martedì 10 giugno 2014

Russia, Omicidio Politkovskaia: 2 ergastoli e 3 condanne, ma nessun mandante



da: Corriere della Sera

Omicidio Politkovskaia: 2 ergastoli e condanne per altri 3 imputati
La giornalista russa è stata assassinata il 7 ottobre 2006: pena perpetua per l’esecutore e l’organizzatore dell’agguato



Il tribunale di Mosca ha condannato tutti e cinque gli imputati nel terzo processo per l’omicidio della giornalista Anna Politkovskaia e ha optato per l’ergastolo per due di loro: il presunto killer Rustam Makhmudov e il presunto organizzatore, suo zio Lom-Ali Gaitukayev.

Altre tre condanne
Pene detentive dai 12 ai 20 anni per gli altri tre imputati (I fratelli di Makhmudov Ibragim e Dzhabrail a 12 e 14 anni, l’ex agente di polizia Sergei Khadzhikurbanov a 20). Il processo si era celebrato a fine maggio con il riconoscimento della colpevolezza dei cinque, e lunedì è stata resa nota l’entità della sentenza. In passato, in un altro processo, è stato condannato a 11 anni di reclusione un ex ufficiale di polizia, Dmitri Pavliucenko, che aveva confessato di

Quelle che…non vanno mai in vacanza: le tasse, gli “sconti” dell’Imu appesantiscono la Tasi


da: Il Sole 24 Ore

Gli «sconti» dell'Imu appesantiscono la Tasi
Dalle assimilazioni ai coniugi, gli incroci fra le imposte
di Gianni Trovati

La Tasi ha la stessa base imponibile dell'Imu, analoghi sono i criteri di calcolo sul possesso, che per esempio in caso di nuovo acquisto funzionano per mesi (si calcola il mese intero quando si ha la proprietà per almeno 15 giorni) e non per giorni, e identici sono i trattamenti per casi particolari come il non profit. Tutto facile, dunque? Nemmeno per sogno. In alcuni casi questo parallelismo è un bene, perché per esempio raddoppiare anche i calcoli sulla base imponibile avrebbe moltiplicato le difficoltà, in altri però si determina un gioco di specchi paradossale, come accade ad esempio nelle assimilazioni.
L'assimilazione nasce infatti nell'Imu per tutelare alcune fasce di contribuenti, ma trasportata nella Tasi finisce per far pagare di più perché nel nuovo tributo le aliquote sull'abitazione principale sono in media molto più alte rispetto a quelle sugli altri immobili.
Questo problema generale si traduce in una lunga serie di effetti concreti. Se per esempio il Comune ha assimilato l'appartamento di un anziano

lunedì 9 giugno 2014

Renzi alla scoperta del modello televisivo-politico di Berlusconi



Matteo Renzi, in non solo quale forum o evento (sta dappertutto): “La Rai educhi gli italiani. Berlusconi ha fatto più con Striscia e Drive In che con le leggi”.

Deve averglielo spiegato Giorgio Gori. Il quale c’è arrivato perché è stato direttore di Canale 5 o………perché l’ha letto in qualche blog. In quelli in cui, ben 10 anni fa – dicasi dieci anni fa – si pensava e scriveva del modello culturale televisivo del berlusconismo. Tre parole per esprimere la “filosofia” della società italiana: modello del berlusconismo.
Nessuno: né i talk televisivi – tanto meno quelli condotti da sinistrorsi – né la carta stampata, gruppo Espresso-la Repubblica incluso, aveva capito ciò che era evidente già nel 2004 a pochi ‘internauti’.

Colgo l’occasione per salutare Federoma, che ho conosciuto virtualmente e fisicamente. Una voce fuori dal coro, una mente evoluta che ha capito prima e meglio degli altri cos’era e che cosa produceva il modello Mediaset. Con la marpioncina - così allora abbiamo soprannominato Maria De Filippi – capostipite (altro che Striscia e Drive In) di tale modello che tanti voti elettorali portò a Silvio.
Se uno non capisce il legame fra tv, società, voto nelle urne…beh…vada a

Furio Colombo: “Ma cosa c’è dietro la storia dei Marò?’



da: Il Fatto Quotidiano

“Noi abbiamo ubbidito agli ordini” ha gridato esasperato il fuciliere di marina Girone, il 2 giugno scorso in un collegamento tv. Eppure nessuno sa quali ordini, perché e da chi.

