mercoledì 18 dicembre 2013

Lampedusa, centro accoglienza: “La nostra vergogna”

da: la Repubblica

La nostra vergogna
di Adriano Prosperi

Il telefono di Khalid ha catturato e messo in circolazione la scena di quello che accade da giorni abitualmente nel centro di accoglienza di Lampedusa. L’abbiamo visto tutti, non abbiamo scuse. Abbiamo visto come ogni giorno decine di uomini nudi vengano sottoposti al getto d’acqua di una pompa a motore, all’aperto, sotto il cielo dell’isola. Si tratta, dicono, di una pratica necessaria per disinfettare quei corpi. Per combattere in particolare il pericolo di un’epidemia di scabbia.

Giusto disinfettare, curare, garantire la salute — la nostra, perché è per questo che lo si fa. Del resto qualcuno ricorda ancora, in questo paese nostro che fu un tempo non lontano quello di un’emigrazione italiana di proporzioni bibliche, che cosa accadeva alla visita d’ingresso negli Stati Uniti, quando a Ellis Island i nostri antenati dovevano sottoporsi a rozzi, elementari esami fisici destinati a scoprire le eventuali malattie di cui erano portatori. Ma non venivano fatti oggetto di questa pratica brutale del denudarsi in pubblico per sottoporsi a un trattamento che disumanizza, degrada, porta automaticamente a una discesa dal livello della comune umanità a quello di cosa. Perché una cosa è chiara: non c’è nessuna ragione perché la disinfezione debba essere fatta così, collettivamente e all’aperto.

X Factor 8: Marco Mengoni al posto di Elio?

da: La Stampa

Tv, "X-Factor 8", Marco Mengoni al posto di Elio?
Archiviata settima edizione è già toto giudice per il 2014


Non è passata nemmeno una settimana dalla finale di "X-Factor 7" e si inizia già a parlare con crescente curiosità della nuova edizione. In particolare, l'argomento sulla bocca di tutti, riguarda la composizione del prossimo quartetto di giurati. Dando per quasi certa la conferma di Simona Ventura, le altre sedie dietro il bancone sembrano lontane dall'avere un padrone. Mika appare infatti intenzionato a lasciare la trasmissione per rituffarsi nei suoi impegni discografici e di tour. Morgan ha provato a fare il bizzoso dichiarandosi in forse per l'ottava stagione del talent, ma la sensazione è che alla fine (anche per mancanza di alternative) resterà al suo posto.

Chi ha invece tutte le intenzioni di abbandonare la nave è Elio. Lo storico

Enrico Letta e il panettone

Enrico Letta ai dipendenti di palazzo Chigi: «Nonostante molti fuori da qui non ci credessero, abbiamo mangiato il panettone e se continuiamo a lavorare bene contiamo di mangiarlo anche il prossimo anno».


Notizia che allieta sicuramente gli italiani che, né tra qualche giorno né il prossimo anno, mangeranno beni di prima necessità a causa del governo dei rimandi. Il governo Napolitano, pardon: Letta. 

Decreto svuota carceri: Letta, nessun pericolo per i cittadini

da: La Stampa

Via libera al decreto “svuotacarceri”
Letta: nessun pericolo per i cittadini
Nei prossimi mesi prevista l’uscita di 3 mila detenuti. Il premier: «Prima risposta a una terribile emergenza». Introdotta la pena di “piccolo spaccio”

Braccialetto elettronico per chi è ai domiciliari, introduzione della fattispecie di «piccolo spaccio di stupefacenti», ampliamento a 75 giorni, dagli attuali 45, di liberazione anticipata ogni 6 mesi. Queste alcune delle misure contenute nel decreto sulle carceri approvato in Cdm, che tiene conto delle sollecitazioni provenienti dal presidente della Repubblica, dalla Corte costituzionale e dalla Corte europea dei diritti dell’Uomo.
“E’ una prima risposta a una terribile emergenza senza che ci sia nessun modo elementi di pericolosità per i cittadini”, ha detto Enrico Letta. 

