra il risultato
del voto amministrativo e il cambiamento del messaggio.
Come, altrettanto ovviamente, non vi sarà
nessun legame tra la legge di stabilità e il voto degli italiani al referendum.
Vale a dire: Renzi non farà approvare dal Parlamento la legge di Stabilità
prima della data del voto al Referendum, né metterà nelle legge di Stabilità qualche
“mancetta” elettorale per “convincere” gli italiani a votare “sì” al referendum
approvando così la riforma Renzi-Boschi.
mercoledì 7 settembre 2016
Virginia Raggi, il consigliere Sammarco anziché il consigliere preferito dei politici (e di certi parenti…)
Certo che Virginia Raggi è proprio
inesperta. Incapace. Non come i suoi colleghi del PD, di Forza Italia, del
foruncolo di partito di Alfano.
Loro non avrebbero mai commesso certi
errori.
Franco Bechis: la verità su Raggi e Muraro
da: http://www.liberoquotidiano.it/
I fatti, innanzitutto. Paola Muraro,
assessore all'Ambiente della giunta municipale di Roma guidata da Virginia
Raggi dal 7 luglio scorso, risulta iscritta dal 21 aprile 2016 nel registro
delle indagini avviate dal pm romano Alberto Galanti in un fascicolo in cui
sono ricompresi più nomi e che ipotizza la violazione dell'articolo 256 del
Testo Unico Ambientale, "attività di gestione di rifiuti non
autorizzata".
La Muraro è iscritta insieme a dirigenti
dell'Ama - di cui era consulente - e di società private per la scelta ritenuta
non accompagnata dalle necessarie autorizzazioni di utilizzare per lo
smaltimento dei rifiuti della capitale un tritovagliatore del consorzio Colari.
La colpa della Muraro sarebbe quella di avere consigliato (era il suo mestiere,
dava consigli) quell'impianto che i pm ipotizzano non avesse le necessarie
autorizzazioni rispetto a un altro. Quando la Muraro è stata nominata
assessore, non era a conoscenza di quella indagine.
L'assessora sa invece di essere indagata
dal 18 luglio scorso, perché il suo avvocato ha compiuto un accesso agli atti
dopo che erano circolate prime indiscrezioni sulla stampa e soprattutto dopo
che erano evidenti accuse di
martedì 6 settembre 2016
Il “pasticcio” Raggi, la differenza tra M5S e i partiti esperti (de che?), il caso Pizzarotti...
Virginia Raggi è l’unica responsabile dei “pasticci” della sua giunta. Che abbia fatto scelte autonome o che abbia ceduto ai “suggerimenti” del direttorio del M5S, la responsabilità è sua. Detto questo, coloro che hanno sgovernato Roma per anni e che oggi stanno gongolando e dando lezioni alla Raggi e al M5S, hanno la faccia come il culo. Ma questo, lo sapevamo da tempo. Come hanno governato questi espertoni? Che hanno fatto di Roma questi “professionisti” che danno lezioni ai “dilettanti allo sbaraglio”.
Però è certo – e la cosa ha i suoi pro e
contro – che il M5S ha subito delle trasformazioni. Quell’”uno vale uno”
strombazzato è roba da intellettuali, filosofi e…………manipolatori. La realtà
sociale e politica italiana chiede un idealismo più realistico. La
partecipazione dei cittadini è cosa buona e giusta. Il coinvolgimento in fase
di proposta è cosa buona e giusta ma il momento delle azioni, delle decisioni,
non ha i tempi e i modi della consultazione popolare. E poi, non si può
prescindere da una delega. Tanto più è diffusa e costante la partecipazione
tanto meno prevale la delega. Ma non si
può prescindere da questa.
La delega è uno strumento democratico e di
gestione imprescindibile.
Mediaset, serie tv: Rosy Abate, lo spin-off di Squadra Antimafia (in caduta di interesse…)
Stanno girando lo spin-off di Squadra Antimafia che vedrà il ritorno in scena di Giulia Michelini, perché lo spin-off è appunto su Rosy Abate. E sta per andare in onda l’ottava stagione di Squadra Antimafia: senza Giulia Michelini e Marco Bocci.