Ho scritto e detto altre volte che molti ostacoli ci hanno finora separati dalla realtà nella storia indiana. Il primo è il comportamento di tre governi italiani (Monti, Letta, Renzi). Tutti e tre ci consigliano di tacere, per non disturbare il loro assiduo e discreto lavoro, di cui non si ha traccia. Il secondo è la mancanza di un chiarimento parlamentare: perché sei soldati italiani in servizio erano su una nave privata? Era una concessione speciale, una nuova politica, la risposta a una emergenza di cui nessuno è mai stato informato? Il terzo è la versione ufficiale che il governo italiano, sulla base del rapporto dei militari arrestati e di quelli a bordo restati liberi perché non erano di turno. Ci deve essere per forza un documento del genere. E dunque una posizione ufficiale dell’Italia, accusata di omicidio, davanti al mondo. Qualcuno la conosce?

Noto che la reazione dell’opinione italiana, ispirata da giornali e tv, e che circola in Rete, è di due tipi: contro i due marò, ritenuti senz’altro assassini e lasciati al

Costituzione Italiana, Senato: la riforma di Renzi non piace ai Gesuiti…



da: Il Fatto Quotidiano

Civiltà Cattolica si iscrive ai “gufi”.
Il periodico critica l’idea renziana di riforma del Senato. Adesso anche i Gesuiti saranno iscritti all’albo dei mestatori anti premier?

I gesuiti di Civiltà cattolica cercano di insegnare a Renzi come si sta al mondo. Precisamente, nel mondo delle riforme costituzionali. Ora che la prestigiosa rivista – con l’addio di papa Francesco alle interferenze nelle politica italiana – non è più la longa manus di una Segreteria di Stato vaticana schierata con una delle fazioni partitiche, assume il ruolo di laboratorio di riflessione che guarda ai fatti del Paese dal punto di vista del ricco pensiero cattolico.

Un articolo dedicato alla riforma del Senato, uscito prima delle elezioni, mette a nudo la faciloneria con cui il governo sta affrontando un cambiamento estremamente delicato della Costituzione.
Civiltà cattolica non è contraria allo slancio riformistico di Renzi, anzi appoggia chiaramente il superamento del bicameralismo perfetto e l’attribuzione alla Camera dei deputati del potere esclusivo di dare la fiducia ai governi e di votare la legge sul bilancio.

Stefano Rodotà: ‘Una proposta per il Senato’




da: la Repubblica

Vi è un confortante dato di realtà che non dovrebbe essere trascurato da chi ancora ritiene che una riforma costituzionale sia cosa seria e impegnativa, dunque l’opposto di un uso congiunturale delle istituzioni. Lo spirito critico con il quale sono state valutate le proposte del Governo, che qualcuno aveva respinto come una indebita intromissione accademica nell’orto chiuso della politica, ha prodotto un frutto inatteso: una discussione diffusa, non riducibile a opinioni di parte, grazie alla quale si sono accumulati materiali che mostrano vie percorribili da ogni innovatore fedele ai principi della democrazia. Il tempo delle riforme costituzionali ha una sua caratteristica propria.
Non la deprecata lentezza, ma il bisogno della riflessione e della ponderazione. Perché, altrimenti, sarebbe prevista una procedura di doppia deliberazione delle Camere con un intervallo temporale di almeno tre mesi tra l’una e l’altra, con un prolungamento verso un referendum popolare confermativo qualora l’approvazione definitiva non raccolga la maggioranza dei due terzi? Dialogo parlamentare vero, allora, e occhio a ciò che proviene dall’opinione pubblica.