La misura (già preannunciata ed approvata dal Comitato dei Ministri di Strasburgo nell’incontro del 5 novembre) è indispensabile per adeguarsi alla sentenza Torreggiani della Corte Europea dei diritti dell’uomo che impone l’adozione di misure compensative interne per il sovraffollamento. Per tale

Governo, legge Stabilità: gli emendamenti approvati

da: TMnews

Legge stabilità verso il traguardo. Ecco gli emendamenti approvati
Mercoledì approda in aula, il governo potrebbe ricorrere al voto di fiducia

Legge di stabilità in dirittura d'arrivo a Montecitorio. Mercoledì mattina il testo approderà in aula insieme al ddl bilancio, dopo l'approvazione da parte della Commissione Bilancio della Camera di una serie di emendamenti. Intanto si fa strada la possibilità che il governo faccia ricorso al voto di fiducia come avvenuto già al Senato. Ecco gli emendamenti finora approvati: IMU AGRICOLA. Emendamento che modifica l'Imu per gli agricoltori. In particolare, vengono esentati i fabbricati rurali e viene ridotto da 100 a 75 il moltiplicatore per i terreni di coltivatori agricoli.

SANATORIA CONTENZIOSI SPIAGGE. Emendamento riformulato che prevede una sanatoria dei contenziosi sui canoni e gli indennizzi per l'utilizzo beni demaniali marittimi e che prevede un riordino della normativa sulle concessioni demaniali da effettuare entro maggio 2014. La proposta prevede che si possa procedere al pagamento in un'unica soluzione del 30% delle somme dovute

martedì 17 dicembre 2013

Marco Travaglio: “Renzi-Grillo, la sfida e la sfiga”

Travaglio parte da un presupposto: che Grillo voglia alcune riforme da qui alle prossime elezioni.
Ma Grillo non ha nessuna intenzione di firmare alcunchè insieme al Pd, fossero anche provvedimenti che rientrano nel cosiddetto programma elettorale del M5S. Quindi, inutile prospettargli i pro e contro rispetto alla “sfida” di Renzi. Perché Giuseppe Piero Grillo non vuole che il M5S sia accomunato neanche per un attimo, per un nessun tipo di provvedimento, con il Pd. Perché non si fida di questo partito? Comprensibile. Ma fosse così, non gli resterebbe che smascherare il bluff di Renzi e Letta.  
Oppure Grillo non si accomuna a nulla e per nulla perché è sfascista?. Non credo che questo sia il suo dna. E’ che tutto ciò che fa e dice segue la logica, la tattica, tipica dei navigati della politica. E così ha deciso, insieme a Otelma Casaleggio, guru del marketing (specie non meno pericolosa dei politici) che per non perdere voti deve continuare a urlare e a mostrarsi ante-sistema. In questa logica, che il Pd o altri facciano anche solo una cosuccia decente (saremmo in prossimità del miracolo), non fa differenza. Perché se firma con loro, anche qualora ripetesse in ogni piazza e in ogni post sul blog: se non ci fossimo noi non sarebbe cambiato niente, non è detto che il merito vada al M5S. Grillo pensa che andrebbe beneficio del Pd. Ergo: by by. Io vado per la mia strada, voi per la vostra.
E il ritornello di alcuni parlamentari del M5S, che si dicono disposti ad esaminare e approvare provvedimenti se coerenti con i loro venti punti programmatici, fa ridere. Il ritornello cesserà non appena Grillo e Casaleggio diranno loro che fare e che dire.

da: Il Fatto Quotidiano

Dire no a Renzi è un errore. Domenica Napolitano, Letta, Berlusconi, Alfano e le altre frattaglie erano terrorizzati da un Sì o anche da un Ni di Grillo. E quando è arrivato il No hanno stappato lo champagne.