Da quando è terminata la mediocre Squadra
Antimafia 7, in facebook, nelle pagine dedicate alla serie Taodue ci sono state
alcune “scaramucce”. Che nascono da una certa “rivalità”.
Capita che una pagina contatti o abbia
“conoscenze” con qualcuno che lavora sul set o sia contattata da qualche attore
che cerca di mantenere un interesse per una serie tv in caduta libera quanto a
qualità di sceneggiatura, regia, recitazione. Capita che altra pagina facebook
dedicata alla serie in questione sia delusa dall’andamento dell’ultima stagione
e, soprattutto, si aspettasse un diverso sviluppo della storia tra
Rosy-Domenico.
Capita che una pagina facebook “sostenga”
Squadra Antimafia 8 per via dei quei contatti e like che lusingano (?!), capita
che altra pagina facebook venga a conoscenza prima di altri dello spin-off
incentrato su Rosy Abate.
Apriti cielo………….il web, quanto a
“scaramucce” può essere il peggio del condominio. Un condominio virtuale che
non ha nulla da invidiare ai condominii di mattoni.
lunedì 5 settembre 2016
Siria, Omran è il volto dell’indignazione a rate dell’opinione pubblica
da: Il Fatto Quotidiano
Siria, Omran è il volto dell’indignazione
a rate dell’opinione pubblica
di
Shady Hamadi
Omran si tocca il viso, incredulo. Ha
cinque anni e forse non ha capito cosa è successo. E’ stato estratto dalle
macerie di casa sua, ad Aleppo, distrutta da un ennesimo bombardamento aereo russo,
uno di quei bombardamenti che qui, in Europa, in Italia, non vogliamo vedere,
né condannare. Aleppo, la Siria intera, è il metro della schizofrenia
occidentale: non si vede altro che l’Isis, si invoca il rispetto dei diritti
umani ma si sta silenti su tutto. Si ha paura, qui, in Europa, di condannare i
bombardamenti aerei che mietono più vittime del fondamentalismo; che
distruggono ospedali, infrastrutture e… vite. Si ha paura – perché non bisogna
schierarsi sui giornali o si perde di oggettività – di condannare i russi, il
governo siriano per crimini contro l’umanità.
Con il suo sguardo incredulo, spaesato, che
riassume l’abbandono e l’incomprensione che assediano i siriani, schiacciati da
un regime brutale e da un fondamentalismo che si nutre di questa repressione,
Omran è il simbolo
Beatrice Lorenzin, Fertility Day: “Permetti una parola, Beatrì?”….
da: http://www.linkiesta.it/it/
Lettera
aperta alla ministra Lorenzin, da parte di una donna che ha un anno in più di
sua mamma quando l'ha partorita
Ho 30 anni. Mia madre ne ha 60.
Mi
ha avuta più o meno alla mia età. Nel senso che mi ha avuta a 29 anni, quasi
30. Io ne ho 30, quasi 31. Potremmo concludere che mi ha avuta quando era più
giovane di me.
Mi
ha voluta. Molto. E io, che me la tiravo da prima ancora di venire al mondo, mi
sono fatta attendere per ben 2 anni. Non arrivavo. Eppure mia madre aveva 27
anni e mio padre 25 (sì, lei è stata un’antesignana del trend del Toy Boy).
Voglio dire, non erano dei matusa.
Mia
madre oggi ha 60 anni. E io ne ho 30. E ogni volta che c’è un infante nei
paraggi, i suoi occhi si illuminano. Emette voci strane. Sorride. Io la guardo
e penso che è in età nipotabile. Che sarebbe una gioia enorme per lei, se le
"regalassi" un nipotino. Che poi "mocca al regalo", si direbbe
dalle mie parti. Un kobo è un regalo, non un altro essere umano. Comunque, con
le femmine
Vietare il burkini?: certo che no……..
Polemica estiva dalla Francia: vietato
indossare il burkini in spiaggia. Coro di consensi.
La prima cosa che mi è venuta in mente è la
seguente: dovremo proibire le spiaggie alle suore?. Sì, perché per quanto abbiano
accorciato le vesti, messe calze chiare al posto delle scure, sono sempre più
coperte delle bagnanti in bikini.