Molte riforme possono essere considerate all’insegna dello shortcut, termine del mondo dei computer, approdato nella discussione sociale e politica per indicare

domenica 8 giugno 2014

Shimon Peres, Abu Mazen, il patriarca Bartolomeo: con Papa Francesco, la preghiera per la pace



da: La Stampa

Preghiera per la pace in Medio Oriente
“Serve coraggio per abbattere i muri”
Francesco con i presidenti israeliano e palestinese, incontro storico in Vaticano: «E’ l’inizio di un cammino nuovo». Piantato un ulivo per ricordare l’impegno


  
«Per fare la pace ci vuole coraggio, molto di più che per fare la guerra, ci vuole coraggio per dire sì all’incontro e no allo scontro, sì al dialogo e no alla violenza, sì al negoziato e no alle ostilità, sì al rispetto dei patti e no alle provocazioni, sì alla sincerità e no alla doppiezza» ha detto Papa Francesco: è il momento della preghiera nei Giardini Vaticani, un appello forte che arriva da papa Bergoglio insieme ai presidenti di Israele e Palestina, Shimon Peres e Abu Mazen, con loro anche il patriarca ortodosso Bartolomeo. «Spero che questo incontro sia l’inizio di un cammino nuovo alla ricerca di ciò che unisce, per superare ciò che divide» ha detto Bergoglio, «il mondo è un’eredità che abbiamo ricevuto dai nostri antenati, ma è anche un prestito dei nostri figli: figli che sono stanchi e sfiniti dai conflitti e desiderosi di raggiungere l’alba della pace; figli che ci chiedono di

venerdì 6 giugno 2014

Anticorruzione: Cantone resta solo, l’azienda inquisita continua i lavori Expo



da: Il Fatto Quotidiano

Anticorruzione, Cantone resta solo. E l’azienda inquisita si riprende i lavori Expo
Nulla di fatto in consiglio dei ministri non solo sui poteri, ma neppure sui nomi dei tre componenti da affiancare al magistrato. Che commenta: "Questo ci rallenta un po', ma meglio aspettare e avere nomi migliori". L'ira di Maroni su Expo: "Ora chi mi dice cosa fare con la Maltauro?". Ma a rispodergli ci pensa l'azienda inquisita: "Continuiamo i lavori". Pisapia: "Solo se commissariati"

E Cantone restò solo. Mentre si infiamma il dibattito politico sugli arresti per i Mose e per l’Expo2015, il consiglio dei ministri convocato oggi non ha scelto i tre componenti dell’Autorità anticorruzione da affiancare al magistrato nominato presidente da Renzi in aprile. Se era già nell’aria il rinvio del decreto sui famosi poteri dell’Autorità in fatto di controllo sugli appalti pubblici, la mancata scelta degli altri membri si traduce nell’immobilità di fatto dell’ente, dato che i vecchi componenti hanno presentato le loro dimissioni all’arrivo del nuovo numero uno. 

“Le nomine che mancano non so se arriveranno oggi nel Consiglio dei ministri”,

Web, streaming musicale: le etichette indipendenti contro YouTube



da: Punto Informatico

YouTube, un dinosauro che va fuori tempo?
Le etichette indie passano ai fatti: se YouTube non permette loro di negoziare i contratti di licenza sarà la Commissione Europea a imporre alla piattaforma di cambiare musica
di Gaia Bottà

Le etichette indipendenti non intendono sottostare agli aut aut di YouTube: non scenderanno a patti, accettando le condizioni di licenza imposte dalla piattaforma pur di far parte del suo chiacchierato servizio di streaming musicale, ma attenderanno che le autorità europee ne valutino l'operato. Secondo le etichette indie, YouTube starebbe remando contro il diritto dei cittadini europei ad accedere a un mercato culturale ricco e variegato.

L'annuncio del ricorso alla Commissione Europea da parte di Worldwide Independent Network (WIN), di Featured Artists Coalition (FAC) e delle etichette che fanno parte del network IMPALA segue di pochi giorni le rimostranze avanzate dalla stessa WIN: la coalizione di etichette indie, rappresentante tanto di nomi di nicchia quanto di nomi noti ai più, denunciava il comportamento di

Web, privacy: Italia, basta ingoiare cookie



da: Punto Informatico

Italia, basta ingoiare cookie
Il Garante per la privacy ha deciso che gli utenti devono avere il diritto di decidere se e come i propri dati possano essere utilizzati a fini pubblicitari
di Claudio Tamburrino

Il Garante per la privacy ha deciso che i netizen italiani potranno decidere in maniera libera e consapevole se concedere o meno l'utilizzo delle informazioni raccolte sui siti visitati al fine di ricevere pubblicità mirata.