Tutto si può dire di Beppe Grillo, ma non che sia un fesso. Anzi, sempre più spesso la sua naïveté di neofita della politica sembra aver assorbito le furbizie dei politici politicanti. Dunque è impossibile che l’altroieri non abbia colto il senso e le possibili conseguenze dell’apertura di Renzi. Il neosegretario del Pd,

Berlusconi, decaduto da senatore ma…..con tutto il suo tesoretto

da: Cadoinpiedi

Berlusconi, la fine non è nota
Decaduto e fuori dal Parlamento, ma con tutti i suoi poteri. A quasi un mese dall''uscita ufficiale dai Palazzi della politica del Cav, Cadoinpiedi.it traccia un bilancio con Carlo Porcedda, autore con Paolo Biondani di Il Cavaliere Nero (Chiarelettere, 2013) che dice: “La caccia al tesoro l’ha vinta lui, perché non gli è stato sequestrato nemmeno un centesimo: il suo tesoro rimane lì dove l’ha nascosto”.
di Antonella Scutiero

Candidato con la destra in Bulgaria. O leader di quella italiana, ma fuori dal Parlamento, come Grillo, come Renzi. In ogni caso tutt'altro che finito. Silvio Berlusconi continua a difendersi: "Cosa sia successo in Senato, cioè il voto sulla mia decadenza, all'estero nessuno riesce a spiegarselo. La magistratura che calpesta lo Stato di diritto e diventa partito politico", va ripetendo. E ancora. "Se mi arrestano, in Italia scoppia la rivoluzione".
E accantona volutamente il fatto che la Corte di Cassazione in terzo grado non ha giudicato l'uomo politico, ma l'imprenditore, e precisamente l'imprenditore colpevole di frode fiscale. "Ma alla fine, la caccia al tesoro l'ha vinta lui",

Emiliano Liuzzi: “Stato biscazziere, così Letta fa cassa”

da: Il Fatto Quotidiano

Fare cassa. Non importa come. Succede che, come sempre, a rimetterci siano i disgraziati. Così lo Stato biscazziere – non cambia se al governo c’è D’Alema o Berlusconi o Letta – si rivolge a persone affette da una patologia che si chiama gioco d’azzardo. Come? Con l’aumento delle Sale Bingo e, più pericoloso ancora, delle Videolottery (o Vlt), macchinette mangiasoldi come le Slot Machine che sono collegate in rete e hanno la possibilità di incassare, uniche nel loro genere, banconote da 500 euro.
É tutto scritto, letto e controfirmato, nella legge di Stabilità, quella che dovrebbe far tornare i conti dello Stato e rilanciare l’economia dell’Italia. Quel Paese che, a detta di coloro che governano, vede la luce in fondo al tunnel, ma non risulta abbia agganciato nessuna ripresa concreta. Così, Letta 145 milioni di euro conta di metterli in tasca grazie al gioco d’azzardo. Ripartiti in 40 milioni che dovrebbero rientrare tra il rinnovo delle concessioni ai soliti noti per nove anni, e 105, invece, dalle 7000 nuove videolottery che andranno ad aggiungersi alle 50.500 già esistenti. Letto, scritto e controfirmato, nonostante nessuno se ne sia accorto. La notizia è passata inosservata, sommersa da un grande calderone di norme che abbracciano di tutto e di più.

Le nuove slot online
Il mercato delle slot online. I colossi del settore non si sono fatti sfuggire

lunedì 16 dicembre 2013

Pd, Renzi: “sfida” dialettica a Grillo, che convince (?) e un po’ “preoccupa” Andrea Scanzi

E’ un meccanismo mentale che scatta inevitabilmente per chiunque. E’ la dose, l’effetto del meccanismo, che varia in relazione alla consistenza mentale e/o a situazioni in cui versa il singolo soggetto.

Che Matteo Renzi sia galvanizzato per aver conquistato un partito quando fino a poco tempo fa manco gli faceva il filo ci sta. Tanto più perché quella conquista era per lui obbligata. Se non fosse riuscito a raggiungere la poltrona di segretario lo avrebbero cotto a fuoco lento. Manco tanto lento. Per quanto non avvezzo al ruolo di segretario, non si poteva permettere di lasciare quel posto a qualcuno che sarebbe stato “pungolato” dalla vecchia dirigenza. La sua “forza propulsiva” si sarebbe esaurita a breve. La cosa che meglio riesce al Pd è l’auto distruzione. Alcuni preferirebbero mantenere la “tradizione storica” dei perdenti piuttosto che vincere con Renzi.