La Francia è alla canna del gas, un
colabrodo per l’Isis e sta a pensare al burkini.
Vietare il burkini anche in Italia ? Ma per
favore. Parecchie italiane dovrebbero indossarlo per coprire certi corpi
sformati. Non robusti, non formosi. Sformati (che è altra roba). Certe sforme e incroci di cellulite sono
antiestetiche. Un bel burkini sarebbe salutare…
Ovviamente…libera spiaggia per donne e
uomini indipendentemente dalle
Il M5S alla “prova” Raggi: “Una dolorosa metamorfosi”
da: Corriere della Sera –
di Massimo Franco
Siamo al passaggio doloroso dall’adolescenza alla maturità democratica: la metamorfosi del Movimento Cinque Stelle è cominciata.
È cominciata la metamorfosi del Movimento 5
Stelle: il passaggio doloroso dall’adolescenza alla maturità democratica. E
l’impressione è che il cambiamento sia subìto, non preparato adeguatamente.
L’arrivo a Roma, prima annunciato e poi annullato, di Beppe Grillo, «il
garante», per tentare di risolvere il pasticcio del Campidoglio, aggiunge
un’ulteriore pennellata di confusione. Dice due cose, entrambe preoccupanti. La
prima è che la crisi in incubazione nella giunta di Virginia Raggi è così seria
da fare aleggiare l’intervento del mitico Direttorio. La seconda è che la
sindaca non appare in grado di risolvere il problema da sola perfino agli occhi
di chi l’ha candidata. E questo, di fatto, proietta di nuovo l’ombra di un suo
commissariamento di fatto.
Gli avversari dicono che era già tutto scritto; che la caduta dell’Amministrazione-vetrina del M5S della Capitale è alle porte; e che il movimento di Grillo è minato dalle correnti e dalle loro lotte come e più degli altri partiti. Giudizi un po’ troppo affrettati, che mescolano i desideri degli
sabato 3 settembre 2016
4 settembre 2016, Santa Madre Teresa di Calcutta: “Umanità contro il cinismo diffuso e l’indifferenza
da: Il Sole 24 Ore - scritto da Mons. Nunzio Galantino Segretario Generale della Cei
L’estate, con i suoi riti, volge
definitivamente al termine. E non che quelli trascorsi siano stati giorni avari
di spunti interessanti. Alcuni di questi hanno dato adito a seri confronti; ma
a partire da essi hanno trovato spazio anche i soliti teatrini, con attori e
parti recitate più o meno prevedibili.
Parti che, però, non
sono riusciti a farci perdere la capacità di distinguere e di mettere ordine
tra persone, eventi e parole. Il terremoto che ha devastato il Centro Italia;
il continuo flusso di migranti col suo carico di miseria, di speranza e di
morte; la scoperta di numerose fosse comuni dell’Isis col loro spettacolo di
terrore; l’orrore di quanto continua a succedere ad Aleppo e non solo.
Dopo la foto del piccolo Aylan spiaggiato in Turchia, un’altra foto ha sintetizzato, nei giorni scorsi, l’orrore che si sta consumando in Siria: quella del piccolo Omran. Condivido quanto ha scritto Dacia Maraini: «Vedo negli occhi del piccolo Omran scampato alle bombe la stessa muta domanda: perché? Domanda a cui nessuno sa dare una risposta sensata […]. Ma un adulto responsabile, no. E la parola responsabilità sembra oggi la più grande assente in queste imprese di guerra e di massacro» (Corsera del 19/08/2016, 25). C’è chi per responsabilità
Dopo la foto del piccolo Aylan spiaggiato in Turchia, un’altra foto ha sintetizzato, nei giorni scorsi, l’orrore che si sta consumando in Siria: quella del piccolo Omran. Condivido quanto ha scritto Dacia Maraini: «Vedo negli occhi del piccolo Omran scampato alle bombe la stessa muta domanda: perché? Domanda a cui nessuno sa dare una risposta sensata […]. Ma un adulto responsabile, no. E la parola responsabilità sembra oggi la più grande assente in queste imprese di guerra e di massacro» (Corsera del 19/08/2016, 25). C’è chi per responsabilità
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