Il Garante aveva aperto una consultazione sul tema già a fine 2012: chiedeva pareri agli operatori online e alle principali associazioni a tutela dei consumatori riguardo alla necessità e alle modalità dell'obbligo ad informare gli utenti sulle attività di tracciamento adottate dai siti.
Si trattava, peraltro, delle ottemperanze italiane della direttiva europea 2009/136 che affronta le questioni di attività legate alla privacy online degli utenti: una questione delicata e per cui occorre trovare il massimo equilibrio.

La raccolta dei dati personali degli utenti, infatti, è una merce importante per le

Ferrovie, diritti dei passeggeri: nuovo regolamento, vecchi problemi



da: Il Fatto Quotidiano

Ferrovie, arriva il nuovo regolamento sui diritti dei passeggeri. Restano i problemi
A distanza di quattro anni dall’entrata in vigore, l’Italia completa l’attuazione del regolamento comunitario sul trasporto ferroviario. Sarà una nuova Authority a vigilare sull’applicazione delle norme, pena multe severe. Ma i viaggiatori faranno i conti ancora con treni lumaca, vagoni affollati e indennizzi a rilento
di Patrizia De Rubertis

Il 21 maggio scorso è entrato in vigore il decreto legislativo 70/2014 che disciplina le sanzioni sulle violazioni dei diritti dei passeggeri nel trasporto ferroviario. Addio, quindi, a ritardi, coincidenze perse, soppressione dei treni, mancate responsabilità sui bagagli e completa disattenzione agli obblighi informativi ai passeggeri. Insomma, una notizia da squillo di trombe che dovrebbe tranquillizzare, dopo anni di lamentele, denunce e disservizi, i quasi tre milioni di pendolari italiani che ogni giorno usufruiscono delle rotaie per viaggiare da casa al lavoro o al luogo di studio, ma anche i 42 milioni di passeggeri che solo nel 2013 hanno trovato posto comodamente seduti sulle Frecce di Trenitalia con altrettanti disagi.

Regno Unito, legge anti-casta: gli elettori potranno far dimettere i parlamentari



da: Il Fatto Quotidiano

In arrivo una norma che consentirà ai cittadini della circoscrizione di appartenenza del deputato incarcerato o ritenuto "non idoneo" di proporre una petizione per riassegnare il seggio. Per essere valida dovrà firmare almeno il 10% degli aventi diritto. Ma si teme già che il parlamento "annacqui" il provvedimento
di Daniele Guido Gessa

Una legge anti-casta sarà con tutta probabilità varata nel Regno Unito nei prossimi mesi. Con la possibilità, per gli elettori, di spedire a casa deputati di Westminster incarcerati o ritenuti dall’assemblea della camera dei Comuni o da quella dei Lord “non idonei alla vita parlamentare” a causa della loro condotta scorretta.

Nonostante la voce circolasse da qualche giorno, pochi si aspettavano l’annuncio fatto dalla regina Elisabetta, mercoledì (4 giugno), durante il tradizionale Queen’s speech che apre l’anno parlamentare e che illustra il piano delle leggi di parlamento e governo per quei dodici mesi a venire. Proprio lei, il simbolo massimo del potere britannico, si è così prodigata nello spiegare

Massimo Giannini: “Corruzione la grande ipocrisia”



da: la Repubblica

L'analisi. Da Tangentopoli in poi, e per un infinito ventennio di malaffare, non solo si è fatto assai poco. Ma quel poco che si è fatto lo si è fatto male

Cos'altro deve succedere, per convincere la politica a muovere un passo concreto, tangibile e inequivocabile, contro la corruzione che torna a minare le basi della convivenza civile e della concorrenza economica? Quante altre retate devono accadere, per spingere il governo e il Parlamento a ripristinare con un atto definitivo, responsabile ed efficace, il principio di legalità di cui in questi anni di fango hanno fatto strame tutti, ministri e sottosegretari, amministratori centrali e cacicchi locali?

Domande tutt'altro che oziose (o capziose), di fronte all'acqua lurida che tracima dal Mose, dove proprio la politica si è definitivamente messa "a libro paga", esigendo quello che i magistrati chiamano "lo stipendio di corruzione".