Il discorso che il novello segretario del Pd ha fatto dopo la vittoria l’ho trovato efficace. Strutturalmente efficace. Se poi abbia “preso spunto” da alcuni, come sostiene Andrea Scanzi nel Fatto Quotidiano, poco male. Ci sono giornalisti o presunti tali che leggono certo web e “prendono spunto” senza mai citare, neppure per sbaglio o una sola volta, il sito o blog nel quale hanno trovato qualcosa che ha attirato la loro attenzione.

Non ho letto o visto il video del discorso fatto ieri da Renzi. Ho solo sentito alcuni passaggi dai servizi in tv.

Andrea Scanzi: “Pd, pregi e difetti del discorso ‘sopresina’ di Renzi’

da: Il Fatto Quotidiano

Pd, pregi e difetti del discorso ‘sorpresina’ di Renzi
di Andrea Scanzi

Ho ascoltato il discorso di Matteo Renzi. Tre considerazioni: una faceta, una formale, una sostanziale.

1) Considerazione faceta (cioè scherzosa. I bimbominkia di Renzi moderino i loro ormoni e non si cruccino per così poco). Più ascolto Renzi, più ho la sensazione che abbia un’idea di partito contra personam più che ad personam. E quella “personam” sia io. A ogni discorso mi saccheggia il libro “Non è tempo per noi” senza citarlo. Alla Comunicazione ha messo un dileggiatore seriale che mi insulta ogni tre per due. Adesso, come inno ribelle del partito, ha scelto i Negrita (i Negrita come emblema di ribellione: attendo un endorsement renziano alla Binetti come simbolo di erotismo), il cui cantante è stato condannato anni fa per avermi democraticamente aggredito. Ci manca solo che, a breve, scelga per vicepremier il compagno di banco delle medie che mi ciulò la fidanzata.

2) Considerazione formale. I discorsi di Renzi sono sempre uguali e dunque già

Mandela Day 2009: Gloria Gaynor ‘I Will Survive’

Gloria Gaynor performs "I Will Survive" at Mandela Day 2009 from Radio City Music Hall

Tito Boeri: “Le risposte che mancano”

da: la Repubblica

Per una volta, il governo Letta ha deciso. Quel trucco che faceva apparire un finanziamento molto generoso e incondizionato ai partiti come un rimborso per le spese elettorali è stato abolito. È una decisione sacrosanta.

Considerando l’ostruzionismo del Parlamento nel cancellare quella ignominia, incurante del crescente distacco, per usare un eufemismo, fra politici e cittadini. Ma i tweet trionfali di Letta e Alfano hanno omesso due particolari importanti. Primo, si tratta di una decisione presa solo a metà, perché postdatata: il nuovo regime di finanziamento dei partiti entrerà compiutamente in vigore solo nel 2017. Nel frattempo tutto può succedere, compreso un clamoroso dietrofront alla scadenza di questo governo, nel 2015. Secondo, non è chiaro come il finanziamento privato dei partiti verrà regolato. Non si tratta di un aspetto secondario dato che il finanziamento privato dei partiti non è meno privo di insidie di quello pubblico.
Vediamo prima di chiarire come funzionava l’inganno di cui ieri è stata annunciata la futura cancellazione. Poi i rischi insiti nella privatizzazione dei contributi ai partiti.

Marco Palombi: “Aboliscono i fondi ai partiti per farli ricchi come prima’


da: Il Fatto Quotidiano

Per evitare la beffa di dover versare la prima rata del 2014, il governo fa un decreto. Ma a regime, nel 2017, il risparmio sarà di soli 19 milioni

Avevamo detto che avremmo abolito il finanziamento pubblico entro l’anno e l’abbiamo fatto”. Enrico Letta ha spiegato così il decreto approvato in Consiglio dei ministri. Il nuovo testo del governo ricalca quello approvato il 16 ottobre scorso dalla Camera e debutterà nella commissione Affari costituzionali del Senato già mercoledì: praticamente si sostituirà al disegno di legge che giaceva abbandonato a Palazzo Madama da due mesi, ma con la differenza che le norme entreranno in vigore da subito. Il sistema che si va delineando, comunque, non costerà alle casse dello Stato molto meno di quello attuale: sostanzialmente si passa a regime, dal 2017, dagli attuali 91 milioni di euro a 72 milioni, mentre durante la transizione l’esborso è più o meno simile.  

IL TESTO. Come detto, i contenuti sono quelli stabiliti dalla vecchia maggioranza a Montecitorio, dove il ddl del governo era stato approvato con qualche modifica a metà ottobre: si passa in tre anni dai rimborsi elettorali sui voti ricevuti a un sistema basato sui contributi dei privati (largamente incentivati).

Crisi economica, sempre più poveri: bruciati oltre 800 miliardi, cede anche il valore delle case

da: la Repubblica

Giù la ricchezza degli italiani la crisi brucia oltre 800 miliardi cede anche il valore delle case
Superiamo americani e tedeschi, sorpasso dei francesi.
di Elena Polidori

La recessione colpisce duro, gli italiani sono sempre più poveri. Dalla fine del 2007 e dunque dall’inizio della crisi, fino a tutto il 2012, la ricchezza delle famiglie s’è erosa a prezzi costanti del 9%. E la tendenza è continuata anche quest’anno: nei primi sei mesi il calo in termini reali è dell’1,1%.
Tradotto in quattrini, significa che nel periodo sono stati «bruciati» oltre 800 miliardi di euro. Nel 2007, infatti, secondo i calcoli della Banca d’Italia, ammontava a 9.385 miliardi la ricchezza netta delle famiglie, ovvero la somma di attività reali (case, terreni) e di attività finanziarie (depositi, titoli, azioni) al netto delle passività finanziarie (mutui, prestiti personali). Nel 2012, questa somma, è scesa a 8.542.
Aumentano i poveri, dunque. Ma è il quadro complessivo che resta incerto, quando non addirittura buio. Sempre dallo stesso documento – un supplemento

domenica 15 dicembre 2013

Guido Scorza: “Bye bye Internet, la settimana nera delle nuove tecnologie"

da: Il Fatto Quotidiano

Nessuno avrebbe mai potuto pensare che in un Paese già fanalino di coda europeo in termini di diffusione di Internet ed appena uscito da quasi un ventennio di governo del Signore del telecomando, Silvio Berlusconi, sarebbe stato possibile allontanare ancora di più i cittadini e le imprese dalle nuove tecnologie e dal futuro. Eppure ci siamo riusciti.

Sono bastati una manciata di giorni a Parlamento, ministri, Governo ed Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni per riuscire in un’impresa inedita e, probabilmente, unica al mondo: mettere Internet in un sacco tricolore e gettarla lontana dai cittadini e dalle imprese del Bel Paese.

Un’asciutta rassegna di quanto accaduto nell’ultima settimana è, purtroppo, sufficiente a supportare una tanto amara conclusione.

La Camera dei Deputati, ha detto si alla c.d. webtaxcreatura dell’On. Francesco Boccia (Pd) – che impone alle imprese italiane di acquistare servizi online solo ed esclusivamente da soggetti dotati di una partita Iva italiana.

venerdì 13 dicembre 2013

X Factor 7, vince Michele Bravi: nell’edizione di Mika, la spunta ancora….Morgan



Se c’era una volta in cui dovevano vincere i Gruppi, era questa...
Michele ha un timbro e un modo di interpretare che divide. O non lo si "sente" o, al contrario, conquista. Ha sicuramente margini di crescita. Ma l'"appello" di Marco Castoldi in arte Morgan alla Sony rimarrà inascoltato. Non lo volevano "vicino" a Noemi, non lo vorranno vicino a Michele. 


da: Il Sole 24 Ore

Pronostico confermato a X Factor: vince Michele. Ape Escape secondi a sorpresa. Delirio One Direction
di Francesco Prisco