Da Tangentopoli e Mani Pulite in poi, e per un infinito ventennio di malaffare pubblico e privato, non solo si è fatto assai poco. Ma quel poco che si è fatto lo si è fatto assai male. Grandi proclami, piccoli compromessi. Leggi-feticcio, da

giovedì 5 giugno 2014

Venezia, inchiesta Mose: Massimo Carlotto, “Il Nord è più criminale del Sud”



da: Lettera 43

Tangenti Mose, Massimo Carlotto: «Il Nord è più criminale del Sud»
Tangentopoli in Veneto. Lo scrittore Carlotto: «All'estero ci studiano come laboratorio della nuova malavita economica».
di Gabriele Lippi

Chi ha letto i suoi libri, probabilmente, nella mattinata di mercoledì 4 giugno è rimasto meno stupito di altri.
Di intrecci tra criminalità e politica in Veneto, Massimo Carlotto ne aveva parlato anni prima che lo scandalo Mose scoppiasse coinvolgendo il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni, l'assessore regionale alla Infrastrutture Renato Chisso e l'ex governatore, ora deputato di Forza Italia, Giancarlo Galan.
«NORD PIÙ CRIMINALE DEL SUD». Nessuna sorpresa dunque per Carlotto, che a Lettera43.it spiega come questo sistema fosse «evidente da tempo», e racconta come, ormai, «il Nord è ben più criminale del Sud» e viene studiato nelle università straniere «come il laboratorio della nuova criminalità economica».
Una situazione riemersa con prepotenza dalle acque torbide dei canali veneziani.

DOMANDA. Politica, malaffare, criminalità. Quello scoppiato a Venezia sembra un romanzo di Carlotto.

Venezia, inchiesta Mose: “Chi ga sugà i schei?”



da: Lettera 43

Inchiesta Mose, Venezia s'indigna per lo scandalo
La città travolta dalla Tangentopoli. Tra lo stupore di molti. E la soddisfazione di altri. Il viaggio di Lettera43.it in Laguna.
di Elisa Lorenzini


La notizia in poche ore ha girato ogni angolo della città. Sugli autobus, sui vaporetti, nei bar, negli uffici e nei negozi man mano che si alzavano le saracinesche.
La città è in subbuglio per quella che è stata ribattezzata la Tangentopoli veneta, nell'ambito degli appalti del Mose, il sistema di dighe mobili progettato per difendere Venezia dall'acqua alta e che per qualcuno è inutile e dannoso.
GLI ARRESTI IN POLITICA. A finire in manette sono stati il sindaco Giorgio Orsoni - ai domiciliari con l'accusa di finanziamento illecito per la sua campagna elettorale del 2010 - ma pure l'assessore regionale alle Infrastrutture Renato Chisso e il consigliere regionale del Partito democratico Paolo Marchese.
Insieme con loro ci sono altri personaggi eccellenti arrestati per il totale di 35 in manette (tra quelli in carcere e altri ai domiciliari) e 100 indagati.

mercoledì 4 giugno 2014

Renzi e la corruzione: promesse, ma nulla di fatto



da: Il Fatto Quotidiano

Contro la corruzione Renzi promette tanto ma non ha fatto nulla
di Antonella Mascali

Tra 48 ore sapremo se il governo Renzi passerà dalle parole ai fatti nella lotta alla corruzione. 
Venerdì, infatti, durante il consiglio dei ministri, dovrebbero essere stabiliti i poteri di Raffaele Cantone in merito al suo ruolo di controllore di Expo 2015, dopo gli arresti per gli appalti ottenuti, secondo la procura di Milano, a colpi di tangenti. 
Tanto per essere chiari, ci sarebbero i fatti e non gli annunci, per esempio, se Cantone avrà il potere di revoca di un appalto, nel caso in cui non dovesse corrispondere a requisiti di trasparenza.  
Ma Renzi, il 9 maggio, dopo aver indicato in Cantone il “controllore” di Expo 2015, ha detto che bisogna essere cauti sui poteri straordinari: “Va fatta una verifica dal punto di vista amministrativo. E poi Cantone non è un supereroe … non può essere un sostituto del pm a Milano, ma neanche un passa-timbri”. 

L’ex magistrato anti camorra, comunque, è stato chiaro, non vuole essere uno

Marco Travaglio: “Va tutto bene”



da: Il Fatto Quotidiano

Evviva evviva, all’Alitalia arrivano gli emiri di Etihad! Altre 2500 persone perderanno il lavoro, in aggiunta alle 7mila già sterminate dai capitani coraggiosi, ma stiamo allegri: c’è il governo Renzi, su cantiamo tutti in coro all’insegna dell’ottimismo.
Evviva evviva, i giovani disoccupati sono saliti al 46%, mai nessuno era riuscito a fare peggio, se tutto va bene entro fine anno raggiungeranno quota 50%, ma stiamo sereni: c’è il governo Renzi, su facciamoci un bel selfie e festeggiamo il nuovo record mondiale all’insegna dell’ottimismo.
Evviva evviva, il debito pubblico ha raggiunto i 2.107 miliardi, del resto è l’èra del rigore e delle spending review, ma va tutto bene: c’è il governo Renzi, su facciamo un bel sorriso e compriamoci un’autoblu su eBay all’insegna dell’ottimismo.
Evviva evviva, l’Europa manda a dire che nei conti mancano 9-10 miliardi, una cosuccia, pari agli 80 euro per comprare i voti alle Europee, ma è tutto ok: c’è il governo Renzi, su battiamo un cinque all’insegna dell’ottimismo.
Evviva evviva, la riforma del Senato “riparte dal modello francese” che i francesi stanno abbandonando di corsa perché non serve a una mazza, ma è tutto sotto controllo: c’è il governo Renzi, su festeggiamo all’insegna dell’ottimismo.

Loris Mazzetti: “Rai, gli sprechi e il populismo di Renzi



da: Il Fatto Quotidiano

I 150 milioni che Renzi chiede alla Rai significano che il suo governo ha problemi a raccattare i soldi per riuscire a pagare gli 80 euro dati in busta paga agli italiani, mossa vincente per le elezioni Europee, ma alla lunga potrebbe rivelarsi un boomerang. La reazione di tutti i lavoratori della Rai, compreso i giornalisti, è stata quella di mettersi di traverso proclamando lo sciopero generale per l’11 giugno, decisione che saggiamente potrebbe rientrare nei prossimi giorni.

Questo ha fatto emergere, sempre che ce ne fosse il bisogno, quale è l’immagine della Rai tra la maggior parte dei cittadini: un’azienda che spreca denaro pubblico, e che nel momento in cui qualcuno la vuole toccare, gli stessi lavoratori si ergono in difesa dei tanti privilegi e disposti a difendere gli sprechi. Ovviamente così non è. Lo sciopero dell’11 andava fatto molto prima, all’epoca dell’editto bulgaro, della colonizzazione della Rai da parte di Berlusconi con l’impiego delle truppe cammellate provenienti dalla politica e dalla stessa Mediaset, contro certi direzioni che hanno portato alla fine del rapporto con Sky, a bilanci disastrosi e un debito di cassa di oltre 400 milioni di euro.

Sulla Rai Renzi chiede alla direzione generale di intervenire immediatamente

Alitalia, trattativa con Etihad: 2.500 esuberi



da: La Stampa

Per la nuova Alitalia fino a 2500 esuberi
E’ battaglia sul futuro di Malpensa
Poletti conferma il taglio al costo del lavoro, i sindacati sul piede di guerra
Dubbi sullo scalo lombardo. La compagnia frena: non ridurremo l’attività
di Giuseppe Bottero

Più la trattativa tra Etihad ed Alitalia si avvicina alla conclusione, più i nodi che si sono accumulati negli anni vengono al pettine. Il costo del lavoro, innanzitutto, ma anche il futuro di Malpensa che, con la prospettiva di Fiumicino unico hub, sembra destinato a diventare uno scalo riservato alle merci. 