L'edizione italiana di X Factor sembra osservare con scrupolo assoluto una legge non scritta: alla fine deve vincere un concorrente di Morgan. È stato così anche quest'anno con il trionfo di Michele Bravi, ragazzo umbro dalla faccia pulita e la voce sottile partito da outsider e cresciuto puntata dopo puntata, fino a raggiungere la vetta. Alla faccia della categoria Under Donna che a inizio competizione sembrava la meglio assortita.
Il primato rispetta il pronostico della vigilia, anche in virtù dell'inedito «La vita e la felicità», donato a Michele da Tiziano Ferro. Non si può dire lo stesso per la seconda piazza, occupata a sorpresa dagli Ape Escape, trio tamarrock di Nocera Inferiore e Superiore protagonista di una rimonta prodigiosa, complice la loro grande tifoseria che dall'Agro nocerino sarnese vanta ormai ramificazioni in tutto lo Stivale. Soltanto terza Violetta, «casta diva» partita

Cinguettii: Twitter e la chat (una qualsiasi) di Uomini e Donne

Tre giorni fa, ho riportato un articolo di Andrea Scanzi che ha scovato i “cinguettii” di tale Nicodemo, uno dei 12 della segreteria di Matteo Renzi, novello segretario del Pd.
Ruolo del Nicodemo: responsabile della comunicazione (ma perché non cercare di sottrarre Claudio Messora al M5S, giusto per scegliere nel “top” della specie).

"Cinguettii” di questo tipo non sono nè i primi nè gli unici in Twitter. Di là dello specifico contenuto e dell’”oggetto” di attenzione (Travaglio e Scanzi), non fa che confermare che Twitter è, né più né meno, una chat. Più evoluta nella struttura,  ma non  diversa da quelle dove si “discute” ci si “scontra” si “esulta” ci si “eccita” per tronisti e corteggiatori di Uomini e Donne.

L’unica differenza tra Twitter e le chat di Uomini e donne è che il social network più letto e utilizzato da vips e svips è multi argomento. Questo è il suo punto di forza. Questo è il motivo che lo rende funzionale agli “internauti”. Funzionalità indiscussa soprattutto quando si fa strumento di veloce informazione e coinvolgimento. Ma, gratta gratta, non è nient’altro che una chat. I meccanismi mentali dei partecipanti sono pressochè identici, comuni, tra le più diverse chat del web. I bimbominkia non sono certo un’esclusiva delle chat sui programmi della De Filippi. Vedi tweet del Nicodemo, ma non solo.

London Grammar: ‘Nightcall’

Diritto d’autore nel web: Guido Scorza, il regolamento Agcom è legittimo?

da: Il Fatto Quotidiano

Diritto d’autore, il regolamento Agcom è (quasi) legge. Ripristiniamo la legalità
di Guido Scorza

Dopo anni di discussioni, tentennamenti e ripensamenti, oggi, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha varato la nuova disciplina sul diritto d’autore online.

L’Italia è diventato così il primo Paese in Europa nel quale un’Autorità amministrativa potrà ordinare la rimozione di qualsiasi contenuto presente nello spazio pubblico telematico, all’esito di un procedimento sommario nel quale tempi e spazi di difesa sono ridotti al di sotto del minimo consentito e, soprattutto, l’intervento dell’Autorità Giudiziaria ordinaria è solo successivo ed eventuale.

Nelle prossime ore plausi e critiche al coraggio ed alla determinazione – forse persino ostinazione – con la quale l’Autorità ha deciso di varare le nuove norme si confonderanno in un rumoroso brusio telematico.