Oggi, per la prima volta, sono arrivate cifre «ufficiali» sugli esuberi. Numeri annunciati, confermati dal ministro Poletti - si parla di circa 2500 posti in bilico - che turbano i sindacati. Ma sul tavolo, come c’era da immaginarsi, è tornato anche il vecchio derby tra Malpensa e Linate: l’ha vinto il secondo, che diventerà fondamentale per i programmi della nuova compagnia, e la politica lombarda, che aveva smorzato i toni, ricomincia a mostrare i muscoli.  

Addirittura c’è chi, come il governatore Maroni, incrocia i due temi. «Conosco i

martedì 3 giugno 2014

Renzi e il taglio di 150 mln alla Rai: sindacati, “sciopero preventivo” in “sciopero bianco”


L’”uomo solo al comando”: Matteo Renzi, che ha preso il 40% dei voti alle elezioni europee del 25 maggio, cioè 2,5 mln di voti in più rispetto a quanto il Pd prese nel febbraio 2013, in qualità (vabbè..si fa per dire) di principale azionista di maggioranza della Rai, azienda di cosiddetto servizio pubblico oggetto di spartizione politica, ha detto che devono essere tagliati costi per 150 milioni.

Conseguentemente, succede che:
1. I sindacati proclamano uno sciopero per l’11 giugno.
2. Il presidente del consiglio dichiara che è “umiliante” quest’astensione al lavoro
3. Il direttore generale della Rai dichiara al Corriere della Sera che “Questo sciopero è un errore. La Rai fa parte del sistema. Ci è stato chiesto un sacrificio, e noi lo faremo”.
4. L'Autorità di garanzia per gli scioperi nei servizi pubblici essenziali ha valutato come “Non conforme alla legge la proclamazione di sciopero dei sindacati dei lavoratori della Rai per il prossimo 11 giugno” perché per il 19 giugno è già stato indetto un altro sciopero da parte del sindacato Usb e la legge prevede che vi debba essere un intervallo di almeno dieci giorni tra uno sciopero e l’altro della medesima categoria.

Le domande di Andrea Scanzi: “tradito” dal M5S…



Ma com’è che Andrea Scanzi si fa queste domande (posto sotto o clicca qui) ?

Posto che vi siano alcune cose da riconoscere oggettivamente al M5S. Ne cito due: 
1. le strumentalizzazioni e le falsità di certa stampa esistono perché vogliono evitare che il M5S cresca in termini di consenso;
2. la presenza nello scenario politico del M5S – di là delle cazzate dell’’uno vale uno’ – è un fatto positivo perché induce la classe politica cosiddetta di sistema a una “maggiore attenzione” nei confronti del cittadino italiano ignorato nei suoi bisogni e verso il quale si esercitano da anni – con impegno – nella presa per il sedere.
Scanzi è  come quei fans che si ritrovano nei social network per condividere il loro “amore” per un personaggio o un programma tv, e quando il gestore del social network “aggregante” e altri fans scrivono o fanno qualcosa che non condividono o addirittura li deludono – cosa che si verifica puntualmente dopo poco tempo la nascita del “fan club” - iniziano a commentare rammiricati e a porsi delle domande inutili.
Lo stesso tipo di domande che si pongono coloro che si scoprono…cornuti.

Certo. Il/la tradito/a vorrebbe capire. Ma il più delle volte (i chiarimenti

Andrea Scanzi: “M5S, diteci che non Farange è solo strategia, non diteci che è un santo"



da: Il Fatto Quotidiano

“Ma guardate scacchi, bridge e poker, le donne non vincono mai come gli uomini” (Wheeler, Ukip). “Sono delle troie” (Bloom, Ukip, espulso). “Tra omosessualità e pedofilia ci sono legami che non basta una enciclopedia”, “Certi omosessuali preferiscono fare sesso con gli animali” (Gasper, Ukip. Dimessa). “Da quando è stato riconosciuto il matrimonio gay, la Gran Bretagna è stata colpita dalle alluvioni” (Silvester, Ukip). “Gli omosessuali sono sodomiti e comunisti, la piantino di dirsi normali” (Kenny, Ukip), “Mi rifiuto di definire gay quei pervertiti come Elton John, invece di permettergli di sposarsi dovrebbero tornare a chiudersi negli armadi” (Small, Ukip. Espulso), “Quello che mi disgusta degli omosessuali è la loro pretesa di essere considerati normali” (Denny, Ukip). “I musulmani fanno sesso anche con i cammelli (Chapman, Ukip). “Certe persone hanno una tendenza naturale a essere soggiogate fin dalla nascita” (Griffith, Ukip. Alludeva ai neri). “Lo studente Nigel Farage professa idee razziste e neo-fasciste ed è stato visto cantare canzoni che inneggiano a Hitler” (rapporto 1981 della scuola frequentata da Nigel Farage). “Ammiro Putin come leader politico” (Farage). “Non vorrei avere dei rumeni come vicini di casa” (Farage). Eccetera.