Nuti (M5S), su Facebook l’indirizzo di casa di Faraone (Pd): la moglie del deputato, “ho paura per mia figlia”

da: L’Huffington Post

M5S pubblica l'indirizzo di casa Faraone su Facebook. La moglie del deputato: "Ora ho paura per mia figlia"

Adesso ho paura per me e la mia bambina di undici anni... Riccardo Nuti chieda scusa". Rosi Pennino, moglie del deputato Pd Davide Faraone, dopo la pubblicazione dell'indirizzo di casa del responsabile Scuola del Pd sul profilo Facebook di Riccardo Nuti (M5S) ha deciso di reagire chiedendo al deputato girllino scuse pubbliche. Un nuovo capitolo nella polemica innescata l'altro giorno tra i grillini e il deputato Pd accusato da M5s di aver avuto rapporti con esponenti mafiosi palermitani. Accuse respinte con forza da Faraone. Pennino in attesa delle scuse ha annunciato ad Huffpost di voler denunciare Nuti. Scelta che Faraone aveva già fatto: "Continuo a sfidarlo - ha detto - ma Nuti è un codardo, ieri in aula è scappato e non mi ha detto che rinuncerà all'immunità in modo che possa portarlo in tribunale. Continuo a invitarlo a ripetere le stesse parole di ieri ma fuori da Montecitorio così lo querelo".
"Gentile signor Nuti - scrive - è tra le righe che trovo il coraggio di rompere il rumore del silenzio, che circonda frastornante queste ultime ore, catapultata, mio malgrado in una violenza pubblica che fa rimbombare il mio nome, la mia data di nascita, la mia targa ed il mio indirizzo della casa in cui vivo con la mia bambina".

Marco Travaglio: “Colpa dell’interprete”

da: Il Fatto Quotidiano

L’Uomo dell’Anno si chiama Thamsanqa Jantjie e fa l’interprete per sordomuti: martedì troneggiava alla commemorazione di Mandela allo stadio di Johannesburg dietro il presidente Zuma e a due passi da Obama e dagli altri grandi e grandicelli del mondo per tradurre i loro discorsi nella lingua dei segni. Invece gesticolava a caso, col risultato di tradurre le frasi dei leader con supercazzole insensate e incomprensibili, in mondovisione.
Una scena degna di Amici miei. “Avevo le allucinazioni”, si è giustificato, “vedevo angeli entrare nello stadio. È la prima volta che mi accade, ho fatto da interprete a molte conferenze e mai nessuno si era lamentato”. Pare che l’uomo sia da tempo in cura per schizofrenia e abbia trascorso un anno in ospedale psichiatrico. Dio solo sa come sia finito al centro della cerimonia più importante dell’ultimo decennio. Ma, a ben pensarci, è molto probabile che Thamsanqa Jantjie, o un suo clone, abbia prestato servizio al Parlamento italiano per tradurre i messaggi che giungevano dal Paese alla categoria più sorda che si conosca nel nostro Paese: quella del politici.
Solo con un difetto di traduzione si può spiegare il loro comportamento

giovedì 12 dicembre 2013

Marco Travaglio: “Mafia parla, Stato tace



da: Il Fatto Quotidiano

Da oltre un anno il pm antimafia Nino Di Matteo, che sostiene l’accusa nel processo sulla trattativa Stato-mafia, è minacciato di morte proprio per quel processo e per le indagini collegate tuttora in corso. Nel settembre 2012 gli giunse un dossier anonimo di 12 cartelle con lo stemma della Repubblica italiana, di chiara fonte investigativo-istituzionale: lo avvertiva che insieme ai colleghi impegnati sul caso trattativa era spiato da “uomini delle istituzioni” che poi riversano le informazioni a una “centrale romana”, che si stava inoltrando su terreni pericolosi, che doveva fidarsi solo di Ingroia, che una serie di politici della Prima Repubblica coinvolti nella trattativa non erano stati ancora toccati dalle indagini e che l’agenda rossa di Borsellino era stata trafugata da un carabiniere.
Seguirono alcune lettere anonime con minacce mafiose e annunci di un imminente attentato avallato da Totò Riina dal carcere.

Il 26 marzo, un mese dopo le elezioni, giunse la famosa doppia lettera scritta al computer da un anonimo sedicente “uomo d’onore della famiglia trapanese” che annunciava l’eliminazione di Di Matteo “in alternativa a quella di Massimo Ciancimino”, “chiesta dagli amici romani di Matteo” (il boss Messina Denaro) con

Bruno Tinti: “Tutti i Masaniello da strapazzo”

Mi stupisce che Bruno Tinti, osservatore acuto e capace di ragionare, addossi la responsabilità della miseria economica del paese alla sola evasione fiscale. Ritengo che l’Italia sia una democrazia (?!) fondata sull’evasione fiscale, quindi: non mi sogno minimamente di ridurre gli effetti devastanti di questa consolidata pratica sociale.
Osservo però, che qualora l’evasione fiscale si riducesse notevolmente e vi fossero maggiori risorse a disposizione, con una classe politica che perpetra il ladrocinio permanente e che – dalla prima alla seconda repubblica – è stata incapace di gestire progettualmente questo paese capendo esigenze e priorità e provvedendo con soluzioni, la situazione non cambierebbe sostanzialmente. Perché se i costi della politica si gonfiano per ladrocinio e inefficienze, se non sai gestire le risorse, crei il dissesto dello Stato.
Questo paese è culturalmente e socialmente in crisi. Le responsabilità sono della classe politica disonesta, della classe politica incapace, dell’evasione fiscale e dell’industria mafiosa, molto più efficiente ed efficace delle istituzioni italiane. E sono di quegli amici che descrive Tinti nel suo articolo. Esempio palese di modello del berlusconismo.


da: Il Fatto Quotidiano

Con B&C non si può ragionare: mentono sapendo di mentire. Quelli più intelligenti elaborano le bugie e quelli più stupidi le ripetono. Anche con i grillini non si può ragionare: sono incazzati, il che non è colpa loro, ne hanno tutte le

X Factor 7, finale: Aba, Ape Escape, Michele, Violetta


Nell’era delle “larghe intese” (o larghe immobilità) politiche, anche il talent show si adegua. Quattro in finale, uno per squadra:
Violetta, Under donne – Mika
Michele, Under uomini – Morgan
Ape Escape, Gruppi – Simona Ventura
Aba, Over 25  – Elio

da: la Repubblica

X Factor 7, la finale: un mega concerto. Ape Escape: “E’ come un abbraccio”

Una finale evento, al Forum d’Assago di Milano, davanti a 8mila persone e come guest star i One Direction. X Factor si avvia ad incoronare il vincitore della sua settima edizione e per l’occasione Sky ha deciso di fare le cose in grande con una serata da mega concerto live e la messa in onda giovedì 12 dicembre alle 21.10 non solo su Sky Uno, ma anche in chiaro su Cielo per raggiungere il pubblico più ampio possibile.

Barbara Spinelli: “Il vizio dell’8 settembre”

da: la Repubblica

È probabile che gran parte degli elettori, votando Renzi e anche Civati (82%, insieme), più che un nuovo capopopolo abbia cercato precisamente questo: uscire dal ventre, chiudere l’era fetale, e fatale, cara a Napolitano.

Prima ancora che Matteo Renzi vincesse le primarie, era chiaro che la stabilità intesa come valore assoluto era una cornice vuota, senz’alcun dipinto dentro. Giaceva a terra, come il potere dei vecchi regimi che i rivoluzionari raccattano facilmente. Il nuovo segretario del Pd gli ha assestato il colpo di grazia, domenica a Firenze («ai teorici dell’inciucio diciamo: v’è andata male») e in un baleno il mondo di ieri è apparso ingrigito, obsoleto. È così anche se Renzi non sarà che schiuma delle cose.

Già da tempo in Europa son fallite le strategie anticrisi che come fondamento hanno scelto la sospensione della democrazia e dell’idea stessa di conflitto, sociale o politico. Anziché spegnersi, la crisi s’è acuita. Perfino il Wall Street Journal, in nome dei mercati, ha scritto il 24 novembre che i toni sempre bassi, i compromessi tra oligarchi, la pacificazione come dogma, prefigurano la «stabilità dei cimiteri». Continueranno a prefigurarla se Renzi non oserà un’autentica resa dei conti con Letta, e si consumerà in trattative, rinvii presto sgualciti, fiducie concesse avaramente, ma pur sempre concesse.