Care amiche e amici M5S, anche se queste dichiarazioni non sono recenti e

Media, download e streaming: musica, nuovo business dei colossi hi-tech




da: Lettera 43

Musica su internet, lo streaming nuovo business dei colossi hi-tech
Basta coi download. Il futuro è ascoltare i brani online. E i big del web vogliono esserci. Come dimostra la mossa di Apple.
di Claudia La Via

Acquistare la musica online e scaricarla sul proprio dispositivo? Roba vecchia. Preistoria. Il download è in agonia e aziende del settore ed etichette guardano già altrove.
Il futuro è lo streaming, una soluzione che permette di ascoltare i brani direttamente in Rete gratuitamente o pagando un abbonamento tutto incluso e senza pensieri. In una parola avere a portata di mano tutta la musica disponibile, dalle novità ai grandi classici. Un'occasione, a volte, anche per scoprire autori sconosciuti o accostarsi a un genere poco noto. 

10 MLN DI ABBONATI PER SPOTIFY. L'esempio virtuoso di questa nuova tendenza è Spotify: il suo servizio di musica in streaming ha raggiunto 10 milioni di abbonati con più di 40 milioni di utenti attivi in 56 Paesi del mondo, Italia compresa.

Media, privacy: Google, nuovo modulo web per la rimozione



da: Punto Informatico

Google non dimentica di far dimenticare
A disposizione degli utenti, un form attraverso cui Mountian View riceverà le segnalazioni di coloro che ritengono di poter rivendicare il diritto all'oblio. Sarà Google a trovare un equilibrio con il diritto all'informazione
di Claudio Tamburrino 

Google ha annunciato l'esordio in Europa di un nuovo modulo web che permetterà di chiedere la rimozione di determinati risultati dal suo motore di ricerca.

Si tratta di una mossa dovuta da parte di Mountain View: sono state numerose le richieste di rimozione subito ricevute dal motore di ricerca, a partire dalla recente decisione della Corte di Giustizia Europea che ha stabilito l'obbligo da parte di Google di ricevere segnalazioni dei cittadini e eventualmente di accogliere le richieste di rimozione di certi link dai propri risultati di ricerca nel caso in cui ritenga che il diritto alla privacy debba prevalere sul diritto alla libera circolazione dell'informazione.

È direttamente il CEO Larry Page a spiegare le novità introdotte ed in

Gli "strateghi" del M5S: figli di papà, Davide Casaleggio



da: Linkiesta

Casaleggio jr, “politico” della rete e stratega M5s
Ieri Davide teorizzava un manifesto per un partito sul web, oggi cura la comunicazione di Grillo

Dieci anni fa teorizzava in un articolo come i partiti avrebbero dovuto sfruttare la rete per ottenere più voti alle elezioni europee, oggi, Davide Federico Dante Casaleggio, figlio di Gianroberto fondatore del Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo, è tra i protagonisti in Europa di quelle stesse strategie politiche e di comunicazione.

Mentre a Roma i parlamentari arrivano a mettere in discussione il ruolo di Beppe Grillo, a Milano gli osservatori si accorgono dell’ascesa di un nuovo dioscuro nella linea di comando a Cinque Stelle. Si tratta del primogenito della linguista Elizabeth Berks e di Gianroberto, balzato agli onori delle cronache per aver accompagnato Beppe Grillo a Bruxelles all’incontro con Nigel Farage in quello che è stato il primo vero summit internazionale del Movimento. Le telecamere di SkyTg24, l’inchiostro del Corriere della Sera, la curiosità degli attivisti sul web hanno acceso i riflettori su Casaleggio Junior, che da mesi se